🎙 BundesITalk, puntata 21 – Le tedesche in Europa

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BundesITalk è il podcast di Bundesitalia.com, ideato, creato e gestito dalla redazione. In 45 minuti parliamo dei temi più caldi del calcio tedesco. Nella nuova puntata presentiamo le squadre tedesche che quest’anno saranno impegnate nelle competizioni europee.

In quattro in Champions League: Bayern Monaco, Borussia Dortmund, Borussia Mönchengladbach e RB Lipsia. In due in Europa League: Bayer Leverkusen e Hoffenheim. Aspettative, uomini chiave e percorsi delle sei squadre che rappresentano la Bundesliga nei top campionati europei.

Con Giorgio Dusi, Roberto Brambilla e Giorgio Tosatto.

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🎙 BundesITalk, puntata 20 – Come la Bundesliga sta gestendo il Covid-19

Covid-19 Bundesliga

BundesITalk è il podcast di Bundesitalia.com, ideato, creato e gestito dalla redazione. In 45 minuti parliamo dei temi più caldi del calcio tedesco. Nella nuova puntata parliamo di come Bundesliga stia gestendo l’emergenza Covid-19.

Tra gestione dei casi positivi, partite rinviate, stadi che si aprono e si chiudono e comunicazioni all’esterno, in questo episodio del nostro podcast approfondiamo un tema – purtroppo – ancora di grande attualità.

Con Giorgio Dusi.

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La Germania è divisa sulla ripartenza della Bundesliga

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La ripartenza del campionato di calcio ha creato anche in Germania un acceso dibattito. La posizione dei club di Bundesliga e di Zweite è ormai chiara: le società faranno tutto quello che è in loro potere per mettere in sicurezza staff, accompagnatori e soprattutto calciatori, accollandosi i costi che ciò comporterebbe. È chiaro che la preoccupazione principale, subito dopo la salute dei propri tesserati, è la sopravvivenza economica e ormai la questione è ammessa alla luce del sole dai responsabili dei club.

Non tutti sono d’accordo sulla ripartenza. Ad innescare il dibattito, tre giorni prima dell’uscita del documento presentato giovedì 23 aprile dalla DFL, ci hanno pensato i Presidenti dei due Länder più ricchi e popolosi, cioè Markus Söder (Baviera – CSU) e Armin Laschet (Renania del Nord-Vestfalia – CDU). I due politici hanno bollato come fattibile una ripartenza della Bundesliga dal 9 maggio, ovviamente a porte chiuse (gli eventi con la presenza di pubblico in Germania sono vietati fino al 31 agosto). Il capo della DFL, Christian Seifert, ha subito parlato di “prospettiva importante per entrambe le leghe”, di fatto cogliendo al volo l’occasione di non essere il primo a tirare fuori la questione. Si è capito abbastanza in fretta che la data non era plausibile, ma il mondo politico ha continuato a dare segnali positivi.

Già il giorno successivo un editoriale di Christof Kneer sul quotidiano ‘Süddeutsche Zeitung’ ha posto però il tema in modo critico, invitando la politica a spiegare perché in un momento in cui tutta la società subisce una limitazione dei diritti fondamentali il calcio viene privilegiato rispetto agli altri settori, ottenendo un trattamento di favore permettendone la ripartenza. Il fatto che il quotidiano di Monaco sia vicino ad ambienti imprenditoriali fa capire l’importanza di questa presa di posizione.

A poche ore di distanza sullo stesso quotidiano è apparso un altro articolo, di Josef Kelnberger, con un punto di vista opposto rispetto a quello del collega. Citando la parte fondamentale del pezzo:

“Ci sono buone ragioni per considerare [la ripartenza della Bundesliga] una scelta bizzarra, oscena, mentre la morte infuria negli ospedali e nelle case di cura. Ma ci sono anche ottimi motivi per non vederne l’ora. Dovrebbero giocare, almeno provare. Una piccola distrazione non può nuocere a questa società, e ciò non significa essere cinici”.

E per questo, sostiene Kelnberger, è anche accettabile che i calciatori possano avere diritti speciali.

Qui entra in scena l’ottima capacità di leggere il momento del Presidente della DFL. Seifert ha infatti condotto la conferenza stampa a seguito della riunione del 23 aprile con un tono quasi dimesso, lasciando sempre la massima disponibilità nei confronti delle esigenze più importanti e urgenti del Paese. Ha presentato il piano per ripartire (gli allenamenti sono già ricominciati da settimane), ma senza apparire poco attento alla nuova realtà che il mondo e la Germania stanno vivendo. Come descrive bene il titolo dell’articolo di Michael Horeni e Christian Kamp sul ‘Frankfurter Allgemaine’, il calcio è passato in poche settimane “da re a supplicante”.

