Kimmich lascia la sua agenzia: tratterà da solo il rinnovo col Bayern

Kimmich bayern

Che Joshua Kimmich abbia una personalità smisurata lo avevano già capito tutti il giorno del suo arrivo a Monaco, quando si recò ai piani alti di Säbener Straße negli uffici dei dirigenti del Bayern per chiedere “perché proprio io?”. Nei prossimi giorni il centrocampista classe 1995 tornerà in quegli uffici per parlare con la società e discutere il rinnovo di contratto con il club.

Lo farà in prima persona, rappresentando sé stesso. Senza agenti o procuratori. Sì, perché Joshua Kimmich, come ha spiegato lui stesso alla Bild, ha deciso di staccarsi dalla fair-sport GmbH, l’agenzia che ne curava la procura fino a pochi giorni fa (e che ha ora in Leno il pezzo più pregiato della ‘scuderia’).

Non è una mossa usuale nell’epoca dei super agenti e delle commissioni a tanti zeri, quelle stesse commissioni che sembrano aver sancito la separazione di Alaba dal Bayern. Kimmich, come già successo a De Bruyne nelle ultime settimane, vuole parlare in prima persona faccia a faccia e da solo con Rummenigge, Kahn e Salihamidzic.

“È una decisione che ho preso con coscienza – ha spiegato alla Bild – l’ho maturata l’anno scorso. Ho deciso che voglio rappresentare i miei valori, le mie visioni e la mia responsabilità da solo, in prima persona. Sono convinto di poter essere il miglior rappresentante di me stesso”.

Il contratto di Kimmich scade nel 2023, ma le discussioni, iniziate con la sua vecchia agenzia, sono già molto fitte. Ora il Bayern dovrà interloquire direttamente con il suo numero 6, che vorrebbe entrare nel range di guadagno di Neuer, Müller e Lewandowski – che vanno sopra i 15 milioni di euro lordi l’anno – data la sua crescente importanza nell’economia del club bavarese e la sua costanza di rendimento ad altissimo livello.

Non è la prima iniziativa che Kimmich gestisce in prima persona, visto che già durante il primo lockdown il centrocampista del Bayern aveva fondato ‘WeKickCorona’ insieme al suo compagno di centrocampo Leon Goretzka. L’iniziativa benefica ha raccolto quasi 5 milioni di euro, donati alle associazioni più attive e alle persone più in difficoltà.

Musiala, l’uno-due, la serie: il 3-0 della Germania sull’Islanda fa già storia

Germania Islanda

L’ultimo ricordo che aveva lasciato la Germania, ormai quattro mesi fa, era un 6-0 entrato ovviamente nella storia, anche se dalla parte sbagliata. Il ribaltone subito dalla Spagna aveva aperto una serie di dubbi sul futuro che di certo non saranno fugati nel giro di tre partite in una settimana contro squadre di medio valore. Sicuramente però la risposta arrivata nella prima partita lascia intendere che l’infausta notte di Siviglia può rimanere un episodio isolato. E che l’annuncio delle dimissioni di Joachim Löw, che dopo l’Europeo chiuderà un regno di 15 anni, non sembra aver destabilizzato particolarmente l’ambiente. Germania-Islanda 3-0, un segnale di rivincita importante. Anzi, un primo segnale. Comunque, da record: è la 17esima vittoria consecutiva della Mannschaft nelle qualificazioni mondiali.

Pur senza Toni Kroos, ritornato a Madrid a causa di un fastidio di natura muscolare, la squadra di Joachim Löw non ha avuto difficoltà a sbarazzarsi di un avversario decisamente inferiore a livello tecnico e di esperienza. Con qualche scelta coraggiosa: il ritorno annunciato alla difesa a quattro che con tutta probabilità verrà riproposta all’Europeo, l’utilizzo di Emre Can come terzino sinistro date le assenze di Gosens per infortunio e Halstenberg in isolamento (è stato a contatto con Hofmann, positivo al Covid-19), la scelta di Havertz sulla linea d’attacco al posto di Timo Werner.

