🎙 BundesITalk, puntata 36 – A che punto è l’ultima Germania di Löw

Germania Löw

BundesITalk è il podcast di Bundesitalia.com, ideato, creato e gestito dalla redazione. In 45 minuti trattiamo i principali temi del calcio tedesco.

Nella nuova puntata – registrata prima di Germania-Macedonia 1-2 – parliamo della Germania di Joachim Löw, la penultima della sua gestione, delle scelte in chiave Europeo, dell’abbondanza, dei convocati ‘mancati’, degli esordienti e del messaggio mandato riguardo il Mondiale in Qatar nel 2022. E ovviamente del futuro della panchina.

Con Giorgio Dusi, Roberto Brambilla e Stefano Fontana.

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Da Neuer out a Werner: gli errori costano a Löw il record di imbattibilità

löw

29 vittorie, 3 pareggi. Una sconfitta. All’ultima partita disputata. Sa di beffa. La Germania non aveva mai perso un match di qualificazione al Mondiale sotto la guida di Joachim Löw fino all’ultima, ultimissima partita che la Mannschaft ha giocato sotto la guida del Commissario Tecnico dimissionario e uscente dopo l’Europeo estivo.

A rompere il record e l’incantesimo la Macedonia del Nord, che con due ‘italiani’ come Goran Pandev ed Eljif Elmas ha fatto il colpaccio a Duisburg e scritto probabilmente la seconda pagina di storia più importante nella propria storia calcistica — la prima rimane la qualificazione a Euro 2020, la prima volta della selezione balcanica ad un grande torneo internazionale.

Goal del vantaggio segnato dal veterano e uomo immagine, raddoppio firmato da uno dei talenti che stanno avanzando. In mezzo, il pareggio di Ilkay Gündogan da capitano su rigore procurato da Leroy Sané e l’incredibile errore di Timo Werner a porta spalancata, senza pressione. Un liscio clamoroso, forse decisivo per le speranze dell’attaccante del Chelsea di essere il titolare all’Europeo.

 

Neanche i 6 minuti di recupero sono stati sufficienti per pervenire al pareggio. Soltanto i numeri di Musiala, inserito da Löw a ridosso del recupero, hanno portato un briciolo di speranza in un finale convulso, che però non ha fruttato il goal del disperato pareggio. Cercato, sudato, ma non raggiunto. Beffa, prima dell’Europeo. La prima sconfitta ufficiale nelle qualificazioni Mondiali per il CT. Mai prima del 2010, mai prima del 2014, neanche prima di quel disperato 2018.

Non è stata una Germania brillante come contro Islanda e Romania. Non lo sarebbe stata nemmeno se avesse vinto la partita. Anche se le occasioni ci sono state, a volte un po’ casuali e frutto del disordine. Volontà anche di un cambiamento esercitato dal CT, che ha voluto spostare Sané sulla destra per dare più spazio a Gosens sulla corsia mancina, creando una congestione nello spazio con Havertz, Goretzka e spesso anche Gnabry tutti dallo stesso lato, sbilanciando una squadra che aveva un suo equilibrio nelle scorse uscite.


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Esperimento difesa ‘a tre e mezzo’ fallito, probabilmente nemmeno necessario peraltro. Un po’ come fallita la possibilità di Timo Werner di convincere Löw a offrirgli un posto da titolare dopo la deludente prestazione di Kai Havertz nel primo tempo. Anche il centrocampo si rende protagonista negativo con recuperi visibilmente lenti sui due goal subiti e letture lontane dalla convinzione. Meglio in fase offensiva, anche se l’attacco è stato particolarmente confusionario.

L’errore più grande, forse, è stato il messaggio che il Bundestrainer uscente ha mandato alla sua squadra già a partire dalla formazione titolare: Manuel Neuer in panchina, Marc-André Ter Stegen in campo. Una scelta tecnica, per dare minuti all’estremo difensore del Barcellona e una serata di riposo al capitano e leader della squadra, che per inciso di riposare non è che ne senta tutto questo bisogno. Jogi non aveva mai rinunciato a Neuer per scelta tecnica se non a giochi già fatti, in partite che non contavano nulla o per infortuni. La squadra ha recepito la sostituzione nella peggior maniera, sottovalutando l’avversario. Risultato, quello a tabellone: 1-2.

