Iago, il terzino dell’Augsburg che piace alle big

Iago augsburg

Se una realtà piccola come quella dell’Augsburg milita in Bundesliga consecutivamente da dieci stagioni uno dei motivi, forse il principale, è l’attenzione dedicata sul mercato alle giovani promesse. Iago Amaral Borduchi, conosciuto semplicemente come Iago, è il classico esempio di questo modo di operare dei bavaresi, guidati sul mercato dall’ex Juventus Stefan Reuter.

Iago, brasiliano classe 1997, si fa conoscere in patria con l’Internacional di Porto Alegre, che lo scopre a sedici anni nelle giovanili della squadra della sua città natale, Monte Azul Paulista. I dirigenti biancorossi sono colpiti da quelle che restano anche oggi le sue principali caratteristiche. Si tratta di un terzino dotato di un mancino raffinato, efficace nei cross vista anche la buona capacità di spinta sulla corsia. Ma anche attenzione in fase difensiva, resistenza e applicazione tattica. Forse fisicamente un po’ “leggero”, ma è un aspetto su cui continua a lavorare dai tempi di Porto Alegre.

Nell’estate del 2018, quando appena ventunenne aveva già trovato spazio nella “top-11” del Brasilerao, si fa avanti il Benfica. La trattativa con l’Internacional non va però a buon fine, anche per la resistenza del club brasiliano, in piena corsa per le zone altissime della classifica (a fine torneo arriverà infatti la qualificazione alla Libertadores).

Così l’anno successivo è l’Augsburg a portare Iago in Germania sborsando oltre sei milioni di euro, cifra non da poco per il club bavarese. La prima stagione come previsto serve al brasiliano per ambientarsi nel calcio europeo. Due infortuni, uno a inizio stagione e l’altro alla fine, e l’ottimo rendimento di Philipp Max, fanno sì però che Iago scenda in campo soltanto 10 volte. Si toglie comunque la soddisfazione di realizzare il primo gol in Bundesliga, a dicembre nel 2-4 a Sinsheim.

Dopo la partenza del figlio di Martin diventa titolare e gioca dall’inizio in 14 delle prime 19 giornate, a ottimi livelli. Poi a fine gennaio, durante la sfida persa al Westfalenstadion, si infortuna alla caviglia. Ora è tornato a disposizione e dovrà riconquistarsi il posto sulla corsia mancina, che Heiko Herrlich nel frattempo ha affidato a Mads Pedersen.

Iago ha tutte le carte in regola non solo per ritornare decisivo all’Augsburg, ma anche per puntare ad una convocazione nella Seleção. Fa già parte dell’Under 23, la selezione olimpica, con la quale giocherà a Tokyo insieme ad altri nomi nuovi del calcio tedesco come Paulinho o Matheus Cunha.

Intanto i grandi club continuano a monitorarlo. Il Milan ad esempio lo tiene d’occhio dai tempi dell’Internacional e sembra che la scorsa estate sia stato più il passaporto da extracomunitario (le pratiche per diventare comunitario dovrebbero risolversi a breve) che il prezzo chiesto dall’Augsburg a non far affondare il colpo ai dirigenti rossoneri. Ma l’asta per Iago sembra solo all’inizio.

Lo strano caso dei terzini destri del Bayer Leverkusen

leverkusen terzino destro

Il Bayer Leverkusen a differenza degli anni passati è stato decisamente attivo nel mercato invernale. La stranezza non viene però tanto da questo, quanto dai ruoli su cui gli uomini mercato guidati da Rudi Völler sono intervenuti. A parte l’ala inglese Demarai Grey gli altri due acquisti sono infatti terzini destri, gli olandesi Timothy Fosu-Mensah e Jeremie Frimpong. Il primo, classe 1998, arriva da un’esperienza non esaltante al Manchester United; il secondo, ventenne cresciuto nell’altra sponda di Manchester, il City, è stato acquistato dal Celtic per undici milioni di euro.

Ecco però la stranezza. Il Bayer Leverkusen in rosa aveva già quattro potenziali terzini destri: il capitano Lars Bender, Mitchell Weiser, Santiago Arias e Tin Jedvaj. Con Fosu-Mensah e Frimpong diventano sei. Ma qualche motivazione si può intuire, anche perché si parla di una società sempre attenta alle operazioni di mercato.