Dopo 7 minuti il punteggio era già sul 2-0, per effetto delle reti realizzate da Leon Goretzka e proprio da Havertz. Goal diversi, ma con una struttura simile: squadra alta, palla a Kimmich (migliore in campo per distacco) sulla trequarti, inserimento di uno degli attaccanti – Gnabry centralmente sul primo, Sané sul centro-sinistra nel secondo – serviti da Kimmich in verticale, rimorchio di uno dei centrocampisti d’inserimento – Goretzka sul primo, Havertz sul secondo – e battuta a rete. Il segnale che ci si aspettava dalla Mannschaft, che non aveva mai segnato due goal così velocemente se non nel 1969, quando i marcatori si chiamavano Gerd Müller e Overath. Un’altra epoca.

Nonostante qualche incertezza specialmente dalla parte di Klostermann, la difesa è riuscita a reggere piuttosto bene. Facile ipotizzare che quando tornerà Süle sarà Ginter a slittare a destra con Rüdiger e il classe 1995 del Bayern a comporre il duo centrale. Un paio di incertezze, ma una linea complessivamente sicura, aiutata anche dal solito Kimmich. Pallino del gioco saldamente tra le mani tedesche, con oltre l’80% di possesso palla complessivo, anche se a tratti un filo sterile.

Il secondo tempo è servito a confermare lo stato di forma eccezionale di Gündogan, arrivato al suo goal numero 18 in stagione (ieri Rüdiger lo ha definito il miglior giocatore tedesco in questo momento) con un tiro da fuori chirurgico, a far entrare in partita Neuer con un paio di parate comunque non particolarmente difficili e soprattutto a fare esordire Jamal Musiala. Il classe 2003, fresco di 18esimo compleanno il mese scorso e rinnovo di contratto quinquennale col Bayern, è diventato il più giovane esordiente nella Germania dai tempi di Uwe Seeler, che nel 1954 ha esordito a 17 anni e 354 giorni. Spazio anche per il ritorno in nazionale di Younes dopo tre anni e mezzo. Dopo il caos Covid della giornata, nella Mannschaft, per una sera, è tornato il sorriso.

I migliori tedeschi del 2020: la top 11 di BundesItalia.com

top 11 tedeschi 2020

Il 2020 è stato un anno atipico, per il mondo intero e per il calcio. Nel nostro piccolo, in mezzo alle difficoltà, noi di BundesItalia.com abbiamo cercato di farvi sempre compagnia, parlandovi del mondo del Fußball al meglio della nostre possibilità. In questo finale di anno, ci siamo affidati a voi che ci seguite sui nostri canali social per votare la top 11 dei migliori calciatori tedeschi del 2020.

top 11 tedeschi 2020

PORTIERE

  1. Manuel Neuer (Bayern) – 93,7% 🥇
  2. Alexander Schwolow (Friburgo-Hertha) – 4,2% 🥈
  3. Bernd Leno (Arsenal) 1,4% 🥉
  4. Marc-André Ter Stegen (Barcellona) – 0,7%

TERZINO DESTRO

  1. Lukas Klostermann (Lipsia) – 74,4% 🥇
  2. Lars Bender (Leverkusen) – 15,7% 🥈
  3. Ridle Baku (Mainz-Wolfsburg) – 5,5% 🥉
  4. Jeremy Toljan (Sassuolo) 4,4%

DIFENSORE CENTRALE DESTRO

  1. Matthias Ginter (Gladbach) – 47,6% 🥇
  2. Jérôme Boateng (Bayern) – 27,5% 🥈
  3. Marvin Friedrich (Union) – 15,5% 🥉
  4. Sven Bender (Leverkusen) – 9,4%

DIFENSORE CENTRALE SINISTRO

  1. Marcel Halstenberg (Lipsia) – 41,1% 🥇
  2. Mats Hummels (Dortmund) – 33,6% 🥈
  3. Robin Koch (Friburgo-Leeds) – 19,6% 🥉
  4. Antonio Rüdiger (Chelsea) – 5,7%

TERZINO SINISTRO

  1. Robin Gosens (Atalanta) – 79,1% 🥇
  2. Philipp Max (Augsburg-PSV) – 16% 🥈
  3. Christian Günter (Friburgo) – 3,6% 🥉
  4. Tim Leibold (Amburgo) – 1,3%

