Viktoria Berlino: i pionieri del calcio tedesco in 3.Liga

viktoria berlino

L’ufficialità potrebbe arrivare il 16 aprile, ma ormai la decisione sembra ormai essere già stata presa. Il Viktoria Berlino, capolista della Regionalliga Nordost, uno dei gironi della quarta serie tedesca, ferma per la pandermia dal novembre del 2020, dovrebbe giocare in 3.Liga. Una promozione che segnerebbe il ritorno tra i professionisti di un club, che ha scritto una pagina importante della storia del calcio tedesco degli albori.

Precursori – Berlino, alla fine dell’Ottocento, è una delle culle del Fussball. Il Gioco nella capitale del Secondo Reich è arrivato nel 1881 grazie ad alcuni emigranti inglesi e negli anni seguenti fioriscono i club. Nel 1888 i fratelli Jestram creano insieme ai loro compagni dell’”Askanisches Gymnasium” il BFC Germania, che utilizza inizialmente i terreni dove successivamente sorgerà l’aeroporto di Tempelhof. Un anno dopo, nel giugno 1889, cinque ragazzi berlinesi fondano il FC Viktoria, che dodici mesi dopo si fonderà con un club di cricket, dando vita al “Berliner Thorball- und Fußball-Club Viktoria von 1889”.

Campioni… in ritardo – Questa nuova squadra diventa una delle protagoniste del campionato berlinese, organizzato dal 1891 dal Deutsche Fußball- und Cricket Bund (DFuCB). Nonostante la forte concorrenza tra il 1893 e il 1897 il BFC Viktoria vince cinque titoli cittadini consecutivi, mettendosi spesso dietro i rivali del BFC Germania. Nel 1894, l’anno in cui il BFC riesce pure a battere il Dresden English Football Club, considerata una delle migliori squadre di Germania, la DfuCB vorrebbe organizzare una fase finale per determinare il migliori club dell’Impero. Delle due invitate il DFV 1878 di Hannover rifiuta perché loro giocano il “rugby football” (l’attuale rugby), mentre l’FC Hanau 93, formazione dell’Assia rinuncia perché vorrebbe giocare in casa e perché non si può permettere la trasferta nella capitale. Il torneo viene così cancellato e per “recuperarlo” ci vorranno… 103 anni. Nel 2007 infatti le due squadre si incontreranno in una sfida andata e ritorno, disputata con i palloni di fine Ottocento e che finirà con la vittoria del BFC Viktoria 1889, a cui verrà riconosciuto dalla DFB un titolo “non ufficiale”.

L’epoca d’oro – I berlinesi, che saranno nel 1900 tra i membri fondatori della Federcalcio tedesca, campioni di Germania poi lo diventeranno davvero. Dopo una finale persa contro il Freiburger Fc nel 1907, il Viktoria si ripresenta l’anno successivo alla fase conclusiva a eliminazione diretta. Ai quarti gli “Himmelsblauen”, i celesti, liquidano in trasferta per 7-0 i debuttanti del VfB Königsberg, club dell’odierna Kaliningrad in Russia (ai tempi Prussia Orientale, provincia dell’Impero tedesco) e nella semifinale si sbarazzano sempre fuori casa del Wacker Lipsia. La finale è a Berlino, ma si gioca a Tempelhof sul campo dei rivali del BFC Germania. L’avversario sono i Stuttgarter Cickers, a cui manca Otto Löble perché svolge il servizio militare e l’infortunato Karl Reich. È un match combattuto, il cui eroe è il capocannoniere del torneo Willi Worpitzky autore di una doppietta nel 3-1 finale. Dopo un’altra finale persa nel 1908, il BFC Viktoria fa il bis nel 1911. Dopo aver superato senza giocare il Lituania Tilsit, i cui giocatori non avevano ricevuto il permesso dei loro datori di lavoro, in semifinale i berlinesi liquidano 4-0 in trasferta l’Holstein Kiel. Ad aspettarli in finale, a Dresda, il VfB Leipzig, il club che nel 1903 aveva vinto il primo titolo tedesco della storia. Il risultato è lo stesso del 3-1 e l’uomo decisivo è sempre Worpitzky, che ha segnato di nuovo due reti.

La caduta e i lampi – Dopo la Prima Guerra Mondiale il BFC Viktoria, che prima del 1914 aveva anche collezionato pure tre Coppe di Berlino e una serie di titoli cittadini, non riesce a stare costantemente nell’élite del calcio tedesco. Nella capitale comincia a brillare l’Hertha e a livello nazionale il miglior periodo è quello degli Anni Trenta, dove il Viktoria ottiene la partecipazione alla Gauliga, la neonata massima serie organizzata su gironi della Germania Nazista. Nel 1934 disputerà addirittura alla fase finale, arrendendosi in semifinale al Norimberga, poi finalista perdente contro lo Schalke. Nel dopoguerra, con la divisione della Germania e di Berlino, il Viktoria diventa una delle protagoniste della Oberliga Berlin, uno dei gironi in cui era articolato il campionato della Germania Ovest. Nel 1955 e nel 1956 gli “Himmelsbauen” si qualificano per il torneo che assegna il Meisterschale. È una “Cenerentola” che in due apparizioni colleziona 10 sconfitte e due pareggi. Nel 1960 i ragazzi che giocano a “Friedrich-Ebert-Stadion” rischiano addirittura la bancarotta. Per salvarsi i dirigenti invitano il 16 agosto di quell’anno addirittura il Real Madrid di Ferenc Puskas e Alfredo Di Stéfano per sfidare una selezione mista di calciatori di Hertha e Viktoria. Si presenteranno in 30mila, che vedranno la vittoria dei blancos per 1-0.