Jeremie Frimpong. Innanzitutto Frimpong, prospetto tra i più interessanti nel ruolo. Per lui si stava creando una vera e propria asta: per questo e per la notizia dell’addio di Bender a fine stagione il Bayer ha accelerato.

Tin Jedvaj. Il croato ex Roma è un difensore duttile e in carriera ha giocato la maggior parte delle partite da centrale, quindi probabilmente Peter Bosz non lo considera tra i papabili terzini (anche se a dire il vero non lo sta utilizzando neanche come centrale).

Timothy Fosu-Mensah. L’olandese da quando è arrivato, a gennaio, ha giocato 4 partite, tre in Bundesliga e 1 in DFB-Pokal. In un paio di occasioni Bosz l’ha schierato a destra nella difesa a tre, posizione non nuova per lui e che potrebbe adattarsi bene alle sue caratteristiche.

Santiago Arias. Il colombiano classe ’92 è stato preso in estate in prestito dall’Atletico Madrid, per contendersi il posto con Bender. In realtà l’auspicio si è infranto subito a causa del terribile infortunio alla caviglia patito a ottobre con la maglia della nazionale.

Mitchell Weiser. Il ventiseienne cresciuto nelle giovanili del Colonia è approdato a Leverkusen nel 2018, acquistato dall’Hertha per dodici milioni di euro. Al di là dell’infortunio alla coscia che lo sta tenendo fuori da inizio anno, in questa stagione il tecnico olandese lo sta considerando decisamente poco (solo 5 presenze), soprattutto per la sua poca attitudine difensiva.

Lars Bender. Bender è il capitano e per carisma e affidabilità la titolarità sarebbe sua a priori. Ma il fisico lo supporta sempre meno, cosa che ha accelerato la decisione, insieme al gemello Sven, di lasciare il calcio giocato a fine stagione.

Quello dei terzini destri al Bayer Leverkusen resta un caso curioso, ma meno strano di quanto si possa pensare a prima vista. Certo il club spera di poter coprire la casella dalla prossima stagione con un paio di giocatori affidabili e già pronti. Non si può dire che al casting non ci sia affollamento…

Il Bayern e Upamecano: un corteggiamento infinito e necessario

upamecano bayern

Da un po’ di tempo gli occhi del Bayern Monaco erano puntati su Dayot Upamecano: il centrale del RB Lipsia era diventato una priorità assoluta per il club campione di tutto. Ora che l’acquisto è diventato ufficiale a tutti gli effetti – anche se già le parole di Salihamidzic di venerdì sera di fatto erano un sigillo – i campioni di tutto possono programmare il futuro. E mettere la spunta sulla “lista della spesa” alla voce “difensore centrale”.

I bavaresi non si sono mai nascosti quando si trattava di Upamecano: al Bayern l’interesse è stato spesso reso pubblico. Il primo è stato l’AD Karl-Heinz Rummenigge, ch ha rilasciato importanti dichiarazioni in un’intervista con la Bild.

”Naturalmente lo stiamo seguendo, è un profilo che va trattato ma non è l’unico. Resterà al Lipsia fino al termine della stagione, è presto per fare dei piani”.

Lo scorso 30 gennaio la Bild ha fatto circolare scatti cheraffiguravano il direttore sportivo dei bavaresi Hasan Salihamidžić prima dell’incontro con i consulenti Sascha Breese e Volker Struth dell’agenzia “Sports360” rappresentativa del difensore francese. Insomma, per ribadire ancora una volta che l’obiettivo numero uno del Bayen Monaco era Upamecano. Un incontro costruttivo come affermato da Brazzo prima della partita contro l’Hoffenheim ai microfoni di Sky.

“Abbiamo avuto ottime discussioni professionali. Adesso dobbiamo vedere cosa succede”. 

Forse, un incontro decisivo. Al Lispia sono sempre stati tutti consapevoli della situazione, anche l’allenatore Julian Nagelsmann che ha risposto in conferenza stampa alle dichiarazioni dell’AD Rummenigge.

“A parti invertite non so cosa avrebbero dichiarato, ma personalmente non è una cosa che mi dà fastidio. Conosciamo la situazione contrattuale di Dayot e da parte nostra ci sarebbe la volontà di trattenerlo, ma conosciamo anche quali sono i meccanismi del calcio. Se volevano renderci irrequieti con queste dichiarazioni non ci sono riusciti”.

