🎙 BundesITalk, puntata 23 – Dentro il Klassiker

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BundesITalk è il podcast di Bundesitalia.com, ideato, creato e gestito dalla redazione. In 45 minuti parliamo dei temi più caldi del calcio tedesco. Nella nuova puntata, analizziamo tutti i temi del Klassiker della settima giornata di Bundesliga.

Il Bayern Monaco e il Borussia Dortmund sono appaiate in testa alla classifica dopo sei giornate e si sfidano nel primo atto della partita più attesa della stagione del calcio tedesco, al Westfalenstadion. Volti, protagonisti, dubbi, punti forti e punti deboli, aspettative: dentro il Klassiker a 360 gradi.

Con Giorgio Dusi, Roberto Brambilla e Giorgio Tosatto.

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🎙 BundesITalk, puntata 22 – La crisi dello Schalke 04

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BundesITalk è il podcast di Bundesitalia.com, ideato, creato e gestito dalla redazione. In 45 minuti parliamo dei temi più caldi del calcio tedesco. Nella nuova puntata, facciamo un focus e un viaggio dentro la crisi dello Schalke 04.

Abbiamo scavato all’indietro per cercare di capire come il club di Gelsenkirchen è arrivato ad un passo dal baratro, sviscerando le ragioni economiche, le scelte folli e tutte le decisioni tecniche e societarie che hanno portato lo Schalke fino a rischiare seriamente la retrocessione.

Con Giorgio Dusi, Roberto Brambilla e Stefano Fontana.

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🎙 BundesITalk, puntata 19 – Guida alla Bundesliga 2020/21

guida alla bundesliga 2020-21

BundesITalk è il podcast di Bundesitalia.com, ideato, creato e gestito dalla redazione. In 45 minuti parliamo dei temi più caldi del calcio tedesco. Nella prima puntata dopo una lunga pausa, introduciamo – a mercato finalmente concluso – la Bundesliga 2020/21. Di fatto, come una guida. Anche se non sostitutiva della Guida originale (in vendita qui).

Nella puntata 19 del nostro podcast abbiamo parlato del duello di testa, se duello sarà (più l’incomodo Lipsia), e delle squadre che si sono maggiormente rinforzate, del mercato, dei colpi più importanti, di quelli più sorprendenti e di chi ha fatto più danni.

Con Giorgio Dusi, Roberto Brambilla, Giorgio Tosatto e Stefano Fontana.

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Manuel Baum, l’uomo in missione alla guida dello Schalke 04

Manuel baum schalke

La telenovela Schalke 04 si arricchisce di un’ulteriore puntata: Manuel Baum è stato nominato nuovo allenatore dopo l’esonero di David Wagner. L’allontanamento dello statunitense è sembrato inevitabile una volta arrivata la diciottesima partita consecutiva senza vittoria in Bundesliga, considerando la seconda parte della scorsa stagione e l’inizio di questa.

Baum è per certi versi una scelta di basso profilo: dopo i tre anni ad Augsburg, nell’ultima stagione ha ricoperto il ruolo di selezionatore per l’under-20 tedesca. Un tecnico giovane (classe 1979), che nella sua breve carriera ha mostrato uno stile di gioco in linea con la nuova scuola teutonica. I suoi dettami tattici si discosteranno poco da quelli del suo predecessore: pressing alto – almeno nelle intenzioni – recupero palla aggressivo e gioco di transizione per mettere in difficoltà la difesa avversaria. La DFB ha apprezzato il suo lavoro con i giovani, tema che potrebbe tornare d’attualità in uno Schalke a corto di risultati, idee, fiducia e risorse economiche.

Proprio il discorso delle difficoltà finanziare ha probabilmente impedito ai Knappen di puntare a profili diversi: su tutti, il nome che era ovviamente rimbalzato nelle ultime settimane è quello di Ralf Rangnick. Una scelta di cuore, per certi versi romantica, con l’ex-Red Bull pronto a riabbracciare il club col quale si è tolto le migliori soddisfazioni da allenatore, giudicata però troppo impegnativa per le casse del club. Club che, per la cronaca, nel peggiore dei casi dovrà continuare a pagare lo stipendio a Wagner fino al 2022.

Pur avendo ereditato una patata a dir poco bollente, Baum avrà dalla sua la possibilità di ritoccare leggermente la rosa in questi ultimi giorni di mercato. Difficile, per i motivi già citati, assistere a colpi ad effetto, ma sarà interessante capire se il nativo di Landshut ed il suo staff (tra cui spicca il volto, familiarissimo a Gelsenkirchen, di Naldo) riusciranno ad utilizzare le loro doti di scouting per portare nella Ruhr qualche giovane talento.