I dilettanti e la fusione – A inizio Anni Sessanta dopo non essersi qualificati per rappresentare Berlino nella neonata Bundesliga il Viktoria vive più di quarant’anni d’anonimato sportivo, patendo anche l’immissione delle squadre della ex DDR dopo la Riunificazione. Decisivo è il 2013, che è l’anno del trionfo in quinta serie e della notizia della fusione (già tentata nel 2002) con il Lichterfelder FC Berlin 1892, per dare vita al FC Viktoria 1889 Berlin. L’obiettivo dichiarato è diventare la terza forza del calcio berlinese. I problemi non si risolvono tanto che nel 2018, per uscire da una situazione finanziaria difficile dovuta a una cocente delusione (la fine dell’interessamento del magnate di Hong Kong Alex Zheng) si decide per separare dal punto di vista societario la prima squadra dalle altre formazioni, che costituiscono la più grande sezione calcistica di una società tedesca, con 65 squadre e più di 1600 membri.

Il futuro, nonostante la promozione però rimane è tutto da scrivere, visto che il FC Viktoria 1889 Berlin, oltre alla possibile sostenibilità economica della 3.Liga e l’allestimento di una rosa competitiva, ha una questione non da poco da risolvere, lo stadio per le partite casalinghe. Lo Stadion Lichterfelde dove ha giocato le ultime stagioni non ha i requisiti per la terza divisione e gli altri impianti cittadini non sono disponibili. In questa nuova avventura a guidare i berlinesi ci sarà anche un azzurro, l’allenatore di origine italiana Benedetto Muzzicato, ex giocatore tra gli altri di Union Berlino e del Werder Bremen II.

🗒 2.Bundesliga Café, ep. 2 – Sale il St. Pauli, crolla l’Amburgo

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IN VETTA ALLA 2.BUNDESLIGA 📈

A guidare la classifica di 2.Bundesliga c’è ancora il Bochum di Thomas Reis, capolista solitaria grazie ai goal e alle giocate di Zulj, fin qui nettamente il miglior giocatore di tutta la 2.Bundesliga 2020/21. Al secondo posto l’Holstein Kiel, che prosegue con ottima regolarità nonostante non sia riuscito a vincere gli scontri diretti. Stesso discorso per il Greuther Fürth, finito a quota 43 complice anche un calendario difficile nelle ultime quattro giornate. Rimane al terzo posto l’Amburgo, in un momento nero (ci arriviamo…). Si vanno vedere negli specchietti il Karlsruhe che spera ancora, l’Heidenheim che si rilancia e poi il Fortuna Düsseldorf che cerca di riprendersi.

IN CODA 📉

Non si schiodano dall’ultimo posto i Würzburger Kickers, che hanno però vinto un’altra partita, la seconda nel 2021 e la quarta dell’anno. Vittima illustre: l’Amburgo. Cade al penultimo posto il Sandhausen, con soltanto 3 punti nelle ultime 5. La peggior squadra della Zweite al momento è però l’Osnabrück, che ha vinto la prima partita del 2021 contro l’Holstein Kiel e poi le ha perse tutte. Marco Grote è stato esonerato e al suo posto è arrivato Markus Feldhoff. Buon momento per il Braunschweig, che ringrazia anche Felix Kroos, fratello di Toni, che ha deciso lo scontro diretto col Sandhausen e tolto l’Eintracht dalla zona retrocessione. Poco più sopra il sempre pericolante Norimberga, Darmstadt e Regensburg.

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La classifica della 2.Bundesliga. Fonte: Sky

IL GIOCATORE DEL MESE ⭐

Tim Kleindienst aveva lasciato l’Heidenheim dopo il Relegationsspiel perso con il Werder Brema. Aveva scelto il Gent (come Dorsch) con l’ambizione di giocare la Champions League. Non è andata bene. A gennaio è tonato in prestito al suo vecchio club e gli ha fatto cambiare passo. Come? A suon di goal. 5 presenze, 7 goal, 3 vittorie e un pareggio con lui in campo. Ha saltato l’ultima coi Kickers, ma i sui compagni hanno comunque fatto il loro lavoro portando i tre punti. L’Heidenheim ha nuovamente sprintato. E il discorso promozione torna d’attualità.

