🌟 Il goal della settimana – Il Bayern balla e fa ballare lo Stoccarda

bayern stoccarda

Bayern Monaco-Stoccarda 4-0 è stata una delle più grandi prove di forza date dalla squadra di Hansi Flick negli ultimi mesi. Per certi versi i paragoni con l’8-2 sul Barcellona non sono neanche così fuori luogo come potrebbero apparentemente sembrare.

I quattro goal sono arrivati dopo che i bavaresi sono rimasti in 10 uomini per l’espulsione di Alphonso Davies al 12′ per un intervento col piede a martello su Wataru Endo, cartellino che è costato due giornate di squalifica all’esterno canadese. Fino a quel momento lo Stoccarda aveva messo in discreta difficoltà il Bayern Monaco. Poi, però, è iniziato lo show.

Un po’ come se i giocatori si fossero guardati in faccia e si fossero detti “ok, ora si fa sul serio”. In 10 uomini, senza Kimmich, con il solo Goretzka a reggere il centrocampo aiutato ad Müller, i campioni di tutto hanno sprigionato la loro qualità.

La tripletta di Lewandowskive l’abbiamo vivisezionata e spiegata proprio sabato – si è ovviamente presa le prime pagine, ma il goal più bello è stato confezionato dai suoi tre compagni d’attacco, Sané, Müller e Gnabry, autori di un’azione alla mano, quasi rugbistica, nel cuore della difesa della squadra di Matarazzo, che non ci ha capito molto.

E dopo aver fatto ballare la retroguardia avversaria, il numero 7 ha anche ballato in prima persona con il suo amico Choupo-Moting. Era il 2-0. Poi Lewandowski ne avrebbe fatti altri due per rincarare la dose. Un pomeriggio di onnipotenza. E balletti.

🌟 Il goal della settimana – La folle papera di Jarstein sul tiro di Brandt

Jarstein hertha

La scorsa estate Rune Jarstein aveva perso il posto di portiere titolare nell’Hertha Berlino in favore di Alexander Schwolow, arrivato dal Friburgo dopo due ottime stagioni. L’investimento di 7 milioni sembrava aver risolto i problemi tra i pali: l’esperto norvegese aveva infatti palesato già in passato dei limiti tecnici, mostrando qualche papera inspiegabile. Come contro il Dortmund.

Sì, perché nel frattempo Jarstein è tornato tra i pali dell’Hertha Berlino con il ritorno da capo allenatore di Pal Dardai, che si è affidato ancora una volta al classe 1984, mettendo in panchina Schwolow. Una mossa un po’ a sorpresa per certi versi. Però nelle prime partite aveva pagato, visto che il norvegese era stato spesso tra i migliori in campo mostrando parate di altissimo profilo.

Anche nel match giocato ieri contro il Borussia Dortmund nel primo tempo Jarstein si è reso protagonista di un vero e proprio miracolo su Bellingham, una parata incredibile con la mano di richiamo. Però un paio di giri dopo l’ha fatta grossissima.

Il goal che ha sbloccato la partita dopo 54 minuti, segnato da Brandt, è infatti sulla coscienza del numero uno del club della capitale: la conclusione del nativo di Brema è stata potente, ma centralissima. E ancora non ci capacitiamo di come Jarstein non sai riuscito a respingerla, visto che gli sarebbe bastato rimanere fermo, come vediamo.

La partita è finita 2-0 per il BVB con il raddoppio di Moukoko, al suo terzo goal in carriera in Bundesliga. Peraltro, bucando Jarstein con un tunnel sul suo palo. Non proprio la miglior serata del norvegese. Forse per i prossimi impegni Dardai dovrà pensare di rivedere le gerarchie.

L’Hertha è a 21 punti, pari con il Mainz in terzultima posizione, con il concreto rischio di giocarsi la salvezza fino alla fine. Magari, partire da un minimo di solidità in più tra i pali potrebbe essere una prima buona idea per riuscire a risalire la china.

🌟 I goal della settimana – Lo spettacolo del Klassiker: rivediamo il 4-2

klassiker 4-2

Sabato abbiamo assistito ad una delle rare volte in cui il Klassiker di Bundesliga dell’Allianz Arena non è stato a senso unico: il 4-2 finale rende giustizia alla prestazione maiuscola del Bayern Monaco, ma anche a un Borussia Dortmund che ha lottato finché ha potuto, con armi limitate, privo di Sancho, Guerreiro e Reyna.

Ad aprire i giochi una doppietta di Erling Haaland di cui vi abbiamo già ampiamente parlato per tutta la serie di record al limite del sensato che è riuscita a scrivere.

