5 colpi sottovalutati del mercato in Bundesliga

5 colpi sottovalutati

Tanguy Nianzou Kouassi al Bayern Monaco, parametro zero dal Paris Saint-Germain

Su di lui c’erano Milan, Lipsia e Rennes, ma non ha esitato: liberatosi dopo la scadenza del contratto col PSG, il francese classe 2002 ha scelto  il Bayern Monaco. La sua avventura non è iniziata nel migliore dei modi (un problema muscolare lo terrà fuori per un mese e mezzo circa), ma la sensazione è che possa rivelarsi un affare di mercato clamoroso, a lungo termine, per Rumenigge e soci. Cresciuto da centrale difensivo, al PSG ha trovato spazio in prima squadra da mediano davanti alla difesa, segnando anche una doppietta all’Amiens.

I colpi di mercato della Bundesliga che vi siete persi

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La più attesa cessione riguardante la Bundesliga ha avuto finalmente la sua conclusione: Kai Havertz è un giocatore del Chelsea. Il gioiello del Bayer Leverkusen si trasferisce in Premier League per 80 milioni di euro più ulteriori 20 milioni in bonus che portano la cifra totale ai 100 milioni richiesti dalle Aspirine. Havertz saluta la Bundesliga dopo 118 partite, 36 reti all’attivo e svariati record infranti con la speranza di ripetersi in Inghilterra dove giocherà al fianco di Timo Werner.

Oltre ad Havertz, il Bayer Leverkusen saluta anche un altro importante protagonista degli ultimi quattro anni: Kevin Volland. L’attaccante tedesco saluta la Bundesliga con 77 gol e 62 assist per accasarsi al Monaco, alla corte di Niko Kovač, per una cifra attorno ai 15 milioni di euro.

Un’altra cessione, arrivata un po’ a sorpresa, è quella di Philipp Max. Il terzino sinistro dell’Augsburg ha salutato tutti destinazione Eredivisie, per la precisione al PSV Eindhoven. Sorprende soprattutto la cifra, solamente 10 milioni il costo di uno dei migliori esterni bassi delle ultime stagioni di Bundesliga.

Fuori un terzino dentro un altro, seppur dall’altro lato del campo. L’Augsburg ha infatti completato il trasferimento dal Lech Poznan di Robert Gumny per due milioni di euro. Il classe ’98 era stato inserito nella lista UEFA dei giovani calciatori da tenere d’occhio ed ora ha la possibilità di mettersi in mostra in una dei campionati top d’Europa.

In questa settimana si è mosso anche lo Schalke 04 che ha finalmente trovato la sua punta. Dall’Hertha Berlino arriva Vedad Ibisevic che nonostante i suoi 36 anni è ancora in grado di dire la sua in Bundesliga (sette gol lo scorso anno) e va a coprire una lacuna che i Knappen si portano avanti ormai da anni. Non è di certo la soluzione finale, ma una buona toppa assolutamente sì. Ibisevic ha peraltro annunciato di voler donare ad associazioni benefiche l’intero stipendio che percepirà dallo Schalke.

Dall’Olanda alla Germania passando dalla Russia. Guus Til approda in prestito biennale con diritto di riscatto al Friburgo dallo Spartak Mosca che lo aveva acquistato appena un anno fa dall’AZ Alkmaar per 18 milioni di euro. Trequartista in grado di giocare anche nel centrocampo a tre, Streich trova una valida opzione per il suo attacco su cui lavorare e progettare.

Doppio colpo per l’Arminia Bielefeld che firma a costo zero il difensore centrale ex Swansea Mike van der Hoorn e ottiene in prestito l’ala giapponese Ritsu Doan. Il difensore olandese garantisce esperienza ad alti livelli e anche la possibilità di impostare partendo dal basso, mentre l’esterno classe 1998 arriva dal PSV Eindhoven e su di lui ci sono molte aspettative per quanto fatto vedere in Olanda. Doan, mancino naturale, è dotato di una grande velocità e di ottimo tocco potrebbe davvero fare la differenza per gli Arminien.