LA SQUADRA PIÚ IN FORMA 🔥

16 punti nelle ultime 6 partite. Soltanto il pareggio col Karlsruhe ha fermato la striscia positiva del St. Pauli, che nel 2021 ha ottenuto 24 punti in 12 partite. Un ritmo da promozione, peccato che nelle precedenti 12 ne fossero arrivati soltanto 8. Trascinati dal duo d’attacco composto da Burgstaller e Marmoush, con il supporto dei centrocampisti Zalazar e il match winner del derby Kyereh, i Kiezkicker hanno cambiato passo e si sono assicurati almeno la permanenza per un altro anno in Zweite. La promozione sembra un discorso inarrivabile. Pensando a due mesi fa, però, va bene così.

 

LA SORPRESA 😯

La parabola negativa dell’Osnabrück di cui vi abbiamo accennato qualche riga sopra è certamente la sorpresa in negativo di quest’ultimo mese di 2.Bundesliga. Dopo 11 partite giocate, parlavamo della squadra di Marco Grote come uno degli allenatori più interessanti e dell’ex squadra di Thioune (ci arriviamo…) come la rivelazione del campionato. Invece qualcosa si è rotto, Grote ha perso il posto e la squadra ha una striscia aperta di nove sconfitte consecutive. 13 partite perse nelle ultime 16 giornate. E una situazione finita per precipitare. La priorità ora è una salvezza certamente non facile.

LA DELUSIONE 👎

Fino a fine gennaio non c’era alcun dubbio sulla stagione dell’Amburgo, che sembrava aver ritrovato la serenità necessaria per proseguire la corsa verso il ritorno in Bundesliga. Ad oggi, però, raccontiamo di una squadra che non vince da cinque partite, che ha conquistato solo tre punti, che è uscita sconfitta dal derby, che ha perso nuovamente van Drongelen per infortuni – si era infortunato nell’ultima giornata dell’anno scorso, è rientrato nel derby e si è rifatto male – che ha visto il proprio capitano Tim Leibold espulso per una spinta gratuita. Insomma, non ne sta andando bene una. Il solito Amburgo delle ultime stagioni di 2.Bundesliga. Altro fallimento in arrivo?

Le cose che vi siete persi nei quarti di finale della DFB-Pokal 2020/21

quarti DFB-Pokal 2020/21

Werder e Regensburg: a presto, quarti di DFB-Pokal 2020/21!

Il quadro delle semifinali di DFB-Pokal 2020/21 non sarà chiaro prima di qualche settimana. La sfida tra il Werder Brema e lo Jahn Regensburg è stata rimandata a causa delle positività nel gruppo squadra dello Jahn, che starà in quarantena per due settimane. Il Werder, ovviamente, ha compreso la situazione e accettato la decisione.

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Rose e Terzic, Haaland e Maric: presente e futuro

René Maric, 28 anni, è uno dei vice allenatori più stimati nel mondo del calcio, specie per la sua capacità tattica e per il sito Spielverlagerung, su cui si parla – appunto – di tattica. Lavora da tempo con Marco Rose. I due sono stati insieme anche a Salisburgo. E hanno allenato una giovane Erling Haaland, che non si è dimenticato di Maric. E dopo la partita di DFB-Pokal è andato a salutarlo. Presto si incontreranno di nuovo: Maric seguirà Rose in giallonero. Una foto di amicizia, ma che ha fatto molto discutere i tifosi del Gladbach.

Terzic e il futuro

Comunque, a proposito di incontri: Terzic l’anno prossimo sarà vice di Rose e prima della partita ha detto che “non vede l’ora di lavorare con lui”. Intanto l’ha battuto.

Watzke l’ha vissuta male…

Aki Watzke, CEO del Borussia Dortmund, ha affermato che durante le partite perde uno o due kg per la tensione. Ecco, dopo la sfida col Gladbach, sembra averne perso qualcuno in più. E anche preso qualche anno in più.

Fuochi d’artificio a Essen

Il sogno del Rot-Weiss Essen, club di quarta serie, è finito contro l’Holstein Kiel. Nonostante i tifosi abbiano provato a tenere svegli i giocatori avversari la notte prima sparando qualche fuoco d’artificio sotto il loro hotel. Ne hanno sparati anche durante la partita, ma non son serviti a scalfire la voglia di Fin Bartels e compagni di vincere. 0-2 e semifinale. Niente male. Neanche i fuochi.

Fonte: Getty/OneFootball

Lo scivolone di Weghorst

Lo avete visto nella foto profilo e ve lo abbiamo raccontato ieri sera: il Wolfsburg aveva l’occasione di andare in vantaggio contro il Lipsia, ma l’attaccante olandese è slittato sul dischetto e ha clamorosamente mancato l’occasione di portare la sua squadra in vantaggio.

