Krzysztof Nowak, il numero 10 eterno del Wolfsburg

krzysztof nowak

Nella stagione 2020/21 al Wolfsburg, la maglia numero 10, è sulle spalle del 28enne Yunus Malli. Tra il 1998 e il 2002 quella divisa l’ha indossata Krzysztof Nowak, centrocampista polacco, rimasto nel cuore dei tifosi dei “Lupi”. Ecco la sua storia.

Un polacco in Brasile – Classe 1975, Novak, originario di Varsavia, si è fatto conoscere prima al Sokół Pniewy e poi al GKS Tichy, per poi passare ai greci del Panachaiki, club di Patrasso. Dopo una breve parentesi al Legia Varsavia, nel 1996, a 21 anni, Krzysztof accetta di trasferirsi in Brasile, all’Athletico Paranaense. Ci va insieme al suo compatriota e coetaneo Mariusz Piekarski e ci rimane per due anni. Ventincinque partite tre reti e il desiderio di tornare in Europa. “Lì ci sono le migliori squadre del mondo”. A scovarlo è il Wolfsburg, che nel 1997 è stato promosso per la prima volta in Bundesliga.

Un punto fermo al Wolfsburg – Quando arriva in Bassa Sassonia Nowak diventa, sotto la guida di Wolfgang Wolf, uno dei cardini dei “Lupi”. Un centrocampista tecnico, grintoso e con tanta corsa che il suo allenatore definisce il “calciatore più completo che abbia mai visto”. Tra il 1998 e la fine del 2000 il polacco, che nel 1997 ha ricevuto la prima convocazione con la sua Nazionale, colleziona 83 presenze in Bundesliga, realizzando anche dieci gol.

I sintomi e la diagnosi – Alla fine del 2000, a 25 anni, per Nowak iniziano i problemi. Ha un formicolio alle braccia e qualche mese dopo, a marzo del 2001, arriva la diagnosi. Il polacco soffre di Sclerosi Laterale Amiotrofica. Il 10 febbraio, alcune settimane prima, ha giocato la sua ultima partita in Bundesliga, contro l’Hertha Berlino.

La battaglia contro la malattia – Con quella diagnosi comincia la lotta di Nowak contro la SLA. Al suo fianco i medici, la moglie Beate, i due figli e tutto il Wolfsburg, a partire dai tifosi. Anche quando le sue condizioni peggiorano ed è costretto su una sedia a rotelle è un habitué del centro sportivo dei “Lupi”, vede gli allenamenti dei compagni, parla con loro e si perde poche partite di campionato. Nel 2002 crea la Krzysztof-Nowak-Stiftung, una fondazione che si occupa di supportare iniziative di solidarietà e di aiutare le persone affette dalla Sclerosi Laterale Amiotrofica e la ricerca sulla malattia. I primi contributi per sostenerla arrivano grazie ai proventi di un’amichevole, organizzata nel gennaio 2003 con il Bayern Monaco, club che come ha raccontato Uli Hoeneß in un’intervista al sito dei “Lupi”, aveva addirittura tentato di portarlo in Baviera da giocatore.

La scomparsa e gli omaggi – Nowak, che proprio in occasione della partita di beneficenza aveva spiegato di sperare ancora in un “miracolo”, muore nel maggio del 2005, a 29 anni. Lo piangono tutti, a partire dal “suo” Wolfsburg. Che di lui non si è mai dimenticato. Sostenendo la sua fondazione e riservandogli un omaggio speciale. A ogni match casalingo dei “Lupi”, dopo l’annuncio della formazioni ufficiali, lo speaker chiama il “Nummer 10 der Herzen”, il  “numero 10 del cuore”. Che è Krzysztof Nowak, l’uomo che ha conquistato Wolfsburg con la sua voglia di lottare. In campo e fuori.

Omar Richards, dalla Championship al Bayern Monaco

omar richards

Ancora non si conosce la sua prossima destinazione, ma una certezza c’è già: David Alaba, nella stagione 2021/22, non sarà più un calciatore del Bayern Monaco. Il duttile calciatore austriaco, infatti, in una conferenza stampa di qualche settimana fa, ha annunciato la volontà di non rinnovare il contratto in scadenza con il club di Säbener Straße il prossimo 30 giugno. Pensate che i bavaresi abbiano incassato senza colpo ferire l’addio di uno dei loro giocatori più forti ed apprezzati? Tutt’altro. Non soltanto i campioni di tutto verseranno nelle casse del lipsia i 42 milioni di euro della clausola rescissoria per liberare da subito Dayot Upamecano. Salihamidzic ha messo a segno un’interessante operazione a parametro zero, chiudendo per l’arrivo di Omar Richards dal Reading.