La scadenza del contratto di Upamecano, dopo il rinnovo arrivato lo scorso mese di luglio (era in scadenza 2021), era fissata per giugno 2023: il prezzo stabilito dal Lipsia era quello della clausola rescissoria in vigore da quest’anno, ovvero la cifra di 42,5 milioni di euro. Un prezzo molto alto per la situazione attuale in cui si trova tutto il calcio, colpito dal Covid-19, ma il Bayern Monaco ha sempre avuto la forte intenzione di portare in Baviera il centrale ex Salisburgo. Anche se il budget del mercato a disposizione di Salihamidzic sembra sia ‘soltanto’ tra i 50 e gli 80 milioni.

Il Bayern Monaco non era solo: le prestazioni di Upamecano avevano attirato l’attenzione dei più importanti club europei. Sono andate a bussare alla porta del Lipsia anche Liverpool e Chelsea ma le proposte inglesi sono state cortesemente respinte. 

L’approdo di Dayot Upamecano al Bayern Monaco si tramuta in un rinforzo di altissimo livello per il reparto difensivo dei bavaresi, che quest’anno non ha dimostrato solidità: oltre un goal a partita, troppo per una squadra come quella di Flick. A guidare la classifica di miglior difesa del campionato si trova proprio il Lipsia. Il Bayern Monaco è dietro. Il trasferimento del francese significherebbe, quindi, anche indebolire l’avversario. Una pratica spesso messa in atto dal club campione di tutto.

Upamecano all’Allianz Arena dovrebbe andare a prendere il posto del partente David Alaba, a livello numerico: l’austriaco terminerà il suo contratto e saluterà Die Roten dopo 13 anni. Su di lui Real Madrid e Chelsea principalmente. Sostituire uno come Alaba non è compito per tutti, quasi impossibile. La retroguardia del Bayern Monaco ha però bisogno di una ventata d’aria fresca: Boateng compirà 33 anni a settembre e il suo rinnovo a fine stagione (è in scadenza) è un grosso dubbio, mentre Niklas Süle non garantisce ancora la giusta sicurezza, anche a livello fisico.

Upamecano sembra essere un profilo perfetto: la velocità in possesso del difensore francese è un elemento mancante tra i centrali, ad eccezione forse di Lucas Hernandez, che in futuro potrebbe ritagliarsi anche un posto in quella posizione. Per una squadra come il Bayern Monaco, abituata a giocare con la linea difensiva molto alta, avere tra i suoi centrali un altro giocatore rapido come Upamecano è fondamentale per fermare i contropiedi avversari. Ma Dayot non è solo velocità, anzi: alto 1.86 m, come vi avevamo già detto è una montagna difficile da scalare per gli avversari. Formidabile nei contrasti, tempismo perfetto negli anticipi. Tempismo che usa anche per i colpi di testa, sia in difesa che in attacco, anche se il feeling con il goal non è l’arma migliore del prodotto del settore giovanile del Valenciennes (4 reti in 139 presenze con il RB Lipsia).

La caratteristica che invece stupisce di Upamecano è quella del dribbling: infatti, nessun centrale dei top 5-campionati europei ha fatto più dribbling di lui nella scorsa stagione. 34 dribbling, quasi più di uno a partita con l’80% di riuscita. Il difensore è abilissimo nel saltare la prima pressione degli attaccanti avversari, ciò gli permette anche di impostare il gioco con una buona tecnica.

L’incognita rimane quella di vederlo agire in una difesa schierata a 4, dove avrà più responsabilità. Al Lipsia si è sempre trovato meglio a tre, come centrale. Con la Nazionale Francese, nelle sue tre presenze, ha giocato nell’amichevole contro l’Ucraina da centrale di destra, senza sfigurare. I presupposti per fare bene, comunque, ci sono. 

Il Bayern è lo step decisivo  per la carriera di Upamecano: il difensore ha l’occasione di fare il salto definitivo tra i più grandi di Europa. Il Bayern, invece, trova finalmente un nuovo centrale da cui ripartire. Per non rimpiangere Alaba e (forse) Boateng.

I migliori colpi del mercato di gennaio 2021 della Bundesliga

mercato gennaio bundesliga 2021

I cinque colpi top del mercato di gennaio 2021 in Bundesliga

Sead Kolasinac – In prestito dall’Arsenal allo Schalke 04

Lo Schalke ha condotto il mercato di gennaio 2021 riportando in Bundesliga giocatori che conoscono l’ambiente come Huntelaar o soprattutto Kolasinac, meno ‘stagionato’ dell’olandese e più carismatico. Tanto che ha preso la fascia di capitano e portato subito i suoi alla vittoria. L’impresa sarà lunga, ma da qualche parte doveva pure iniziare.

