Georginio Rutter, un altro talento francese alla conquista della Bundesliga

Georginio rutter

Negli ultimi anni, la Francia ha plasmato alcuni dei giocatori più forti al mondo: l’eccellenza è sicuramente rappresentata dal fenomenale Mbappé, ma i vari Coman, Diaby ed Nkunku (che, chissà perché, provengono tutti dalle giovanili del PSG) stanno finalmente dimostrando il loro valore. A questi, in futuro nemmeno troppo lontano, potrebbe aggiungersi il nuovo gioiello dell’Hoffenheim, Georginio Rutter.

Dopotutto, di lui si parlava benissimo già quando giocava nella selezioni giovanili dell’AS Ménimur, con i suoi ex allenatori che non gli hanno mai risparmiato paragoni pesantissimi. “Somiglia a Neymar disse Lagadec, allenatore dell’U13, riferendosi alla sua capacità di divertirsi e far divertire. Diverres, che ha allenato Rutter a 9 anni, si soffermò invece sul suo carattere, semplice, educato e mai sopra le righe. Nessuna parola fuori posto, tanto lavoro per diventare uno dei migliori della sua categoria. A 12 anni, quindi, arriva il passaggio all’OC Vannes, dove Rutter rimane per 3 anni, prima di trasferirsi al Rennes, che ne nota subito le impressionanti e ancora in gran parte inespresse qualità. Con la maglia rossonera arriva quindi la definitiva affermazione a livello nazionale e internazionale, con Georgino che gioca ad altissimi livelli anche con la maglia delle nazionali giovanili, stupendo in particolare con l’U16 e l’U17, con cui realizza 8 gol in 24 presenze. 

La scheda di Georginio Rutter. Fonte: Imago/OneFootball

Nell’estate del 2018, ad appena un anno dal suo arrivo, Rutter firma il suo primo contratto da professionista con il Rennes, mettendo a tacere tutte le voci che lo volevano lontano dalla Bretagna, in un qualche top club francese o europeo. Con la serietà che da sempre lo contraddistingue, il giovanissimo francese decide così di giocarsi le sue possibilità in una realtà lontana dalle attenzioni che ne avrebbero potuto compromettere la crescita.  Nel corso della stagione 2018-2019, quindi, Stéphan decide di aggregarlo al gruppo della prima squadra, dove Rutter riesce ad inserirsi quasi alla perfezione, dimostrando tutto il suo talento e soprattutto la sua mentalità da potenziale top player. L’esordio tra i professionisti tuttavia non arriva, con il francese che anche l’anno successivo viene impiegato regolarmente solo nella squadra giovanile, con cui realizza il gol decisivo nella sfida di Youth League contro il Tikva. 

Dopo un’estate passata ad allenarsi con la prima squadra (e a sfuggire, ancora una volta, dai rumors di mercato), Stéphan ritiene che Rutter sia pronto ad esordire tra i grandi. è il 26 settembre del 2020: il Rennes sfida il Saint Etienne e vince per 3-0 grazie ad una strepitosa prestazione collettiva. Al 92esimo, Camavinga viene chiamato in panchina, e a sostituirlo c’è proprio Rutter. Un 2002 per un altro. Due minuti sono pochi per valutarne le potenzialità, ma ma tutti pensano che sia arrivato il suo momento di prendersi la prima squadra. Il tecnico francese, tuttavia, non la pensa così, tanto che fino a inizio dicembre nemmeno lo convoca con la prima squadra, che intanto vive una gravissima crisi di risultati. In Champions league, invece, Rutter viene sempre convocato e l’8 dicembre arriva l’esordio contro il Siviglia: un esordio coronato dal gol del 3-1, che rende meno amara l’eliminazione dalle coppe europee. 

Stéphan, quindi, convoca Rutter anche in campionato e il suo Rennes torna alla vittoria, mettendo in fila 7 risultati utili consecutivi e portandosi addirittura in quarta posizione. Il suo destino, tuttavia, sembra essere sempre più lontano dalla Francia: il suo contratto in scadenza nel 2021 lo rende infatti l’oggetto del desiderio di Milan, Napoli e Bayern Monaco. A prenderlo, tuttavia, è inaspettatamente l’Hoffenheim di Hoeneß, che spende appena 500 mila euro per assicurarsi uno dei centravanti più interessanti del panorama calcistico europeo. Un investimento con cui, per ora, la società del magnate Dietmar Hopp sembra aver fatto centro, anche perché per segnare il primo gol in Bundesliga l’ex Rennes ci ha messo appena 180 secondi. Le sue qualità, inoltre, suggeriscono un ruolo da futura stella del club di Sinsheim, magari da erede di Kramaric, che durante la prossima sessione di calciomercato potrebbe davvero lasciare la Bundesliga e trasferirsi finalmente in un top club.

