📋 BundesCafé preview, 29ª giornata – Ex presenti ed ex futuri

29ª giornata Bundesliga 2020/21

La 29ª giornata di Bundesliga 2020/21 si apre subito con il grande incrocio tra Nagelsmann e l’Hoffenheim venerdì sera. Sabato fitto di partite con il Topspiel del turno tra Wolfsburg e Bayern Monaco e Hütter che fa visita al Gladbach, sua prossima squadra. Sempre alle 15.30 lo scontro salvezza tra Augsburg e Arminia Bielefeld. Alle 18.30 il derby più vicino della Bundesliga: Leverkusen-Colonia. Domenica Dortmund-Werder Brema chiude il turno, dopo il rinvio della sfida tra Hertha e Mainz a causa delle positività riscontrate nel club berlinese.

29ª giornata Bundesliga 2020/21
Il programma della 29ª giornata della Bundesliga 2020/21.

IN TV SU SKY 📺

Venerdì 20.30: RB Lipsia-Hoffenheim (can. 203)

Sabato 15.30: Wolfsburg-Bayern Monaco (can. 203)

Sabato 18.30: Bayer Leverkusen-Colonia (can. 203)

Domenica 15.30: Borussia Dortmund-Werder Brema (can. 205)

DA NON PERDERE 📌

Difendere il Meisterschale per arrivare a nove titoli consecutivi: questo è l’obiettivo del Bayern Monaco dopo la scottante eliminazione in Champions League contro il PSG. La lista degli assenti in casa dei bavaresi è lunghissima e Flick dovrà contare quasi sullo stesso 11 sceso al Parco dei Principi. La vittoria del campionato sembrava cosa fatta dopo il successo contro il Lipsia ma la squadra di Nagelsmann dista, ora, solo cinque punti. Il Wolfsburg arriva a questa partita dopo la sconfitta per 4-3 contro l’Eintracht ma la prestazione offerta dagli uomini di Glasner è stata comunque ottima: die Wölfe cercheranno di giocare un brutto scherzo ai campioni in carica. 

IL CONSIGLIO 👌

Il derby tra Leverkusen e Colonia è, forse, una delle rivalità più sentite in Germania. Le due squadre si affronteranno questo sabato alla BayArena ma die Geißböcke non dovranno fare molta strada nonostante giochino in trasferta. Una delle peculiarità di questo incontro, infatti, è la distanza che separa i rispettivi stadi delle due squadre: solo una ventina di chilometri. Un numero che posiziona Leverkusen-Colonia come il derby più “vicino” della Bundesliga. Il Rhineland derby è pronto ad accendersi.

L’OSSERVATO SPECIALE 👁

In settimana il passaggio di Adi Hütter al Gladbach è stato reso ufficiale: l’attuale tecnico dell’Eintracht si legherà ai Fohlen per le prossime tre stagioni. Il destino ha voluto che la prima gara del partente Hütter fosse proprio al Borussia-Park, lo stadio che lo vedrà sedere sulla panchina dal prossimo anno. La stessa sorte che toccò anche un altro ex allenatore dell’Eintracht: Niko Kovac. Il tecnico croato fu annunciato al Bayern Monaco proprio pochi giorni prima di affrontare i bavaresi all’Allianz Arena, e i dirigenti delle Adler non gradirono per niente l’annuncio prematuro. 

IL GRANDE ASSENTE ⛔

Si prospetta una settimana decisiva per il Werder Brema: nel giro di sette giorni, die Grün-Weißen avranno due partite difficili contro BVB e Union Berlino, più lo scontro diretto contro il Mainz. Nome tecnico dovrà giocarsi la permanenza in Bundesliga senza uno dei suoi uomini più importanti: Toprak starà fuori, probabilmente, fino al termine della stagione. Il difensore centrale non potrà quindi essere della prossima partita contro il Dortmund, sua ex squadra con cui ha firmato più di 50 presenze. 

L’EX DI TURNO 🔙

L’ex di turno non può che essere Julian Nagelsmann. Il tecnico prodigio affronterà l’Hoffenheim da dove tutto è partito, da dove nel 2016 gli fu data la possibilità di allenare die Kraichgauer con l’obiettivo salvezza tutt’altro che facile. Ma Nagelsmann, in tre stagioni, riuscì a portare in Champions League una piccola squadra come quella di Sinsheim. Tutte cose che sappiamo e che sono entrate nella storia. Le voci di un possibile trasferimento al Bayern Monaco dell’allenatore trentaquattrenne sono state smentite, per ora, dallo stesso tecnico: essere anche solo accostati alla panchina del Bayern Monaco è un risultato più che soddisfacente che dimostra l’eccellente lavoro svolto da Nagelsmann.

Il triplo addio di Hütter, Bobic e Hübner: all’Eintracht finisce un’era

Hütter eintracht

A febbraio 2021 il direttore sportivo Bruno Hübner e il responsabile dell’area calcistica Fredi Bobic hanno annunciato che la prossima estate lasceranno l’Eintracht Francoforte. A inizio aprile, è stato annunciato l’addio di Adi Hütter, che allenerà il Borussia Mönchengladbach per le prossime tre stagioni. Un triplo addio, che segna per le Adler la fine di un’era, impreziosita, oltre che da diverse partecipazioni all’Europa League, dalla vittoria in Coppa di Germania nel 2018 e dalla probabile Champions League dell’anno prossimo.