Dominik Szoboszlai – € 20 milioni più bonus dal Salisburgo al Lipsia

Ancora non l’abbiamo visto per un problema muscolare, ma sul suo talento e su come potrà integrarsi nei nuovi schemi offensivi di Nagelsmann ci sono pochissimi dubbi. Abbiamo già parlato di lui in maniera approfondita qualche mese fa. Non lo abbiamo ancora visto per un problema muscolare, ma sembra solo questione di tempo.

Luka Jovic – In prestito dal Real Madrid all’Eintracht Francoforte

3 goal nei suoi primi secondi 76 minuti a Francoforte, due dei quali all’esordio, decisivi per i tre punti. Il serbo ha scelto di lasciare il Real Madrid e tornare a casa, in una piazza senza pressioni, per poter ritrovare la serenità e i goal. In attesa di vederlo in coppia con André Silva dal primo minuto.

Jeremie Frimpong – € 11 milioni dal Celtic al Leverkusen

Il Bayer Leverkusen sembra aver trovato il suo terzino destro, dopo tanti tentativi vani e sfortunati. Il classe 2000 è un prodotto del City, ma è esploso al Celtic, dove in molti hanno speso importanti parole di elogio nei confronti della sua attitudine. Dovrà dimostrarla in un campionato più importante. Le sue doti offensive sono di primo piano.

Emmanuel Dennis – In prestito dal Bruges al Colonia

Il suo nome è salito agli onori della cronaca per due motivi: una doppietta al Bernabéu in Champions League e poi una lite sul pullman del Brugge per non essersi potuto sedere al suo posto. Ora riparte da Colonia, che cerca fantasia e rapidità in un attacco spesso troppo prevedibile. E può fare molto bene.

I cinque colpi a sorpresa del mercato

Demarai Gray – € 2 milioni dal Leicester al Leverkusen

Brevilineo, veloce, con il senso del dribbling. Sostanzalmente, un’ottima alternativa a Diaby e Bailey sulle corsie oltre a Bellarabi, che ha altre caratteristiche. Con l’età che è ancora dalla sua (classe 1996) e con un’ottima esperienza in Premier League (133 presenze e 10 goal). In grado di avere impatto dalla panchina. Da migliorare molto il decision making, ma Bosz può lavorarci.

Christopher Lenz – Parametro zero dall’Union all’Eintracht (per giugno)

Terzino sinistro di una difesa a cinque, in grado di giocare anche a quattro, eventualmente anche come braccetto a tre. Con il classe 1994 l’Eintracht non ha trovato solo un buon vice-Kostic a parametro zero, ma anche uno che può coprirgli le spalle. Anche – se non soprattutto – nel caso in cui Hütter dovesse tornare alla difesa a quattro.

Leon Dajaku – Prestito e diritto di riscatto dal Bayern all’Union

Abbiamo approfondito il discorso su di lui in un articolo a parte. Vuole ritagliarsi uno spazio importante in una squadra che ha bisogno di giocate di fantasia come le sue.

Danny Da Costa – Prestito dall’Eintracht Francoforte al Mainz

Negli anni di Kovac e nel primo anno di Hütter si parlava di lui anche in orbita nazionale. Poi qualcosa è cambiato ed è finito ai margini, anche per lo scarso contributo difensivo. A Mainz ha esordito con assist. Spera di ritrovare gamba e fiducia. D’estate si riparlerà di lui.

Masaya Okugawa – Prestito dal Salisburgo all’Arminia Bielefeld

Non è sicuramente uno dei nomi più glamour passati per il distaccamento austriaco della Red Bull, ma lo scorso anno ha segnato 9 goal in campionato che non sono passati inosservati. Ha già giocato in Germania, con l’Holstein Kiel. Con Doan da un lato e lui dall’altro l’Arminia punta sul rapporto tra Giappone e Germania per correre verso la salvezza.

Quando il Mainz ha scartato Alphonso Davies

Alphonso Davies Mainz

E se Alphonso Davies fosse andato al Mainz e non al Bayern Monaco? Sarebbe potuto succedere, secondo Jonas Austermann. Il giornalista di ‘TZ’, che segue da vicino le vicende dei bavaresi, ha raccontato un retroscena che avrebbe potuto cambiare la carriera del canadese e il corso degli eventi sulla fascia sinistra di difesa del club più vincente di Germania.