Il terzino sinistro inglese, classe 1998, ha firmato un contratto di quattro anni con il club bavarese, fino al 30 giugno 2025. Richards, soltanto omonimo dello statunitense Chris (proprietà Bayern Monaco, ma in prestito, in questo 2020/21, al TSG Hoffenheim) è un laterale di difesa nato e cresciuto nelle giovanili del Fulham prima di passare, nel 2013, in quelle dei ‘Royals‘. Da lì in avanti, non ha più cambiato maglia e si è imposto nel club della periferia di Londra.

Mancino naturale, Omar Richards si è messo molto in evidenza nelle ultime tre stagioni nella Championship inglese. Fisicamente stazzato (185 cm di altezza), Richards fa della solidità, della rapidità e del dribbling le sue armi migliori. Abile negli inserimenti da dietro e nei cross dal fondo, ha iniziato giocando da ala o da esterno offensivo prima di abbassarsi progressivamente, fino a diventare in pianta stabile un esterno di difesa.

Può rappresentare l’ennesima ‘bella pescata’ di mercato per il Bayern Monaco. Ed è una pescata molto particolare: è piuttosto raro, quasi unico, vedere un club ai vertici del calcio europeo andare a pescare – per scelta, non per necessità – un giocatore dalla seconda divisione inglese, per quanto sia comunque un campionato di livello. Certo, senza sborsare neanche un euro. Un’occasione.

Il calciatore, nelle intenzioni del club Campione di Germania in carica, sarà il vice di Alphonso Davies l’anno venturo. Anche perché per caratteristiche lo ricorda molto, specie nei suoi inizi. Come base di partenza, l’inglese sembra addirittura più solido difensivamente. Certo, la continuità sarà una chiave fondamentale, visto che non sempre l’ha avuta al Reading. E al Bayern le richieste sono ben più alte rispetto che nel Reading.

L’accordo tra Bayern e giocatore è arrivato dopo tre mesi di negoziazioni ed a visite mediche superate. Il suo acquisto consentirà a Lucas Hernández di tornare a giocare, stabilmente, come centrale di sinistra nella difesa a quattro. Lasciando, di fatto, la fascia mancina all’accoppiata anglofona Davies-Richards.

Il Bayern Monaco ha strappato l’ex Under 21 della Nazionale dei Tre Leoni ad una folta concorrenza in patria. Per il nativo di Londra, dunque, una grande occasione per spiccare il volo verso una carriera di altissimo profilo, con l’auspicio che non paghi troppo il salto dalla sua attuale realtà fino ad uno dei club più vincenti ed importanti al mondo.

🗞 BundesCafé review, 29ª giornata – Flick chiude i giochi e dice addio

29ª giornata Bundesliga 2020/21

La 29ª giornata della Bundesliga 2020/21 si è conclusa con cinque vittorie interne, due pareggi per 0-0 e una vittoria esterna, più una partita sospesa (Hertha-Mainz, a causa delle positività al Covid-19 emerse nei berlinesi). 24 i goal segnati complessivi, una media di 2,67 a partita.

29ª giornata Bundesliga 2020/21
I risultati della 29ª giornata della Bundesliga 2020/21.

IL TOPSPIEL 💥

Nonostante la piena emergenza fisica, il Bayern Monaco è riuscito a espugnare il campo del Wolfsburg. Un 2-3 con superstar Jamal Musiala, autore di una doppietta straordinaria. Vittoria sofferta, ma vittoria. Ora i bavaresi sono di nuovo a +7 dal Lipsia e vedono lo striscione del traguardo a cinque giornate dalla fine.

L’MVP 👑

Jamal Musiala superstar, sempre di più. Il classe 2003 è diventato il più giovane a segnare 6 goal in Bundesliga, firmando la sua prima doppietta (quarta più giovane di sempre), il primo dei quali di testa.

L’ALTRO PROTAGONISTA 🎖

Contro ciò che è rimasto dello Schalke 04, si è scatenato Christian Günter: doppietta, con il secondo goal che è stato una sassata dai 30 metri con il suo mancino, un pallone telecomandato che è finito alle spalle di Fahrmann. Il capitano del Friburgo è stato uno dei migliori della stagione, non ha saltato neanche un minuto ed è alla sua prima doppietta.

LA TOP 11 📐

Hradecky (Leverkusen); Trimmel (Union), Uduokhai (Augsburg), Ginter (Gladbach), Günter (Friburgo); Schlager (Wolfsburg), Musiala (Bayern); Hofmann (Gladbach), Reyna (Dortmund), Bailey (Leverkusen); Haaland (Dortmund). All. Streich (Friburgo)

IL VOLTO NUOVO 🆕

Sulla panchina del Colonia ha ri-debuttato Friedhelm Funkel, arrivato per sostituire Gisdol. Non un secondo esordio felice per il 67enne (l’aveva già allenato tra il 2002 e il 2003), vista la pesante sconfitta nel derby col Leverkusen per 3-0. In più, un’uscita poco felice in TV: “Il Leverkusen gioca ad un ritmo molto alto, grazie ai loro giocatori… ecco… ci sarebbero un paio di espressioni che però oggi non si possono più usare… diciamo grazie ai loro giocatori molto veloci”. Il giorno dopo ha chiesto scusa.