Hübner, un uomo che sa guardare lontano – Bruno, classe 1960, un discreto passato come attaccante al Kaiserslautern e al Wehen Wiesbaden è arrivato all’Eintracht nell’estate 2011, voluto dall’allora responsabile dell’area sportiva Heribert Bruchhagen. All’epoca Hübner era il ds del Duisburg, arrivato in quella stagione in finale di Coppa di Germania contro lo Schalke. E proprio mentre stava andando all’”Olympiastadion” Bruno riceve l’offerta. Che accetta. Un “sì” non scontato visto che l’Eintracht Francoforte era appena retrocesso in 2. Bundesliga. Tra le prime decisioni di Hübner, accento dell’Assia, modi cordiali e battuta sempre pronta, c’è quella di scegliere come allenatore Armin Veh, che riporta subito le “Aquile” in Bundesliga. Non sarà l’unico tecnico che l’ex attaccante, con un passato pure da allenatore al Wehen Wiesbaden, condotto per la prima volta in seconda divisione, farà. Per esempio è lui nel 2016 a impuntarsi, con il club dato quasi per spacciato su Niko Kovač, reduce da una non eccezionale esperienza con la Nazionale croata. Uno che sa scegliere allenatori e giocatori, ma soprattutto che li sa convincere, come quuando si è fatto una dozzina di volte Francoforte-Praga per portare Vaclav Kadlec in Assia. Un mago delle trattative, in entrata e in uscita, con la verve di un pokerista. “Un venditore con cuore” l’ha definito il Frankfurter Rundschau.

Bobic, contatti e scouting – Nel 2016, dopo la partenza di Heribert Bruchhagen, la dirigenza dell’Eintracht sceglie come nuovo responsabile dell’area sportivo Fredi Bobic, reduce da un’esperienza analoga allo Stoccarda. L’ex attaccante campione d’Europa con la Germania nel 1996 punta in primo luogo sul potenziamento del reparto scouting, con l’assunzione come responsabile di Ben Manga, già scout all’Alemannia Aachen, all’Hoffenheim e collaboratore di Bobic allo Stoccarda. Gli impiegati in quella sezione sono ufficialmente undici, anche se quelli che danno una mano sono di più. Un lavoro di osservazione che consente all’Eintracht di pescare bene, a poco prezzo in mercati poco battuti dalla concorrenza. In più Bobic, che parla spagnolo usa al meglio i suoi contatti per esempio al Real Madrid da cui sono arrivati Jesus Vallejo e Omar Mascarell e da cui è ritornato Luka Jovic. In più l’ex cannoniere dello Stoccarda è stato il dirigente che ha creduto di più in “Adi” Hütter, l’uomo che sta guidando l’Eintracht proponendo un gioco efficace ma anche divertente.

Una strategia che paga – Hübner, Bobic e la dirigenza delle “Aquile” hanno trovato un modo per avere una squadra competitiva, riuscendo anche a guadagnarci dal punto di vista economico (nell’era Bobic grazie al mercato sono stati incassati 170 milioni di euro). I due hanno puntato o su giocatori di prospettiva, come Jovic pescato in prestito nel 2017 dal Benfica B o Sebastién Haller arrivato dagli olandesi dell’Utrecht, o su calciatori che hanno qualità ma che sembravano essersi persi, come per esempio Ante Rebic. I prospetti vengono comprati a basso prezzo giocando in anticipo, mentre i giocatori di talento alla ricerca di una seconda possibilità vengono presi in prestito con un’opzione per l’acquisto. Lo scopo: rivenderli dopo averli valorizzati, alimentando un ciclo, che fino ad ora ha portato una Coppa di Germania e una semifinale di Europa League.

Il futuro altrove (ma non insieme) – Dopo aver creato una delle più interessanti e finanziariamente sostenibili società della Bundesliga, le strade di Hübner e Bobic si divideranno. Per Bruno non si prospetta al momento nessun ingaggio, visto che lui quando ha annunciato l’addio ha spiegato che non rimarrà come consulente e che si godrà la famiglia, compresi i figli Benjamin, Florian e Christopher, tutti calciatori, i primi due in Bundesliga con Hoffenheim e Union Berlino. Per Fredi, a cui la dirigenza delle Aquile, il 10 marzo ha però rifiutato la risoluzione del contratto, invece si prospetta una nuova sfida, probabilmente al Hertha Berlino, anche perché nella città dell’Orso vive la sua famiglia. Per l’Eintracht sarà interessante vedere chi saranno i loro successori: per Hübner si fa il nome di Ben Manga, che ha appena allungato il contratto con le “Aquile” per Bobic i nomi avanzati sono quelli di Christoph Freund, ds della Red Bull Salisburgo, Horst Heldt che da giocatore ha anche vestito la maglia dell’Eintracht, attualmente al Colonia, Rouven Schröder ex Mainz, Christoph Spycher ds dello Young Boys, che ha già lavorato con Hütter o Gelson Fernandes, ex dell’Eintracht. La maggior parte degli interessati però hanno già smentito. Un’ulteriore possibilità, molto realistica, potrebbe essere quella di accorpare i ruoli di Hübner e Bobic per affidarli a Ben Manga che intanto ha prolungato il suo contratto fino al 2026 con l’Eintracht.

