Dentro e fuori dall’incubo: la storia di Vasilije Janjičić

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Nelle foto pubblicate dal profilo ufficiale dello Zurigo a febbraio, Vasilije Janjičić sembra un ventiduenne come tanti: cappellino in testa, calzamaglia, tanti sorrisi e qualche istantanea del lavoro in allenamento.
Quelle foto, però, hanno un’importanza capitale nel racconto della storia personale del centrocampista svizzero: sono infatti le prime che lo ritraggono aggregato al gruppo squadra dopo aver superato un cancro.

Riavvolgiamo il nastro: nato e cresciuto proprio a Zurigo, Janjičić compie tutta la trafila nelle squadre giovanili della sua città, si mette in luce, ed alla fine del mercato estivo del 2016 viene prelevato dall’Amburgo per circa un milione di euro. Quello che si è visto in campo fino a quel momento è infatti molto promettente: lo svizzero è un mediano di personalità, dalle ottime geometrie, che garantisce equilibrio e solidità già da giovanissimo. L’HSV lo aggrega inizialmente alla seconda squadra, per poi integrarlo via via sempre di più nella prima. In totale, nelle 65 presenze del triennio tedesco Janjičić mostra una crescita evidente, sia in fase di impostazione che di interdizione.

Nella traumatica stagione 2017/18, quella della prima storica retrocessione del club, fa registrare sette presenze in Bundesliga. In quell’annata è proverbialmente andato tutto storto per l’HSV, e non si può dire che Janjičić non ci abbia messo del suo, mostrando degli evidenti limiti nella maturazione fuori dal campo. A fine febbraio, due giorni prima della sfida al Werder Brema, causa un incidente autostradale mentre guida ubriaco e senza patente, e come se non bastasse fornisce alle forze dell’ordine accorse i documenti del fratello gemello. Al tempo l’Amburgo non vince da 10 partite, e né l’opinione pubblica né lo spogliatoio prendono troppo bene l’episodio. In totale, Janjičić giocherà solo 66 minuti da lì a fine stagione.

Tuttavia, le qualità in campo continuano ad essere evidenti: Janjičić passa meglio, porta meglio palla e contrasta meglio rispetto al suo arrivo in Germania. L’anno successivo, dunque, viene rilanciato in Zweite dal neo-allenatore Hannes Wolf come titolare. Le cose però non vanno esattamente come sperato: durante la stagione perde il posto, e  l’estate successiva, complice un infortunio, viene messo alla porta. Il nuovo arrivato in panchina, Dieter Hecking, decide di escluderlo dal progetto tecnico, e la dirigenza sembra accettare per la prima volta di aver fatto un investimento sbagliato. Janjičić prova così a ritrovare sensazioni positive tornando a casa: torna a titolo gratuito all’Amburgo.

In Svizzera Janjičić trova 14 presenze all’interno della scorsa stagione, che passerà alla storia per lo stop dovuto all’emergenza COVID-19, ma poco dopo la ripresa, da luglio in poi, sparisce dai convocati. Si parla di problemi fisici, ma non se ne conosce l’entità. Nel frattempo la squadra accumula sei sconfitte e due pareggi nelle ultime otto gare di campionato, ma all’improvviso questa striscia negativa passa in secondo piano: a settembre 2020 viene reso pubblico il motivo dell’assenza del giocatore svizzero. Vasi come lo chiamano i compagni, ha il cancro.

Solo chi ha vissuto determinate esperienze può riuscire a spiegare cosa si prova dall’interno, ma si può sicuramente ipotizzare che colpo emotivo possa aver subìto un ventunenne che in pochi giorni si è ritrovato a passare dal mondo del calcio professionistico a quello fatto di visite, specialisti, chemioterapia e prospetti di operazioni. Le sue parole allegate al comunicato ufficiale della società arrivano quando la fase più intensa della terapia è già alle spalle, e sono ricche di fiducia e speranza.