Le caratteristiche di Rutter, infatti, potrebbero sostituirlo alla perfezione: attaccante rapidissimo e tecnicamente dotato, il classe 2002 può contare su doti atletiche impressionanti, che lo rendono difficilissimo da marcare. Non a caso, in Francia ha giocato in più di un’occasione sulla fascia, pur dando il meglio di sé da trequartista, dove può far valere la sua tecnica e il suo ambidestrismo, e soprattutto da punta centrale, dove ha mostrato tutte le qualità per diventare uno dei migliori d’Europa. A stupire, in particolare, sono i suoi movimenti, imprevedibili ed efficaci, anche se manca ancora di quella concretezza che potrebbe aiutarlo a fare il definitivo salto di qualità. Di tempo per crescere, tuttavia, ce n’è ancora tanto.

Soumaila Coulibaly, un colpo giovane per il Borussia Dortmund

soumaila Coulibaly

Storicamente, a livello recente, uno dei problemi del Borussia Dortmund è senza dubbio rappresentato dalla difesa: molle, spesso mentalmente assente e mai realmente decisiva. Anche quest’anno, salvo momenti positivi, il reparto difensivo dei gialloneri non è stato certo protagonista di una stagione di rilievo, tanto che i gol subiti da Bürki e Hitz sono ben 51. Davvero troppi per una squadra che avrebbe dovuto competere fino alla fine per la vittoria del Meisterschale. Zorc, tuttavia, non è certo rimasto a guardare e il 18 marzo ha annunciato l’acquisto di Soumaila Coulibaly, giovane difensore del PSG, considerato uno dei prospetti più brillanti del calcio mondiale.

soumaila coulibaly
La scheda di Soumaila Coulibaly.

Nato a Montfermeil il 14 ottobre del 2003, Coulibaly mostra sin da piccolo un grande amore nei confronti del calcio. A 12 anni entra quindi nelle giovanili del FC Montfermeil, il club della sua città natale, e ci mette pochissimo per mettersi in mostra: alto, rapido, forte fisicamente e tecnicamente, il piccolo Soumaula gioca sempre con ragazzi di almeno 2 anni più grandi di lui, riuscendo ad affermarsi rapidamente come uno dei giovani più interessanti dell’Ile-de-France.

Non a caso, nel 2018 il PSG decide di portarlo nella sua prestigiosissima accademia, e anche qui Coulibaly ci mette davvero poco ad impressionare i suoi allenatori, affinando ulteriormente le sue qualità tecniche e soprattutto la sua personalità, che lo porta a diventare uno dei leader della formazione U17: nella stagione 2019-2020 arriva anche la promozione in U19, dove sotto la guida tecnica di Roche (già direttore del settore giovanile del Lione) disputa quattro partite da titolare, stupendo tutti per la sua impressionante forza fisica, che, abbinata ad una capacità di corsa sopra la media, non lo fa sfigurare di fronte ad avversari anche di due anni più grandi.


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Nel corso dell’estate, quindi, Tuchel decide di portarlo in prima squadra, anche perché sembra che al suo grande salto manchi veramente poco: ciononostante, il contratto in scadenza deve essere rinnovato e la società comincia a fare le prime posto al giovane Soumaila, che, però, preferisce aspettare. Nel frattempo, continua ad allenarsi con i grandi, finendo subito sotto l’ala protettrice di Presnel Kimpembe, di cui diràPresnel è mancino come me, non posso che provare a seguire il suo esempio”. Difficile, ma tutt’altro che impossibile per un giocatore con le qualità di Coulibaly, che, intanto, non sembra più convinto di voler restare a Parigi: lo spazio per un giovane come lui è davvero poco e, non a caso, comincia a parlare con un altro prodotto del settore giovanile dei Parisiens, Nianzou, che ha lasciato Parigi a luglio per trasferirsi al Bayern Monaco, una squadra che, al contrario del PSG, crede molto dei giovani.

A dicembre, quindi, Coulibaly comincia a prendere in considerazione l’ipotesi di un trasferimento all’estero, per poter crescere e tornare a Parigi da giocatore affermato. A gennaio, tuttavia, Pochettino non lo lascia partire, benché la volontà del giocatore sia chiara: a Parigi non trova abbastanza spazio e vuole solamente giocare il più possibile. Verso la fine di febbraio, però, il classe 2003 si infortuna al crociato, mettendo fine anzitempo alla sua stagione. Quando ritornerà in campo, tuttavia, non indosserà più la maglia del PSG ma del Borussia Dortmund. Il 18 marzo del 2021, infatti, è stato ufficializzato il suo acquisto da parte della società giallonera, che è riuscita ad ottenerlo a fronte di un indennizzo di alcune centinaia di migliaia di euro, assicurandosi così uno dei centrali più promettenti di tutto il panorama europeo e, forse, completando una difesa che nel prossimo futuro potrebbe dare tantissime soddisfazioni a Zorc.