Hütter, una scelta forse impopolare? – A conclusione della rivoluzione è arrivato anche l’addio dell’allenatore Adi Hütter, che ha scelto di legarsi al Borussia Mönchengladbach per le prossime tre stagioni a partire dall’estate. Può sembrare una scelta impopolare visto che il Gladbach rischia di non fare neanche l’Europa League l’anno prossimo, ma la rivoluzione dirigenziale a Francoforte porta incertezza tecnica e segna la fine di un ciclo. Sembra una scelta logica anche per il tecnico cedere il passo, passando su una panchina altrettanto importante. E poco male se l’anno prossimo non guiderà la squadra in Champions League: avrà altre occasioni per tornarci con i Fohlen.

Eintracht-Wolfsburg 4-3 è già la partita dell’anno in Bundesliga

Eintracht Wolfsburg 4-3

Più del Klassiker, più di Lipsia-Bayern, perché lì ce l’aspettavamo. Più di Bayern-Arminia, perché questa volta c’è stata anche una logica e non c’era la neve. Se avessimo scegliere la partita più bella dell’anno in questa Bundesliga 2020/21, anche se mancano 6 giornate dal termine, il voto può tranquillamente andare a Eintracht Francoforte-Wolfsburg 4-3.

L’anno scorso era uno scontro diretto per l’Europa League, fino a qualche anno fa addirittura per la salvezza. Quest’anno invece nel girone di ritorno è stata quarta contro terza. Le Adler a 53 (contando i tre punti conquistati oggi), il club della Volkswagen a 54. E nei 90 minuti del Waldstadion si è visto in tutto e per tutto perché queste due squadre siano nella zona Champions League e perché meritino pienamente di andarci. Mancano ‘soltanto’ 12 punti per avere la matematica certezza di non poter essere raggiunte da chi insegue.

Per la verità, nel 4-3 di Francoforte si è messo più in evidenza l’Eintracht che il Wolfsburg. Lo dice anche il risultato, che fino a pochi minuti dal termine era 4-2, prima che Philipp entrasse dalla panchina e ci regalasse un finale assolutamente equilibrato. Lo strapotere offensivo messo in campo dalla squadra di Adi Hütter è stato ancora una volta impressionante. Da quando il tecnico austriaco ha fatto all-in, la squadra ha cambiato passo. Qualche esperimento di moduli a inizio anno, poi il ritorno in pianta stabile a un’idea che parte da una difesa a tre ed un tridente. E quindi, ancora una volta, tutti dentro. La chimica è stata presto trovata.

Nelle ultime due partite, gli scontri diretti pesantissimi vinti contro Dortmund e Wolfsburg, si sono visti Durm e Kostic sugli esterni, Kamada sulla trequarti, André Silva e Jovic coppia d’attacco, più Younes alternativa sostanzialmente a chiunque. Senza dimenticare Aymen Barkok, anche lui in grado di giocare sia sulle corsie che centralmente. Hütter ha provato un po’ tutte le soluzioni e negli ultimi tempi tutte funzionano. E tutti rendono. L’Eintracht ha segnato 59 goal, soltanto il Bayern a 80 ne ha realizzati di più.

Eintracht Wolfsburg 4-3

Tranne Kostic, in Eintracht-Wolfsburg 4-3 gli altri quattro dell’attacco hanno segnato tutti. Ha aperto Kamada con un colpo da biliardo dal limite, poi un destro di pura potenza di Jovic, poi André Silva in uno-contro-uno con Casteeels, infine Durm di sinistro al termine di un flipper (con palo precedente sempre del portoghese).

Durm, André Silva e Kamada ci hanno pure messo gli assist. Kostic non avrà fatto parlare il tabellino – per una volta: il conto è di 4 goal e 11 assist – ma con le sue corse sulla sinistra è stato ancora una volta uno dei migliori in campo. Raramente non lo è da quando nel 2018 è arrivato a Francoforte, quasi sul gong del mercato. Invece sul tabellino ci è finito André Silva, due volte, con tutto il repertorio: un’accelerazione per armare il destro di Jovic sul 2-1, un goal di pura freddezza davanti al portiere per il 3-1.

Ormai il portoghese è una vera garanzia: il conto parziale è di 23 goal e 4 assist. Con lui si parte sempre da 1-0. Con Kostic, Kamada e Jovic è sostanzialmente 2-0. In più, Amin Younes, che nelle ultime sfide si è ritagliato un ruolo diverso partendo dalla panchina, ma che rimane uno dei grandi protagonisti della stagione del club dell’Assia.


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Intensità. Quando i cinque davanti alzano il ritmo di quello che a tutti gli effetti è un modulo designabile come un 3-2-3-2, non ce n’è per nessuno. Chiedere all’Union Berlino che ne ha presi cinque di cui quattro in un tempo, oppure a Bayern e Dortmund, entrambe battute. Lipsia, Stoccarda (pareggi entrambi) e Werder (sconfitta) sono state le uniche non vittorie dell’Eintracht nel girone di ritorno. 12 successi nelle ultime 16 partite producendo la spaventosa cifra di 40 reti. Medie da Bayern Monaco. Dalla decima giornata in avanti, soltanto i campioni di tutto hanno fatto meglio degli uomini di Hütter. Di poco: due punti in più (43 contro 41) e quattro goal in più (49 contro 45).