LA SORPRESA 😮

Il terremoto del weekend è arrivato sempre da Wolfsburg, dove Hansi Flick ha annunciato la sua volontà di lasciare il Bayern Monaco a fine stagione. Probabilmente non una sorpresa al 100%, ma comunque una notizia sorprendente per come è arrivata: dopo una vittoria, con la stagione ancora in corso. Probabilmente la speculazione ha stancato anche lui. Si dice anche che la dirigenza non fosse al corrente dell’annuncio di Flick.

LA STATISTICA 📊

Dopo 754 minuti di calcio senza segnare, Erling Haaland è riuscito a trovare il goal. Poi ne ha fatto subito un altro. Il ragazzo si è sbloccato…

LA CITAZIONE 🎙

Inevitabilmente, si torna sempre lì. All’addio di Hansi Flick e alle sue parole a ‘Sky Sport’.

“Ho comunicato alla squadra la mia decisione di voler interrompere il mio contratto a fine stagione. Ho informato la dirigenza in settimana, dopo l’eliminazione dalla Champions League. Avevo bisogno che anche la squadra lo sentisse da me”.

Come vi abbiamo detto, la risposta non si è fatta attendere.

LA FOTO 📸

Il Borussia Dortmund è sceso in campo con una maglia speciale, un tributo agli anni ’90. E che tributo.

Fonte: Imago/OneFootball

LA CURIOSITÀ 🧐

Lo scorso martedì, quattro giorni fa, l’Eintracht Francoforte ha annunciato che Adi Hütter dalla prossima stagione allenerà il Borussia Mönchengladbach. Ecco, il derby contro il suo futuro è finito 4-0 in favore del suo futuro. E potrebbe costare punti preziosi in chiave Champions al suo presente…

I MIGLIORI MARCATORI 🔥

Non una giornata per i bomber. Rimane fermo Lewandowski a 35 causa infortunio (anche se è tornato a correre col pallone), non si muove neanche André Silva. In goal Weghorst che sale a 19, per il resto gli altri in doppia cifra non avanzano. Più in basso, Sallai e Bailey salgono a 8.

LA CLASSIFICA 📃

Dopo la 29ª giornata della Bundesliga 2020/21, il Bayern Monaco riacquista un vantaggio di 7 punti sul Lipsia, mettendo una seria ipoteca sul titolo. Perdono sia Wolfsburg che Eintracht, dando la chance a Dortmund e Leverkusen si riavvicinarsi. Bene anche Gladbach, Union e Friburgo, frena invece la corsa all’Europa dello Stoccarda. In basso un punto per Augsburg, Arminia e Hoffenheim, anche se sarà Mainz-Hertha a determinare molto.

29ª giornata Bundesliga 2020/21
La classifica alla 29ª giornata della Bundesliga 2020/21.

Caos al Bayern: comunicato contro Flick mentre Klose annuncia l’addio

flick bayern

L’annuncio di Hansi Flick di voler lasciare il Bayern Monaco a fine stagione, arrivato dopo il match contro il Wolfsburg, sta alzando un vero e proprio polverone a Säbener Straße.

Il club tedesco non si aspettava quelle dichiarazioni e dopo un meeting d’emergenza ieri sera ha pubblicato un comunicato sul proprio sito ufficiale, non esattamente conciliante con l’allenatore che ha espresso il suo desiderio di voler interrompere il contratto. Secondo la versione della società, c’era un accordo con l’allenatore di aspettare la partita contro il Mainz del 24 aprile prima di esporsi e iniziare a discutere sul futuro.

“Ieri l’allenatore del Bayern ha comunicato pubblicamente il suo desiderio di interrompere il suo contratto, che termina il 30 giugno 2023, al termine di quella scadenza. Aveva già informato il club nella scorsa settimana. Il club e il tecnico avevano concordato di concentrarsi sulle partite contro Wolfsburg, Leverkusen e Mainz, per non turbare la concentrazione del club su queste tre partite decisive.

Il Bayern disapprova la comunicazione unilaterale fatta da Hansi Flick e continuerà a discutere del futuro solo dopo la partita contro il Mainz, come concordato”.

Non solo. Quasi in contemporanea al comunicato, è arrivata un’altra mazzata per la società: Miroslav Klose ha comunicato la propria volontà di voler lasciare il club. L’attuale vice di Hansi Flick, ex tecnico dell’Under-17, ha il contratto in scadenza il prossimo giugno e non ha intenzione di proseguire nel suo rapporto.

