Kabak e la siringa: svelato il mistero dell’intervallo

kabak siringa

Negli ultimi giorni in Germania un’immagine curiosa e allo stesso tempo inusuale aveva scaturito grande curiosità. Durante la partita tra Schalke 04 ed Hertha Berlino, valida per gli ottavi di finale di DFB-Pokal, le telecamere della televisione avevano pescato una siringa tra le mani di Ozan Kabak.

Il turco aveva cominciato la sfida in panchina per turnover, lasciando spazio a Todibo e Nastasic dal 1′. All’intervallo però è entrato in campo per sostituire il francese, in grande difficoltà. Un cambio che ha sortito gli effetti sperati, visto che con l’ex Stoccarda in campo la squadra di Wagner ha ritrovato solidità e certezze.

Prima di entrare in campo, però, Kabak si è fatto portare dal compagno e amico Mercan una siringa e il suo smartphone. Poi si è iniettato qualcosa nella pancia, giusto qualche attimo prima di essere sostituito. Ovviamente le ipotesi sono state le più disparate…

E comunque no, non si tratta ovviamente di sostanze dopanti, bensì di insulina. Lo ha rivelato la ‘Bild‘, che ha spiegato che il turco è diabetico. Deve quindi fornire continuamente insulina al proprio corpo, misurandone le dosi tramite il proprio smartphone e un sensore che porta attaccato sul braccio, che gli indica lo zucchero nel sangue.

Una scena curiosa, più che altro per la sua unicità: raramente si vede un calciatore che in campo ha tra le mani una siringa. Kabak è stato probabilmente tra i primi.

L’osservato speciale: Ozan Kabak, goal e conferme

Ozan Kabak

29 punti in 16 giornate contro i 33 totali della scorsa stagione. Che a Gelsenkirchen qualcosa sia cambiato lo dicono soprattutto i numeri, anche i più banali. Nella straordinaria corsa dello Schalke 04 verso un ritorno in Europa, quasi insperato a giugno, ci sono protagonisti più o meno noti. Tanti sono giocatori che il nuovo tecnico David Wagner ha recuperato dopo il disastro dell’anno scorso, come Mascarell, Harit o Serdar. Poi però ci sono anche i nuovi arrivati, come Kenny o Raman. E soprattutto il più atteso di tutti: Ozan Kabak.

La stagione del turco era iniziata male con un infortunio al piede al secondo allenamento con i ‘Knappen’ che lo ha tenuto fuori per un mese e mezzo, facendogli saltare tutta la preparazione. Ed è per questo che, una volta tornato a disposizione, Wagner lo ha saggiamente gestito per evitare sovraccarichi su un corpo imponente. Poi è cambiato tutto: dopo 17 minuti nelle prime 9 partite, facendo da riserva agli iniziali titolari Stambouli e Sané, Kabak è diventato un insostituibile e ha giocato ogni minuto delle ultime 8 gare tra Bundesliga e DFB-Pokal. Copione che, salvo imprevisti, si ripeterà anche contro il Friburgo in Bundesliga, nell’ultima giornata del 2019.

Già, il 2019, il suo anno. A gennaio era arrivato allo Stoccarda per mano del capo scout Mislintat e dell’allora direttore tecnico Michael Reschke. Quest’ultimo in estate è poi passato a Gelsenkirchen e ha subito fatto il nome del turco (retroscena di cui vi avevamo parlato a luglio). Che, nel frattempo, in 17 partite con lo Stoccarda – poi retrocesso a fine stagione – aveva collezionato 17 presenze, 3 goal, il premio di ‘Rookie of the year’ per il miglior giovane esordiente. E un’infinità di estimatrici un giro per l’Europa, tra le quali anche il Milan.

Alla fine però è prevalsa la volontà di rimanere in Bundesliga, a 19 anni, per crescere ancora e diventare un difensore completo. Intanto è uno degli attaccanti più pericolosi dello Schalke, con 3 goal e un assist, ovviamente tutti su azioni da fermo. Nel gioco aereo ha pochissimi pari, vince oltre il 60% dei duelli e soprattutto ha il senso del goal di un vero attaccante. Ciò che però colpisce maggiormente è il miglioramento anche nella visione e nelle scelte. Ad esempio contro l’Union ha servito una sponda di testa a Raman da centravanti, non certo da difensore. Men che meno classe 2000.

Anche la sicurezza con cui gioca cresce partita dopo partita, al netto di tutti gli errori che a un 19enne con nemmeno 50 presenze tra i professionisti si possono concedere. Tutti segnali che comunque si erano già avuti nei suoi 6 mesi nel Baten Württemberg e che ora vengono confermati. Domani alla VELTINS-Arena si chiuderà quello che per Ozan Kabak è stato l’anno della svolta, quello che lo ha reso uno dei centrali maggiormente seguiti in tutto il mondo. E anche se non ha ancora un posto nella nazionale turca (Demiral e Söyüncü saranno probabilmente i titolari) lui ci sarà, almeno in panchina. Per guadagnarsi il posto ci sarà tempo. Quello, certamente, non gli manca.