“Finora, ho fatto buoni progressi. Credo fermamente di riuscire a vincere la lotta contro il cancro e farò tutto il possibile per tornare in campo e dare una mano ai miei compagni di squadra”.

Immediatamente attorno a lui si è stretto l’abbraccio dei compagni attuali e passati: toccante il lungo messaggio pubblicato sui social dall’Amburgo, con tutta la squadra schierata a mostrare la propria vicinanza allo sfortunato ex. A fargli eco anche, ovviamente, le parole dei dirigenti e dei compagni allo Zurigo.

Per mesi, l’FCZ ha continuato a giocare portando sulle spalle l’incognita riguardante il destino del suo numero 8, ma a capodanno è arrivata la schiarita che tutti aspettavano. Con un lungo post sui social (“si è trattato di gran lunga l’anno peggiore e più difficile della mia vita”), lo stesso Janjičić ha annunciato di aver superato la malattia dopo tre mesi di chemio e due operazioni. A congratularsi con lui è arrivato subito il presidente dello Zurigo, Ancillo Canepa.

“È bello poter chiudere il 2020 con notizie positive. È impressionante con quanta energia e gioia di vivere Vasi abbia combattuto la sua malattia. Siamo tutti molto felici di riaverlo in prima squadra e speriamo di vederlo giocare di nuovo presto”.

Per ora il ritorno in campo del centrocampista svizzero è arrivato solo sotto forma di allenamento. Prima un lungo percorso di recupero della condizione fisica, poi mano a mano delle sessioni sempre più integrate con quelle dei compagni. Presto tornerà a disposizione tra i convocati, e magari scenderà in campo agli ordini di Massimo Rizzo. In quel momento potrà guardarsi dietro e dire definitivamente addio all’incubo in cui è finito.

🗞 BundesCafé review, 27ª giornata – Festa Bayern, dramma Dortmund

27ª giornata Bundesliga 2020/21

La 27ª giornata della Bundesliga 2020/21 si è conclusa con soltanto 19 goal in 9 partite, media misera per le abitudini della massima serie tedesca: 2,11 a partita. Cinque le vittorie interne, due i pareggi e due le vittorie in trasferta.

27ª giornata Bundesliga 2020/21
I risultati della 27ª giornata della Bundesliga 2020/21.

IL TOPSPIEL 💥

Era il match più atteso e non ha deluso. Il Bayern Monaco ha battuto il Lipsia alla Red Bull Arena, è salito a 64 punti e lasciato la squadra di Nagelsmann a 57 punti. Un distacco di 7 punti che sembra incolmabile a 7 partite dal termine. Goal decisivo di Goretzka nel primo tempo. Nella ripresa assedio Lipsia, nove conclusioni totali, ma nessun goal. Ed è 0-1. Qui i nostri 10 spunti sul match.

L’MVP 👑

Non appare sul tabellino alla voce ‘goal’, ci compare come assistman (numero 15 della stagione): Thomas Müller è ancora una volta il grande protagonista del Bayern Monaco. Perché nella partita più importante della stagione non ha sbagliato una scelta, un movimento, un’indicazione. Un giocatore irripetibile.

L’ALTRO PROTAGONISTA 🎖

Dortmund-Eintracht 1-2 era l’altro match decisivo e a deciderlo è stato indubbiamente Filip Kostic: da un suo cross dalla sinistra è nato l’autogol di Schulz, stesso copione per l’incornata di André Silva che ha deciso il match. Ah, sì: 11 assist, meglio di lui solo il signore di cui sopra.

LA TOP 11 📐

Gikiewicz (Augsburg); Tuta (Eintracht), Brooks (Wolfsburg), Vargas (Augsburg); Demirbay (Leverkusen),  Goretzka (Bayern); Thuram (Gladbach), Müller (Bayern), Kostic (Eintracht); Sallai (Friburgo), André Silva (Eintracht). All. Matarazzo (Stoccarda)

IL VOLTO NUOVO 🆕

L’esordio sulla panchina del Bayer Leverkusen di Hannes Wolf è andato nel migliore dei modi: 2-1 contro ciò che resta dello Schalke 04. Cambio di modulo (passaggio al 3-4-2-1) e mentalità fresca le prime armi del tecnico che ha preso il posto di Peter Bosz e gestirà la squadra fino a fine stagione. Sperando chissà in una conferma.