Felix Kroos, fratello minore di Toni, scende di categoria dopo l’annata trascorsa in Bundesliga all’Union Berlin, dove per la verità ha trovato poco spazio, e lo fa andando a vestire la maglia dell’Eintracht Braunschweig.

Continua il tour europeo di Lasse Sobiech, calciatore di proprietà del Colonia, che dopo aver giocato gli ultimi mesi della scorsa stagione in Belgio in forza al Royal Excel Mouscron ora va in prestito allo Zurigo dove avrà modo di trovare la continuità voluta.

I colpi di mercato della Bundesliga che vi siete persi

Robin Koch

Weston McKennie è ufficialmente un nuovo giocatore della Juventus. Il centrocampista statunitense lascia lo Schalke 04 dopo quattro anni e 91 presenze in gare ufficiali. 4,5 milioni di euro per il prestito, 18,5 per il diritto di riscatto – che secondo ‘Sky’ in Germania diventa obbligo se la Juve si qualificherà in Champions League – più 7 milioni di bonus.

Robin Koch lascia il Friburgo dopo tre grandi anni per unirsi al Leeds. Il nazionale tedesco vola in Inghilterra per 13 milioni più bonus. Aveva un contratto in scadenza nel 2021. Interessava a tantissimi club in giro per l’Europa: ha scelto la Premier per consacrarsi dopo essersi formato con Streich. Possibile venga impiegato a centrocampo più che in difesa.

Il Bayern Monaco rinforza anche il settore giovanile con un colpo ad effetto: nell’Under 17 arriva lo scozzese Barry Hepburn, ala ex Celtic, classe 2004, tra i più promettenti della sua generazione: velocità e dribbling, doti tecniche fuori dal comune per uno della sua età, che ha appena compiuto 16 anni. Raggiunge Morrison, altro scozzese, classe 2003, prelevato sempre dal Celtic un anno fa.

Era arrivato per sostituire Jovic, non è andata benissimo. Ora Dejan Joveljic, dopo i pochi mesi all’Anderlecht con poca fortuna, riparte dall’Austria. Lascia l’Eintracht Francoforte in prestito secco per giocare in prestito al Wolfsberger e provare a trovare spazio e minuti.

Simon Makienok è il nuovo attaccante del St. Pauli, che sostituisce Veerman, ceduto negli scorsi giorni. L’ex Palermo arriva dopo aver giocato gli ultimi 6 mesi alla Dynamo Dresda (vi avevamo parlato di lui lo scorso marzo).

Luca Plogmann, giovane portiere di proprietà del Werder Brema, ha prolungato il contratto con i biancoverdi ed è andato in prestito al Meppen, in 3.Liga. È uno dei giovani portieri più interessanti ed è nel giro delle nazionali giovanili tedesche.

Toni Leistner ritorna in Germania, anche se non in Bundesliga. L’ex colonna dell’Union Berlino, visto in massima serie con il Colonia lo scorso anno da gennaio in poi (con risultati alterni), ha lasciato il QPR a parametro zero per firmare un biennale con l’Amburgo. Acquisto di lusso per i Rothosen alla ricerca della promozione.

Dopo due anni con l’Hertha Berlino, Pascal Köpke, figlio d’arte, torna in Zweite e si unisce al Norimberga, club nel quale è cresciuto giocando dal 2003 al 2013 prima di esplorare altri lidi. A Berlino soltanto 13 presenze e un goal.

Weston McKennie, l’uomo mercato dello Schalke che piace alla Juve

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Lo Schalke ha vissuto una stagione decisamente complicata, in particolare nel disastroso girone di ritorno. Non è facile trovare qualche aspetto positivo, ma uno di questi è senza dubbio Weston McKennie: non stupiscono quindi le voci di mercato che lo vedono vicino alla Juve, considerando anche la situazione economica del club peggiorata ulteriormente dopo le dimissioni obbligate di Clemens Tönnies.