Un altro tema è quello dei tamponi. Da molte parti ci si chiede perché se ne debbano “sprecare” circa 20.000 a settimana (dato della DFL) per il calcio, quando si fatica a farli agli operatori sanitari. La DFL parla però di una richiesta di circa lo 0,4% della capacità tedesca totale.

La discussione è accesa anche sulle partite a porte chiuse. Da una parte in tanti, in particolare le forze dell’ordine, sono preoccupati per gli assembramenti dei tifosi fuori dallo stadio durante i match, come successo nel derby tra Gladbach e Colonia o in Champions a Parigi. Jörg Radek, vice presidente federale del sindacato di polizia, in un’intervista al ‘Frankfurter Allgemeine’ si è detto chiaramente contrario proprio per questo motivo, sottolineando che sarebbe un inutile spreco di uomini e risorse in un momento in cui le attenzioni andrebbero rivolte alla lotta alla pandemia.

Anche i gruppi organizzati delle tifoserie hanno preso una posizione netta contro le partite a porte chiuse, ma non solo. I primi sono stati i sostenitori del Bayern, che hanno manifestato la loro contrarietà ai ‘Geisterspiele’ con polemici striscioni in autostrada: “la vostra avidità non si ferma di fronte a una pandemia”. L’associazione “Fanszenen Deutschland”, che riunisce i principali gruppi di tifosi, ha allargato il ragionamento. Nel comunicato, dopo aver sottolineato la disparità che si creerebbe sui tamponi, si mette in discussione l’intero sistema-calcio. Ci si chiede cioè come sia possibile che un settore che muove milioni di euro come pochi altri nel Paese dipenda così tanto dai soldi delle tv, al punto tale da ammettere che senza l’ultima rata dei diritti tv la maggior parte delle società fallirebbe. La “Fanszenen Deutschland” invita quindi i club della DFL a ripensare il sistema dalle basi, a partire da una diversa e più equa ripartizione dei diritti tv, “rafforzando così la solidarietà tra club più grandi e club più piccoli”.

Il dibattito si è ulteriormente acceso dopo i tre positivi di Colonia e le dichiarazioni del centrocampista Birger Verstraete (ne abbiamo parlato diffusamente in un precedente articolo).

Secondo un sondaggio dell’istituto di ricerca ‘Infratest dimap’, condotto per conto di Deutsche Welle, solo un terzo dei tedeschi è ora favorevole alla ripartenza della Bundesliga. I risultati rivelano un netto cambiamento di opinione dall’inizio di aprile, quando un altro sondaggio dello stesso istituto mostrava che oltre la metà dei tedeschi (52%) era a favore di una continuazione con le partite a porte chiuse.

La Bundesliga tra i principali campionati europei è il primo a ripartire. Ma il dibattito resta aperto non solo su ciò che accadrà nel futuro prossimo, ovvero la ripartenza, ma su come sarà la Bundesliga stessa dopo il coronavirus.

Il caso Colonia e le dichiarazioni di Verstraete

Verstraete Colonia

Il tema del weekend del calcio tedesco è stato quello del Colonia, della positività di tre tesserati e delle dichiarazioni di Birger Verstraete, ‘chiarite’ a propria volta dal club in una nota ufficiale. Cerchiamo di fare ordine.

La prima notizia, quella di venerdì sera: dopo i test effettuati nei giorni scorsi da tutti i club, tre dipendenti del Colonia sono risultati positivi al Coronavirus. La società ha emesso un comunicato ufficiale (che potete leggere qui). Alcuni organi di stampa hanno riportato che due di questi fossero calciatori, notizia che il club non ha confermato né smentito, in quanto non tenuto, da protocollo DFL, a diffondere i nomi dei giocatori e dei dipendenti. Una scelta probabilmente dettata dalla volontà di evitare una sovraesposizione mediatica ai giocatori stessi, nonché speculazioni sullo stato di salute. Insomma, una questione di privacy.

Pù che la notizia delle positività, a far rumore è stata la decisione presa dal club di continuare gli allenamenti, isolando i tre positivi per 14 giorni (inizialmente, poi verranno nuovamente testati e reinseriti in gruppo quando saranno negativi). In realtà, però, non è nemmeno una decisione: il Colonia si è attenuto al protocollo di cui sopra, redatto dal dottor Tim Meyer (medico della DFB, la federazione tedesca) e approvato dall’assemblea della lega calcio e dalla politica, che ha già ricevuto riscontri positivi dai capi dei Länder e non solo.

Il dottor Paul Klein, capo dello staff e responsabile dell’igiene del club durante la pandemia di Covid-19, sul sito del Colonia ieri ha risposto alle domande riguardo i tre positivi.

