Krzysztof Nowak, il numero 10 eterno del Wolfsburg

krzysztof nowak

Nella stagione 2020/21 al Wolfsburg, la maglia numero 10, è sulle spalle del 28enne Yunus Malli. Tra il 1998 e il 2002 quella divisa l’ha indossata Krzysztof Nowak, centrocampista polacco, rimasto nel cuore dei tifosi dei “Lupi”. Ecco la sua storia.

Un polacco in Brasile – Classe 1975, Novak, originario di Varsavia, si è fatto conoscere prima al Sokół Pniewy e poi al GKS Tichy, per poi passare ai greci del Panachaiki, club di Patrasso. Dopo una breve parentesi al Legia Varsavia, nel 1996, a 21 anni, Krzysztof accetta di trasferirsi in Brasile, all’Athletico Paranaense. Ci va insieme al suo compatriota e coetaneo Mariusz Piekarski e ci rimane per due anni. Ventincinque partite tre reti e il desiderio di tornare in Europa. “Lì ci sono le migliori squadre del mondo”. A scovarlo è il Wolfsburg, che nel 1997 è stato promosso per la prima volta in Bundesliga.

Un punto fermo al Wolfsburg – Quando arriva in Bassa Sassonia Nowak diventa, sotto la guida di Wolfgang Wolf, uno dei cardini dei “Lupi”. Un centrocampista tecnico, grintoso e con tanta corsa che il suo allenatore definisce il “calciatore più completo che abbia mai visto”. Tra il 1998 e la fine del 2000 il polacco, che nel 1997 ha ricevuto la prima convocazione con la sua Nazionale, colleziona 83 presenze in Bundesliga, realizzando anche dieci gol.

I sintomi e la diagnosi – Alla fine del 2000, a 25 anni, per Nowak iniziano i problemi. Ha un formicolio alle braccia e qualche mese dopo, a marzo del 2001, arriva la diagnosi. Il polacco soffre di Sclerosi Laterale Amiotrofica. Il 10 febbraio, alcune settimane prima, ha giocato la sua ultima partita in Bundesliga, contro l’Hertha Berlino.

La battaglia contro la malattia – Con quella diagnosi comincia la lotta di Nowak contro la SLA. Al suo fianco i medici, la moglie Beate, i due figli e tutto il Wolfsburg, a partire dai tifosi. Anche quando le sue condizioni peggiorano ed è costretto su una sedia a rotelle è un habitué del centro sportivo dei “Lupi”, vede gli allenamenti dei compagni, parla con loro e si perde poche partite di campionato. Nel 2002 crea la Krzysztof-Nowak-Stiftung, una fondazione che si occupa di supportare iniziative di solidarietà e di aiutare le persone affette dalla Sclerosi Laterale Amiotrofica e la ricerca sulla malattia. I primi contributi per sostenerla arrivano grazie ai proventi di un’amichevole, organizzata nel gennaio 2003 con il Bayern Monaco, club che come ha raccontato Uli Hoeneß in un’intervista al sito dei “Lupi”, aveva addirittura tentato di portarlo in Baviera da giocatore.

La scomparsa e gli omaggi – Nowak, che proprio in occasione della partita di beneficenza aveva spiegato di sperare ancora in un “miracolo”, muore nel maggio del 2005, a 29 anni. Lo piangono tutti, a partire dal “suo” Wolfsburg. Che di lui non si è mai dimenticato. Sostenendo la sua fondazione e riservandogli un omaggio speciale. A ogni match casalingo dei “Lupi”, dopo l’annuncio della formazioni ufficiali, lo speaker chiama il “Nummer 10 der Herzen”, il  “numero 10 del cuore”. Che è Krzysztof Nowak, l’uomo che ha conquistato Wolfsburg con la sua voglia di lottare. In campo e fuori.