Lo ha comunicato proprio alla ‘Bild’, con delle dichiarazioni che sono state dei duri attacchi a ciò che sta succedendo in casa Bayern Monaco nelle ultime ore, in particolare sotto il punto di vista della comunicazione.

“Per me a livello personale non è un problema che il club non mi abbia ancora parlato di rinnovare. Ciò che mi fa riflettere è come viene gestita la comunicazione all’interno del club. Bisogna avere rispetto reciproco, sebbene non si sia d’accordo. Hoeness e Rummenigge hanno reso questo club di livello mondiale perché lo hanno sempre messo prima di ogni cosa, anche prima delle questioni personali”.

Qualcuno ha fatto notare che Klose è sembrato un filo incoerente nel fare certe dichiarazioni su un giornale e non discutere il suo futuro internamente. In ogni caso, l’addio sembra ormai certo.

L’addio di Jérôme Boateng: la mela della discordia tra Flick e il Bayern

jerome boateng

Sebbene le prestazioni in campo siano comunque di alto livello, al netto di qualche risultato magari poco soddisfacente ma comunque giustificabile dalla spaventosa serie di infortuni, nelle ultime settimane la situazione in casa Bayern Monaco non è mai sembrata essere rose e fiori. In Germania si è parlato molto del rapporto tra Hansi Flick e Hasan Salihamidzic, i quali sarebbero arrivati ai ferri corti per diverse divergenze di vedute. Divergenze che hanno poi causato probabilmente la volontà di Flick di andare via a fine stagione. Una di queste riguarda anche il futuro di Jérôme Boateng, che da giugno non sarà più un giocatore del Bayern. Una decisione che il club ha pubblicamente dichiarato come chiara per tutte le parti e presa consensualmente, ma che in realtà sembra che non sia stata particolarmente gradita dall’allenatore.

Dalla promozione di Hansi Flick a capo dello staff tecnico, il 32enne difensore centrale ha recitato un ruolo da protagonista nei ranghi del club bavarese. Complice anche la rottura del crociato di Niklas Süle nell’autunno nel 2019, il campione del mondo è diventato il compagno di reparto e partner ideale di Alaba in mezzo. I due si conoscono da un decennio e sono stati le prime scelte nel ruolo. Anche perché il nativo di Berlino ha ritrovato continuità fisica: al netto di qualche leggero acciacco muscolare, è sempre stato a piena disposizione. Conosceva bene Flick, visto che aveva lavorato con lui in nazionale dal suo esordio nel 2009 fino al punto più alto, la Coppa del Mondo vinta in Brasile nel 2014: Jérôme Boateng in campo al centro della difesa e a volte come terzino, Flick come assistente (o forse qualcosa d più) di Joachim Löw.

La coppia si è riformata al Bayern e i risultati non dobbiamo certo stare qui noi a ricordarli. Boateng è sempre stato protagonista, è diventato una prima scelta. Meglio: è tornato ad esserlo. Una situazione paradossale, se pensiamo che sia nel 2018 che nel 2019 sembrava essere davvero prossimo all’addio. Quell’addio che prenderà forma senza dubbio al termine di questa stagione. Decisione già presa, già pubblicamente comunicata dallo stesso direttore sportivo Hasan Salihamidzic, prima della partita con il PSG.

La stampa tedesca ha rivelato che la scelta, già maturata nelle scorse settimane, è stata comunicata al classe 1988 la mattina stessa della partita, dopo la rifinitura. Tempismo rivedibile secondo Flick, che nella conferenza stampa dopo il 2-3 dell’Allianz Arena non si è mostrato particolarmente conciliante.

“Non risponderò a questa domanda. Devo rispondere professionalmente, ma non devo rispondere a tutto e non voglio. Devo recitare. Anche recitare fa parte del mestiere”.

Anche lo scorso 16 marzo, alla vigilia della sfida di Champions League con la Lazio, Flick aveva parlato della situazione di Jérôme Boateng, anche in questo caso mostrandosi non del tutto sereno.

“Nessuno mi ha detto niente, per cui non posso dire niente. Sta facendo una buona stagione, così come la scorsa”.

Se facciamo un altro passo indietro, tornando al 22 novembre, troviamo un altro vero e proprio endorsement del tecnico nei confronti del suo giocatore.

“L’anno scorso ha raggiunto un livello a cui pochi pensavano di vederlo ancora. Non si può perdere un giocatore così”.