I migliori tedeschi del 2020: la top 11 di BundesItalia.com

top 11 tedeschi 2020

Il 2020 è stato un anno atipico, per il mondo intero e per il calcio. Nel nostro piccolo, in mezzo alle difficoltà, noi di BundesItalia.com abbiamo cercato di farvi sempre compagnia, parlandovi del mondo del Fußball al meglio della nostre possibilità. In questo finale di anno, ci siamo affidati a voi che ci seguite sui nostri canali social per votare la top 11 dei migliori calciatori tedeschi del 2020.

top 11 tedeschi 2020

PORTIERE

  1. Manuel Neuer (Bayern) – 93,7% 🥇
  2. Alexander Schwolow (Friburgo-Hertha) – 4,2% 🥈
  3. Bernd Leno (Arsenal) 1,4% 🥉
  4. Marc-André Ter Stegen (Barcellona) – 0,7%

TERZINO DESTRO

  1. Lukas Klostermann (Lipsia) – 74,4% 🥇
  2. Lars Bender (Leverkusen) – 15,7% 🥈
  3. Ridle Baku (Mainz-Wolfsburg) – 5,5% 🥉
  4. Jeremy Toljan (Sassuolo) 4,4%

DIFENSORE CENTRALE DESTRO

  1. Matthias Ginter (Gladbach) – 47,6% 🥇
  2. Jérôme Boateng (Bayern) – 27,5% 🥈
  3. Marvin Friedrich (Union) – 15,5% 🥉
  4. Sven Bender (Leverkusen) – 9,4%

DIFENSORE CENTRALE SINISTRO

  1. Marcel Halstenberg (Lipsia) – 41,1% 🥇
  2. Mats Hummels (Dortmund) – 33,6% 🥈
  3. Robin Koch (Friburgo-Leeds) – 19,6% 🥉
  4. Antonio Rüdiger (Chelsea) – 5,7%

TERZINO SINISTRO

  1. Robin Gosens (Atalanta) – 79,1% 🥇
  2. Philipp Max (Augsburg-PSV) – 16% 🥈
  3. Christian Günter (Friburgo) – 3,6% 🥉
  4. Tim Leibold (Amburgo) – 1,3%

CENTROCAMPISTA DIFENSIVO

  1. Joshua Kimmich (Bayern) – 85,6% 🥇
  2. Florian Neuhaus (Gladbach) – 9,9% 🥈
  3. Diego Demme (Lipsia-Napoli) – 3,6% 🥉
  4. Maximilian Arnold (Wolfsburg) – 0,9%

CENTROCAMPISTA OFFENSIVO

  1. Leon Goretzka (Bayern) -70,1% 🥇
  2. Toni Kroos (Real Madrid) – 22,0% 🥈
  3. Kerem Demirbay (Leverkusen) – 4,1% 🥉
  4. Ilkay Gündogan (Man City) – 3,8%

ESTERNO DESTRO

  1. Serge Gnabry (Bayern) – 76,6% 🥇
  2. Florian Wirtz (Leverkusen) – 11,2% 🥈
  3. Kevin Volland (Leverkusen-Monaco) – 7,4% 🥉
  4. Jonas Hofmann (Gladbach) – 4,8%

ESTERNO SINISTRO

  1. Kai Havertz (Leverkusen-Chelsea) 101 – 47,8% 🥇
  2. Nadiem Amiri (Leverkusen) 62 – 29,3% 🥈
  3. Leonardo Bittencourt (Werder) – 14,7% 🥉
  4. Ismael Jakobs (Colonia) – 8,2%

SECONDA PUNTA

  1. Thomas Müller (Bayern) – 48,4% 🥇
  2. Julian Brandt (Dortmund) – 43,7% 🥈
  3. Luca Waldschmidt (Friburgo-Benfica) 4,7% 🥉
  4. Lars Stindl (Gladbach) – 3,2%

(Invertiti Havertz e Brandt per una differenza di voti sostanziale)

PRIMA PUNTA

  1. Timo Werner (Lipsia-Chelsea) – 86,3% 🥇
  2. Florian Niederlechner (Augsburg) – 7,3% 🥈
  3. Fabian Klos (Arminia) – 3,4% 🥉
  4. Rouwen Hennings (Fortuna) – 3,0%

ALLENATORE

  1. Hansi Flick (Bayern) – 60,4% 🥇
  2. Jürgen Klopp (Liverpool) – 19,1% 🥈
  3. Julian Nagelsmann (Lipsia) – 17,9% 🥉
  4. Marco Rose (Gladbach) – 2,6%

Sistema di votazione: voti della redazione (3 punti), voti dei membri del nostro gruppo Facebook (2 punti), sondaggi sulla nostra pagina Instagram (1 punto).