L’imbattibilità interrotta di Casteels

Nonostante sia riuscito in parate fuori dall’ordinario, il portiere del Wolfsburg ha perso la sua imbattibilità dopo 800 lunghi minuti di resistenza senza nemmeno subire goal. Gliel’ha tolta Yussuf Poulsen, diventato capocannoniere della competizione con 5 goal. Ha fatto ancora parate incredibili, ma non è bastato per permettere al Wolfsburg di centrare la qualificazione.

 

DFB-Pokal 2020/21

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La seconda serata di Pokal: conferma Lipsia, sorpresa Holstein Kiel

Lipsia Pokal

In attesa che venga recuperato l’ultimo match, quello tra Jahn Regensburg e Werder Brema – rimandato a causa di un focolaio di Covid-19 nella squadra bavarese – il quadro delle semifinaliste della DFB-Pokal 2020/21 si definisce. Al Borussia Dortmund si aggiungono infatti l’Holstein Kiel, vera e propria squadra rivelazione della coppa ma in generale della stagione, e il Lipsia, che punta dritto al suo primo trofeo nella storia del club.

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Vi abbiamo già raccontato nel dettaglio la storia delle ‘cicogne’ dell’Holstein Kiel, un club con un passato nobile, ma che da tempo non viveva tali fasti. Mentre occupa in coabitazione col Bochum la  testadella classifica di 2. Bundesliga, la squadra del nord della Germania continua a sognare anche in DFB-Pokal. Dopo aver compiuto l’impresa di eliminare il Bayern Monaco e aver battuto il Darmstadt ai calci di rigore, la squadra del 32enne Ole Werner è riuscita a battere anche il Rot-Weiss Essen, club di quarta serie che stava vivendo un sogno dopo aver eliminato il Leverkusen. Nonostante qualche fuoco d’artificio, i goal di Mühling e Serra nel primo tempo, a cui si è aggiunto quello di Mees nel finale, hanno permesso all’Holstein Kiel di vincere 0-3 in scioltezza e guadagnarsi un posto tra le migliori quattro. Un traguardo apparentemente impensabile fino a qualche mese fa.

Nella seconda semifinale è invece stato il Lipsia a passare, eliminando un Wolfsburg che ha perso l’imbattibilità. Dopo 800 minuti, Koen Casteels ha subito il goal fermando così la sua lunga serie senza incassare reti. Merito di Yussuf Poulsen, ma soprattutto di un Alexander Sørloth che è entrato dalla panchina e ha cambiato la gara: ha avviato e rifinito l’azione dell’1-0 e poi ha propiziato anche il goal del 2-0 con un dribbling su Brooks sulla destra prima che l’altro subentrato Hwang mettesse in porta il raddoppio. Ancora una volta, dopo il successo contro il Gladbach, Nagelsmann l’ha vinta con i cambi.

Tanti rimpianti per il Wolfsburg, che ha perso nella ripesa dopo aver giocato un eccellente primo tempo e aver avuto l’occasionassimo per chiuderla con Wout Weghorst, che è scivolato dal dischetto calciando in cielo il pallone del possibile 0-1 che avrebbe forse cambiato la storia. In semifinale di Pokal, invece, ci va diretto il Lipsia.

quarti DFB-Pokal 2020/21
Lo scivolone di Weghorst. Fonte: Getty/OneFootball

DFB-Pokal 2020/21

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Holstein Kiel: tra il sogno Bundesliga e la corsa alla DFB-Pokal

Holstein Kiel

Kiel, Schleswig-Holstein. 13 gennaio 2021. Una data che mai verrà dimenticata nella città più importante dell’unico Land dell’ex Germania Ovest che non ha mai avuto una squadra in Bundesliga. La sera in cui all’Holstein-Stadion la squadra di casa ha battuto il Bayern Monaco, la versione probabilmente più forte, quella campione di tutto, nel secondo turno di DFB-Pokal. Ai rigori. Dopo aver riacciuffato una partita che nel recupero sembrava persa. Un recupero allungato per l’infortunio di Kimmich, grazie ad un colpo di testa, o forse di spalla, di Hauke Wahl. Un difensore proiettato alla disperata in area. Non lo sa nemmeno lu come l’abbia presa.

Eppure, è stato il goal che ha portato prima ai supplementari e poi ai rigori una partita che sembrava all’apparenza già segnata ancora prima di iniziare. In mezzo alla bufera di neve che si è abbattuta su Kiel, è successo il miracolo. Non è bastato neanche l’ingresso di Lewandowski, che nel 2012 aveva già vinto all’Holstein-Stadion, dominando col Borussia Dortmund. Altri tempi. Ci è tornato 3258 giorni dopo, ma stavolta non gli è andata così bene. Bayern contro Kiel doveva essere uno scontro impari, oltre che inedito, ma è andata diversamente.