Sembra chiaro che, fosse stato per Flick, il futuro di Boateng sarebbe ancora in Baviera per almeno un altro anno. La politica del Bayern la conosciamo: i veterani si confermano finché sono valori aggiunti. Anche Neuer e Müller hanno dovuto dimostrare di essere tali per guadagnarsi il prolungamento fino al 2023. Il centrale berlinese invece, nonostante sia stato un elemento fondamentale della squadra che ha vinto il treble – il suo secondo, visto che era anche titolarissimo nel 2013 – non vedrà il suo contratto prolungato nemmeno di un altro anno.

A settembre saranno 33. Quest’anno va per i 3000 minuti in campo, bottino che ha sfiorato anche l’anno scorso. Se andiamo a vedere i precedenti negli scorsi anni, il Bayern ha prolungato di un anno i contratti di Ribéry e Robben quando erano in una situazione ben più delicata a livello fisico: nell’ultima stagione il francese a 36 anni ha giocato circa 2000 minuti, l’olandese a 35 la metà. Quei rinnovi erano stati condizionati anche dal fatto che né Gnabry né Coman sembrassero pronti da subito per essere gli eredi e avessero bisogno di un altro anno di apprendistato, nonostante la grande fiducia che ha riposto da subito il club in entrambi. Mossa che col tempo si sarebbe rivelata vincente. Senza dimenticare che senza l’infortunio al crociato probabilmente Sané sarebbe arrivato in Baviera un anno prima.

Nella sua lunga carriera, Jérôme Boateng al Bayern ha anche dimostrato di essere un assist-man formidabile. 

Nella difesa del Bayern di oggi e domani la situazione è invece diversa. Alaba se ne andrà per volontà propria, ma il sostituto è già in casa e si chiama Lucas Hernandez. In più è già stato acquistato Upamecano, che comporrà con il suo connazionale la coppia titolare a partire dall’agosto prossimo. Con alternative l’ormai esperto Niklas Süle e il giovane classe 2002 Tanguy Nianzou, più Benjamin Pavard qualora dovesse arrivare un altro terzino destro (probabile), mentre a sinistra Alphonso Davies avrà probabilmente come vice Omar Richards, in arrivo dal Reading, o lo stesso Hernandez.

Spazio per Boateng? Poco, almeno sulla carta. Karl-Heinz Rummenigge lascerà il ruolo di CEO a fine anno a Olive Kahn, ma ha sempre dichiarato di volere una rosa composta da 16-17 giocatori ‘titolari’, più i giovani da aggregare a rotazione. Un piano che quest’anno sembra essere abbastanza saltato, come vi avevamo già raccontato a inizio stagione. Forse proprio per volontà di Flick, che si era lamentato della rosa troppo cosa. Non è neanche da escludere che il Bayern abbia imparato dai propri errori, specialmente considerata la situazione economica che affligge il mondo e ovviamente anche il calcio. Il famoso fondo cassa da cui attingere non è più così gonfio come un anno e mezzo fa ed effettuare dei ‘tagli’ sembra una mossa logica a livello finanziario.

Una decisione del genere sarebbe implicata dal fatto che Jérôme Boateng sia considerato un surplus. Un avanzo, una risorsa non necessaria nell’economia di squadra del Bayern Monaco. Valutazione tecnica di Hasan Salihamidzic e della dirigenza bavarese, che chiaramente Hansi Flick non ha condiviso. Nel braccio di ferro, il board ha evidentemente optato per stare con Brazzo. Vien facile immaginare che il tecnico si sia sentito messo da parte, che abbia sentito declassato il suo punto di vista. Non particolarmente usuale per un allenatore che ha appena vinto ogni competizione a cui ha preso parte. Insomma, l’addio di Boateng sembra ciò di più vicino al mitologico pomo della discordia. Che potrebbe poi aver causato la dipartita anche di Flick.

Senza avere sotto mano i conti e le previsioni di bilancio del Bayern Monaco, è complicato capire se davvero l’ingaggio di Boateng non fosse più sostenibile. Se però la dirigenza ha voluto prendere così tanto tempo (da mesi si parlava di ‘decisione posticipata’), è logico pensare che non lo fosse. Dall’altro lato, però, c’è un allenatore che vede rivoluzionati i propri piani e da un anno all’altro si trova senza la coppia di difensori centrali con cui ha vinto ogni cosa. Due giocatori in grado di tenere la linea alta, con tanta qualità nei piedi per impostare velocemente il gioco, per accelerare il giropalla e trovare soluzioni verticali in ogni momento della partita. Frustrazione comprensibile, sebbene il futuro con Upamecano ed Hernandez sia tutt’altro che buio.