McKennie nasce a Little Elm, nel cuore del Texas, il 28 agosto 1998. Il giorno del suo diciottesimo compleanno lo Schalke lo preleva dalla Dallas Academy per portarlo in Germania e farlo crescere con l’Under19. Qui si distingue subito come centrale di centrocampo generoso, duttile e costante: 21 presenze impreziosite da 4 gol e 3 assist ne fanno uno dei migliori centrocampisti del torneo. L’ottimo impatto con un calcio completamente diverso da quello americano viene coronato con l’esordio in Bundesliga nell’ultima giornata di quella stagione, 2016/2017. Il mister Markus Weinzierl gli regala infatti un quarto d’ora contro l’Ingolstadt.

L’arrivo di Domenico Tedesco sulla panchina dei Knappen coincide con l’inizio dell’impiego in pianta stabile del centrocampista statunitense in prima squadra, per di più con un buon minutaggio in una stagione chiusa al secondo posto alle spalle del Bayern di Heynckes. La stagione 2018/2019 è un’ulteriore conferma per McKennie nonostante un campionato difficile per lo Schalke. A livello personale si toglie la soddisfazione di giocare 6 partite in Champions, compresi gli ottavi di finale contro il Manchester City, di segnare una rete decisiva a Mosca contro la Lokomotiv e di entrare per la prima volta nel tabellino dei marcatori anche in Bundes, grazie al gol realizzato il 6 ottobre nella vittoriosa trasferta di Düsseldorf.

Quest’anno come detto è stato uno dei pochi a salvarsi, soprattutto nella seconda parte della stagione. David Wagner lo ha sempre utilizzato quando disponibile, lasciandolo fuori solo in cinque occasioni a causa di infortuni e una volta per squalifica. McKennie si è distinto per impegno e duttilità, probabilmente la miglior caratteristica dell’americano. L’analisi dei ruoli ricoperti in stagione conferma questa peculiarità: ha giocato principalmente come centrocampista centrale o davanti alla difesa, ma sono state parecchie le volte in cui ha fatto il trequartista o addirittura, nella fase in cui lo Schalke era falcidiato dagli infortuni, il difensore centrale o il terzino destro. E nella sua esperienza in Bundesliga ci sono pure un paio di apparizioni come punta centrale.

Anche dal punto di vista caratteriale Weston McKennie sembra sicuro di sé nonostante i ventuno anni. Ci sono due aspetti da cui si può dedurre. Innanzitutto il modo in cui affronta positivamente da una parte la pressione di una piazza non semplicissima come quella di Gelsenkirchen e dall’altra l’attenzione critica che gli appassionati di “soccer” negli Stati Uniti mostrano sempre nei confronti dei giovani connazionali in Bundesliga. In secondo luogo è interessante come il giovane Weston sia stato il primo calciatore a usare la visibilità di un match per chiedere pubblicamente giustizia per George Floyd, mostrando nel corso della partita contro il Werder Brema del 30 maggio scorso una fascia al braccio con la scritta “Justice for George”.

Insomma un centrocampista completo con ampi margini di miglioramento considerando l’età e la crescita costante degli ultimi anni. Lo Schalke deve fare cassa e Weston McKennie sembra, purtroppo per i tifosi dei Knappen, il più papabile. In Inghilterra gli avevano messo gli occhi addosso alcuni grandi club: si parlava del Chelsea, del Tottenham e soprattutto del Liverpool di Klopp. Il classe ‘98 potrebbe effettivamente avere le caratteristiche tecniche e caratteriali per fare bene anche in Premier League, ma per la Bundesliga sarebbe davvero un peccato doverne vedere la crescita da lontano. Per questo forse per gli appassionati di calcio tedesco l’ipotesi Hertha ventilata negli ultimi giorni potrebbe essere la soluzione migliore. Anche se, alla fine, l’ipotesi Juve sembra davvero la più accreditata per il futuro di Weston McKennie.