“Sono stati contattati dalle autorità, hanno spiegato come stanno e ora andando iil quarantena per 14 giorni. [… ] La scelta di potersi continuare ad allenare è stata presa dalle autorità. Gli esperti l’hanno presa valutando le misure di prevenzione e igiene durante gli allenamenti. I giocatori negativi possono continuare ad allenarsi. […] Le istruzioni possono essere lette sul sito del Robert-Koch-Institute: la quarantena a casa è prevista solo per le persone in diretto contatto con positivi di categoria 1, ovvero che possono infettare gli altri. […] Secondo le autorità sanitarie, non c’è un rischio di contagio attraverso l’allenamento, per cui non c’è necessità di quarantena per tutti. Ovviamente il prerequisito è testare continuamente tutti i tesserati almeno due volte a settimana. […] Su 1000 tamponi in tutta la Bundesliga, era improbabile che tutti risultassero negativi”.

Qui la versione integrale dell’intervista

Il club ha anche annunciato che, non appena si ritornerà a un allenamento normale, la squadra intera – ovviamente eccetto i testati positivi – andrà in ritiro. Fino a quel momento si continuerà a lavorare in gruppo.

Per ora, per dovere di cronaca, aggiungiamo che nelle altre squadre testate (circa un terzo del totale) non si sono stati registrati altri positivi.

Sulla situazione si è espresso anche uno dei giocatori del Colonia, Birger Verstraete. Il centrocampista belga ha parlato alla televisione fiamminga ‘VTM’, criticando la decisione di riprendere a giocare.

“Ciò che ha dichiarato il club è che nessuno è entrato in contatto con i giocatori positivi. È corretto solo in parte, perché il fisioterapista è l’uomo che ha trattato me e altri giocatori per settimane. E con uno dei due giocatori in questione, ho lavorato in coppia giovedì in palestra. Quindi dire che non siamo entrati in contatto con loro non è del tutto corretto. Spero che nessun altro sia positivo, ma so anche che c’è il rischio contagio. È bizzarro che ci si continui ad allenare e che non siamo tutti in quarantena. È un po’ strano che tutto vada avanti. Credo che sia ingenuo da parte mia e degli altri dire che il campionato debba riprendere. Il virus è ancora tra noi giocatori e va preso sul serio. Non spetta a me decidere cosa fare della Bundesliga, ma posso dire che la mia testa non pensa al calcio. Sono sicuro che se ogni giocatore potesse decidere, oggi probabilmente non parleremmo di ripresa”.

I timori del belga sono anche per la sua fidanzata, che convive con problemi di cuore ed è considerata soggetto a rischio.

Il Colonia, tramite un altro comunicato ufficiale, ha chiarito la situazione.

“Soltanto i giocatori risultati negativi due volte consecutivamente si alleneranno. Per questo la squadra sarà testata nuovamente prima della ripresa degli allenamenti”.

All’interno, un’altra dichiarazione di Verstraete, richiesta probabilmente dallo stesso Colonia per “fare chiarezza” e contraddirsi.

“[…] nella traduzione ci sono state delle incomprensioni e mi scuso a riguardo. Avrei dovuto contattare lo staff medico del club per avere risposte, prima di parlare in televisione. Mi sento sicuro e in buone mani con il Colonia. Voglio aiutare i miei compagni e finire qui la stagione”.

Il centrocampista ha anche aggiunto che la sua fidanzata è tornata il Belgio e vi rimarrà per i prossimi giorni, onde evitare l’esposizione a rischi.

Qui la nota ufficiale con le dichiarazioni e le spiegazioni

La parte della traduzione sbagliata non è piaciuta a tutti, per la verità. Tanto che alcuni giornali, tra cui Sportschau, si sono affrettati a chiarire pubblicamente che la traduzione era stata effettuata da un madrelingua, conseguentemente inattaccabile. In realtà non è piaciuto nemmeno il modo in cui il Colonia ha “manovrato” le dichiarazioni di Verstraete: in molti, tifosi e stampa, l’hanno fatto notare. Forse anche con delle buone ragioni.

L’opinione pubblica in questo senso si è equamente spaccata, tra i sostenitori della ripresa e quelli dello stop. Tra chi sostiene Verstraete e chi le ragioni della DFL e del protocollo. Una spaccatura che fa da contorno agli allenamenti delle squadre, che proseguono. L’impressione è che lo scenario si ripeterà ogni qualvolta che un giocatore venga testato positivamente. Per fortuna è successo soltanto con il Colonia e che comunque fosse un’eventualità messa ovviamente in conto dalla DFL nel suo protocollo. Le polemiche, comunque, oltre a Verstraete e al Colonia, non si fermeranno.