CENTROCAMPISTA DIFENSIVO

  1. Joshua Kimmich (Bayern) – 85,6% 🥇
  2. Florian Neuhaus (Gladbach) – 9,9% 🥈
  3. Diego Demme (Lipsia-Napoli) – 3,6% 🥉
  4. Maximilian Arnold (Wolfsburg) – 0,9%

CENTROCAMPISTA OFFENSIVO

  1. Leon Goretzka (Bayern) -70,1% 🥇
  2. Toni Kroos (Real Madrid) – 22,0% 🥈
  3. Kerem Demirbay (Leverkusen) – 4,1% 🥉
  4. Ilkay Gündogan (Man City) – 3,8%

ESTERNO DESTRO

  1. Serge Gnabry (Bayern) – 76,6% 🥇
  2. Florian Wirtz (Leverkusen) – 11,2% 🥈
  3. Kevin Volland (Leverkusen-Monaco) – 7,4% 🥉
  4. Jonas Hofmann (Gladbach) – 4,8%

ESTERNO SINISTRO

  1. Kai Havertz (Leverkusen-Chelsea) 101 – 47,8% 🥇
  2. Nadiem Amiri (Leverkusen) 62 – 29,3% 🥈
  3. Leonardo Bittencourt (Werder) – 14,7% 🥉
  4. Ismael Jakobs (Colonia) – 8,2%

SECONDA PUNTA

  1. Thomas Müller (Bayern) – 48,4% 🥇
  2. Julian Brandt (Dortmund) – 43,7% 🥈
  3. Luca Waldschmidt (Friburgo-Benfica) 4,7% 🥉
  4. Lars Stindl (Gladbach) – 3,2%

(Invertiti Havertz e Brandt per una differenza di voti sostanziale)

PRIMA PUNTA

  1. Timo Werner (Lipsia-Chelsea) – 86,3% 🥇
  2. Florian Niederlechner (Augsburg) – 7,3% 🥈
  3. Fabian Klos (Arminia) – 3,4% 🥉
  4. Rouwen Hennings (Fortuna) – 3,0%

ALLENATORE

  1. Hansi Flick (Bayern) – 60,4% 🥇
  2. Jürgen Klopp (Liverpool) – 19,1% 🥈
  3. Julian Nagelsmann (Lipsia) – 17,9% 🥉
  4. Marco Rose (Gladbach) – 2,6%

Sistema di votazione: voti della redazione (3 punti), voti dei membri del nostro gruppo Facebook (2 punti), sondaggi sulla nostra pagina Instagram (1 punto).

Leon Goretzka, tra pallone e impegno sociale

Leon Goretzka

Che Leon Goretzka non fosse un giocatore normale in campo l’aveva intuito Peter Neururer, l’allenatore che l’ha fatto esordire nel 2012, a 17 anni e mezzo con il Bochum in Zweite Liga. Di lui aveva detto “Non ho mai visto un 18enne che possa minimamente avvicinarsi al suo potenziale”. Nell’ultimo anno però in tanti, anche quelli che il Fussball non lo seguono assiduamente, hanno capito come il 25enne del Bayern Monaco – che in campo sta facendo grandi cose – è anche molto altro. Idee chiare, parole mai banali e un occhio attento, al mondo che lo circonda.

Leon+Joshua uguale #WeKickCorona – La Germania a marzo ha iniziato a vivere in prima linea il dramma dell’epidemia del Covid-19. E anche il calcio tedesco, fermo dopo i primi casi di positività, si è mobilitato per aiutare associazioni, enti assistenziali e ospedali che combattono il Coronavirus. I tifosi si sono resi disponibili per aiutare chi è in quarantena, la Nazionale ha donato 2,5 milioni di euro, mentre Goretzka, insieme al suo compagno e amico Joshua Kimmich, ha lanciato una propria piattaforma di raccolta fondi, “We Kick Corona”, per sostenere quelle realtà sociali e mediche, in prima linea contro il Covid-19. I due calciatori, che sono stati i primi a donare un milione di euro, hanno lanciato l’iniziativa con un video su Twitter e con il motto “Sul campo ci possiamo anche battere, ma il Corona lo battiamo solo insieme”. Il loro appello è stato un successo. In una settimana sono stati raccolti più di tre milioni di euro, con donazioni che sono arrivati da molti big del calcio tedesco, da Lewandowski a Sané, passando per Hummels, Rode e Klostermann, ma anche da tante persone comuni, quasi cinquecento.