Dall’altra parte il Wolfsburg. Che ci ha provato, ma contenere l’ondata è stato impossibile. Anche per una squadra che ha fatto della solidità difensiva il proprio cavallo di battaglia in stagione, compresa una striscia di 800 minuti consecutivi senza subire goal. E pensare che dopo 7 minuti Baku aveva fatto 0-1. Pareggiato un minuto dopo. Un paradosso, perché la mole di gioco prodotta da Weghorst è compagni è stata maggiore, ma ogni palla persa in mezzo al campo è stata fatale. L’Eintracht non è solido a difesa schierata, ma ha un pressing super efficace e un cambio di passo offensivo unico.

Se andiamo a fare il conto delle occasioni, sono stati gli uomini di Glasner a produrne di più, anche complici i calci piazzati sempre pericolosissimi di Maximilian Arnold. Il dato degli expected goals secondo ‘xG Philosophy’ è di 0.61 per i padroni di casa, 2.02 per gli ospiti. 8 a 21 i tiri totali, 6 key passes contro 17. E invece raccontiamo di un 4-3, la dodicesima partita in cui l’Eintracht ha guadagnato punti da posizione di svantaggio.

I meriti del Wolfsburg non possono comunque essere sminuiti. Ha prodotto tanto, soprattutto con Baku a destra, mostrando anche capacità di snaturarsi e giocare ad alta intensità senza abbassarsi. Dote che, unita a un’ottima capacità difensiva, ha portato i lupi al quarto posto. Al Waldstadion l’Eintracht ha fatto la cosa che gli riesce meglio: alzare il ritmo e segnare. Prendendo un margine di 10 punti sul quinto posto – aspettando Stoccarda-BVB e Hoffenheim-Leverkusen.

La lotta Champions è ancora aperta e incerta, tutto può succedere nelle ultime 6 giornate. Una certezza però potremmo già averla: difficilmente assisteremo a una partita più intensa e bella di Eintracht-Wolfsburg 4-3. Un Topspiel degno di questo nome.

📋 BundesCafé preview, 28ª giornata – Ritorna il posticipo del lunedì

28ª giornata Bundesliga 2020/21

La 28ª giornata di Bundesliga 2020/21 ci terrà incollati allo schermo per ben quattro giorni. La giornata si apre venerdì sera con Arminia Bielefeld-Friburgo. Sabato da Topspiel: alle 15.30 Eintracht e Wolfsburg pronte ad affrontarsi in una partita che promette spettacolo e poi Bayern Monaco, RB Lipsia, Gladbach tutte in campo. Il sabato del calcio tedesco si chiude con il BVB che farà visita allo Stoccarda. Domenica Schalke-Augsburg e Colonia-Mainz prima del Montagsspiel Hoffenheim-Bayer Leverkusen.

28ª giornata Bundesliga 2020/21
Il programma della 28ª giornata della Bundesliga 2020/21.

IN TV SU SKY 📺

Venerdì 20.30: Arminia Bielefeld-Friburgo (can. 205)

Sabato 15.30: Bayern Monaco-Union Berlino (can. 252)

Sabato 18.30: Stoccarda-Borussia Dortmund (can. 201)

Domenica 15.30: Schalke 04-Augsburg (can. 201)

Domenica 18.00: Colonia-Mainz (can. 205)

Lunedì 20.30: Hoffenheim-Bayer Leverkusen (can. 203)

DA NON PERDERE 📌

Il match di giornata è tra Eintracht e Wolfsburg, le due vere rivelazioni di questo campionato. Entrambe sono le candidate numero uno a vincere la lotta per la qualificazione in Champions League, anche grazie ai loro straordinari centravanti. André Silva è stato coinvolto nel 46% dei gol segnati dalle Adler. Ancora meglio Weghorst: il ben 50% delle reti del Wolfsburg hanno lo zampino dell’olandese. Il momento sembra essere maturo per poter rivedere questi due club in Champions League. Non ne sarà contento il BVB che vede lo spiraglio quarto posto sempre più lontano: a Dortmund guarderanno con occhi particolarmente interessati il Topspiel della 28ª giornata.

IL CONSIGLIO 👌

Il Borussia Dortmund è chiamato a darsi una scossa: la partita di sabato contro lo Stoccarda è da vincere a tutti i costi. In settimana ci sarà il ritorno dei quarti di finale di Champions League contro il Manchester City, ma il BVB non può permettersi clamorosi scivoloni in campionato: la gara d’andata insegna. Finì 5-1 per lo Stoccarda (al Westfalenstadion) e, di fatto, sancì la fine dell’avventura di Lucien Favre sulla panchina del Borussia Dortmund. Gli subentrò Terzic che, questa volta, cercherà il riscatto dopo la partita-chiave persa contro l’Eintracht.