LA SORPRESA 😮

C’è una statistica che riguarda i goal segnati nei quali Robert Lewandowski non è al primo posto: è quella dei goal segnati da fuori area. In testa c’è Robert Andrich, che da ex ha segnato in Union-Hertha il momentaneo vantaggio degli Eisernen nel derby di Berlino.

LA STATISTICA 📊

Il Bayern Monaco ha segnato per la partita consecutiva ufficiale numero 62 in tutte le competizioni. Semplicemente ingiocabile.

LA CITAZIONE 🎙

Nonostante la sconfitta con l’Eintracht possa costare la Champions League, a Dortmund sembrano ancora molto tranquilli riguardo il futuro di Haaland, che in caso di mancata qualificazione potrebbe andarsene. Così ha parlato Sebastian Kehl, direttore tecnico del Dortmund, a Sky.

“Stiamo pianificando con Haaland, stiamo gestendo la situazione con grande tranquillità”.

LA FOTO 📸

Crediamo che la faccia del DS del Dortmund Michael Zorc dopo il goal dell’1-2 dell’Eintracht di André Silva valga il prezzo del biglietto.

LA CURIOSITÀ 🧐

Klaas-Jan Huntelaar è tornato a segnare un goal con lo Schalke 04 dopo 4 anni. È anche diventato il più marcatore più anziano nella storia del club, avendo realizzato a 37 anni e 234 giorni. Ha strappato il record a Oliver Reck. Dettaglio: di mestiere Reck faceva il portiere.
I MIGLIORI MARCATORI 🔥

Con Lewandowski ovviamente fermo ai box e dunque ancora a 35, la corsa si sposta sul secondo posto: non segna Haaland, ma segna André Silva, che sale a 22, uno più del norvegese. Sempre quarto Weghorst. Arriva in doppia cifra Lucas Alario a quota 10. Uno in meno per Schick, 9.

LA CLASSIFICA 📃

Dopo la 27ª giornata della Bundesliga 2020/21, il Meisterschale sembra aver preso la strada della Baviera per il nono anno filato. Il Lipsia rimane a -7 e deve guardarsi anche le spalle da un Wolfsburg che continua a correre veloce. L’Eintracht stacca il Dortmund, che viene anche raggiunto dal Leverkusen a quota 43. Dietro di loro si forma un trio con Union, Stoccarda e Gladbach che verosimilmente si giocheranno il settimo posto insieme al Friburgo. L’Augsburg fa un altro passo verso la salvezza, Hoffenheim e Werder scherano col fuoco. Un punto per Hertha, Mainz e Arminia in fondo, ma si sposta poco.

27ª giornata Bundesliga 2020/21
La classifica alla 27ª giornata della Bundesliga 2020/21.

No, il Bayer Leverkusen non è una cosa seria (neanche stavolta)

Bayer Leverkusen

Non ho mai creduto particolarmente alle ‘maledizioni’ del calcio. Sì, sono uno strumento narrativo carino, talvolta cavalcabile, ma non mi sono mai convinto che la storia di un club possa influenzare davvero il presente in maniera significativa. Eppure, il Bayer Leverkusen continua a mettermi la proverbiale pulce nell’orecchio. Una vocina che mi sussurra “sei sicuro?” ogni qualvolta la mia mente si avvicini a sostenere questa tesi.

No, il Bayer Leverkusen non è una cosa seria, neanche stavolta. Rispondo da solo a una domanda che mi sono posto lo scorso dicembre. Con coscienza. Una sola sconfitta nelle prime 19 partite, peraltro casuale ed episodica contro lo Slavia Praga, poi 14 vittorie e 4 pareggi. Imbattibilità in Bundesliga, solidità in DFB-Pokal, goleade in Europa League. Sicurezza. Fino alla partita interna contro il Bayern Monaco, prima mezz’ora di fuoco, goal capolavoro di Schick, poi la papera di Tah e Hradecky regala l’1-1 a Lewandowski, la palla persa in disimpegno al 93′ quando ormai il pareggio era già in ghiaccio e l’1-2 finale. Same old story. Il solito Neverkusen. Sarà un episodio, mi dico. Vedremo.