I colpi di mercato della Bundesliga che vi siete persi

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Il futuro di Kai Havertz sembra al Chelsea: anche ‘Sport Bild’ ha rilanciato un accordo quasi raggiunto a 100 milioni di euro, bonus compresi, tra il Leverkusen e i Blues, con accordi personali già siglati da tempo. Si dice che Havertz voglia andare via e il Leverkusen ha già pubblicamente aperto alla cessione, ma Rudi Völler, alto dirigente del club, ha preso tempo e smentito l’accordo: “Accordo col Chelsea? Nonsense”.

Kai Havertz
Kai Havertz

Il Bayern Monaco sembra ormai rassegnato a perdere Thiago Alcántara. Karl-Heinz Rummenigge ha di fatto messo la parola fine all’avventura dell’ex Barcellona, che ha scelto di non rinnovare il contratto in scadenza 2021 e andare altrove. “Non ci saranno sconti, specialmente dopo questa Champions. Il club nel quale Thiago ha scelto di andare deve contattarci e trattare con noi”.

Thiago Alcántara
Thiago Alcántara è al Bayern dal 2013. Fonte: Getty/OneFootball

Valentino Lazaro è tornato in Bundesliga: l’esterno ex Inter è un nuovo giocatore del Borussia Mönchengladbach. Vestirà la maglia dei Fohlen per questa stagione in prestito, ma con la possibilità di essere riscattato. Una grande alternativa per le corsie per Marco Rose. L’ex Hertha può giocare sia da esterno a cinque che da ala, occasionalmente anche da terzino a quattro.

L’Amburgo fa il colpo Simon Terodde. Il tre volte capocannoniere della Zweite Liga negli ultimi cinque anni firma un contratto annuale con i Rothosen. Obiettivo: la promozione, ovviamente. Quella che lui ha già conquistato a suon di goal con lo Stoccarda nel 2017 e con il Colonia nel 2019.

Yvon Mvogo, secondo portiere del Lipsia nelle ultime due stagioni, va in prestito al PSV Eindhoven di Roger Schmidt per la prossima stagione. Era stato accostato a diversi club di Bundesliga. Le riserve di Gulacsi saranno il giovane spagnolo Martinez e l’esperto Tschauner.

Il Wolfsburg acquista Maxence Lacroix, rinforzo per la linea difensiva di Glasner. Il classe 2000 arriva dal Sochaux con cui ha giocato la scorsa stagione in Ligue 2, con 27 presenze. Fa parte anche della nazionale under 20 francese. Sarebbe costato circa 5 milioni di euro.

I colpi di mercato della Bundesliga che vi siete persi

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Il Borussia Dortmund fa il colpo Reinier: arriva il fantasista del Real Madrid, classe 2002. Prestito secco di due anni, escluso un diritto di riscatto. Come ha già avuto modo di spiegare Lucien Favre, sarà un’alternativa nel tridente d’attacco ed eventualmente anche a centrocampo.

Il Werder Brema ha ufficializzato l’arrivo di Tahith Chong dal Manchester United: prestito secco di un anno in Bundesliga per il talento olandese, che darà una grande mano in attacco. Rinforzo di primo piano per il 4-3-3 di Kohfeldt, che numericamente cercava rinforzi dopo gli addii di Bartels e Pizarro più il prestito di Goller. Juventus e Inter lo cercavano prima del rinnovo con lo United.

Il Sassuolo fa ancora shopping in Germania: dopo Jeremy Toljan, arriva in neroverde Kaan Ayhan, difensore ex Fortuna Düsseldorf cresciuto nello Schalke 04. Il classe 1994, centrale di ruolo ma anche in grado di giocare terzino destro e mediano, si trasferisce a titolo definitivo dopo essere retrocesso con l’F95 quest’anno. Lo scorso anno era stato accostato all’Atalanta.