L’OSSERVATO SPECIALE 👁

Il Leverkusen è tornato a vincere contro lo Schalke 04 la scorsa settimana: il subentrato allenatore Hannes Wolf ha subito centrato i tre punti nella prima partita sulla panchina dei Werkself. Al Leverkusen si parla di una nuova energia ritrovata in squadra: merito, anche, di alcune modifiche tattiche apportate dall’allenatore tedesco. Wolf ha deciso di ritagliare un ruolo più offensivo a Demirbay, rispetto alla gestione Bosz, e il tecnico è stato subito ripagato con un assist meraviglioso per l’1-0 di Alario. La prossima partita sarà contro l’Hoffenheim, ex club di Demirbay: il numero 10 del Leverkusen è pronto a regalare di nuovo spettacolo.

IL GRANDE ASSENTE ⛔

L’infortunio di Robert Lewandowski è stata una dura botta per Hans Flick: il tecnico dei bavaresi aveva pensato a Serge Gnabry per sostituire il polacco, ritagliandoli così il posto di temporanea punta. Ma il destino ha giocato brutti scherzi in casa Bayern: l’esterno ex Hoffenheim è stato trovato positivo al Covid-19 prima dell’andata dei quarti di finale contro il PSG. In questo momento, i campioni in carica non hanno una reale punta di peso e Flick dovrà puntare su Choupo-Moting. L’ex PSG è andato in gol proprio contro i francesi ma non può avere la stessa incisività di Lewandowski. Se l’assenza del numero 9 prima preoccupava, adesso lo fa ancora di più.  

L’EX DI TURNO 🔙

Nonostante la squalifica di Sargent, Davie Selke ha avuto solamente 17’ di gioco nella vittoria del Werder Brema per 1-0 sul campo dello Stoccarda. Il centravanti tedesco è uscito dal campo scontento: una stagione non facile per lui in cui ha trovato la via della rete solo in tre occasioni. Il suo tecnico Kohfeldt vuole di più dal suo attaccante ma l’ultima marcatura risale al 23 febbraio contro l’Hertha, club che detiene il suo cartellino. Sabato arriverà il Lipsia, altra ex squadra con cui Selke non è riuscito a mettersi in mostra: il numero 9 riuscirà a ritrovare il gol?

Dortmund-Eintracht, la partita simbolo del fallimento del Borussia?

Dortmund eintracht 1-2

All’inizio della stagione, scommettere sulla mancata qualificazione in Champions League del Borussia Dortmund sembrava una mossa particolarmente ardita. Con Sancho e Haaland in grande crescita, con un 2020 chiuso in crescendo, tutto lasciava pensare che i gialloneri avrebbero lottato per il titolo con il Bayern Monaco. Magari non alla pari, ma quantomeno sarebbero stati nella scia dei campioni di tutto. Quando mancano 7 giornate piene al termine, la storia è diversa, perché in scia al Bayern c’è il Lipsia di Nagelsmann. Il Dortmund, invece, vede il quarto posto sempre più lontano: dopo la meritata sconfitta in casa con l’Eintracht Francoforte, i punti che separano i gialloneri e un posto nella massima competizione europea sono 7.

L’1-2 del Westfalenstadion riassume in novanta minuti (più abbondante recupero) tutto ciò che c’è stato di sbagliato nella stagione di Reus e compagni. A partire dal risultato: una sconfitta. Come una sconfitta sarebbe mancare la qualificazione alla massima competizione europea, quello che era l’obiettivo minimo dichiarato. Un fallimento. Non tanto per le ripercussioni economiche – anzi, il CEO Aki Watzke ha già fatto capire che i fondi in cassa ci sono e anche mancare la Champions non complicherà eccessivamente le questioni di bilancio – bensì per quelle tecniche. Perché il Dortmund senza un posto nell’élite dell’Europa rischia di perdere i pezzi pregiati.

Senza Champions League, infatti, pensare di trattenere Erling Haaland sembra quasi impossibile. Lo abbiamo visto in settimana: il suo agente Mino Raiola sta già facendo il giro d’Europa alla ricerca di offerte. Il DS Zorc aveva detto di essere tranquillo. La sua faccia distrutta dopo il goal dell’1-2 dell’Eintracht lo è un po’ meno. E lo stesso discorso potrebbe valere per Jadon Sancho, che già la passata estate sembrava molto vicino a vestire la maglia del Manchester United. Insomma, i due che dovevano trainare il Dortmund, con il talento e l’entusiasmo, rischiano di partire. E magari anche a prezzo di saldo. Questo si vedrà.

Intanto, c’è una corsa Champions da rimettere in piedi, anche se sembra svanita. Nella partita più pesante, nello scontro diretto contro l’Eintracht quarto, il Dortmund ha fallito sotto tantissimi punti di vista. Anche nei suoi uomini chiave. Lo stesso Haaland è stato uno dei peggiori in campo: ha avuto pochi palloni giocabili forse, ma quelli che ha avuto li ha spesso buttati via, comprese le due grandissime occasioni a tu per tu con Trapp nel primo tempo. Male anche Hummels, a parte per il goal segnato che ha ridato linfa. Soltanto Emre Can probabilmente si salva. Anche Marco Reus, fatto salvo per un paio di accelerazioni, è stato una grossa delusione.