Mi tornano in mente le parole di Massimiliano Allegri, che ultimamente vanno di moda. La peggior partita da perdere è quella prima delle vacanze di Natale, perché ti rovina le feste e ti mangia dentro. Anche qui, si può prendere sul serio o meno. Però è un dato di fatto che da quella partita – e dal mio articolo, uscito proprio il 18 dicembre, ma quella è un’altra storia – sia cambiato tutto. 4 vittorie, 3 pareggi, 11 sconfitte. La ridicola eliminazione contro il Rot-Weiß Essen in DFB-Pokal, squadra di quarta serie. Sì, ok, al supplementare. Sì, ok, avendo colpito quattro pali. Ma dopo essere andato in vantaggio per 1-0. L’ancor più ridicola eliminazione contro lo Young Boys, dopo un 3-3 assurdo di rimonta nella gara d’andata e le papere del povero Lomb al ritorno. 12 punti in 13 partite di Bundesliga nel 2021. 16 in meno di quelli ottenuti nel 2020 a parità di partite.

Il Leverkusen sembrava essere una cosa seria, la solita illusione. Però va detto, Peter Bosz aveva trovato un’ottima quadra. Per niente scontata, avendo appena perso Havertz. I gemelli Bender in difesa con Tapsoba formavano una linea che garantiva solidità ed esperienza, con l’importantissimo Baumgartlinger a schermare ed equilibrare Wirtz e Amiri, mezzali di gamba in grado di fare da box-to-box. Bailey e Diaby sulle corsie, Alario e Schick perfettamente alternati da ‘nove’. Un assetto che permetteva a Bosz di esprimere il proprio calcio fatto di fraseggio e possessi per isolare le ali in uno contro uno, generare pericoli costanti con gli inserimenti delle mezzali, aprire il campo con le discese dei terzini. Niente di rivoluzionario, ma tutto estremamente funzionale. All’apparenza.

Indubbiamente la decisione di Sven e Lars Bender di ritirarsi, arrivata più o meno in concomitanza con l’ennesimo infortunio che li ha costretti fuori, ha ulteriormente destabilizzato un ambiente che vive da sempre sul filo dell’equilibrio, che alterna momenti di calcio meravigliosi – da gennaio a maggio 2019, con Havertz e Brandt mezzali: puro godimento calcistico – a fasi oscure, quasi grottesche. Da lì, tutto a cascata. Gli infortuni continui (Arias e Palacios all’inizio, i Bender, i crociati di Baumgartlinger e Fosu-Mensah, a turno Alario e Schick, il Covid per Wirtz e Diaby, Hradecky…), l’incostanza generale di alcuni elementi, la perdita dell’equilibrio e lo sbilanciamento in avanti.

Peter Bosz ha perso il polso della situazione del Bayer Leverkusen. Aveva già dimostrato al Borussia Dortmund di non essere un allenatore in grado di gestire troppe avversità. Lo ha confermato anche in questa seconda esperienza in Bundesliga, che nel giro di tre mesi è passata dall’essere molto positiva a un fallimento totale. L’esonero era ormai nell’aria da alcuni giorni. Già perdere con l’Arminia Bielefeld in casa, con tutto il rispetto, è un argomento di per sé molto valido. Il 3-0 incassato dall’Hertha, con un divario di prestazione ancor più brutale di quanto dica il risultato, ha fatto il resto.