I due grandi interrogativi del mercato intelligente dello Schalke 04

Schalke mercato Raman

Rivelazione indiscussa della stagione 2017/2018, con il secondo posto in classifica e la scoperta di un giovane allenatore italiano in rampa di lancio, Domenico Tedesco; una delle delusioni più grandi nel 2018/2019, “battuta” probabilmente solo dallo Stoccarda. L’altalena vissuta dallo Schalke 04 negli ultimi 2 anni ha messo a dura prova i suoi fantastici tifosi, comunque presenti come sempre in massa alla Arena aufSchalke.

Dopo un’annata del genere la rivoluzione era d’obbligo, a partire dalla dirigenza: Jochen Schneider è arrivato dal Lipsia già a marzo, con il ruolo di responsabile dell’area sport; Michael Reschke ha invece iniziato da poco la sua avventura da direttore sportivo, dopo l’infelice esperienza a Stoccarda.

Scontato anche il cambio di allenatore: dopo l’esonero di Tedesco e l’interim del traghettatore Huub Stevens la scelta è caduta su una mezza scommessa, David Wagner. Il 47enne di Francoforte (che da giocatore è stato nazionale statunitense) non ha mai allenato in Bundesliga e arriva da un esonero in Premier con l’Huddersfield, ma la stoffa c’è e la fiducia è massima.

Schneider e Reschke sono andati decisi su di lui, dandogli un supporto totale in primis mettendo a disposizione il miglior staff possibile, con psicologo e nutrizionistra inclusi, e in secondo luogo assecondandolo il più possibile sul mercato, nonostante le limitate risorse economiche. Lo scorso anno in Inghilterra Wagner ha usato in alternativa 2 moduli, 4-2-3-1 e 5-3-1-1. A Gelsenkirchen l’ex nazionale statunitense pare però intenzionato a puntare esclusivamente sulla difesa a 4. Già nel corso della prima amichevole contro l’Oberhausen la formazione è stata impostata sul 4-2-3-1, all’occorrenza trasformato in 4-4-2 offensivo. Appurato che in rosa di centrocampisti centrali che possano adattarsi a questo modulo ce ne sono, anche se un mediano di rottura in più potrebbe fare comodo, due caratteristiche saltano subito all’occhio: la necessità di un attaccante che garantisca 10/12 gol a stagione e la presenza di un giocatore di raccordo tra centrocampo e attacco.

Per quanto riguarda la difesa si potrebbe invece già essere tranquilli, salvo uscite (si parla di un interesse del Milan per Matija Nastasic): tra Sané, Nastasic e Stambouli, già presenti lo scorso anno, e l’aggiunta del colpo Ozan Kabak dallo Stoccarda, il reparto risulta sulla carta completo e ben assortito. I dirigenti dello Schalke sono intervenuti anche sui terzini, prendendo in prestito dall’Everton il giovane inglese classe 1997 Jonjoe Kenny, in modo da dare più respiro a Daniel Caligiuri e cercando Robin Gosens dell’Atalanta, alternativa di livello di Oczipka, trattativa tuttora in corso. 

In attacco è arrivato dal Fortuna Dusseldorf il belga classe 1994 Benito Raman, reduce da un’ottima seconda parte di stagione sotto la guida di Fridhelm Funkel ed è andato via Breel Embolo, ceduto al Borussia Monchengladbach. Raman è perfetto per il 4-2-3-1, in particolare come esterno alto a sinistra. 

I punti interrogativi a questo punto sono due. 

Il primo: Wagner considera di avere già in casa il trequartista, necessario nel 4-2-3-1? Attualmente in rosa soltanto Harit può forse essere considerato adatto al ruolo (è infatti stato schierato in quella posizione nella prima amichevole), mentre McKennie sembra adattato per caratteristiche e attaccanti come lo stesso Raman o Rabbi Matondo sono esterni offensivi: metterli in quella posizione sarebbero una forzatura. Se si considera inoltre la poca costanza che finora ha caratterizzato il marocchino è inevitabile pensare che per quel ruolo Reschke stia lavorando per un nuovo acquisto.

Il secondo: Guido Burgstaller, Ahmed Kutucu, Steven Skrzybski, Mark Uth e il rientrante Fabian Reese possono essere considerati attaccanti da almeno 10 gol a stagione? Anche in questo ruolo è plausibile che la dirigenza si stia muovendo per individuare un nome che possa permettere ai Knappen di evitare i limiti dello scorso anno, quando il gol è sempre stato un problema. Quello che sulla carta doveva risolvere Uth, che invece ha deluso.

Per poter raggiungere almeno due giocatori di livello lo Schalke deve fare però cassa con altre cessioni. I tre principali indiziati sono Bentaleb, Mendyl, soprattutto se dovesse arrivare Gosens, e Konoplyanka, ma ad oggi le offerte interessanti latitano. Chi sicuramente porterebbe tante risorse è Alex Nübel, di cui però Schneider e Reschke non vorrebbero privarsi, almeno non quest’anno. Il portiere dell’under 21 interessa molto al Bayern come successore di un altro ex Schalke, Manuel Neuer. La cessione in prestito di Fahrmann al Norwich e l’acquisto come vice di Marcus Schubert dalla Dinamo Dresda, portiere potenzialmente interessante ma che non sembra ancora pronto per giocare titolare in Bundesliga, confermano la volontà di resistere agli assalti dei bavaresi.

Insomma, per Reschke, Schneider e Wagner ci sarà da lavorare tanto e in più con poche risorse: per tutti un anno decisivo, con l’obiettivo di rendere nuovamente orgogliosa la gente di Gelsenkirchen.