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Difficile comunque togliere la palma di peggiore in campo a Nico Schulz, autore dell’autogol che ha sbloccato tutto, ha sbagliato tutto ciò che poteva nella metà campo offensivo, ha anche perso dei palloni sanguinosi. Neanche i suoi compagni di difesa in realtà sono stati proprio reattivi sul goal dell’1-2 a tre minuti dalla fine. Un goal firmato da André Silva – il numero 22 della sua straordinaria stagione – su un cross al bacio di Filip Kostic, che ha giocato la solita partita fantastica. Mettendoci anche due cross dal fondo che hanno mandato in tilt la difesa di Terzic, dormiente. Il primo l’ha messo Schulz nella propria porta, il secondo l’ha messo Silva. 1-2, prima vittoria delle Adler al Signal Iduna Park dal 2010. Adi Hütter vede l’impresa vicina. La meritata impresa.

Forse giocarla con Sancho e Witsel avrebbe dato un senso diverso, ma sono considerazioni che lasciano il tempo che trovano. Le panchine di Meunier (l’erede di Hakimi sulla carta, ma regolarmente tra i peggiori in campo) e di Brandt (ultimamente tornato indolente) confermano anche mancanze a livello di rosa e di gestione delle risorse umane. Non si poteva chiedere la luna a Terzic, che ha preso il posto di Lucien Favre e ha cercato di dare un’anima a una squadra che l’anima sembrava averla persa. Le trame di gioco prevedibili, come al solito, unite alla paura nell’azzardare la giocata, non sono caratteristiche da squadra che merita la Champions League.

L’Eintracht apre un divario di 7 punti con 630 minuti di calcio ancora da giocare, divario che il Dortmund rischia di non riuscire a colmare. Sarebbe un disastro totale. Ma al momento sembra anche lo scenario più probabile. L’estate ci farà capire le prossime mosse. Intanto, in attesa di Marco Rose, il Dortmund ha soltanto un obbligo: vincere almeno la DFB-Pokal, visto che la Champions League contro il City sembra già un ostacolo insormontabile. In estate ci sarà tempo per ricostruire. Probabilmente, ripartendo dai cocci di una stagione che rischia di essere fallimentare. Nonostante Sancho, nonostante Haaland.

📋 BundesCafé preview, 27ª giornata – Un weekend di scontri decisivi

27ª giornata Bundesliga 2020/21

La 27ª giornata di Bundesliga 2020/21 ci sta per regalare uno dei fine settimana calcistici più belli degli ultimi anni: tre grandissime partite in un solo turno. Si gioca tantissimo di sabato: alle 15.30 scenderanno in campo Wolfsburg, Hoffenheim, Leverkusen e Schalke. A chiudere il turno del pomeriggio il grande match tra Borussia Dortmund e Eintracht. Alle 18.30 la partita che aspettavamo da un anno: Lipsia-Bayern Monaco. Sabato si chiuderà con Gladbach-Friburgo alle 20.30. Domenica alle 15.30 Stoccarda-Werder Brema: a chiudere questa incredibile giornata il derby di Berlino, Union-Hertha. 

27ª giornata Bundesliga 2020/21
Il programma della 27ª giornata della Bundesliga 2020/21.

IN TV SU SKY 📺

Sabato 18.30: Lipsia-Bayern Monaco (can. 204)

Sabato 20.30: Borussia Mönchengladbach-Friburgo (can. 204)

Domenica 18.30: Union Berlino-Hertha Berlino (can. 205)  

DA NON PERDERE 📌

È la partita che deciderà la corsa al Meisterschale: Lipsia-Bayern Monaco. Il Lipsia arriva dalla striscia d’imbattibilità più lunga della loro storia: hanno guadagnato 22 dei 24 punti disponibili nelle ultime 8 partite. Nagelsmann ha una buona tradizione con i bavaresi: non ha mai perso da quando allena il Lipsia. Le ultime quattro sfide di Bundesliga sono finite tutte in pareggio ma questa volta il punto non basta al Lipsia: devono vincere. Tanti assenti, soprattutto in casa Bayern: Lewandoski starà fuori un mese, oltre a Davies e Boateng squalificati. Dall’altra parte out Kampl, Angelino e Halstenberg. Sabato sera si decide tutto: il Lipsia ha una grande occasione. 

IL CONSIGLIO 👌

Il futuro di Haaland dipenderà molto dalla prossima partita: Borussia Dortmund-Eintracht Francoforte. Con Mino Raiola e Alfie Haaland, padre del norvegese, a colloquio con i più grandi club d’Europa, il Dortmund se vuole avere possibilità di tenere Haaland deve qualificarsi in Champions League. In questo momento, l’Europa che conta dista quattro punti: al quarto posto c’è proprio l’Eintracht. Le Adler hanno la seria occasione di potersi qualificare: è una partita da dentro o fuori, ci si gioca tutto.

L’OSSERVATO SPECIALE 👁

Marcel Sabitzer è l’anima del Lipsia, in Germania dal 2015 e capitano della squadra di Nagelsmann. Il suo contratto è in scadenza nel 2022 e si parla di rinnovo difficile e conseguente addio: Liverpool, Tottenham e Manchester United sono su di lui, come riportato dalla Bild. Ma l’austriaco è l’elemento chiave del Lipsia e sabato sera avrà una grande occasione di entrare nella storia: a -4 dal Bayern Monaco, il Lipsia deve vincere per arrivare al sogno del Meisterschale.