Quando Phonzie faceva impazzire le difesa della MLS con la maglia dei Vancouver Whitecaps, tra i club tedeschi non c’era soltanto il Bayern a seguirlo. Anche il Mainz, sempre attento ai giovani talenti in giro per il mondo, aveva pensato di portarlo in Bundesliga.

Il prezzo fissato dal club canadese era di 10 milioni di euro, esattamente quanto sborsato dal Bayern nel gennaio 2019 per fare suo il giocatore, il quale firmò il contratto già nell’estate 2018 con un blitz decisivo di Salihamidzic durante la tournée negli Stati Uniti.

Milioni che il Mainz ritenne troppi: secondo Austermann, gli scout avevano dei dubbi sull’ambientamento in Bundesliga di Alphonso Davies, soprattutto a livello tattico. Non erano sicuri fosse sufficientemente maturo sin da subito e che potesse essere un fattore per la squadra.

Così, alla fine, la decisione finale fu un ‘no’, per quello che sarebbe stato l’acquisto record nella storia del club. Per rinforzare la fascia sinistra arrivarono alla Opel Arena Aaron Martin in difesa e Boëtius in attacco.  Il primo appena ceduto in prestito al Celta Vigo, il secondo che cerca di contribuire in qualche modo a una salvezza complicata.

Il Bayern ringrazia. Con Phonzie ha vinto tutto. E i dirigenti del Mainz hanno un grosso rimpianto con cui convivere…

BundesTalenti – Barry Hepburn, il “nuovo CR7” del campus del Bayern

Barry Hepburn

Da qualche tempo, in Baviera, il difensore centrale Liam Morrison si sente un po’ meno solo. Dopo aver prelevato, infatti, nel luglio 2019, il giovanissimo scozzese (2003) dall’Academy del Celtic Glasgow per metterlo a disposizione della squadra Under 19 di Martín Demichelis, il Bayern Monaco ha concesso il bis. Lo scorso 28 agosto, infatti, il club di Säbener Straße ha ufficializzato l’acquisto di Barry Hepburn, classe 2004, anch’egli strappato alle giovanili della squadra cattolica di Glasgow. Con il solo esborso del premio di formazione, la dirigenza del club Campione d’Europa in carica ‘rischia’ di essersi portata a casa il prossimo fenomeno del calcio mondiale. Hepburn, infatti, viene descritto dagli addetti ai lavori come un potenziale ‘crack’.

Hepburn è stato aggregato alla compagine Under 17 del Bayern Monaco, affidata alla conduzione tecnica di Danny Schwarz. “Siamo molto contenti di aver portato a termine il trasferimento di Hepburnha commentato, nel momento delle firme sul contratto triennale del talento scozzese, il responsabile del campus del Bayern Monaco, Jochen SauerÈ un giocatore offensivo con molto potenziale che vogliamo aiutare a sviluppare”.

Chi lo ha visto giocare, ritiene che Hepburn abbia tutte le qualità in regola per sfondare. E, nel giro di pochissimo tempo, sulle orme, per esempio, di quanto accaduto a Jamal Musiala, 2003 da record a segno nell’8-0 del Bayern Monaco sullo Schalke 04 di inizio campionato, addirittura ambire ad essere aggregato alla Prima Squadra di Hans-Dieter Flick per insidiare il posto di Leroy Sané e Kingsley Coman.

Fonte: Getty/OneFootball

Hepburn, alto 175 centimetri, destro naturale, è un esterno offensivo di gran qualità. Viene descritto come un calciatore veloce, rapido di gambe e di pensiero, molto abile nel dribbling e nell’uno contro uno. Un funambolo che unisce skills ed un gran ritmo. Caratteristiche fondamentali se si vuole diventare qualcuno nel calcio che conta del Ventunesimo Secolo. Gioca indifferentemente sia a destra sia a sinistra. Perfetto nel 4-3-3, può adattarsi, con caratteristiche prettamente offensive, anche nel 4-4-2.

Basta guardare qualche filmato per rendersi conto che siamo alla presenza di un talento vero, una gemma rara. Il settore scout del Bayern Monaco è stato fantastico nell’aggiudicarselo. Quando accelera palla al piede, è una bellezza da vedere. Delizia tutti con finte e giocate mai fini a loro stesse, ma sempre con l’intenzione di favorire una giocata di qualità per la sua squadra. Devastante in campo aperto, Hepburn, però, si fa notare per una caratteristica singolare.