Decisivo l’errore di Marc Roca. Soprattutto, però, decisivo Fin Bartels. Che a Kiel ci è nato e quest’estate ci è tornato. Che nella sua carriera in Bundesliga, sviluppatasi soprattutto con il Werder Brema, contro il Bayern Monaco aveva sempre puntualmente perso. Fino a questa sera, quando si è trovato sul piede il rigore decisivo. A 34 anni da compiere, ha avuto l’opportunità di fronteggiare e battere la sua nemesi. Non con la maglia del Werder Brema, ma con quella del suo Holstein Kiel. La squadra che sta provando a trascinare fino al miracolo DFB-Pokal, visto che dopo aver battuto il Bayern ha steso anche  Rot-Weiss Essen e Darmstadt ed è in semifinale. E a portare per la prima volta in Bundesliga – nonostante abbia un campionato tedesco in bacheca, nel lontanissimo 1912.

Al primo posto parimerito in Zweite Liga insieme al Bochum, la squadra allenata da Ole Werner sta vivendo una delle migliori stagioni della sua storia recente. Quasi come nell’annata 2017/18, quando era arrivata fino al terzo posto e allo spareggio per essere promosso. Prima che il Wolfsburg di Mario Gomez interrompesse l’incantesimo riportando tutto alla brusca realtà. Nonostante, a voler essere pignoli, in quei 180 minuti forse erano proprio die Störche, le ‘cicogne’ -soprannome dovuto secondo alcuni ai colori della divisa e secondo altri alla presenza di una birreria – a meritare un posto tra i grandi, piuttosto che la squadra di Labbadia.

In panchina c’era Markus Anfang, poi ci sono passati Tim Walter, André Schubert. Nomi che ai più possono essere sconosciuti, ma che dopo aver allenato l’Holstein Kiel si sono guadagnati panchine importanti come Colonia o Stoccarda (Schubert aveva allenato il Gladbach e lavorato ad alto grado in federazione). Invece oggi c’è Ole Werner, che è nato nelle vicinanze di Kiel, ha 32 anni ed ha appena concluso il corso per conseguire il patentino di allenatore. Eppure secondo molti è già uno dei tecnici più quotati di tutta la Zweite per l’organizzazione tattica delle sue squadre: miglior difesa in 2.Bundesliga. E l’attacco regge, finché lo sostiene Fin Bartels. Che a dicembre ha segnato un goal decisivo in rovesciata per battere il Norimberga. Goal che ha fatto il giro del mondo. Ovviamente.

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Ole Werner, allenatore dell’Holstein Kiel. Fonte: Getty/OneFootball

Il volto copertina è il suo. Dietro, però, c’è tutta una squadra che funziona benissimo. A partire dal coreano Jae-Sung Lee, ormai un idolo a Kiel: da due anni e mezzo fa ammattire tutte le difese con colpi di classe che poco si addicono alla Zweite. E pensare che è arrivato in Germania dopo averla eliminata con la Corea del Sud (è un pilastro della sua Nazionale dal 2015) al Mondiale 2018. Oppure il portiere Geliosche ha messo le mani sul rigore di Marc Roca, che per anni è stato terzo portiere dell’Augsburg, prima di diventare il titolare all’Holstein Kiel. Oppure Janni Serra, classe 1998, che in Germania è conosciuto per essere già una costante nelle nazionali giovanili e per il suo passato nel Dortmund. O l’ex Schalke Reese, che contro il Bayern ci aveva esordito. O van den Bergh, un terzino che ha un grande passato anche in Bundesliga.

Nomi che, in generale, non si conoscono per particolare prestigio. Che però a Kiel hanno trovato la loro dimensione. Come Meffert e Mühling, il duo che governa il centrocampo, ex Leverkusen che hanno ritrovato nello Schleswig-Holstein la costanza di rendimento e un ambiente con zero pressioni. Che gioca in un ambiente sereno, anche perché a Kiel lo sport più seguito è la pallamano: il club locale, il THW, è campione d’Europa in carica e la più titolata in Germania quando si parla di campionati. Il calcio è secondario, anche perché tra il 1981 e il 2017 la squadra era sempre rimasta a vagare tra terza e quarta serie. Per una sera, invece, gli occhi sono stati sull’Holstein-Stadion, che a novembre compirà 110 anni di vita. Purtroppo era tristemente deserto, ma non ha frenato l’entusiasmo di un club che è riuscito in un vero e proprio miracolo sportivo battendo al Bayern e continua a sognare. In DFB-Pokal e in Bundesliga.

All’insegna delle sorprese: le rivelazioni della DFB-Pokal 2020/21

dfb-pokal 2020/21

Con i quarti di finale della DFB-Pokal 2020/21, in programma il 2 e 3 marzo, la competizione entra nel vivo. E anche quest’anno sono rimaste in gioco squadre certamente non abituate a certi palcoscenici.Scorrendo gli accoppiamenti si notano subito due peculiarità: l’assenza del Bayern Monaco schiacciasassi e la massiccia presenza di squadre che non giocano in Bundesliga, ben tre su otto totali.

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Storicamente la DFB Pokal ha sempre visto outsider ben figurare in questa competizione, favorite dal format del torneo a partita secca. E anche quest’anno ne abbiamo avuto una conferma. Jahn Regensburg e Holsein Kiel (2. Bundesliga) e Rot-Weiss essen (Regionalliga), sono le “cenerentole” della competizione, il cui approdo a questo punto del torneo rappresenta già una pagina lucente della loro storia.