La “linea verde” sembra l’unica strada realmente percorribile che potrebbe portare lo Schalke fuori dal baratro, ridando un briciolo di linfa e fiducia ad una squadra che sembra smarrita e demotivata, ad un passo dal record di astinenza da vittorie della Bundesliga (attualmente 20 partite, con la firma dello storico Tasmania Berlin). La batteria di ragazzi promettenti già in rosa non è foltissima, ma potrebbe fruttare al neo-allenatore dei risultati da non sottovalutare: dai 2000 Kabak, Matondo e Kutucu al 2001 Can Bozdogan, fino ad arrivare a Boujellab (1999), Harit e Serdar (1997). Peraltro, Kabak dovrà saltare le prossime cinque partite dopo lo sputo ad Augustinsson nella sfida contro il Werder.

Nelle dichiarazioni che hanno accompagnato il suo annuncio, Manuel Baum ha parlato dello Schalke come “un club eccezionale, con un grandissimo potenziale ed un incredibile tradizione“. Una piccola gaffe, se si considera che due settimane fa, nelle sue previsioni per il campionato consegnate a Sky Sports, aveva posizionato lo Schalke al quindicesimo posto, appena oltre la zona salvezza.

L’ex-Augsburg ha aggiunto che “il nostro compito più urgente ora è ridare alla squadra la sensazione di lottare per un obiettivo comune, in allenamento e in partita. Sono convinto della qualità della squadra”.

Tutti gli altri, tifosi ed addetti ai lavori compresi, sembrano esserlo meno. Tocca a lui fare cambiare idea.

Chi è Sabiri, il centrocampista acquistato dall’Ascoli

Sabiri Lazio

La notizia è ufficiale: Abdelhamid Sabiri, dopo essere stato ad un passo dalla Lazio, è un nuovo giocatore dell’Ascoli. Nato in Marocco nel 1996, Sabiri si trasferisce con la famiglia a Francoforte all’età di tre anni (prenderà poi la nazionalità tedesca). Cresce nel Darmstadt prima di approdare diciottenne allo Sportfreunde Siegen, sempre in Vestfalia. È proprio qui, nell’Oberliga (quinta serie del calcio tedesco), che si mette in mostra, con 18 gol e 6 assist in 30 partite. La stagione successiva, 2016/2017, avviene il salto tra i professionisti con il Norimberga. L’impatto è sorprendente, non tanto per le reti (12) e gli assist (6) con la seconda squadra in Regionalliga, quanto per i 5 gol in 9 partite con la prima squadra in Zweite, pur in un anno poco positivo per der Club.

I ruoli che ricopre in quella stagione sono soprattutto l’esterno alto di sinistra nel 4-2-3-1, con licenza di accentrarsi sul destro, o nel finale di stagione la punta in un più abbottonato 4-4-1-1. Tecnica, capacità di inserimento e un buon tiro sono le caratteristiche che risaltano maggiormente.

Nell’estate 2017 è David Wagner a volerlo all’Huddersfield, appena promosso in Premier League. Le due stagioni in Inghilterra non sono però come sperato: poche convocazioni, ancora meno presenze, nessun gol e la retrocessione con l’ultimo posto in classifica (senza Wagner, nel frattempo esonerato). Unica nota positiva è l’ingresso nel giro dell’Under21 di Stefan Kuntz, con cui gioca 5 partite tra ottobre 2018 e marzo 2019, segnando un gol all’Olanda. Alla fine però non verrà convocato per gli Europei in Italia.

Negli ultimi giorni del mercato 2019 torna in Germania e firma per il Paderborn, neopromosso in Bundesliga. Una scommessa difficile (sin dall’inizio gli uomini di Baumgart sono considerati i principali candidati alla retrocessione), che effettivamente termina con il ritorno in Zweite del club, ma con degli aspetti da salvare. Per Sabiri è una stagione con un discreto minutaggio, anche se soltanto in 9 delle 24 presenze collezionate parte titolare. Rispetto a Norimberga ricopre una posizione più centrale, anche visto il modulo, 4-4-2 o 4-4-1-1. Trequartista o centrale di centrocampo, è il giocatore a cui Baumgart si affida quando servono qualità e fantasia e un po’ di copertura in meno. Chiude la stagione con 1 assist e 4 reti, tra cui il gran gol contro l’Eintracht, inserito dalla Bundesliga tra i 5 migliori dell’ultima giornata del girone di andata.