L’Union Berlino ha annunciato che Neven Subotic non si allenerà più con il gruppo e si troverà una nuova squadra. Il centrale serbo, leggenda del Dortmund, cerca una nuova sfida a 32 anni. Viene da una stagione con buona continuità fisica (23 presenze complessive), ma molti alti e bassi a livello di rendimento in campo.

Il Friburgo saluta Luca Waldschmidt, che diventa ufficialmente un giocatore del Benfica per 15 milioni di euro. L’attaccante tedesco, in grado di giocare anche da ala e nel giro della nazionale, viene da un anno in chiaroscuro con 8 goal. Un anno fa era stato grande protagonista all’Europeo Under 21 in Italia, chiuso da capocannoniere segnando 7 goal in 5 partite.

Ron-Robert Zieler è tornato a casa: il campione del mondo 2014, dopo essere stato epurato dall’Hannover in seconda divisione – che ha scelto Esser come titolare – ha firmato col Colonia in prestito, la squadra dove è cresciuto. Sarà il secondo di Timo Horn.

Perché il Bayern vuole vendere Tolisso

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A Monaco in estate si annuncia un’altra tappa della ricostruzione verso il nuovo decennio, iniziata già nei mesi passati con un mercato all’insegna dei colpi di prospettiva, non solo per il presente. All’interno del Bayern del futuro non rientrerà con buone probabilità Corentin Tolisso: secondo la stampa tedesca, il club bavarese avrebbe scelto di rinunciare al centrocampista francese dopo tre anni, tanti successi e altrettanti problemi fisici che ne hanno limitato il rendimento.

Tolisso, che prima di Lucas Hernandez era l’acquisto più costoso nella storia del Bayern Monaco, quest’anno è diventato di fatto una riserva. Colpa senza dubbio del gravissimo infortunio che lo ha colpito l’anno scorso, la rottura del legamento crociato che lo ha tenuto fermo tutto l’anno. La sua prima stagione, con Carlo Ancelotti prima e Jupp Heynckes poi, era stata più che soddisfacente sotto il punto di vista statistico: 40 presenze, 10 goal e 7 assist. Numeri non da poco in un reparto che prevedeva Thiago, Müller, Vidal, James, Rudy, oltre a Martinez e Kimmich, che in quel periodo giocava più da terzino. Numeri premiati anche dalla convocazione e dalla vittoria al Mondiale di Russia con la Francia.

Quest’anno, al rientro dall’infortunio, Tolisso non è riuscito a trovare lo spazio giusto per riuscire a riavere un ruolo centrale nel Bayern con continuità. In realtà Niko Kovac gli ha dato fiducia dall’inizio, schierandolo titolare 8 volte nelle prime 11 partite stagionali, compreso il 2-7 contro il Tottenham. Con l’arrivo di Flick e lo spostamento di Kimmich a centrocampo, più il ritorno dell’imprescindibile Müller tra le linee, lo spazio si è ridotto. E Tolisso è finito nuovamente a fare presenza fissa in panchina piuttosto che in campo. Ora viene trattato alla stregua di una riserva, anche perché alcune prestazioni non sono state all’altezza delle aspettative. Normale, per un giocatore che non riesce a trovare continuità in campo dopo un lungo infortunio.

Flick, inoltre, ha trovato grande stabilità a centrocampo con Kimmich e Thiago, più Müller sulla trequarti e prima alternativa a tutti e tre Leon Goretzka. Apparentemente sembrano pochi, ma la linea del club per la costruzione della squadra è stata chiarita negli scorsi mesi: 16 giocatori che possano essere considerati ‘titolari’, più tanti giovani da lanciare. Tra questi, molti sono a centrocampo. Due nomi spiccano su tutti, entrambi classe 1999: Mickaël Cuisance, che quest’anno sta affrontando diverse difficoltà, e Adrian Fein, già star dell’Amburgo, dove è in prestito. Così come Martinez, in scadenza 2021 e in uscita, anche Tolisso può essere dunque uno dei sacrificabili del Bayern per il 2020. Anche perché ha mercato, non è ancora in scadenza (2022) e può fruttare una cifra importante per andare a sistemare i ruoli in cui c’è maggior bisogno di forze fresche: le corsie d’attacco e la difesa.