Tre squadre, tre storie diverse. Partiamo dall’Holstein Kiel, forse la più quotata delle tre, anche grazie allo scalpo di prestigio dei sedicesimi, dove in una freddissima serata di gennaio ha buttato fuori dalla competizione niente di meno che i campioni del mondo in carica del Bayern Monaco. Una serata magica decisa dal rigore di Fin Bartels dopo 120’ di lotta su fango e neve. Prima del Bayern, il Kiel aveva eliminato i dilettanti del Rieslasingen-Arlen con un rotondo 1-7, mentre dopo, sempre ai rigori, ha avuto la meglio del Darmstadt.

Il Kiel può contare su discrete individualità al quale la 2. Bundesliga sta abbastanza stretta: in porta Gelios si è ben distinto in questo inizio di stagione dando sicurezza al reparto, oltre ad essere stato l’eroe nei turni di DFB-Pokal ai rigori. Insieme al “centralone” tedesco Hauke Wahl ha contribuito a rendere la difesa del Kiel la meno battuta della Zweite. Davanti, invece, Fin Bartels non ha bisogno di presentazioni visto il suo passato al Werder e, attorno a lui, si sono inseriti il coreano Lee, il veloce esterno Fabian Reese (passato nel settore giovanile dello Schalke) e il promettente scuola Dortmund Janni Serra. Il gioco del Kiel è e molto offensivo, e non a caso nelle scorse stagioni ha sfiorato la Bundesliga fermandosi, sul più bello, al Relegationspiel. Nonostante gestioni tecniche sempre differenti. Attualmente la squadra è in mano a Ole Werner, 32 anni.

A vedersela contro il Kiel sarà il “piccolo” Rot-Weiss Essen. La squadra della Renania settentrionale ha superato nei tre turni precedenti della DFB-Pokal 2020/21 squadre di categoria superiore, ovvero Arminia Bielefeld, Fortuna e Bayer Leverkusen. Proprio agli ottavi contro il Bayer, abbiamo assistito ad una partita pazza, in pieno stile DFB Pokal: nei 90’ Schick e compagni hanno sbattuto contro i pali (ben quattro) e contro Daniel Davari, miracoloso a più riprese. Il merito dei ragazzi di Christian Neidhart è stato quello di rimanere sul pezzo per i tempi regolamentari e addirittura reagire al vantaggio di Leon Bailey con le reti di Oguzhan Kefkir e di bomber Simon Engelmann. Lo scontro si preannuncia, comunque, equilibrato e aperto ad ogni risultato. L’Essen può contare sul fattore casa (anche se a porte chiuse), mentre il Kiel sull’esperienza e la maggior tecnica di alcuni sui componenti.

L’altra squadra di Zweite, lo Jahn Regensburg, riceve in casa a Ratisbona il Werder di Florian Kohfeldt, in una partita che non si giocherà comunque in questi giorni a causa dei casi di Covid che si sono registrati nel club bavarese. Anche in questo caso, nonostante la differenza di categoria, l’incontro è più che mai aperto. Il Werder, incostante e non ancora fuori del tutto dal pericolo retrocessione, in coppa ha passeggiato superando senza fatica Carl Zeiss Jena, Hannover e Greuther Fürth segnando 7 gol e subendone 0.

Il Regensburg, curiosamente, nella DFB-Pokal 2020/21 ha superato tutte e tre le eliminatorie ai rigori (Kaiserslautern, Wehen Wiesbaden e Colonia). I migliori elementi dello Jahn sono l’esperto Christoph Moritz a centrocampo (ex Amburgo) e il capocannoniere della squadra Andreas Albers con 6 reti in stagione. Fanno parte della rosa anche interessanti calciatori come Jan-Niklas Beste (in prestito proprio dai Grün-Weißen) e il play Max Besuschkow, di gran lunga il giocatore di movimento più utilizzato da mister Selimbegovic. Le due squadre, nei rispettivi campionati, sono accomunate dal fatto di essere nella stessa posizione di classifica, entrambe infatti non possono dirsi fuori dalle zone calde e, allo stesso tempo, in un limbo lontane da ogni discorso di gloria.

Il Werder, dal canto suo, deve necessariamente fare risultato per “salvare” una stagione ancora una volta grigia. L’approdo alle semifinali darebbe ai verdi linfa per il finale di stagione, oltre che il miraggio di una qualificazione europea che può arrivare soltanto arrivando alla finale dell’Olympiastadion. L’accesso tra le migliori quattro per i verdi non sarebbe una sorpresa, come per lo Jahn, ma sicuramente un risultato difficilmente pronosticabile ad inizio anno. Dall’altra parte il Regensburg si presenta alla sfida leggero e con nulla da perdere, con poche individualità ma con la forza del collettivo per scrivere un altro pezzo di storia del club.