A “dare una mano”, in particolare, potrebbe essere la grande personalità e l’eccellente costanza mostrate durante i suoi anni parigini: Akanji e Zagadou (anche lui, tra l’altro, cresciuto nelle giovanili del PSG), per quanto fisicamente più pronti, hanno recentemente peccato proprio in questi due aspetti oltre che in continuità fisica, e in futuro l’innesto di Coulibaly potrebbe portare ad un vero e proprio salto di qualità di tutta la retroguardia giallonera. Le sue qualità palla al piede, inoltre, potrebbero portare anche ad un evoluzione nel palleggio della squadra, che, allo stesso tempo, potrebbe contare su una linea difensiva rapida e fisicamente insuperabile. Un investimento, quindi, che potrebbe dare i suoi frutti già nel prossimo futuro e che conferma ancora una volta la capacità del Borussia Dortmund di convincere i giovani talenti del calcio mondiale. Cosa che, invece, non sa proprio fare il PSG.

PSG, un club “made in Bundesliga”

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Dopo anni di investimenti, altissime aspettative e scottanti delusioni, il PSG è riuscito ad arrivare in finale di Champions League. Dopotutto, vincere soltanto la Ligue 1 non può essere un risultato soddisfacente, se in rosa si hanno campioni del calibro di Neymar, Mbappé e Di Maria, tanto fondamentali quanto Tuchel che, alla sua seconda stagione con i parigini, è riuscito finalmente a rendere il PSG una vera squadra, e non un mero ammasso di talenti strapagati.

Quando è arrivato a Parigi, però, l’ex allenatore del Borussia Dortmund non pensava di creare una sorta colonia tedesca in terra francese. Dopotutto, al momento della firma sul contratto, c’era un solo giocatore tedesco al PSG, e quel giocatore era Draxler, considerato il presente e il futuro del club parigino e del calcio tedesco. Ironia della sorte, quell’unico tedesco ora è un vero e proprio separato in casa, che Leonardo vorrebbe vendere a tutti i costi. Tuttavia, nei due anni della gestione Tuchel, a Draxler si sono aggiunti molti calciatori formatisi in Bundesliga e alcuni di loro rappresentano delle vere e proprie colonne portanti della formazione transalpina, che deve questa finale a un eroe inaspettato, cresciuto e si è affermatosi proprio nel campionato tedesco.

Questo vero e proprio idolo, che in passato si è reso protagonista anche di errori al limite del surreale, è Choupo-Mouting, attaccante ex Mainz e Schalke arrivato a parametro zero nel 2018. Il suo ruolo sarebbe stato quello del vice-Cavani, e infatti l’attaccante camerunense, che pur possedendo la cittadinanza tedesca ha scelto di giocare per il Camerun, ha trovato pochissimo spazio nella formazione di Tuchel, che lo aveva già allenato al Mainz. Di lui si è sempre lodata la professionalità e, dal suo gol all’Atalanta, se ne loda anche la sua capacità di fare la differenza a partita in corso. Il suo contratto in scadenza, però, non verrà rinnovato e il suo addio sfoltirà quella colonia tedesca che anche lo stesso Draxler si prepara a lasciare, con il rimpianto di non aver dimostrato il suo reale valore. Ai tempi del Wolfsburg e dello Schalke, infatti, erano in tantissimi a volere quel gioiello del calcio tedesco, che invece ora deve sperare di trovare una squadra adatta alle sue qualità.

Destino diametralmente opposto quello di Bernat, che, dopo essere arrivato dal Bayern, dove si era affermato (pur essendo cresciuto in Spagna), e dopo aver superato nelle gerarchie Kurzawa nel corso della passata stagione, si è definitivamente affermato come il leader della corsia mancina parigina, dimostrando di essere un terzino tanto affidabile quanto talentuoso, capace di garantire una buona solidità difensiva e una grande spinta offensiva.