Poi, però, si è scatenato Robert Lewandowski, supportato soprattutto da un Leroy Sané in stato di grazia: dopo il polacco e Müller, l’ex City è il terzo giocatore ad aver contribuito a più goal in tutta la stagione. Tap-in e rigore per fare 2-2 e mandare tutti negli spogliatoi in parità.

Il secondo tempo, assedio bavarese. Capitalizzato da un meraviglioso goal di Leon Goretzka, prima che ancora Lewandowski firmasse il 4-2 che ha mandato i titoli di coda sul Klassiker. Haaland era uscito al 60′ per una botta, ma anche per rifiatare dopo un’ora ad elevata intensità.

Avevamo grossi dubbi su quale fosse il goal più bello, quindi abbiamo optato per proporveli tutti e sei, uno dopo l’altro. Ne val la pena.

🌟 Il goal della settimana – Zentner ci ricasca: che papera coi piedi

zentner papera

La più famosa papera di Robin Zentner rimarrà per sempre quel liscio contro il Borussia Mönchengladbach di qualche anno fa, diventato virale in giro per il mondo. Il portiere del Mainz, comunque, negli ultimi tempi si era proposto come un solido estremo difensore, spazzando tanti dubbi e soprattutto facendosi notare per interventi acrobatici e ottimi riflessi. Fino a che, nella sfida contro l’Augsburg, è tornato alle vecchie, cattive abitudini.

Al 25′, con la partita bloccata sullo 0-0, Zentner ha inspiegabilmente ben pensato di passare letteralmente la palla a Niederlechner che si trovava di fronte a lui. Il numero 7 ha poi servito Hahn, che si trovava al suo fianco e ha appoggiato comodamente in porta il goal del vantaggio dell’Augsburg. Ed è anche stato il goal decisivo, una vittoria chiave per la squadra di Herrlich che si è allontanata decisamente dalla zona rossa, frenando invece il buon momento di crescita del Mainz.

Peraltro si tratta del secondo ‘regalo’ di cui l’Augsburg beneficia, visto che già la scorsa settimana il disastroso Niklas Lomb, portiere del Leverkusen, ha letteralmente regalato la palla ancora a Niederlechner che ha poi segnato. Questa volta è una papera di Zentner. Quattro punti di fatto regalati, che possono valere una salvezza.

Luca Netz, la nuova speranza giovane dell’Hertha Berlino

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“Er ist die Patrone, die ich brauchte”, ovvero “Lui è il proiettile di cui avevo bisogno”. Una frase semplice e dal significato chiarissimo, quella pronunciata da Dardai al termine del match contro lo Stoccarda: una frase che rende perfettamente l’idea dell’impatto che Luca Netz ha avuto con il mondo Hertha Berlino.

Negli ultimi anni di lui si è sempre parlato in Germania, dato che pressoché tutti gli addetti ai lavori lo considerano una delle Next Big Things più elettrizzanti del calcio tedesco. La sua corsa apparentemente inarrestabile, la sua tecnica straordinaria e il suo talento cristallino, dopotutto, non possono non lasciare sbalorditi, soprattutto se si pensa che quel “ragazzino” ha appena 17 anni. Eppure, Luca Netz ha sempre dimostrato e tuttora dimostra (e molto probabilmente dimostrerà per ancora molti anni) di non essere un “normale ragazzino”.

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La scheda di Luca Netz. Fonte: Getty/OneFootball

Nato il 15 maggio del 2003 a Berlino, Luca dimostra sin da piccolissimo il suo grandissimo potenziale, entrando nelle giovanili del FSV Bernau, un piccolo club di Bernau, cittadina a 25 chilometri dalla capitale. Qui viene subito notato dagli scout dei maggiori club tedeschi, ma ad assicurarselo è l’Hertha Berlino, anche perché i genitori non vogliono che il piccolo Luca si trasferisca lontano da casa: nel 2010, quindi, Luca Netz ritorna nella sua città natale per entrare a far parte della prestigiosa accademia dell’Alte Dame.

Qui il suo talento emerge subito, tanto da farlo giocare quasi sempre sotto età. Ciononostante, Luca continua a stupire e a dominare la fascia sinistra, dimostrandosi fisicamente e atleticamente imprendibile per i suoi avversari: nell’estate del 2017 il mitico Andreas Zecke Neuendorf, allenatore dell’U17 e leggenda dell’Hertha decide di aggregarlo alla sua formazione, dove il classe 2003 comincia a giocare con regolarità, anche se la sua falcata non sembra più devastante come era sembrato con l’U15: ciononostante, l’Hertha decide di fargli firmare il suo primo contratto da professionista. L’anno dopo, rinvigorito dalla rinnovata fiducia del suo club, Luca smentisce tutti e ritorna a dominare, pur giocando sempre sotto età: con 5 gol e 8 assist in 26 partite si afferma come uno dei migliori giocatori del campionato, attirando l’attenzione del Bayern Monaco e meritandosi, insieme al suo compagno di squadra Lazar Samardzic, la promozione in U19.