Una carriera finora fatta di alti e bassi, vissuta spesso con l’impressione, non ancora concretizzata, di essere ad un passo dal diventare un giocatore di buon livello. Le potenzialità a tratti si sono viste, la nuova scommessa dell’Ascoli è che Sabiri in Serie B possa finalmente mostrarle con continuità.

Schalke-Werder Brema: chi sta peggio?

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“Se Atene piange, Sparta non ride” recita un celebre detto italiano. Se alle due città cardine dell’epica greca si sostituissero Gelsenkirchen e Brema, nella ben più rigida Germania, si otterrebbe una breve quanto veritiera preview di Schalke 04-Werder Brema, in campo oggi alle 18.30.

Di fatto, entrambe le squadre stanno vivendo un momento buio che dura oramai da mesi. David Wagner, che si ritrova tra le mani una rosa indebolita rispetto a quella – già per certi versi critica – dello scorso anno, ha dovuto assistere inerme all’esordio shock dei suoi: un 8-0 incassato dal Bayern schiacciatutto. I campioni d’Europa in carica sono sembrati di due o tre categorie superiori ai Knappen nella devastante serata dell’Allianz Arena. Mai nella sua storia la Bundesliga si era aperta con una disfatta di questa portata in occasione della gara inaugurale.

Per i blu della Ruhr, però, le sconfitte iniziano a diventare una triste abitudine: hanno perso 11 delle ultime 16, pareggiando le altre 5. L’ultima vittoria in gare ufficiali è datata 4 febbraio (ai supplementari in DFB-Pokal, contro l’Hertha), e tutti quelli che pensavano che la nuova stagione potesse portare un po’ di freschezza ad una squadra col morale a terra sono rimasti tremendamente delusi: l’ultima sconfitta così pesante per lo Schalke è arrivata nel lontano 1969, quando a farne 8 fu il Colonia. A questo punto i tre punti sembrano più un miraggio che un obiettivo realmente raggiungibile, e la sensazione è che serva uno scossone molto forte – probabilmente alla già traballante panchina di Wagner – per invertire la rotta.

Con un po’ di perfidia verrebbe da dire però che se c’è una squadra contro la quale lo Schalke può tornare alla vittoria questa è il Werder Brema, che dal canto suo ha vissuto un’estate altrettanto tormentata: la permanenza in Bundesliga è arrivata solo dopo uno spareggio all’ultimo sangue con l’Heidenheim. Florian Kohfeldt ha centrato la salvezza (e verosimilmente tenuto in piedi il suo contratto) grazie alla regola dei gol in trasferta dopo un doppio pareggio. La verità, però, è che in più fasi i Grünweißen hanno seriamente rischiato il tracollo, per di più contro un avversario sulla carta decisamente inferiore.

Nonostante un esordio dignitoso in DFB-Pokal (2-0 al Carl Zeiss Jena), l’approccio alla nuova stagione di Bundesliga è stato altrettanto traumatico: 4-1 incassato tra le mura amiche da un Hertha Berlino insolitamente spumeggiante, capace di mandare in gol Pekarìk, Lukebakio, Cunha e Jhon Còrdoba al cospetto di una difesa non esattamente impenetrabile. Le tenebre della scorsa stagione, che col passare dei mesi è diventata sempre più un incubo sportivo fatto di sconfitte ed infortuni ricorrenti, ora rischiano di lasciare strascichi pesanti anche sul nuovo campionato.

Sostanzialmente, nonostante sia solo la seconda giornata, stasera Schalke 04 e Werder Brema metteranno in gioco molto più di tre punti: speranza, rabbia, voglia di riscatto, ma soprattutto la ricerca di un segnale positivo. Una vittoria, una buona prestazione, che possa rasserenare l’ambiente e scacciare i fantasmi di una stagione – quella appena terminata – troppo brutta per essere vera.

Weston McKennie, l’uomo mercato dello Schalke che piace alla Juve

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Lo Schalke ha vissuto una stagione decisamente complicata, in particolare nel disastroso girone di ritorno. Non è facile trovare qualche aspetto positivo, ma uno di questi è senza dubbio Weston McKennie: non stupiscono quindi le voci di mercato che lo vedono vicino alla Juve, considerando anche la situazione economica del club peggiorata ulteriormente dopo le dimissioni obbligate di Clemens Tönnies.