🎙 BundesITalk, puntata 25 – Il naufragio della Germania di Löw

germania löw

BundesITalk è il podcast di Bundesitalia.com, ideato, creato e gestito dalla redazione. In 45 minuti parliamo della disfatta della Germania di Joachim Löw, annientata dalla Spagna a Siviglia.

Quella della Mannschaft in Nations League è stata la peggior sconfitta nella storia dal 1931 e potrebbe portare a grandi provvedimenti e cambiamenti nei prossimi mesi. In questa puntata del podcast parliamo del presente e del futuro di una squadra che ha smarrito sé stessa.

Con Giorgio Dusi e Roberto Brambilla.

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La top 11 della Bundesliga 2019/20

Top 11 Bundesliga 2019/20

La stagione è finita ed è tempo di bilanci. Gli utenti del gruppo Facebook di BundesItalia hanno espresso le proprie preferenze e votato la top 11 della Bundesliga 2019/20. L’annata più anomala di sempre – ovviamente per cause di forza maggiore – ha comunque trovato undici protagonisti, più l’allenatore ideale per guidarli.

In porta a sorpresa il vincitore è Alexander Schwolow, certezza del Friburgo, che scavalca Neuer. L’annata del classe 1992 è stata straordinaria in termini statistici e non solo (l’avevamo raccontata poche settimane fa). Terzino destro è il neo-acquisto dell’Inter Achraf Hakimi, che stacca la concorrenza. Decisamente più serrati i voti per i centrali di difesa. L’hanno spuntata Dayot Upamecano, autentico muro della difesa del Lipsia, e il mitico Martin Hinteregger, che era già un idolo ancora prima di iniziare a segnare come un attaccante. Chiude la linea – e non poteva essere altrimenti – Alphonso Davies, eletto anche Rookie dell’anno.

A centrocampo il posto di mediano se lo prende senza discussioni Joshua Kimmich, tra le altre cose match-winner del Klassiker, affiancato da Kai Havertz, miglior centrocampista offensivo grazie a un finale in crescendo. Sulle corsie la spuntano invece due uomini del Dortmund: Jadon Sancho a destra e Julian Brandt a sinistra.

In attacco c’è il miglior numero 9 del mondo nel 2020, Robert Lewandowski, affiancato da un altro giocatore che ha letteralmente fatto impazzire tutti: Timo Werner.

Allenatore: Hansi Flick. L’uomo che ha cambiato la stagione del Bayern.