Il ragazzo, infatti, ama venire sulla trequarti a prendere palla, per poi accentrarsi in progressione palla al piede ed illuminare la scena con un passaggio filtrante, una giocata geniale per i compagni o per la conclusione. Una particolarità che, in patria, gli era valsa il paragone con il primo Cristiano Ronaldo. Quello che, giovanissimo anche lui, quando giocava da ala destra, lasciò lo Sporting Lisbona per cominciare la sua fulgida carriera in Inghilterra con il Manchester United.

Dovesse anche fare la metà della carriera di CR7, ne siamo sicuri, Hepburn ne sarebbe certamente entusiasta. Elegante nelle movenze, il ragazzo scozzese possiede, a detta di tutti, una qualità che potrebbe giovargli, e non poco, nel momento in cui approderà nel calcio dei ‘grandi’, per giocare con i professionisti: non soffre minimamente la pressione, ai limiti della sfacciataggine. Anche in questo, probabilmente, ricorda la stella portoghese.

Le premesse, dunque, affinché il Bayern Monaco abbia trovato in tenera età l’erede di uno tra Arjen Robben e Franck Ribéry ci sono tutte. Ha iniziato con l’Under 17 e ha già segnato il primo goal contro il Friburgo. Starà, adesso, al giovane Hepburn mantenere le aspettative e dimostrare a tutti, in futuro, che il mondo del calcio e il Bayern hanno trovato un nuovo asso da idolatrare.

Chi è Sabiri, il centrocampista acquistato dall’Ascoli

Sabiri Lazio

La notizia è ufficiale: Abdelhamid Sabiri, dopo essere stato ad un passo dalla Lazio, è un nuovo giocatore dell’Ascoli. Nato in Marocco nel 1996, Sabiri si trasferisce con la famiglia a Francoforte all’età di tre anni (prenderà poi la nazionalità tedesca). Cresce nel Darmstadt prima di approdare diciottenne allo Sportfreunde Siegen, sempre in Vestfalia. È proprio qui, nell’Oberliga (quinta serie del calcio tedesco), che si mette in mostra, con 18 gol e 6 assist in 30 partite. La stagione successiva, 2016/2017, avviene il salto tra i professionisti con il Norimberga. L’impatto è sorprendente, non tanto per le reti (12) e gli assist (6) con la seconda squadra in Regionalliga, quanto per i 5 gol in 9 partite con la prima squadra in Zweite, pur in un anno poco positivo per der Club.

I ruoli che ricopre in quella stagione sono soprattutto l’esterno alto di sinistra nel 4-2-3-1, con licenza di accentrarsi sul destro, o nel finale di stagione la punta in un più abbottonato 4-4-1-1. Tecnica, capacità di inserimento e un buon tiro sono le caratteristiche che risaltano maggiormente.

Nell’estate 2017 è David Wagner a volerlo all’Huddersfield, appena promosso in Premier League. Le due stagioni in Inghilterra non sono però come sperato: poche convocazioni, ancora meno presenze, nessun gol e la retrocessione con l’ultimo posto in classifica (senza Wagner, nel frattempo esonerato). Unica nota positiva è l’ingresso nel giro dell’Under21 di Stefan Kuntz, con cui gioca 5 partite tra ottobre 2018 e marzo 2019, segnando un gol all’Olanda. Alla fine però non verrà convocato per gli Europei in Italia.

Negli ultimi giorni del mercato 2019 torna in Germania e firma per il Paderborn, neopromosso in Bundesliga. Una scommessa difficile (sin dall’inizio gli uomini di Baumgart sono considerati i principali candidati alla retrocessione), che effettivamente termina con il ritorno in Zweite del club, ma con degli aspetti da salvare. Per Sabiri è una stagione con un discreto minutaggio, anche se soltanto in 9 delle 24 presenze collezionate parte titolare. Rispetto a Norimberga ricopre una posizione più centrale, anche visto il modulo, 4-4-2 o 4-4-1-1. Trequartista o centrale di centrocampo, è il giocatore a cui Baumgart si affida quando servono qualità e fantasia e un po’ di copertura in meno. Chiude la stagione con 1 assist e 4 reti, tra cui il gran gol contro l’Eintracht, inserito dalla Bundesliga tra i 5 migliori dell’ultima giornata del girone di andata.