Insomma, soprattutto quest’anno, sarebbe un delitto perdersi questi incontri, che promettono spettacolo, gol e sorprese. La finale di Berlino della DFB-Pokal 2020/21 è alle porte e chissà se quest’anno vedremo una finale inedita o addirittura una squadra di categoria inferiore provare l’assalto alla vittoria finale.

 

DFB-Pokal 2020/21

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🗒 2.Bundesliga Café, ep. 1 – Il Karlsruher e altri ribaltoni inaspettati

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IN VETTA ALLA 2.BUNDESLIGA 📈

Dopo le cinque partite senza vittorie in autunno, l’Amburgo ha ripreso a marciare: 7 vittorie e 3 pareggi nelle ultime 10 valgono la vetta solitaria della classifica, oltre ad un’impressione di solidità che negli altri anni sembrava mancare. Eccezion fatta per qualche calo fisiologico, la squadra allenata da Daniel Thioune sembra aver raggiunto la stabilità tattica e soprattutto mentale. Manca un ultimo passo avanti: vincere gli scontri diretti. Ne avrà l’occasione nel weekend contro il Greuther Fürth, che continua a tenere un passo importante e non molla la presa. In fuga ci sono anche il Bochum, finalmente in grande spolvero, e l’Holstein Kiel, che non aveva iniziato benissimo l’anno (1 punto in 3 partite) ma si sta riprendendo anche grazie alla spinta della vittoria contro il Bayern in DFB-Pokal.

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La classifica della 2.Bundesliga dopo 20 giornate.

IN CODA 📉

I Würzburg Kickers hanno raccolto 8 dei propri 12 punti soltanto nel 2021. Nonostante la buona ripresa dopo l’ennesimo cambio di allenatore – attualmente il tecnico è Bernhard Trares, ex Waldhof Mannheim – la neopromossa è comunque a fondo classifica e la salvezza sembra un’impresa complicata. Continuano nei loro alti e bassi anche l’Eintracht Braunschweig e il Sandhausen, che rimarranno immischiati probabilmente fino a fine campionato. C’è invece chi si riprende: dopo aver vinto soltanto una delle prime 15 partite, il St. Pauli ha centrato quattro successi nelle ultime cinque, che hanno permesso ai Kiezkicker di uscire dalla zona calda e portarsi nelle zone più tranquille, sebbene il rischio rimanga ancora alto. Lo stesso rischio che vive un Darmstadt tremendamente instabile, che ha perso 5 delle ultime 7 partite.

IL GIOCATORE DEL MESE ⭐

Nessuno è più caldo Robert Zulj. Già in grande spolvero nella prima parte di stagione, in questo 2021 è diventato assolutamente incontenibile. Entrato in 9 goal (su 13 totali della squadra), con 3 goal e 6 assist, ha inciso in tutte le partite in cui ha giocato. Una garanzia: con lui si parte 1-0. Un po’ come con Terodde. La coppia che forma con Simon Zoller (11 centri) è la migliore della lega. Il Bochum è l’unica squadra con già due giocatori in doppia cifra. E la classifica molto positiva vien da sé.

LA SQUADRA PIÚ IN FORMA 🔥

Se la 2.Bundesliga fosse cominciata nel 2021, il Karlsruher sarebbe la capolista. Cinque vittorie e due pareggi, una striscia fantastica, ancora migliore di quella di 4 vittorie consecutive tra novembre e dicembre, a cui erano però seguite tre sconfitte. Oggi la squadra allenata da Christian Eichner ha trovato il proprio assetto con un 4-2-3-1, con Wanitzek e Gondorf che stanno formando una delle migliori mediane della lega. Il segreto è anche Gersbeck tra i pali, probabilmente il miglior portiere della stagione. Attenzione anche ai due colpi di mercato: l’ex Colonia e Tottenham Wimmer e il giovane Amaechi dall’Amburgo. 33 punti in 20 partite e un terzo posto che ne dista solo 6. Nel 2021, però, a parte l’Amburgo il KSC ha battuto tutte le squadre che stanno davanti.

LA SORPRESA 👌

Tutto iniziato è grazie a una vittoria in pieno recupero con l’Hannover, la seconda stagionale, che ha dato lo slancio verso l’alto. Oggi il St. Pauli vive una situazione molto meno disperata di un paio di mesi fa. 12 punti in cinque partite, frutto di quattro vittorie (più una clamorosa sconfitta interna per 2-3 arrivata contro il Bochum. Punti arrivati anche grazie ai rinforzi del mercato invernale: su tutti Marmoush dal Wolfsburg, ma anche il portiere Stojanovic. Il vero acquisto è però Guido Burgstaller, arrivato in estate, ma rientrato solo ora da un brutto infortunio. La salvezza sembrava un miraggio, ora è realtà. E la panchina di Timo Schultz sembra più salda. Ah, il St. Pauli è anche diventato la seconda miglior squadra nella storia della 2.Bundesliga.