Il giudizio tecnico sovrano, come sempre, dovranno darlo il tempo e il campo. I conti daranno quello finanziario. In mezzo però, oltre alla verità, c’è un grosso ‘ma’: se la decisione di liberarsi di Boateng ha davvero portato a perdere Hansi Flick, ovvero l’allenatore migliore possibile dai tempi di Herr Jupp Heynckes, il Bayern Monaco finisce per ritrovarsi punto e a capo. Anche con una squadra nel pieno del suo sviluppo tecnico e fisico, l’addio di un veterano può diventare un punto di rottura di un’epoca di trionfi. Jérôme Boateng lascerà il Bayern uscendo “dalla porta principale”, ha detto Salihamidzic. Il problema è che sbattendola ha già alzato un polverone.

🎥 Wolfsburg-Bayern, brilla Musiala: più giovane a 6 goal in Bundesliga

Wolfsburg bayern

Senza Lewandowski, Gnabry, Goretzka, Douglas Costa, Tolisso – tra gli altri – e con Coman in panchina, il Bayern Monaco si è affidato al suo gioiellino per vincere contro il Wolfsburg e riportarsi a 7 punti di vantaggio sul Lipsia. Alla Volkswagen Arena brilla la stellina di Jamal Musiala, il classe 2003 già più chiacchierato del mondo.

Rispetto alla gara contro il PSG, Hansi Flick lo ha schierato titolare, unico cambio di una formazione per il resto sostanzialmente obbligata. Quando però Musiala scende in campo, non lo fa perché mancano i compagni ed è una scelta obbligata, ma perché in Baviera credono davvero in lui. La dimostrazione? Un contratto da oltre 4 milioni lordi l’anno firmato pochi giorni dopo il compimento del suo diciottesimo compleanno.

Fiducia ripagata. La scorsa settimana il super talento tedesco – di origine nigeriana, con cittadinanza inglese – ha segnato un piccolo goal-gioiello contro l’Union Berlino, eludendo due difensori in mezzo all’area mostrando di avere una tecnica di gran lunga superiore alla media. Anche in Wolfsburg-Bayern il nativo di Stoccarda è stato protagonista indiscusso, con una doppietta.

Il primo goal è stato un altro slalom con la palla attaccata al piede, dribbling e poi conclusione sul primo palo a lasciare assolutamente interdetto il povero Casteels, incolpevole. Al contrario di quanto è accaduto pochi minuti dopo, quando il belga ha di fatto servito l’assist a Choupo-Moting. Dopo l’1-2 di Weghorst, lo stesso Musiala ha firmato l’allungo con il suo primo goal di testa in assoluto in carriera. E non ha mancato di farlo notare. Per la cronaca, assist di Thomas Müller.

Il raddoppio ha portato Musiala a diventare il più giovane in grado di realizzare 6 goal in Bundesliga, a 18 anni e 50 giorni. Per poco non ha fatto anche 7, solo un salvataggio sulla linea gli ha negato la gioia di entrare ancora più nel libro dei record. Ci è comunque entrato come il quarto più giovane a segnare una doppietta, dopo Werner, Havertz e Halfar.

Dopo 72 minuti Flick ha deciso di sostituirlo, dandogli minuti di riposo nei minuti finali in vista della sfida con il Bayer Leverkusen di dopodomani. Perché i ritmi sono serrati e ogni pausa è preziosa, soprattutto per un neo diciottenne con il talento per giocare tra i grandi e dominare, ma ancora con un fisico tutto da sviluppare. Anche se la strada è indubbiamente quella giusta.

La sua doppietta potrebbe rivelarsi decisiva per il titolo, visto che dopo lo 0-0 del Lipsia contro l’Hoffenheim il Bayern battendo 2-3 il Wolfsburg è tornato a +7. Con cinque giornate da giocare, un divario apparentemente incolmabile. La Volkswagen-Arena sorride al Bayern: non ci avrà ancora matematicamente vinto il titolo (come capitato tre volte nelle ultime otto stagioni), ma ci ha messo una bella firma.

Le grandi notti di Wolfsburg-Bayern: i precedenti che han fatto storia

Wolfsburg bayern

La partita senza dubbio di cartello della giornata numero 29 della Bundesliga vede il Bayern Monaco primo della classe fare visita al sorprendente Wolfsburg di Oliver Glasner. Se sulla capolista ad inizio anno avremmo avuto pochi dubbi, trovare i lupi al terzo posto a sei giornate dalla fine è sicuramente inaspettato.

Entrambe le squadre però potrebbero stare meglio: il Bayern è reduce dall’eliminazione in Champions per mano del PSG in una doppia sfida alquanto sfortunata. Infortuni, stanchezza ed episodi, infatti, hanno incanalato la qualificazione già dal match di andata dell’Allianz arena. Il Wolfsburg arriva dalla pirotecnica sconfitta contro l’Eintracht per 4-3, in una delle più divertenti partite di tutta la Bundesliga di quest’anno. Da quando il Wolfsburg ha aumentato la sua caratura nazionale, in corrispondenza del Meisterschale 2008/2009, alcuni match contro i bavaresi sono rimasti nell’immaginario collettivo degli appassionati. Partite emozionanti che hanno acuito la rivalità sportiva tra le due compagini.