Lokomotive Lipsia: fallimenti, difficoltà, iniziative e sogni

Lokomotive Lipsia

Tornare tra i professionisti. È questo il sogno della Lokomotive Lipsia. I gialloblù, che sono l’erede del club che ai tempi della Germania Est ha vinto quattro coppe nazionali ed è arrivato fino alla finale di Coppa delle Coppe nel 1987, militano dal 2016 in Regionalliga Nordost, la quarta serie del campionato tedesco. Ci sono finiti, dopo essere falliti con il nome di VfB Leipzig ed essere ripartiti dalla 3. Kreisliga, quasi sul fondo delle serie dilettantistiche.

Un 2019/2020 al top, sul campo – Dopo tre anni di Regionalliga l’obiettivo della dirigenza è chiaro: la 3.Liga. E l’undici, guidato in panchina prima da Rainer Lisiewicz e poi da ottobre da Wolfgang Wolf, anche direttore sportivo del club, non ha deluso. Con una rosa “di categoria”, con due figli d’arte come il portiere Benjamin Kirsten e il difensore Patrick Wolf (figlio di Wolfgang), si è candidato alla testa del girone, conteso dai berlinesi del VSG Altglienicke e di un’altra “nobile decaduta” come l’Energie Cottbus. Al momento dello stop per il Coronavirus la Lokomotive Lipsia è seconda, a pari punti con l’Altglienicke, ma con un match in meno.

Le difficoltà economiche e un’idea geniale – Lo scoppio della pandemia però ha fermato il sogno della promozione e ha reso ancora più drammatica sportivamente parlando una situazione finanziaria già difficile. Nel gennaio 2020 la ETL, lo sponsor principale dei sassoni ha annunciato che non avrebbe rinnovato il contratto in scadenza il 30 giugno. In più la sospensione dei campionati ha tolto alla Lok anche gli introiti, non esattamente esaltanti ma comunque discreti, derivanti dai biglietti delle partite casalinghe al Bruno-Plache-Stadion. Per evitare di sprofondare, come successo per esempio al Rot-Weiß Erfurt, i dirigenti del club di Lipsia hanno avuto un colpo di genio. Vendere a un prezzo minimo, un euro, il biglietto per una “partita fantasma”, in programma tra la Lokomotive Lipsia e l’”avversario invisibile” nel suo impianto l’8 maggio.

La risposta è stata eccezionale: i tagliandi “virtuali” venduti sono già più di 125mila, più delle persone che erano al vecchio “Zentralstadion” il giorno della semifinale di ritorno della Coppa delle Coppe 1987 vinta contro il Bordeaux, forse il momento più alto della storia del club. L’obiettivo è battere il record di spettatori per un match giocato in Europa.

Lascia.. o raddoppia – Le entrate derivate da questa iniziativa dovrebbero consentire alla società della Sassonia di sopravvivere e di provare anche l’assalto alla licenza utile per la 3.Liga, una categoria, che a dir la verità la Lok non è neppure sicura di poter guadagnare sul campo, visto che se il campionato fosse dichiarato chiuso ora (ipotesi peraltro molto remota) a giocarsi la promozione agli spareggi sarebbe il VSG Altglienicke. I dirigenti della Lokomotive hanno già fatto richiesta alla DFB per la licenza, ma la prima risposta è stata, nella terza settimana di aprile, un secco “no”.

A non convincere gli esperti della Federazione alcuni parametri finanziari, ma soprattutto la situazione del Bruno-Plache-Stadion. Sono necessari lavori di ammodernamento, per esempio per l’impianto di illuminazione e la tribuna stampa. Altrimenti bisognerebbe, sempre in caso di ammissione alla 3.Liga, giocare in un altro impianto. Secondo alcuni media locali i dirigenti della Lokomotive avrebbero preso contatti con i proprietari del “Steigerwaldstadion”, la vecchia “casa” del Rot-Weiß Erfurt. C’è tempo fino al 22 giugno. Poi sarà un’occasione persa, l’ennesima per i gialloblù di Lipsia.