La top 11 della Bundesliga 2019/20

PORTIERE

🥇 Alexander Schwolow (Friburgo) – 51,2%

🥈 Manuel Neuer (Bayern) – 30,2%

🥉 Rafal Gikiewicz (Union) – 11,7%

TERZINO DESTRO

🥇 Achraf Hakimi (Dortmund) – 68,8%

🥈 Christopher Trimmel (Union) – 14,6%

🥉 Benjamin Pavard (Bayern) – 12,5%

CENTRO-DESTRA DI DIFESA

🥇 Dayot Upamecano (Lipsia) – 38,5%

🥈 Sven Bender (Leverkusen) – 25,6%

🥉 Matthias Ginter (Gladbach) – 17,9%

CENTRO-SINISTRA DI DIFESA

🥇 Martin Hinteregger (Eintracht) – 46,5%

🥈 David Alaba (Bayern) – 27,9%

🥉 Mats Hummels (Dortmund) – 23,3%

TERZINO SINISTRO

🥇 Alphonso Davies (Bayern) – 64,2%

🥈 Philipp Max (Augsburg) – 18,9%

🥉 Raphaël Guerreiro (Dortmund) – 17,0%

MEDIANO

🥇 Joshua Kimmich (Bayern) – 85,3%

🥈 Axel Witsel (Dortmund) – 8,9%

🥉 Maximilian Arnold (Wolfsburg) – 2,9%

CENTROCAMPISTA OFFENSIVO

🥇 Kai Havertz (Leverkusen) – 75,6%

🥈 Marcel Sabitzer (Lipsia) – 17,8%

🥉 Leon Goretzka (Bayern) – 6,7%

ALA DESTRA

🥇 Jadon Sancho (Dortmund) – 64,3%

🥈 Serge Gnabry (Bayern) – 23,8%

🥉 Marcus Thuram (Gladbach) – 11,9%

ALA SINISTRA

🥇 Julian Brandt (Dortmund) – 61,1%

🥈 Vincenzo Grifo (Friburgo) – 19,4%

🥉 Christopher Nkunku (Lipsia) – 11,1%

SECONDA PUNTA

🥇 Timo Werner (Lipsia) – 64,3%

🥈 Marco Reus (Dortmund) – 19,0%

🥉 Thomas Müller (Bayern) – 9,5%

PRIMA PUNTA

🥇 Robert Lewandowski (Bayern) – 78,4%

🥈 Erling Haaland (Dortmund) – 18,9%

🥉 Rouwen Hennings (Fortuna) – 2,7%

ALLENATORE

🥇 Hansi Flick (Bayern) – 51,4%

🥈 Christian Streich (Friburgo) – 25,7%

🥉 Marco Rose (Gladbach) – 17,1%

📲 Werner al Chelsea: i tifosi dei Blues trollano il Lipsia su Twitter

Werner Chelsea

Il futuro di Timo Werner è finalmente deciso e soprattutto ufficiale: il classe 1996 sarà un giocatore del Chelsea. Nell’era dei social il mercato si fa anche online, magari provando a convincere i giocatori a cambiare maglia con un filo di ironia. Come ha fatto un tifoso dei Blues. Sì, pochi mesi fa i troll tra l’account ufficiale del Lipsia e i fan del Chelsea erano all’ordine del giorno. Come, ad esempio, sotto questa foto postata da Werner al rientro in campo dopo la pausa invernale.

La didascalia recita “Mi sei mancata, Bundesliga”Comprensibile, visto che non segnava da un mese solo perché non c’erano partite ufficiali in mezzo, e al rientro ha fatto doppietta. Qualcuno però l’ha reinterpretata a modo suo giocando su Google Translate. Come Kyal Mason, che ha simpaticamente ‘tradotto’ l’affermazione di Werner come una dichiarazione d’addio alla Bundesliga per il suo futuro al Chelsea: “Sto andando al Chelsea, cos’è la Bundesliga?”.

In poco tempo il Lipsia ha replicato con la stessa moneta, ‘aggiustando’ la traduzione. “Bel tentativo, non mentiremo. Ma l’abbiamo sistemato per te”. Poi, sotto, la traduzione: “Ho visto giocare il Chelsea contro il Newcastle e quindi starò in Bundesliga”.

Sabato infatti i Blues hanno giocato contro il Newcastle perdendo al 94′, ma la prestazione non è stata delle più brillanti (eufemismo). E a Lipsia tendono a farlo notare, neanche troppo velatamente.

Certo, alla fine però il buon Kyal ha avuto ragione. Così come l’aveva anche Hale, titolare di un altro account. Alla fine, comunque, il Lipsia ha comunque voluto ringraziare i tifosi del Chelsea che hanno voluto Werner. E che, per la cronaca, già torturavano l’account del club della Sassonia per vedere giocare di più il loro Ethan Ampadu.

Timo Werner, il Chelsea e i rimpianti del Lipsia

Timo Werner Chelsea

Se per caso nei prossimi giorni il Chelsea dovesse rinnovare il contratto di Antonio Rüdiger, con tanto di ritocco importante allo stipendio, non stupitevi: se lo è meritato. Per le prestazioni, certo. Per la solidità e per come guida la difesa, sicuramente. Ma anche perché il centrale tedesco è stato uno dei fattori che hanno convinto Timo Werner a firmare con il Chelsea. I due si conoscono dai tempi dello Stoccarda, dove sono stati compagni. Poi hanno preso strade diverse. Ora si ritrovano a Londra. Grazie anche a un abile lavoro di intermediario – si scherza – del difensore: “Ovviamente anche io ho fatto la mia parte, durante il lockdown abbiamo parlato molto”. Insomma c’è anche del merito suo – e magari di un siparietto social di qualche settimana fa – se i Blues hanno fatto il grande colpo. Già, ma quanto grande?