L’arrivo di Hannes Wolf al suo posto fino a fine stagione serve a fare da toppa. Un’ottima occasione per valutare il lavoro di un giovane allenatore con ottime prospettive che però non ha ancora dimostrato nulla ad altissimo livello. Se poi sarà un finale di stagione brillante, una conferma non è esclusa. Rudi Völler e Simon Rolfes hanno di fatto preso tempo con la loro scelta. La sensazione però è che anche l’ex Amburgo e Stoccarda sia una via di mezzo che non faccia bene al club.

Mi spiego. Al Leverkusen sembrano funzionare solo due tipi di allenatori. I pazzi totali, in senso buono, personaggi vulcanici come Roger Schmidt per capirci, che trascinano l’ambiente con la loro follia. Oppure i tecnici con le idee chiare, calmi, ragionatori, che sanno mettere a posto le cose, insomma l’esatto opposto della prima categoria. L’esempio – seppur troppo facile – è Jupp Heynckes. Bosz balla tra queste due categorie. Wolf da che parte sta? Forse nessuna delle due. Forse entrambe.

Aiuterà molto avere al suo fianco un uomo come Peter Hermann, una vera istituzione al Bayer Leverkusen. Giocatore per 8 stagioni, vice per una ventina d’anni, allenatore anche della seconda squadra, uomo fidatissimo di Heynckes. Il suo ritorno sì può davvero essere un nuovo punto di partenza, anche se per ora si parla di lui solo come ‘interim assistant coach’ fino a fine anno. Di una cosa, comunque, sono certo: Hermann è uno dei pochi personaggi al mondo che sarebbe capace di rendere il Bayer Leverkusen di nuovo una cosa seria. Forse.

In fondo non so se crederci nemmeno io.

📋 BundesCafé preview, 23ª giornata – Lipsia all’esame di maturità

23ª giornata Bundesliga 2020/21

La 23ª giornata della Bundesliga 2020/21 si apre con l’Eintracht Francoforte di scena sul campo del Werder Brema. Dopo la vittoria sul Bayern, siamo tutti curiosi di vedere di nuovo in campo le Adler. Sabato alle 15.30 scontri importanti per la Champions League: Dortmund e Wolfsburg rispettivamente contro Hertha Berlino e Arminia Bielefeld. A chiudere il turno delle 15.30 il Bayern Monaco contro il Colonia e l’incontro tra Stoccarda e Schalke 04. Sabato alle 18.30 un grande match tra Lipsia e Gladbach, importante per il destino del campionato. La domenica non regala incontri ad alta quota ma comunque interessanti come quello delle 13.30 tra Union Berlino e Hoffenheim. Mainz contro Augsburg alle 15.30 e a chiudere la giornata il Bayer Leverkusen contro il Friburgo, una partita che può regalare sorprese. 

23ª giornata Bundesliga 2020/21
23ª giornata Bundesliga 2020/21: il programma.

IN TV SU SKY 📺

Venerdì 20.30: Werder Brema-Eintracht Francoforte (can. 203)

Sabato 15.30: Bayern Monaco-Colonia (can. 201)

Sabato 18.30: RB Lipsia- Borussia Mönchengladbach (can. 201) 

Domenica 18.00: Bayer Leverkusen- Friburgo (can. 204) 

DA NON PERDERE 📌

La vittoria dell’Eintracht contro il Bayern Monaco ha certificato il momento d’oro delle Adler. La squadra di Adi Hütter ritrova André Silva, reduce da un infortunio alla schiena, e si prepara ad affrontare il Werder Brema. La bellezza del gioco dell’Eintracht è imperdibile e contro i Werderaner può nascere una partita interessante. Il ritorno di André Silva è fondamentale, ma giocatori come Kostić, Kamada, Jović e Younes (il suo gol nell’ultima contro il Bayern Monaco lo testimonia) sono in un netto momento di forma. Vederli giocare è una gioia per noi appassionati.