Dire la propria… anche in politica – Goretzka, a differenza di molti colleghi della Bundesliga, non ha paura di parlare di un tema spinoso, come la politica. Nel febbraio 2020, intervistato da Spox e DAZN, si è espresso sull’ascesa dei populisti di “Alternative für Deutschland”. “Ci si batte la testa e ci si chiede come possa succedere” ha detto. E ancora. “Per queste persone – diceva riferito agli elettori di AfD – la soluzione è spesso di vedere il problema in altri ambiti, per esempio le migrazioni”. Nello stesso articolo ha anche espresso un pensiero su quale sia secondo lui la questione centrale. “Il compito è quello di spiegare le cose a queste persone. Quando si conosce bene un tema, si riconoscono e si trattano i veri problemi, anche il populismo di destra sparirà”.

Razzismo? No grazie – Leon Goretzka si è fatto conoscere, anche per aver parlato apertamente e senza mezzi termini contro il razzismo. Era il marzo 2019 e a Wolfsburg, in occasione di un’amichevole con la Serbia, tre sostenitori della Germania avevano rivolto insulti razzisti verso Leroy Sané e Ilkay Gündogan. In una delle conferenze stampa successive Goretzka, aveva spiegato come per lui l’integrazione non fosse qualcosa un tema di discussione, ma “qualcosa di ovvio”. Un’affermazione, che il centrocampista del Bayern aveva condito con un aneddoto. “Vengo dalla Ruhr, dove alla domanda di che nazionalità fossi, si rispondeva Schalke, Borussia, Schalke”. Una presa di posizione, accompagnata da un appello ad agire attivamente, che Leon ha ripetuto in più circostanze, l’ultima nel febbraio 2020. “Voglio incitare chiaramente – ha detto in un’intervista al Der Spiegelaffinché si proceda contro le persone che fanno affermazioni razziste”, chiedendo anche più coraggio ai colleghi nello schierarsi, lui che solo pochi giorni prima di quelle parole, aveva postato sul suo account Twitter le foto della sua visita, insieme a suo fratello e alla sua famiglia, al campo di concentramento di Dachau. Nel dicembre 2020 è stato intervistato da Die Welt relativamente al suo incontro con Margot Friedländer, una delle sopravvissute all’olocausto, definendo quel momento come “un momento in cui si rimane di ghiaccio”. “Dobbiamo essere la generazione che impedisca che questo genere di cose accada”, ha dichiarato.

L’insegnamento di Fritz Walter – Un prendere posizione, quello di Leon Goretzka, che fa rima con responsabilità. “Noi giocatori dobbiamo usare la molta attenzione che riceviamo per sensibilizzare su questi temi” ha detto in un’intervista del febbraio 2020. E ha citato Fritz Walter, che sosteneva come i calciatori siano tutti “ministri degli Esteri in pantaloni corti”. E il Fussball rischia di averne trovato uno, in un 25enne della Ruhr.

🎙 BundesITalk, puntata 25 – Il naufragio della Germania di Löw

germania löw

BundesITalk è il podcast di Bundesitalia.com, ideato, creato e gestito dalla redazione. In 45 minuti parliamo della disfatta della Germania di Joachim Löw, annientata dalla Spagna a Siviglia.

Quella della Mannschaft in Nations League è stata la peggior sconfitta nella storia dal 1931 e potrebbe portare a grandi provvedimenti e cambiamenti nei prossimi mesi. In questa puntata del podcast parliamo del presente e del futuro di una squadra che ha smarrito sé stessa.

Con Giorgio Dusi e Roberto Brambilla.

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📓 Gli appunti di Spagna-Germania 6-0: 10 spunti dal disastro di Siviglia

Spagna germania 6 0

Una serata nera come non se ne vedevano da anni. Forse neanche al Mondiale del 2018. Spagna-Germania 6-0 entra nella storia della Mannschaft come una delle peggiori prestazioni in assoluto. Era dal 1931 che la Germania non subiva una sconfitta così pesante. Peggio soltanto nel 1909 contro l’Inghilterra. I nostri appunti sulla disfatta della Germania in Spagna.