La notizia del trasferimento di Timo Werner al Chelsea è stata un po’ un fulmine a ciel sereno. Un po’ come il Coronavirus, ovvero la ragione per cui il classe 1996 non vestirà la maglia del Liverpool ma quella blue. Come ha rivelato ‘The Athletic’, Klopp aveva già convinto il giocatore, che stava già cercando casa. Però qualora fosse successo qualcosa – come effettivamente è stato – il piano B dell’ex Stoccarda sarebbe stato quello di rimanere al Lipsia ancora per un anno. O magari due. Il contratto c’era, anzi c’è, ricco e solido, fino al 2023. Con la possibilità di andare via tramite clausola, come accadrà nei prossimi giorni. La differenza sta nel fatto che, stavolta, l’opzione d’acquisto è di 60 milioni di euro: anno dopo anno sarebbe diminuita.

Quest’anno Werner sta vivendo la miglior stagione della sua carriera in termini realizzativi. È diventato il primo tedesco dai tempi di Kießling nel 2013 a segnare 25 goal in una stagione di Bundesliga, è già oltre quota 30 se consideriamo anche le coppe, in proiezione potrebbe raddoppiare i 19 goal segnati lo scorso anno tra campionato e DFB-Pokal. Nei due anni precedenti si era fermato a 21. Miglioramenti notevoli, come quelli in campo: meno impacciato palla al piede, più sicuro nei suoi scatti, spesso più lucido sotto porta, anche se non ha ancora la freddezza dei grandi numeri nove del mondo. Anche perché di fatto un ‘nove’ non lo è. Il meglio lo dà quando ha libertà di allargarsi sulle fasce, di cercare la profondità lui stesso, spesso aprendosi per attaccare spazi, senza essere rinchiuso in determinate aree del campo. Tutte caratteristiche che si sono sviluppate al meglio grazie al gioco di Nagelsmann, il mago degli attaccanti. Uno che è in grado di far rendere al meglio praticamente chiunque nel reparto offensivo.

La prima perplessità nasce proprio qui: il rendimento di Werner con l’attuale tecnico dei Rotenbullen è talmente di alto livello da chiedersi se davvero convenga spezzare il sodalizio. Il Lipsia, sempre stando ai report di ‘The Athletic’, aveva dato il via libera alla cessione di Werner per potersi finanziare altri acquisti e altri rinnovi contrattuali – Upamecano, Schick, Angelino… – ma non avrebbe mai scaricato quello che probabilmente è il suo miglior giocatore. Anche perché il sopracitato contratto era stato firmato ad agosto, a inizio stagione, per evitare di andare via a zero a fine anno. Certe condizioni sono chiaramente cambiate, ma l’ambizione sportiva del Lipsia non è mai stata in discussione. Stare un altro anno, o magari due, avrebbe permesso all’ex Stoccarda di guadagnarsi forse anche maglie più prestigiose e contratti ancora più ricchi.

Il Chelsea, in effetti, non sembra al momento una squadra che rispetto al Lipsia permetta a Timo Werner un vero e proprio salto di qualità, come da aspettative – lo sarebbe stato forse di più il Bayern, anche secondo Matthäus, ma ha l’obiettivo Sané e un duo d’attacco Lewandowski-Müller che lascia poco spazio ad altri acquisti in quella zona di campo.

Difficilmente il Chelsea sarà competitivo per vincere la Premier League nel giro di un anno. Sembra soltanto un’altra vetrina per poi provare a lanciarsi verso lidi ancora più ambiziosi, sostanzialmente come già era il Lipsia. Con la differenza che in casa Red Bull Werner avrebbe avuto maggiori garanzie tecniche e tattiche rispetto al salto oltre la Manica.

In Premier League si gioca un calcio diverso a ritmi diversi e con più fisicità. Soprattutto, però, si gioca molto di più che in Germania. Il Lipsia quest’anno giocherà nel migliore dei casi 50 partite e sembreranno un’enormità; per il Chelsea invece giocare almeno 50 partite è quasi il minimo. Spesso con le coppe può arrivare a giocarne anche 60. Una potenziale arma a doppio taglio per un giocatore che ha estremo bisogno di continuità di gioco come Werner. Una gestione totalmente diversa anche di sé stesso a livello fisico. Non è un caso che quest’anno, il suo migliore, abbia giocato 37 volte da titolare e in 3 casi sia subentrato, non saltando di fatto nemmeno una partita. Più gioca, più rende. Impensabile tenere certi ritmi in Inghilterra. Specialmente in una squadra in cui c’è abbondanza in attacco: Abraham, Ziyech, Pulisic, Mount, Hudson-Odoi, Giroud.