IL CONSIGLIO 👌

Il gol in semi-rovesciata di Haaland nel Revierderby è una delizia e le giocate di Sancho nello stretto completano lo spettacolo tutto giallonero. Il bilancio del duo norvegese-inglese è di 7 gol e 3 assist nelle ultime tre partite. Non si possono tralasciare le magie che stanno realizzando i due classe 2000 del Dortmund. La partita della squadra di Terzic contro l’Arminia nella 23ª giornata della Bundesliga 2020/21, quindi, è da vedere. Anche perché l’Arminia ha già dimostrato di poter mettere in difficoltà una grande squadra (chiedere al Bayern Monaco). Ma anche di essere tremendamente fragile.

L’OSSERVATO SPECIALE 👁

Tutti gli occhi puntati su Ilhas Bebou. Il togolese ha segnato in tre partite consecutive: cosa mai successa nella sua carriera. Il bottino generale fino ad adesso del giocatore dell’Hoffenheim non è niente male: 6 gol e 9 assist e il suo allenatore Sebastian Hoeness ha avuto grandi parole d’elogio su di lui. L’attaccante 26enne, dopo un inizio di stagione difficile, è riuscito a trovare una grande continuità di minuti in campo con l’inizio dell’anno nuovo. Un 2021 magnifico per Bebou fino ad adesso. Arriverà il quarto gol consecutivo contro l’Union Berlino?

IL GRANDE ASSENTE ⛔

Il ritorno di Thomas Müller in gruppo, anche se ci vorrà ancora tempo prima di rivederlo in campo, è una bellissima notizia per Flick. L’allenatore tedesco ha perso per quasi due settimane una pedina fondamentale del suo scacchiere. Müller ha totalizzato 10 reti e 11 assist in questa stagione e dal punto di vista della leadership non è secondo a nessuno. La sua assenza si è sentita, e si sentirà ancora per la prossima partita in campionato. Ma nel frattempo Jamal Musiala (18enne proprio oggi) ha avuto modo di mettere in mostra le proprie qualità e di non far sentire troppo la mancanza di Thomas Müller, come dimostra il gol contro la Lazio in Champions League.

L’EX DI TURNO 🔙

All’andata tra il Gladbach e il Lipsia finì 1-0 per i padroni di casa. Rete firmata Hannes Wolf. L’esterno austriaco è diventato ormai un pupillo di Rose che lo fa spaziare su tutti i ruoli della trequarti. Il giovane classe 1999 è cresciuto nel settore giovanile del RB Salisburgo ed è stato lanciato in Bundesliga proprio dal RB Lipsia, prossimo avversario del Gladbach (Con i Roten Bullen l’austriaco ha totalizzato cinque presenze nella scorsa stagione). Chissà se Wolf vorrà ripetere lo scherzo alla sua ex squadra come all’andata.

5 colpi sottovalutati del mercato in Bundesliga

5 colpi sottovalutati

Tanguy Nianzou Kouassi al Bayern Monaco, parametro zero dal Paris Saint-Germain

Su di lui c’erano Milan, Lipsia e Rennes, ma non ha esitato: liberatosi dopo la scadenza del contratto col PSG, il francese classe 2002 ha scelto  il Bayern Monaco. La sua avventura non è iniziata nel migliore dei modi (un problema muscolare lo terrà fuori per un mese e mezzo circa), ma la sensazione è che possa rivelarsi un affare di mercato clamoroso, a lungo termine, per Rumenigge e soci. Cresciuto da centrale difensivo, al PSG ha trovato spazio in prima squadra da mediano davanti alla difesa, segnando anche una doppietta all’Amiens.

I 10 giocatori più forti passati dal Salisburgo al Lipsia

salisburgo lipsia

A Salisburgo e Lipsia, da qualche anno, si possono ammirare due delle squadre più spettacolari dei rispettivi campionati. Da una parte il Red Bull Salisburgo, dall’altra il RasenBallsport Lipsia. Due squadre indissolubilmente legate dal gruppo Red Bull, che con ingenti investimenti è riuscito a portarle ai vertici del calcio austriaco e tedesco. E negli anni i giocatori che si sono trasferiti da Salisburgo a Lipsia sono stati molti: in questo articolo vedremo i dieci più forti.

Scorri le pagine per scoprire i 10 giocatori passati dal Salisburgo al Lipsia.