LA DELUSIONE 👎

Anche quest’anno il Norimberga sembra destinato a lottare per evitare la retrocessione in 3.Liga, dopo averla vista bruttissima già la scorsa stagione. Se fino a fine 2020 c’era ancora qualche speranza di lottare per la promozione, le cinque sconfitte già accumulate quest’anno sembrano una pietra tombale e la condanna all’ennesimo campionato nella mediocrità. Il direttore tecnico Dieter Hecking ha voluto dare fiducia al giovane Robert Klauss, ex assistente di Nagelsmann, e ha deciso di puntarci, ma serve una svolta. Anche se nell’ultima giornata è finalmente arrivata una vittoria, nello scontro della disperazione con il Darmstadt: lo ha deciso un autogoal di testa di Rapp al 90′. Le prestazioni e l’età media molto bassa sono comunque un punto di partenza.

Cosa vi siete persi negli ottavi di finale della DFB-Pokal 2020/21

DFB-Pokal ottavi 2020/21

Il miracolo Essen

Il titolo, ovviamente, è tutto dell’unica squadra di quarta serie che è riuscita ad arrivare ai quarti di finale: il Rot-Weiss Essen – di cui abbiamo raccontato qui la storia – che ha eliminato il Bayer Leverkusen agli ottavi di finale di DFB-Pokal 2020/21, rimontando 2-1 nel secondo tempo supplementare. Eroe il portiere Davari, che ha parato tutto, e l’attaccante Engelmann che ha segnato il goal decisivo. E pensare che al 105′ la squadra di Bosz vinceva 0-1…

Baumgart non teme il freddo

Lo abbiamo imparato a conoscere: Steffen Baumgart, allenatore del Paderborn fresco retrocesso dalla Bundesliga, vive in un clima tutto suo. Tanto che si è presentato al Signal Iduna Park soltanto con maglietta e cappellino. Mentre i giocatori del BVB stavano in panchina sotto le coperte. Non è la prima volta che regala scene di questo livello, ma non ci stancherà mai. Personaggio unico. Nel secondo tempo si è anche cambiato maglietta (per il sudore?).

Dortmund vs Var

Ah, poi nel supplementare se l’è tenuta. Perché il Dortmund al 94′ era avanti 3-1. Prima che Stieler fosse richiamato al Var per rivedere un contatto nell’area del BVB tra Passlack e Schonlau che aveva dato il via all’azione de. Rigore. E dunque goal annullato. Owusu segna. 2-2. Supplementare. E Haaland risegna. Tre minuti di controllo Var. Stavolta vale. Goal del decisivo 3-2. Anche se non è che Baumgart sia totalmente d’accordo: pensa sia fuorigioco e nell’intervista post-gara non le manda a dire. Alcune citazioni: “noi qua lottiamo per ogni centesimo”, “non siamo una società per azioni”, “una sfacciataggine”. La federazione gli ha mandato un richiamo ufficiale.

A proposito: il Var ha tolto il 3-1 anche al Colonia e un minuto dopo ha pareggiato 2-2 lo Jahn. Che però poi ha vinto ai rigori. Un vizio…

Kiel e i rigori: l’amore non termina

L’Holstein Kiel lo ha rifatto. Dopo aver eliminato il Bayern Monaco ai rigori, il club di Zweite è riuscito anche a battere il Darmstadt negli ottavi di DFB-Pokal 2020/21. Sempre ovviamente dal dischetto, in una serie arrivata a 18 conclusioni prima di eleggere un vincitore.

Jahn e Colonia più forti del meteo

La sfida di Regensburg è stata in dubbio per qualche minuto a causa delle condizioni del campo, tanto che si è resa necessaria l’ispezione degli arbitri. Situazioni meteo di certo non ottimali, ma sufficienti per lo spettacolo: 2-2 a fine primo tempo, poi vittoria dello Jahn ai rigori. In mezzo al fango dell’area di rigore.

Willian, prima da ex da dimenticare

Il terzino destro brasiliano è partito titolare per la prima volta con la maglia dello Schalke 04, proprio contro la sua ex squadra: il Wolfsburg. E ha pensato bene di ‘omaggiare’ i suoi ex compagni concedendo un rigore per un fallo assolutamente ingenuo al limite dell’area. Evitabile che più evitabile non si poteva. Non si è fatto rimpiangere. E non si è presentato benissimo nella sua nuova squadra. Ok, forse abbiamo esagerato: ha disputato un’ottima partita. Però quel fallo è valso l’eliminazione. Poi il suo ex compagno Casteels ha parato tutto.

Wamangituka show

Il primo goal dello Stoccarda contro il Gladbach è una spettacolare corsa in profondità di Silas Wamangituka, che è l’uomo del momento, segna da cinque gare in fila e quando ha campo da attaccare fa più o meno ciò che vuole. Molto spesso: goal. Come ha dimostrato anche negli ottavi di DFB-Pokal 2020/21. Anche se il Gladbach poi ha trovato il modo di vincere in rimonta.