Insomma le prospettive a medio termine per il francese sono poche, specialmente con il rinnovo di Müller già firmato e quello imminente di Thiago. Per questo il Bayern lo considera sacrificabile e probabilmente per lo stesso motivo gli ha permesso di operarsi al ginocchio e stare fuori due mesi ora, per non penalizzare un eventuale trasferimento in estate. Proprio come Boateng, anche se in termini diversi, Tolisso rimane comunque un asset che la società non vuole saggiamente svalutare. Anche se c’è il rischio che diventi un rimpianto. E non soltanto per quell’infortunio al crociato.

André Schürrle dovrà cambiare nuovamente squadra

André Schürrle

Da campione del mondo a riserva, da giocatore più pagato nella storia del club a esubero. Gli ultimi anni di André Schürrle sono stati una continua discesa, dopo aver toccato il punto più alto della sua carriera da calciatore nel 2014: fu la prima sostituzione di Joachim Löw nella finale mondiale – al posto dello smemorato Kramer – e autore dell’assist per il goal di Mario Götze che stese l’Argentina. Oggi, invece, è diventato uno scarto del Borussia Dortmund. E deve già ridisegnare il suo futuro.

Lo Spartak Mosca ha infatti deciso di non riscattarlo. Lo ha anticipato la stampa tedesca, ma lo ha confermato anche il club giallonero. Il classe 1990 tornerà dunque al Dortmund e nella prossima sessione di mercato dovrà verosimilmente cercarsi un’altra squadra. Difficile se non impossibile pensare che il BVB possa tenerlo, sia per l’ingaggio (non certamente basso) sia per una questione di spazio e progettualità. Dopo la retrocessione con il Fulham dell’anno scorso, Schürrle deve incassare un’altra bocciatura al suo secondo prestito. A soli 30 anni.

La sua carriera è cominciata prestissimo, quando aveva soltanto 18 anni e Thomas Tuchel lo aveva già promosso in pianta stabile nel Mainz. Poi Leverkusen, Chelsea, Wolfsburg. Tutte esperienze durate relativamente poco, mai più di due anni, così come quella in giallonero, richiamato proprio dal suo mentore Tuchel. Tra il 2016 e il 2018 al Borussia il tuttofare offensivo ha fatto i conti con diversi problemi fisici che ne hanno limitato il rendimento a soltanto 51 presenze, tanti quanti i suoi goal in Bundesliga – a cui vanno aggiunti quelli in Premier, nazionale e varie coppe arrivando a sfiorare quota 100.

Con la Germania non gioca più dal marzo 2017, quando ha segnato una doppietta contro l’Azerbaigian alla presenza numero 57 con la Mannschaft, con 22 goal nell’arco di sette anni.

Quest’anno allo Spartak ha anche perso il posto da titolare lavorando con un altro ex Bundesliga, Domenico Tedesco, ex allenatore dello Schalke 04 che si è seduto sulla panchina del club russo ad annata in corso, senza risultati clamorosamente brillanti: attualmente la squadra è all’ottavo posto con 28 punti. André Schürrle ha contribuito soltanto con un goal in campionato e uno in Coppa di Russia, dovendo anche fare i conti con alcuni acciacchi. Ultimamente ha fatto parlare di sé più per la sua fuga dalla Russia (e l’aiuto dato a Domenico Tedesco) su un jet privato.

La sua esperienza russa, comunque, sarà da dimenticare. E a 30 anni ancora da compiere (li farà il prossimo 6 novembre) uno dei grandi protagonisti della vittoria al Mondiale 2014 dovrà cercarsi l’ottava squadra di una carriera che sembra già essere sempre più in fase calante.