IL GRANDE ASSENTE ⛔

Ovviamente: Robert Lewandowski. Il polacco si è infortunato domenica contro l’Andorra: problema ai legamenti del ginocchio destro e un mese di stop per lui. Una pessima notizia per il Bayern Monaco che dovrà fare a meno del numero 9 nel momento più importante della stagione: salterà non solo il Lipsia, ma anche i quarti di finale di Champions League contro il PSG. Una pessima notizia anche per lo stesso Lewandowski: la corsa al record di Gerd Müller sembra essere in salita adesso. La grande incognita adesso è: chi giocherà come punta contro il Lipsia? Il candidato è Serge Gnabry, che già in passato ha saputo giocare come attaccante centrale e ricopre abitualmente il ruolo in Nazionale. 

L’EX DI TURNO 🔙

Robert Andrich è uno dei giocatori più amati dalla tifoseria dell’Union Berlino: grinta e passione vera sempre in campo. Eccessi che a volte lo portano a commettere dei grandi errori. Solo nell’ultima partita contro l’Eintracht, Andrich si è reso protagonista di un autogol buffo e nella partita d’andata contro l’Hertha Berlino è stato espulso dopo soli 23’ per un brutto fallo. La partita con i rivali è molto sentita da 26enne, che è cresciuto nel settore giovanile dell’Hertha.

📋 BundesCafé preview, 26ª giornata – Tra classiche e testacoda

26ª giornata Bundesliga 2020/21

La 26ª giornata di Bundesliga 2020/21 parte subito forte con Arminia Bielefeld-RB Lipsia di venerdì sera. Sabato pomeriggio comandano le grandi con Bayern Monaco, Wolfsburg, Eintracht e Borussia Dortmund tutte impegnate alle 15.30. A chiudere la giornata di sabato uno Schalke-Gladbach imprevedibile. Anche la domenica è ricca: Hoffenheim-Mainz e Hertha Berlino-Leverkusen anticipano Friburgo-Augsburg, ultimo match del pomeriggio.

26ª giornata Bundesliga 2020/21
Il programma della 26ª giornata della Bundesliga 2020/21.

IN TV SU SKY 📺

Venerdì 20.30: Arminia Bielefeld-RB Lipsia (can. 201)

Sabato 15.30: Bayern Monaco-Stoccarda (can. 201)

Sabato 15.30: Colonia-Borussia Dortmund (can. 203)

Sabato 18.30: Schalke 04-Borussia Mönchengladbach (can. 203)

Domenica 13.30: Hoffenheim-Mainz (can. 204)  

Domenica 15.30: Herta Berlino-Bayer Leverkusen (can. 203)

Domenica 18.00: Friburgo-Augsburg (can. 203)

DA NON PERDERE 📌

Il Bayern Monaco è chiamato a mantenere i quattro punti di vantaggio dalla seconda posizione contro lo Stoccarda, che è la squadra ad aver vinto più trasferte di tutti dopo i bavaresi. L’allenatore Matarazzo – che ha lavorato insieme a Flick nel 2017 nell’Hoffenheim mentre il tedesco era AD – è l’ennesimo caso del successo del binomio USA-Germania. Una squadra valorizzata dal tecnico statunitense che ha in Kalajdžić il terminale offensivo. L’attaccante austriaco è a un passo dal battere il record di partite in rete consecutive del club (al momento è a 7, come Fredi Bobic). I campioni in carica li conosciamo, ma lo Stoccarda ha tutte le carte in regola per stupire. È una classica del calcio tedesco e ci sono tutti i presupposti perché non deluda.

IL CONSIGLIO 👌

Lo Schalke ha guadagnato più punti del Gladbach nelle ultime cinque partite. Un dato che, con tutto il rispetto per il club di Gelsenkirchen, dovrebbe far riflettere Marco Rose e i suoi giocatori. Le due squadre si affrontano in questo turno e la sensazione che diano vita a una partita da dentro o fuori arieggia nell’aria. Questo match può rappresentare una buona occasione per entrambe le squadre. Dipende solo da che punto di vista la si vede… 

L’OSSERVATO SPECIALE 👁

Nonostante il pareggio contro l’Eintracht nell’ultima e i momenti poco felici di giocatori chiave come Angeliño e Upamecano, sembra esserci comunque una nota positiva in questo momento per il Lipsia. Alexander Sørloth, arrivato in estate per 20 mln di euro dal Crystal Palace, sembra aver trovato spazio e continuità nella testa di Nagelsmann, e il norvegese sta ripagando la fiducia. 2 reti nelle ultime 3 partite e un giocatore che sembra essersi ritrovato dopo i primi mesi di smarrimento. All’andata con l’Arminia ha sbagliato un rigore. Ora può vendicarsi.

IL GRANDE ASSENTE ⛔

Prima della partita contro il Lipsia della settimana scorsa, Martin Hinteregger aveva saltato soltanto 38 dei 2160 minuti totali fin qui in Bundesliga con l’Eintracht Francoforte. L’austriaco, con l’addio anche dell’ex capitano David Abraham, sta diventando sempre più leader delle Adler. La sua assenza, quindi, pesa per l’Eintracht, considerando anche il momento della squadra di Hütter che non vince da tre partite dopo la super striscia positiva. 