Uno. Le marcature sui calci piazzati sono un problema apparentemente risolvibile, ma che da tempo affligge la Germania. Il fatto che Gnabry e Gündogan, due tra i meno fisici in campo, marchino due pericoli nel gioco aereo come Morata e Rodri non ha alcuna spiegazione logica.

Due. In Spagna-Germania è emersa la totale assenza di marcature preventive, altro problema atavico degli ultimi tre anni, spesso risolto gestendo palla più degli avversari, anche a costo di addormentare il gioco. Tralasciando il secondo tempo, nel quale Löw ha adottato uno schieramento tattico puramente folle.

Tre. Lo avevamo già detto un mese fa: la Germania deve scegliere un sistema e cavalcarlo. Nonostante il 4-3-3 visto contro l’Ucraina avesse dato buone risposte con Koch da mediano che spesso si abbassava la difesa, l’alternanza di moduli ha fatto soltanto danni e creato confusione anziché dare certezze a una squadra che di certezze ne ha sempre avute relativamente poche a livello di collettivo.

Quattro. All’intervallo la Germania aveva un estremo bisogno di lucidità, di qualcuno in grado di tenere palla, gestire tempi e ritmi, mentalmente solido. Con due ottimi gestori del pallone come Dahoud e Neuhaus, perché inserire un confusionario come Tah e tenere in campo un Koch chiaramente in confusione? Al netto della necessità di dover cambiare Süle, per motivi fisici.

Cinque. L’assenza di Kimmich a centrocampo pesa come un macigno e si sapeva dal Klassiker. Più che a livello tattico, però, il vero buco è stato a livello di personalità. Squadra inerme senza quello che, insieme a Neuer, è di gran lunga il giocatore con più carisma in campo.

Tweet che puoi sentire.

Sei. Oltre al classe 1995 del Bayern gli altri infortuni non possono essere considerati come determinanti, se non forse quello di Havertz, comunque non ancora un giocatore di personalità e con la maturità di cambiare la partita con una giocata. Quella spettava a Gnabry e Sané, a Gündogan e Kroos.

Sette. Nel discorso del carisma si inserisce ovviamente quello dell’esclusione di Boateng, Hummels e Müller, tre veterani lasciati a casa da marzo 2019 per lanciare il ricambio generazionale. In generale è una scelta che può essere condivisibile, ma prestazioni come quelle di Siviglia non depongono in favore del modo in cui Löw ha deciso di sbarazzarsene: aprioristicamente. Nonostante in difesa i “suoi” uomini non migliorino.

Otto. Discorso diverso invece a centrocampo, dove cresce la sensazione che Toni Kroos abbia dato. Tra i giocatori più in ombra negli ultimi due anni, spesso svogliato, lento, macchinoso, con una serie di palloni persi non invidiabile. Uno dei grandi problemi sembra proprio essere il calo di rendimento del centrocampista del Real Madrid, sul quale non si può più fare affidamento.

Nove. La realtà dei fatti dopo Spagna-Germania evidenzia una volta di più che Joachim Löw non ha più futuro come allenatore della nazionale tedesca. Nonostante un contratto in scadenza dopo il Mondiale del 2022. Una sensazione che con ogni probabilità vaga silenziosamente da tempo nei corridoi federali.

Dieci. Rimarrà probabilmente un interrogativo irrisolto fino a marzo, visto che le nazionali si prenderanno una pausa, ma è certo che qualcuno pagherà questa sconfitta, sia in dirigenza (Bierhoff particolarmente esposto) sia a livello di convocazioni (Koch e Tah tra i primi convocati, ma anche Kroos, i tre attaccanti). Visto che questo non può essere considerato un passaggio a vuoto, le gerarchie della Germania rischiano di essere totalmente scombussolate. Anzi, probabilmente vanno totalmente riviste. A sei mesi dall’Europeo, non proprio il miglior scenario possibile.