Dopo lo spagnolo, tuttavia, a Parigi è arrivato anche un altro giocatore della Bundesliga: Thilo Kehrer, difensore centrale, mediano e all’occorrenza terzino destro, comprato dallo Schalke per oltre 30 milioni di euro. Tanti, tantissimi soldi per un giocatore che di fatto è stata la seconda scelta di Tuchel. La prima scelta, infatti, era Jerome Boateng, di cui, però, non se ne fece nulla. Anzi: i club furono vicini alla rottura, visto che il Bayern disse che il PSG con l’ex direttore sportivo Antero Henrique “non si presentava bene”. Eppure, il classe 1996, soprattutto nella prima stagione, non ha assolutamente sfigurato, per poi non riuscire a ripetersi nel corso di questa stagione a causa di un grave infortunio al piede, che, nel corso della scorsa estate, ha convinto il PSG a “fare la spesa” ancora una volta nel campionato tedesco, questa volta nel “reparto” Borussia Dortmund, da dove è arrivato il giovane Abdou Diallo, considerato uno dei più promettenti centrali del calcio francese: forte fisicamente e atleticamente, il classe 1996 è un difensore dotato di un’eccellente tecnica, che gli permette di costruire il gioco con qualità e precisione. Purtroppo nel corso del girone di ritorno una serie di infortuni ne hanno limitato le prestazioni, tanto da permettergli di scendere in campo solo in quattro occasioni.

Una finale, quella contro il Bayern, in cui Tuchel (che è stato spesso accostato proprio ai bavaresi) e molti suoi giocatori affronteranno il loro passato. Perché, come abbiamo visto, il PSG è un club “Made in Bundesliga”. Bundesliga, che, però, nessuno di loro è riuscito a vincere. Escluso, ovviamente, Bernat, che di Meisterschale ne ha vinti ben 4, con la maglia del Bayern, a cui ora cercherà di soffiare quella Champions League che non ha mai vinto in terra bavarese.

Kouassi, la nuova stellina del Bayern arriva da Parigi

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Mancano solo otto giorni e le strade di Tanguy Kouassi e del PSG si separeranno definitivamente: ad attenderlo sull’uscio c’è già il Bayern Monaco pronto ad assicurarsi le prestazioni di uno dei giocatori più talentuosi della Ligue 1 (e non solo). Lo cercavano il Lipsia e il Milan, anche il Rennes ci ha provato, ma alla fine l’ha spuntata Salihamidzic, che lo ha convinto  con un contratto fino al 2025.

I bavaresi hanno deciso di farsi un regalo niente male per celebrare l’ottavo Meisterschale consecutivo ed il trentesimo della loro storia. L’ormai ex giocatore dei parigini (ufficialità attesa nei prossimi giorni) si unisce così alla folta colonia transalpina presente ormai da tantissimi anni nella rosa dei campioni di Germania. Kouassi potrà quindi sentirsi “a casa” grazie alla presenza di Lucas Hernández (franco-spagnolo), Benjamin Pavard, Corentin Tolisso, Michäel Cuisance e Kingsley Coman.

Kouassi al Bayern: difensore o mediano?

Hansi-Dieter Flick si starà già gustando la possibilità di avere tra le mani un giocatore del genere. Tanguy Kouassi, classe 2002, è un giocatore di 187 cm che nasce come difensore centrale e che ha dimostrato nell’ultimo anno di saper giocare come mediano. Infatti lo scorso dicembre la sua vita è cambiata per sempre. Esordio in Ligue 1 contro il Montpellier seguito dalla prima volta in Champions League con il Galatasaray, niente male per un ragazzo che è diventato maggiorenne lo scorso 7 giugno. E se non bastasse, tre mesi dopo (il 15 febbraio) si è tolto lo sfizio di trovare il primo (ed il secondo) gol in prima squadra, realizzando una doppietta contro l’Amiens.

Ma che giocatore è Kouassi? I suoi 187 centimetri potrebbero far facilmente credere che lui rappresenti l’identikit perfetto del difensore roccioso. In realtà c’è molto di più. Il talento francese possiede un piede destro molto ben educato, motivo che ha spinto Tuchel anche a schierarlo nel ruolo di mediano. Perfetto in una linea a tre, l’ex PSG sa coniugare capacità in cabina di regia ad un ottima abilità di anticipare il proprio avversario e di tenergli testa anche sull’allungo. Il limite più evidente, ad oggi, riguarda invece il posizionamento. A Parigi è capitato che sbagliasse delle letture o che non si trovasse al posto giusto nel momento giusto. Niente di irrecuperabile, ovviamente, anzi con dei developing coach come quelli del Bayern migliorerà senza dubbio in questo fondamentale.

Il franco-ivoriano è pronto ad atterrare in Baviera. Ad attenderlo un carico di aspettative notevole ma anche la possibilità di crescere alle spalle di giocatori che definire esperti sarebbe un eufemismo. Chissà che dietro il tardivo rinnovo di contratto di Alaba non ci sia proprio l’acquisto di Kouassi e qualora dovesse giustificare l’hype generato dal suo talento magari la dirigenza del Bayern potrebbe far partire l’austriaco con qualche rimpianto in meno.