E proprio con l’U19 Luca Netz si afferma definitivamente come uno dei migliori prospetti del calcio tedesco: con 2 gol e 6 assist contribuisce in maniera fondamentale al terzo posto ottenuto dall’Hertha, tanto da convincere Bruno Labbadia ad aggregarlo agli allenamenti della prima squadra, con cui viene anche convocato per il match contro l’Augusta. L’esordio non arriva, ma il suo nome viene accostato con sempre maggior insistenza al Bayern Monaco, che grazie al suo contratto in scadenza nel 2021 potrebbe assicurarsi uno dei terzini più talentuosi del calcio europeo per pochissimi soldi. Luca, tuttavia, non vuole rischiare di perdere la possibilità di esordire fra i professionisti in poco tempo e perciò decide di rimanere a Berlino, dove nel corso dell’estate viene aggregato alla seconda squadra dell’Hertha.

Dopo un girone d’andata passato fra prima e seconda squadra (e un terzo posto nel trofeo Fritz Walter), Labbadia decide che Netz è abbastanza maturo per fare il suo esordio fra i grandi, che avviene nel match contro lo Schalke: 4 minuti che ovviamente non bastano per quantificare il talento del classe 2003, 4 minuti che, tuttavia, rappresentano solamente l’inizio della sua ascesa.  Nelle partite seguenti trova infatti sempre più spazio, fino a giocare da titolare tutta la sfida con il Werder Brema, che, però, costa l’esonero a Labbadia. Come suo sostituto viene scelto Dardai, che non lo convoca per il match contro il Bayern Monaco: pura casualità?

Non ci è dato saperlo. Nell’ultimo turno di campionato, tuttavia, è arrivata una certezza: Luca Netz è pronto per conquistare la Bundesliga. Il gol realizzato allo Stoccarda, non è solo un piccolo capolavoro dal punto di vista tecnico, atletico e tattico, ma è anche la perfetta rappresentazione delle sue qualità.

Il baby fenomeno dell’Hertha Berlino rappresenta infatti il prototipo del terzino moderno. Dotato di un’impressionante facilità di corsa oltre che di un grande controllo palla al piede, Netz riesce a dare il meglio di sé quando si trova a spingere, mentre in fase difensiva mostra ancora molti margini di miglioramento: a stupire, inoltre, sono le sue eccellenti doti balistiche, che, abbinate ad una buonissima visione di gioco, lo rendono sia un “attaccante giunto” sia un grande assistman. 

Un talento straordinario, che l’Hertha Berlino dovrà blindare al più presto: il contratto in scadenza nel 2021 non può far dormire sogni tranquilli alla società biancoblu, soprattutto considerando che un certo Bayern Monaco (non un club qualunque, insomma) ha più volte manifestato un grande interesse nei confronti del piccolo, ma comunque fenomenale, Luca Netz.

🌟 Il goal della settimana – Sabitzer show: che missile da oltre 30 metri

sabitzer goal

Marcel Sabitzer aveva qualcosa da farsi perdonare, ma neanche i più ottimisti a Lipsia speravano che lo facesse in questo modo, con un goal che rimarrà per anni nei video e negli highlights della Bundesliga.

Il centrocampista austriaco era stato protagonista negativo nella partita contro il Liverpool in Champions League martedì 16 febbraio, con un retropassaggio sbagliato che aveva mandato in porta Salah per sbloccare la partita e metterla in discesa per i Reds, che poi hanno vinto 2-0 e ipotecato la qualificazione agli ottavi.

Cinque giorni dopo, inizia occasione della trasferta contro l’Hertha Berlino, ha deciso di sbloccare il punteggio con un missile da lontanissimo che ha lasciato tutti senza fiato.

Non è la prima volta che Sabitzer si rende protagonista di goal dalla distanza e conclusioni impossibili (l’anno scorso in Champions League ha realizzato un goal spettacolare con lo Zenit), ma questa volta anche lui sembra essere andato oltre i propri limiti.

La reazione di uno sconsolato Jarstein, portiere dell’Hertha, dice abbastanza. L’esultanza dei compagni di Sabitzer fa il resto, anche perché il suo goal è valso di fatto il -2 dal Bayern Monaco capolista e ha riaperto totalmente la Bundesliga. Beh che dire, farlo così vale pure di più.