L’EX DI TURNO 🔙

Siamo sicuri che lo stesso portiere che abbiamo visto a Brema, ora con il Wolfsburg è uno dei migliori numero uno della Bundesliga e che quest’anno in metà delle partite disputate non ha subito gol, compresa una serie di imbattibilità da oltre 600 minuti? Koen Casteels sembra essere un altro giocatore. Più maturo, più sicuro di sé e non è difficile pensare, dunque, perché la partita contro il Werder Brema abbia un sapore diverso per il portiere belga. 

Makoto Hasebe, il giapponese più tedesco della Bundesliga

makoto hasebe

Riflessivo, intelligente e calmo, ma anche uno capace di parlare, di far sentire la propria voce in campo. ​Doti che lo dovevano indirizzare, come hanno confermato coloro che ne sono entrati in contatto durante l’adolescenza, ad una ​vita​ ​politica​. Invece, per fortuna, Makoto Hasebe ha scelto il calcio. E anziché diventare un personaggio politico di spicco, è diventato un mito del Wolfsburg prima e dell’Eintracht Francoforte​ poi. Prima di entrare, definitivamente, nella leggenda della Bundesliga: è diventato il giocatore asiatico con più presenze nel massimo campionato tedesco, battendo un’altra leggenda come Cha Bum-Kun.

Prima del grande salto in​ Bundesliga, Hasebe​ giocava nell​’Urawa​​ Reds​, squadra che milita nella ​J​ ​League​ ​Division​ ​1​, la massima divisione giapponese. Nel 2007 lo prese il ​Wolfsburg​, una squadra ricca di talento, che due anni dopo sarebbe diventata campione di Germania, grazie ai goal di Grafite e Dzeko, ma anche alla presenza al centrocampo di quello che è diventato in breve tempo il giapponese più tedesco della Bundesliga grazie ai suoi modi di fare.

La sua personalità ha favorito il suo inserimento in ​Germania​: sin dal suo arrivo, si è calato subito nella nuova realtà. Ha approfondito le opere dei più grandi scrittori tedeschi, come ​Goethe ​e ​Nietzsche​. Letture e ​respiri​ ​profondi​ che durante i viaggi in pullman verso gli stadi gli permettevano di allontanare la tensione delle partite e avvicinarsi alla cultura del suo nuovo paese.

Dopo un lungo periodo al ​Wolfsburg​ e una breve parentesi al ​Norimberga​, nel 2014 Makoto Hasebe si è trasferito ​all’Eintracht​ ​Francoforte​ e ha centrato il suo secondo successo: la DFB-Pokal nel 2018, da perno della difesa a tre di Niko Kovac. Un ruolo che in pochi potevano prevedere all’inizio, per uno che da giovane giocava trequartista, per poi abbassare il proprio raggio d’azione sempre di più. Da mediano prima, da difensore poi. Con l’avanzare degli anni. Oggi che ne ha 36, è ormai classificabile come un ‘libero’.

In realtà già ​Felix Magath ai tempi del Wolfsburg lo aveva occasionalmente schierato in difesa, ma soltanto a Francoforte lo ha fatto suo al 100%, con il compito non facile di impostare il gioco, come gli veniva chiesto da Niko Kovac – e in seguito anche da Adi Hütter. Ormai ricopre il ruolo con dimestichezza, al fianco di capitan ​Abraham ​e del centrale-goleador ​Hinteregger​. Una posizione che gli permette di coprire qualche difetto fisico, incrementato con l’età, e sfruttare la sua intelligenza tattica, facendo ripartire con lunghi lanci la manovra rossonera.

Intelligenza, visione di gioco, personalità, conoscenza. Tutte caratteristiche che hanno contraddistinto il classe 1984 nella sua carriera, anche, se non soprattutto, con la nazionale del Giappone. Dici Makoto Hasebe, pensi leader. Vanta ben ​114 presenze e dal 2010 è stato nominato capitano. ​L’avventura con la selezione nipponica si è conclusa nel 2018​, dopo la sconfitta ai quarti di finale contro il ​Belgio​. La sua unica gioia con i ​samurai blu​ è stata la Coppa d’Asia​ vinta nel 2011.

L’avventura che invece non si è ancora chiusa è quella con l’Eintracht Francoforte: in questa stagione ha dimostrato di avere il fisico di un ragazzino nonostante le 37 primavere, per cui il suo contratto è stato rinnovato per un altro anno, fino al 2022, per quella che potrebbe essere la sua ultima stagione da calciatore, la 15esima da quando è arrivato in Germania.

Prima, magari, di iniziare una carriera in panchina, in un ruolo che sembra già essergli cucito addosso.

“Onestamente, non ho mai pensato a smettere di giocare. Non so quando succederà e non ho ancora deciso cosa farò, ma una delle cose che mi interessa è diventare un allenatore”.

La leadership, il carisma e la personalità non mancano, il carattere nemmeno. Le conoscenze calcistiche ci sono eccome. Il suo futuro potrebbe già essere disegnato, ma prima Makoto Hasebe vuole godersi gli ultimi attimi di una carriera da calciatore ricca di successi, record e gratitudini. E pensare che doveva fare il politico.