Partendo proprio da quel clamoroso 2009, il 3 aprile è una data scritta a caratteri cubitali nella storia del Wolfsburg. La nona giornata di ritorno vedeva di fronte i lupi di mister Felix Magath, grandissimo ex di quella giornata, conto il Bayern di Jurgen Klinsmann. Una partita che avrebbe deciso i destini di un campionato incertissimo e d’altri tempi, visto che le due squadre erano appaiate a 48 punti in classifica, insieme all’Amburgo e un punto sotto all’Hertha.

I 90 minuti della Wolfswagen Arena hanno visto il Wolfsburg dominare e umiliare i campioni del Bayern. Sugli scudi un giovanissimo Edin Dzeko e Grafite, che hanno messo a ferro e fuoco quel poco che rimaneva della difesa del Bayern, con un 5-1 finale che la dice lunga sulle forze in gioco. Quel Wolfsburg poteva contare sui campioni del mondo Christian Zaccardo e Andrea Barzagli e su giocatori di tutto rispetto come il regista Zvjezdan Misimović e il portiere Diego Benaglio che ha passato una vita con die Wölfe. Ma fu proprio la già citata coppia di attacco (da 54 gol in due) che diede il la ad un campionato che tutto lasciava presagire fuorché una vittoria finale.

Proprio da quella partita nacque un conto aperto tra le due compagini che nel corso delle stagioni, in alcune occasioni, hanno regalato spettacolo. Non sempre il Wolfsburg è stato attrezzato per reggere la forza dei bavaresi, ma quando i lupi stavano bene niente era impossibile.

Per rivedere una sfida di alta classifica tra le due squadre dobbiamo tornare alla stagione 2014/15. Nella prima giornata di ritorno, con il Wolfsburg ancora scosso dalla tragedia della morte del giovane e talentuoso centrocampista Junior Malanda, di qualche settimana prima, in un incidente stradale mentre stava raggiungendo in aeroporto i suoi compagni per il ritiro invernale.

Con una motivazione in più e con la morte nel cuore gli uomini di Dieter Hacking hanno inflitto una dura lezione di calcio al Bayern allora allenato da Guardiola. Un trionfo senza discussione per 4-1 con le doppiette di Bas Dost e Kevin De Bruyne. Proprio il belga in quella stagione è stato l’arma in più del Wolfsburg dove ha semplicemente “disegnato calcio”, facendo un importante step per diventare quel giocatore totale che oggi si godono in quel di Manchester.

Qualche mese dopo ci fu la pronta vendetta del Bayern, letteralmente trascinato dal suo bomber Robert Lewandowski. La sesta giornata del torneo 2015/2016 è passata alla storia per la famosa cinquina in 9 minuti dell’attaccante polacco che ha annichilito il Wolfsburg, che pure aveva chiuso il primo tempo avanti di un gol grazie a Caligiuri. Partita che è stata crocevia per entrambe le squadre, con il Bayern campione e un Wolfsburg anonimo ottavo.

Da ricordare c’è anche la finale di Supercoppa del 2015 vinta dal Wolfsburg ai rigori dopo l’1-1 dei tempi regolamentari, agguantati dai verdi grazie ad un gol allo scadere di Nicklas Bendtner. Fatale per i bavaresi l’errore di Xabi Alonso nella lotteria dei rigori.

Dopo anni di oblio, dove addirittura per ben due volte si è salvato per il rotto della cuffia al Relegationsspiel, il Wolfsburg torna a respirare aria di alta classifica. Glasner ha trovato solidità e cinismo. La difesa è stata puntellata dalla coppia Brooks-Lacroix, quest’ultimo sempre più centrale nel progetto. A centrocampo Maximilian Arnold è il solito affidabile metronomo mentre sulla fascia Ridle Baku è sempre più intraprendente e dominante. E poi al resto ci pensa Wout Weghorst. L’attaccante olandese è ormai una certezza e i suoi 17 gol lo testimoniano; non sarà elegante per il prototipo del centravanti olandese ma il suo lavoro lo sa fare molto bene.

Il Bayern, invece, ha respinto l’attacco del Lipsia nello scontro diretto e ora niente sembra mettersi in mezzo nella strada verso il titolo. L’unico scoglio grosso è proprio il match contro i lupi, contro i quali hanno vinto 37 partite contro le 4 degli avversari (media punti migliore solo contro il Cottbus). Quelle 4 però hanno scottato i bavaresi. Si preannuncia una partita interessante e non scontata, dati anche i precedenti degli ultimi anni. Come abbiamo visto quando il Wolfsburg sta bene può dare filo da torcere a tutti. Bayern compreso. Anche se ad anni alterni.