Una carriera finora fatta di alti e bassi, vissuta spesso con l’impressione, non ancora concretizzata, di essere ad un passo dal diventare un giocatore di buon livello. Le potenzialità a tratti si sono viste, la nuova scommessa dell’Ascoli è che Sabiri in Serie B possa finalmente mostrarle con continuità.

Paradiso, inferno e ritorno: Felix Passlack è tornato a Dortmund

Felix Passlack

Quando il 2 marzo 2016, all’età di diciassette anni e dieci mesi, Felix Passlack fece il suo esordio con il Borussia Dortmund nella trasferta di Darmstadt furono in tanti a pensare che quell’esterno potesse essere il futuro del BVB sulla fascia destra. Con l’Under-17 e soprattutto con l’Under-19 aveva già impressionato gli addetti ai lavori e l’allenatore Thomas Tuchel (ex poco amato di cui abbiamo parlato in un precedente articolo), certificando la crescita con dei numeri impressionanti anche in termini di gol e assist. Un esterno completo, che ricopriva con successo indifferentemente il ruolo di centrocampista di fascia, di terzino o di attaccante esterno.

Dopo altre 2 presenze nella stagione 2015/16 e 10 in quella successiva (conclusa peraltro con la vittoria della DFB-Pokal), nell’estate del 2017 il Dortmund lo manda all’Hoffenheim con l’idea di dargli la possibilità di giocare con maggiore continuità. Ma è proprio qui che iniziano inaspettatamente due anni complicati: poche presenze prima a Sinsheim e poi a Norwich in Championship fanno vedere al ragazzo la parte difficile del calcio. Come ha raccontato lui stesso in una recente intervista al ‘Ruhr Nachrichten’, fino a quel momento aveva vissuto solo momenti positivi, dalle eccellenti prestazioni con le squadre giovanili fino all’esordio giovanissimo in prima squadra e al debutto con la nazionale Under21 di Kuntz il 10 ottobre 2017.

La scorsa stagione però, fino allo stop causato dall’emergenza coronavirus, è stata quella del riscatto, quella di una nuova consapevolezza. La scelta di accettare un altro prestito, questa volta nell’Eredivise con il Fortuna Sittard, è risultata vincente. Il campionato olandese è diventato sempre di più un’opportunità per i calciatori tedeschi, grazie alla crescita del livello medio e alla predisposizione nell’utilizzo dei giovani. Non è un caso infatti che cinque anni fa i tedeschi in Eredivise fossero cinque, pari al 2,6% degli stranieri, mentre nella stagione attuale sono 29, pari al 14%, cioè nettamente la Nazione estera più rappresentata. L’esempio più “famoso” è Timo Baumgartl, che ha scelto il PSV Eindhoven per rilanciarsi dopo la dolorosa retrocessione con lo Stoccarda.

Passlack con il Fortuna Sittard ha saltato soltanto una partita ufficiale tra campionato e coppa nazionale, per squalifica contro il Willem. Ha dimostrando una crescita dal punto di vista fisico-atletico e una continuità di prestazioni ad alto livello, al di là dei 2 gol e 3 assist, di cui due nella vittoria interna contro il Feyenord.

Al termine della stagione, che in Olanda si è chiusa in anticipo, è tornato nuovamente a disposizione del Borussia Dortmund. Ad aprile Felix Passlack nell’intervista al ‘Ruhr Nachrichten’ ha detto di non pensare ancora a dove giocherà, ma forse l’esperienza in Olanda, dopo i fallimenti all’Hoffenheim e al Norwich, si può rivelare davvero essere stata la scelta giusta per tornare, con un po’ di ritardo rispetto a quanto l’inizio della carriera facesse presagire, nel club in cui è cresciuto. Favre gli ha dato fiducia in precampionato, lo ha tenuto in considerazione. Nel momento del bisogno lo ha scelto. A tre anni dall’ultima volta, è tornato in campo, contro il Gladbach. L’emergenza sulla sinistra (out Guerreiro, Schulz, Hazard) lo ha rimesso nel giro. Contro il Friburgo ha segnato il suo primo goal assoluto in Bundesliga col Dortmund. Ora Passlack sogna di riprendersi il Dortmund. In pianta stabile. E magari, con un po’ di fortuna, anche un ruolo da co-protagonista.