Il Bayern affronta il problema del terzino destro

bayern terzino destro

L’infortunio di Benjamin Pavard occorso all’inizio della ripresa degli allenamenti, che costringerà il campione del mondo in carica a saltare probabilmente tutta la Champions League – ha portato problemi in casa Bayern Monaco, nel ruolo di terzino destro. Secondo Tobias Altschäffl, giornalista di ‘Sport Bild’, il francese è il giocatore meno sostituibile del Bayern dopo Lewandowski – e anche lì, comunque, c’è Zirkzee che i suoi goal ha dimostrato di saperli fare. Invece, sulla fascia destra di difesa, da quando Joshua Kimmich è stato riportato stabilmente al centro del campo, un sostituto naturale non esiste. Di fatto è l’unico ruolo per il quale Hansi Flick non ha una riserva al 100% naturale che non comporti delle vere e proprie rivoluzioni.

Nell’amichevole contro il Marsiglia il tecnico ha scoperto le sue carte: sarà il sopracitato Kimmich a tornare nel ruolo che ha occupato negli scorsi anni, quando era stato definito l’erede naturale di Philipp Lahm. Il suo 2020 da mediano, però, lo rendeva talmente imprescindibile nel gioco del Bayern Monaco che in molti si chiedevano se riportarlo nella posizione di terzino destro fosse effettivamente conveniente. Tanto che, come ha raccontato la ‘Bild’, in casa Bayern sono stati fatti dei veri e propri casting per andare alla ricerca del sostituto di Pavard per questa Champions League.

Il sostituto naturale, in realtà, esisterebbe: Alvaro Odriozola, arrivato in prestito dal Real Madrid a gennaio, sarebbe un terzino destro di ruolo, ma il Bayern lo ritiene inaffidabile e in allenamento non sembra abbia fatto molto per convincere lo staff tecnico a guadagnarsi una maglia da titolare. Per cui, l’opzione è scartata. Sono stati provati anche altri giocatori: Lucas Hernandez, ad esempio, ha già giocato da terzino destro all’Atlético Madrid, ma i suoi cross non sono stati ritenuti all’altezza. Anche perché Pavard in quanto a palloni scodellati in mezzo ha decisamente alzato i suoi standard col trascorrere dei mesi.

Sarebbe stato fatto un tentativo anche con Jérôme Boateng: forte del rientro di Javi Martínez, più la presenza di Lucas e Süle, il campione del mondo tedesco sarebbe potuto andare a destra, ma non ha più la corsa e la falcata di un tempo. Troppa lentezza, troppi buchi. A sorpresa, un casting lo avrebbe fatto anche Leon Goretzka, che sulla fascia ha iniziato la sua carriera al Bochum e poi allo Schalke. Flick e il resto dello staff ha però deciso di lasciar perdere e optare per mantenerlo a centrocampo: Le sue doti di inserimento, la fisicità e la tecnica lo rendono un’arma offensiva troppo importante nel sistema del Bayern.

E così, per rimpiazzare il secondo giocatore di movimento più utilizzato in stagione, Flick si affida al primo. Più di loro due soltanto Neuer, se si parla di minuti passati in campo. Kimmich ha già dichiarato che non ama giocare da terzino destro, ma per la cavalcata in Champions League del Bayern Monaco è disposto a sacrificarsi. Cosciente, lui per primo, che si tratta di una soluzione a breve termine e che la prossima stagione la giocherà nuovamente in mediana.

“Mi trovo meglio a centrocampo, da terzino devo stare su un lato del campo e spesso sono fuori dal gioco, non ci sono dentro per 90 minuti”.

Il suo posto a centrocampo vicino a Goretzka lo prenderà Thiago Alcántara, l’uomo la cui cessione potrebbe finanziare l’eventuale acquisto di un terzino destro, obiettivo di mercato concreto per il quale circolano anche i primi nomi. Pavard l’anno prossimo potrebbe aver bisogno di rifiatare – anche se, sottolineatura doverosa nel contesto, l’infortunio è di natura traumatica e non muscolare). Insomma, il Bayern Monaco per questa volta ne esce ridimensionato soltanto a metà, perdendo certo un’alternativa importante a centrocampo, ma una buona soluzione tampone per la Champions. Anche se, a lungo termine, la mancanza di alternative potrebbe diventare davvero un problema.

La top 11 della Bundesliga 2019/20

Top 11 Bundesliga 2019/20

La stagione è finita ed è tempo di bilanci. Gli utenti del gruppo Facebook di BundesItalia hanno espresso le proprie preferenze e votato la top 11 della Bundesliga 2019/20. L’annata più anomala di sempre – ovviamente per cause di forza maggiore – ha comunque trovato undici protagonisti, più l’allenatore ideale per guidarli.