📋 BundesCafé preview, 29ª giornata – Ex presenti ed ex futuri

29ª giornata Bundesliga 2020/21

La 29ª giornata di Bundesliga 2020/21 si apre subito con il grande incrocio tra Nagelsmann e l’Hoffenheim venerdì sera. Sabato fitto di partite con il Topspiel del turno tra Wolfsburg e Bayern Monaco e Hütter che fa visita al Gladbach, sua prossima squadra. Sempre alle 15.30 lo scontro salvezza tra Augsburg e Arminia Bielefeld. Alle 18.30 il derby più vicino della Bundesliga: Leverkusen-Colonia. Domenica Dortmund-Werder Brema chiude il turno, dopo il rinvio della sfida tra Hertha e Mainz a causa delle positività riscontrate nel club berlinese.

29ª giornata Bundesliga 2020/21
Il programma della 29ª giornata della Bundesliga 2020/21.

IN TV SU SKY 📺

Venerdì 20.30: RB Lipsia-Hoffenheim (can. 203)

Sabato 15.30: Wolfsburg-Bayern Monaco (can. 203)

Sabato 18.30: Bayer Leverkusen-Colonia (can. 203)

Domenica 15.30: Borussia Dortmund-Werder Brema (can. 205)

DA NON PERDERE 📌

Difendere il Meisterschale per arrivare a nove titoli consecutivi: questo è l’obiettivo del Bayern Monaco dopo la scottante eliminazione in Champions League contro il PSG. La lista degli assenti in casa dei bavaresi è lunghissima e Flick dovrà contare quasi sullo stesso 11 sceso al Parco dei Principi. La vittoria del campionato sembrava cosa fatta dopo il successo contro il Lipsia ma la squadra di Nagelsmann dista, ora, solo cinque punti. Il Wolfsburg arriva a questa partita dopo la sconfitta per 4-3 contro l’Eintracht ma la prestazione offerta dagli uomini di Glasner è stata comunque ottima: die Wölfe cercheranno di giocare un brutto scherzo ai campioni in carica. 

IL CONSIGLIO 👌

Il derby tra Leverkusen e Colonia è, forse, una delle rivalità più sentite in Germania. Le due squadre si affronteranno questo sabato alla BayArena ma die Geißböcke non dovranno fare molta strada nonostante giochino in trasferta. Una delle peculiarità di questo incontro, infatti, è la distanza che separa i rispettivi stadi delle due squadre: solo una ventina di chilometri. Un numero che posiziona Leverkusen-Colonia come il derby più “vicino” della Bundesliga. Il Rhineland derby è pronto ad accendersi.

L’OSSERVATO SPECIALE 👁

In settimana il passaggio di Adi Hütter al Gladbach è stato reso ufficiale: l’attuale tecnico dell’Eintracht si legherà ai Fohlen per le prossime tre stagioni. Il destino ha voluto che la prima gara del partente Hütter fosse proprio al Borussia-Park, lo stadio che lo vedrà sedere sulla panchina dal prossimo anno. La stessa sorte che toccò anche un altro ex allenatore dell’Eintracht: Niko Kovac. Il tecnico croato fu annunciato al Bayern Monaco proprio pochi giorni prima di affrontare i bavaresi all’Allianz Arena, e i dirigenti delle Adler non gradirono per niente l’annuncio prematuro. 

IL GRANDE ASSENTE ⛔

Si prospetta una settimana decisiva per il Werder Brema: nel giro di sette giorni, die Grün-Weißen avranno due partite difficili contro BVB e Union Berlino, più lo scontro diretto contro il Mainz. Nome tecnico dovrà giocarsi la permanenza in Bundesliga senza uno dei suoi uomini più importanti: Toprak starà fuori, probabilmente, fino al termine della stagione. Il difensore centrale non potrà quindi essere della prossima partita contro il Dortmund, sua ex squadra con cui ha firmato più di 50 presenze. 

L’EX DI TURNO 🔙

L’ex di turno non può che essere Julian Nagelsmann. Il tecnico prodigio affronterà l’Hoffenheim da dove tutto è partito, da dove nel 2016 gli fu data la possibilità di allenare die Kraichgauer con l’obiettivo salvezza tutt’altro che facile. Ma Nagelsmann, in tre stagioni, riuscì a portare in Champions League una piccola squadra come quella di Sinsheim. Tutte cose che sappiamo e che sono entrate nella storia. Le voci di un possibile trasferimento al Bayern Monaco dell’allenatore trentaquattrenne sono state smentite, per ora, dallo stesso tecnico: essere anche solo accostati alla panchina del Bayern Monaco è un risultato più che soddisfacente che dimostra l’eccellente lavoro svolto da Nagelsmann.