Quest’ultimo peraltro è ai margini della rosa ed è paradossalmente il miglior compagno d’attacco possibile per Werner, uno che ha bisogno a fianco a sé di gente fisica in grado di aprire gli spazi, ma anche difendere palla spalla alla porta e giocare di sponda. Caratteristiche che appartengono al suo gemello complementare Yussuf Poulsen, compagno da quattro stagioni a Lipsia. Per lui che non è né un’ala né una punta, bensì una seconda punta a cui va concessa licenza di muoversi liberamente, riadattarsi in un contesto di gioco che non prevede una coppia d’attacco (almeno sulla carta) sarà estremamente complicato.

“Non vedo l’ora di unirmi al Chelsea e sono orgoglioso di aver scelto questo grande club. Voglio ringraziare il Lipsia, il club, i fan, per quattro anni fantastici. Sarete sempre nel mio cuore”

Timo Werner

Timo Werner al Chelsea troverà un ambiente tecnico e tattico, ma anche psicologico, totalmente diverso rispetto a quello in cui ha trascorso gli ultimi quattro anni. In realtà, qualcosa che ha già vissuto. Con la Nazionale tedesca, dove al momento è a tutti gli effetti una seconda scelta, dopo aver deluso sia al Mondiale del 2018 – zero goal in 270 minuti e mai una sufficienza – sia nel post: 3 goal in 12 partite, due contro l’Estonia. Di fatto, sempre da seconda scelta. Mentre nell’ovile di Lipsia continuava a centrare marcature multiple o azzeccare meravigliose serie di partite in goal, alternate a battute d’arresto di 4-5 partite. Forse andrà tutto per il meglio e Werner diventerà quel top player mondiale che tanti si immaginano, forse no. E in quel caso ci sarà da chiedersi se sarà lo stesso Timo a rimpiangere il Lipsia, e non solo viceversa.

10 cose da sapere per essere pronti alla ripresa della Bundesliga

bundesliga 10 cose

Allacciate le cinture, si parte. La Bundesliga prende nuovamente il via dopo due mesi di stop, con gli occhi di tutto il mondo addosso. Non sarà la stessa cosa, purtroppo, ma per ora ce la facciamo bastare, specie dopo due mesi senza calcio. Comunque, se qualcuno si fosse dimenticato dove fossimo rimasti, in questi 10 punti facciamo un riassunto. Ecco le cose da sapere per essere pronti al ritorno del Fußball.

1 – Il Borussia Mönchengladbach sta vivendo una delle migliori stagioni della propria storia. Oltre ad essere una delle squadre più divertenti, eleganti e pulite da vedere, stanno arrivando i risultati: 49 punti in 25 partite e quarto posto, a -6 dal Bayern capolista. L’ultima volta che andò meglio fu nel 1984: 50 punti dopo 25 partite, finirono terzi. Fecero meglio anche nel 1970, quando poi alzarono il Meisterschale. Nel 1975, invece, avevano esattamente questo bilancio. Vinsero anche in quel caso. 

2 – Jadon Sancho è l’uomo del momento. Non soltanto è al centro delle voci di mercato di tutti i top club, ma in campo sta vivendo un’annata pazzesca. Dopo delle difficoltà iniziali e soprattutto la sostituzione nel primo tempo contro il Bayern che fece discutere, il classe 2000 inglese ha preso per mano il Dortmund. Al momento è a 14 goal (solo Werner e Lewandowski meglio di lui) e 15 assist (dietro soltanto a Thomas Müller). Totale: 29. Nessuno come lui in Germania.