In porta a sorpresa il vincitore è Alexander Schwolow, certezza del Friburgo, che scavalca Neuer. L’annata del classe 1992 è stata straordinaria in termini statistici e non solo (l’avevamo raccontata poche settimane fa). Terzino destro è il neo-acquisto dell’Inter Achraf Hakimi, che stacca la concorrenza. Decisamente più serrati i voti per i centrali di difesa. L’hanno spuntata Dayot Upamecano, autentico muro della difesa del Lipsia, e il mitico Martin Hinteregger, che era già un idolo ancora prima di iniziare a segnare come un attaccante. Chiude la linea – e non poteva essere altrimenti – Alphonso Davies, eletto anche Rookie dell’anno.

A centrocampo il posto di mediano se lo prende senza discussioni Joshua Kimmich, tra le altre cose match-winner del Klassiker, affiancato da Kai Havertz, miglior centrocampista offensivo grazie a un finale in crescendo. Sulle corsie la spuntano invece due uomini del Dortmund: Jadon Sancho a destra e Julian Brandt a sinistra.

In attacco c’è il miglior numero 9 del mondo nel 2020, Robert Lewandowski, affiancato da un altro giocatore che ha letteralmente fatto impazzire tutti: Timo Werner.

Allenatore: Hansi Flick. L’uomo che ha cambiato la stagione del Bayern.

La top 11 della Bundesliga 2019/20

PORTIERE

🥇 Alexander Schwolow (Friburgo) – 51,2%

🥈 Manuel Neuer (Bayern) – 30,2%

🥉 Rafal Gikiewicz (Union) – 11,7%

TERZINO DESTRO

🥇 Achraf Hakimi (Dortmund) – 68,8%

🥈 Christopher Trimmel (Union) – 14,6%

🥉 Benjamin Pavard (Bayern) – 12,5%

CENTRO-DESTRA DI DIFESA

🥇 Dayot Upamecano (Lipsia) – 38,5%

🥈 Sven Bender (Leverkusen) – 25,6%

🥉 Matthias Ginter (Gladbach) – 17,9%

CENTRO-SINISTRA DI DIFESA

🥇 Martin Hinteregger (Eintracht) – 46,5%

🥈 David Alaba (Bayern) – 27,9%

🥉 Mats Hummels (Dortmund) – 23,3%

TERZINO SINISTRO

🥇 Alphonso Davies (Bayern) – 64,2%

🥈 Philipp Max (Augsburg) – 18,9%

🥉 Raphaël Guerreiro (Dortmund) – 17,0%

MEDIANO

🥇 Joshua Kimmich (Bayern) – 85,3%

🥈 Axel Witsel (Dortmund) – 8,9%

🥉 Maximilian Arnold (Wolfsburg) – 2,9%

CENTROCAMPISTA OFFENSIVO

🥇 Kai Havertz (Leverkusen) – 75,6%

🥈 Marcel Sabitzer (Lipsia) – 17,8%

🥉 Leon Goretzka (Bayern) – 6,7%

ALA DESTRA

🥇 Jadon Sancho (Dortmund) – 64,3%

🥈 Serge Gnabry (Bayern) – 23,8%

🥉 Marcus Thuram (Gladbach) – 11,9%

ALA SINISTRA

🥇 Julian Brandt (Dortmund) – 61,1%

🥈 Vincenzo Grifo (Friburgo) – 19,4%

🥉 Christopher Nkunku (Lipsia) – 11,1%

SECONDA PUNTA

🥇 Timo Werner (Lipsia) – 64,3%

🥈 Marco Reus (Dortmund) – 19,0%

🥉 Thomas Müller (Bayern) – 9,5%

PRIMA PUNTA

🥇 Robert Lewandowski (Bayern) – 78,4%

🥈 Erling Haaland (Dortmund) – 18,9%

🥉 Rouwen Hennings (Fortuna) – 2,7%

ALLENATORE

🥇 Hansi Flick (Bayern) – 51,4%

🥈 Christian Streich (Friburgo) – 25,7%

🥉 Marco Rose (Gladbach) – 17,1%