McKennie nasce a Little Elm, nel cuore del Texas, il 28 agosto 1998. Il giorno del suo diciottesimo compleanno lo Schalke lo preleva dalla Dallas Academy per portarlo in Germania e farlo crescere con l’Under19. Qui si distingue subito come centrale di centrocampo generoso, duttile e costante: 21 presenze impreziosite da 4 gol e 3 assist ne fanno uno dei migliori centrocampisti del torneo. L’ottimo impatto con un calcio completamente diverso da quello americano viene coronato con l’esordio in Bundesliga nell’ultima giornata di quella stagione, 2016/2017. Il mister Markus Weinzierl gli regala infatti un quarto d’ora contro l’Ingolstadt.

L’arrivo di Domenico Tedesco sulla panchina dei Knappen coincide con l’inizio dell’impiego in pianta stabile del centrocampista statunitense in prima squadra, per di più con un buon minutaggio in una stagione chiusa al secondo posto alle spalle del Bayern di Heynckes. La stagione 2018/2019 è un’ulteriore conferma per McKennie nonostante un campionato difficile per lo Schalke. A livello personale si toglie la soddisfazione di giocare 6 partite in Champions, compresi gli ottavi di finale contro il Manchester City, di segnare una rete decisiva a Mosca contro la Lokomotiv e di entrare per la prima volta nel tabellino dei marcatori anche in Bundes, grazie al gol realizzato il 6 ottobre nella vittoriosa trasferta di Düsseldorf.

Quest’anno come detto è stato uno dei pochi a salvarsi, soprattutto nella seconda parte della stagione. David Wagner lo ha sempre utilizzato quando disponibile, lasciandolo fuori solo in cinque occasioni a causa di infortuni e una volta per squalifica. McKennie si è distinto per impegno e duttilità, probabilmente la miglior caratteristica dell’americano. L’analisi dei ruoli ricoperti in stagione conferma questa peculiarità: ha giocato principalmente come centrocampista centrale o davanti alla difesa, ma sono state parecchie le volte in cui ha fatto il trequartista o addirittura, nella fase in cui lo Schalke era falcidiato dagli infortuni, il difensore centrale o il terzino destro. E nella sua esperienza in Bundesliga ci sono pure un paio di apparizioni come punta centrale.

Anche dal punto di vista caratteriale Weston McKennie sembra sicuro di sé nonostante i ventuno anni. Ci sono due aspetti da cui si può dedurre. Innanzitutto il modo in cui affronta positivamente da una parte la pressione di una piazza non semplicissima come quella di Gelsenkirchen e dall’altra l’attenzione critica che gli appassionati di “soccer” negli Stati Uniti mostrano sempre nei confronti dei giovani connazionali in Bundesliga. In secondo luogo è interessante come il giovane Weston sia stato il primo calciatore a usare la visibilità di un match per chiedere pubblicamente giustizia per George Floyd, mostrando nel corso della partita contro il Werder Brema del 30 maggio scorso una fascia al braccio con la scritta “Justice for George”.

Insomma un centrocampista completo con ampi margini di miglioramento considerando l’età e la crescita costante degli ultimi anni. Lo Schalke deve fare cassa e Weston McKennie sembra, purtroppo per i tifosi dei Knappen, il più papabile. In Inghilterra gli avevano messo gli occhi addosso alcuni grandi club: si parlava del Chelsea, del Tottenham e soprattutto del Liverpool di Klopp. Il classe ‘98 potrebbe effettivamente avere le caratteristiche tecniche e caratteriali per fare bene anche in Premier League, ma per la Bundesliga sarebbe davvero un peccato doverne vedere la crescita da lontano. Per questo forse per gli appassionati di calcio tedesco l’ipotesi Hertha ventilata negli ultimi giorni potrebbe essere la soluzione migliore. Anche se, alla fine, l’ipotesi Juve sembra davvero la più accreditata per il futuro di Weston McKennie.

🎙 BundesITalk, ep. 18 – Finale di stagione

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BundesITalk è il podcast di Bundesitalia.com, ideato, creato e gestito dalla redazione. In 45 minuti parliamo dei temi più caldi del calcio tedesco. Per questa ultima puntata, tiriamo le somme di tutta la stagione.

Nella diciottesima puntata del podcast, l’ultima della prima stagione di BundesITalk, abbiamo parlato dei temi più caldi di tutta la stagione, dal Dortmund che insegue il Bayern Monaco, fino a chi a fondo classifica ha annaspato. Tra il Leverkusen che manca la Champions e tutti gli altri temi.

Con Giorgio Dusi, Roberto Brambilla e Giorgio Tosatto.

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