3 – La vecchia guardia del Bayern è tornata al top. Altro che bolliti: Manuel Neuer è il miglior portiere della Bundesliga secondo le classifiche che stila il ‘kicker’, e il campo gli da ragione. Thomas Müller è tornato ai fasti di un tempo con 16 assist, aggiungendoci anche 6 goal, sbaragliando la concorrenza sulla trequarti. E pensare che tra settembre e ottobre aveva collezionato 6 panchine consecutive. Jérôme Boateng, infine, è diventato un insostituibile in difesa come centro-destra, dopo l’infortunio di Süle e la linea ridisegnata da Flick con Davies terzino e Alaba centro-sinistra.

neuer contratto
Manuel Neuer va in scadenza col Bayern nel 2021. Fonte: Getty/Onefootball

4 – Il Werder Brema rischia di retrocedere. E non capita dal 1980. Nonostante una rosa all’altezza della lotta per l’Europa, Grünweiß hanno vissuto una stagione disgraziata, fatta di continui infortuni e problemi a trovare un assetto difensivo sensato. Soltanto Milot Rashica è riuscito a distinguersi. L’addio di Max Kruse è pesato molto: il Werder è penultimo in Bundesliga con 18 punti e una partita in meno delle altre. Il terzultimo posto dista 4 punti, la salvezza 8.

5 – Timo Werner viaggia a ritmi Lewandowskici. Scusate il neologismo, ma non c’è termine migliore per descrivere l’attaccante del Lipsia in questa stagione. Nella sola Bundesliga ha segnato 21 goal, 4 in meno del polacco. Dal 30 ottobre al 22 dicembre, nell’arco di 12 partite in tutte le competizioni, ha segnato 16 reti, a cui ha aggiunto anche 9 assist. Con lui in campo, praticamente, si partiva già 2-0. Non è un caso che i Rotenbullen siano diventati Herbstmeister, ovvero campioni d’inverno.

6 – Il Leverkusen nel 2020 ha un ritmo da Meisterschale. Dopo il Bayern, la squadra indubbiamente più in forma dell’anno è il Bayer: 11 vittorie in 13 partite tra Bundesliga, Europa League e DFB-Pokal. Compresa la vittoria contro il Borussia Dortmund. Soltanto Lipsia (pari) e Hoffenheim (sconfitta) sono riusciti a fermare la squadra di Bosz, che ha ritrovato anche un Kai Havertz in grande spolvero dopo le difficoltà di fine 2019: il suo bilancio è di 7 goal e 7 assist.

7 – Due neopromosse sognano l’Europa. E lo fanno legittimamente. La classifica di Bundesliga tra il 6° e il 15° vede solo 11 punti. Insomma, i ribaltoni possono essere all’ordine del giorno. Attualmente l’unico slot valido per un posto in Europa è il sesto, occupato dallo Schalke, ma se Bayern o Bayer dovessero vincere la DFB-Pokal anche il settimo diventerebbe buono. E Wolfsburg, Friburgo e Hoffenheim devono guardarsi le spalle dal Colonia dei giovani in grande spolvero e dal sorprendente Union. Due neopromosse. Sognare non costa nulla.

8 – Ci sono due allenatori ‘nuovi’. E nessuno dei due ha ancora esordito sulla nuova panchina. Il primo è Heiko Herrlich, chiamato dall’Augsburg prima della sospensione al posto di Martin Schmidt, poi lasciato in sospeso. L’altro invece è Bruno Labbadia, a cui è stato affidato l’Hertha Berlino in un momento estremamente complicato della sua storia. Ha sostituito Alexander Nouri, che a sua volta aveva rimpiazzato Klinsmann dopo le dimissioni.

9 – La lotta al titolo sembra aperta. ‘Sembra’, perché il Bayern è a +4 e non ha mai sciupato un vantaggio così ampio a questo punto della stagione. Però tra prima e quinta, ovvero Bayern e Leverkusen, ci sono 8 punti. Un distacco così stretto non si vedeva dal 2009, quando improvvisamente in testa c’era l’Hertha a 49 davanti a Bayern, Wolfsburg, Amburgo e Hoffenheim (44). Alla fine vinse il Wolfsburg.

10 – Non sarà la vera Bundesliga. Nonostante le aspettative per il ritorno del pallone, è giusto (e triste) sottolineare che l’immagine della Bundesliga di queste settimane non sarà quella reale. Forse lo potrà essere in campo, ma di certo non fuori. Perché uno dei punti di forza del calcio tedesco è l’atmosfera sugli spalti, il calore dei tifosi. Quello che mancherà, purtroppo. Se però vorremo rivedere e rivivere quegli attimi, i Geisterspiele – le partite a porte chiuse – saranno un passaggio fondamentale. Il male minore, prima di tornare, si spera presto, a gustarci il vero meglio del Fußball.