🗞 BundesCafé review, 29ª giornata – Flick chiude i giochi e dice addio

29ª giornata Bundesliga 2020/21

La 29ª giornata della Bundesliga 2020/21 si è conclusa con cinque vittorie interne, due pareggi per 0-0 e una vittoria esterna, più una partita sospesa (Hertha-Mainz, a causa delle positività al Covid-19 emerse nei berlinesi). 24 i goal segnati complessivi, una media di 2,67 a partita.

29ª giornata Bundesliga 2020/21
I risultati della 29ª giornata della Bundesliga 2020/21.

IL TOPSPIEL 💥

Nonostante la piena emergenza fisica, il Bayern Monaco è riuscito a espugnare il campo del Wolfsburg. Un 2-3 con superstar Jamal Musiala, autore di una doppietta straordinaria. Vittoria sofferta, ma vittoria. Ora i bavaresi sono di nuovo a +7 dal Lipsia e vedono lo striscione del traguardo a cinque giornate dalla fine.

L’MVP 👑

Jamal Musiala superstar, sempre di più. Il classe 2003 è diventato il più giovane a segnare 6 goal in Bundesliga, firmando la sua prima doppietta (quarta più giovane di sempre), il primo dei quali di testa.

L’ALTRO PROTAGONISTA 🎖

Contro ciò che è rimasto dello Schalke 04, si è scatenato Christian Günter: doppietta, con il secondo goal che è stato una sassata dai 30 metri con il suo mancino, un pallone telecomandato che è finito alle spalle di Fahrmann. Il capitano del Friburgo è stato uno dei migliori della stagione, non ha saltato neanche un minuto ed è alla sua prima doppietta.

LA TOP 11 📐

Hradecky (Leverkusen); Trimmel (Union), Uduokhai (Augsburg), Ginter (Gladbach), Günter (Friburgo); Schlager (Wolfsburg), Musiala (Bayern); Hofmann (Gladbach), Reyna (Dortmund), Bailey (Leverkusen); Haaland (Dortmund). All. Streich (Friburgo)

IL VOLTO NUOVO 🆕

Sulla panchina del Colonia ha ri-debuttato Friedhelm Funkel, arrivato per sostituire Gisdol. Non un secondo esordio felice per il 67enne (l’aveva già allenato tra il 2002 e il 2003), vista la pesante sconfitta nel derby col Leverkusen per 3-0. In più, un’uscita poco felice in TV: “Il Leverkusen gioca ad un ritmo molto alto, grazie ai loro giocatori… ecco… ci sarebbero un paio di espressioni che però oggi non si possono più usare… diciamo grazie ai loro giocatori molto veloci”. Il giorno dopo ha chiesto scusa.

LA SORPRESA 😮

Il terremoto del weekend è arrivato sempre da Wolfsburg, dove Hansi Flick ha annunciato la sua volontà di lasciare il Bayern Monaco a fine stagione. Probabilmente non una sorpresa al 100%, ma comunque una notizia sorprendente per come è arrivata: dopo una vittoria, con la stagione ancora in corso. Probabilmente la speculazione ha stancato anche lui. Si dice anche che la dirigenza non fosse al corrente dell’annuncio di Flick.

LA STATISTICA 📊

Dopo 754 minuti di calcio senza segnare, Erling Haaland è riuscito a trovare il goal. Poi ne ha fatto subito un altro. Il ragazzo si è sbloccato…

LA CITAZIONE 🎙

Inevitabilmente, si torna sempre lì. All’addio di Hansi Flick e alle sue parole a ‘Sky Sport’.

“Ho comunicato alla squadra la mia decisione di voler interrompere il mio contratto a fine stagione. Ho informato la dirigenza in settimana, dopo l’eliminazione dalla Champions League. Avevo bisogno che anche la squadra lo sentisse da me”.

Come vi abbiamo detto, la risposta non si è fatta attendere.

LA FOTO 📸

Il Borussia Dortmund è sceso in campo con una maglia speciale, un tributo agli anni ’90. E che tributo.

Fonte: Imago/OneFootball

LA CURIOSITÀ 🧐

Lo scorso martedì, quattro giorni fa, l’Eintracht Francoforte ha annunciato che Adi Hütter dalla prossima stagione allenerà il Borussia Mönchengladbach. Ecco, il derby contro il suo futuro è finito 4-0 in favore del suo futuro. E potrebbe costare punti preziosi in chiave Champions al suo presente…

I MIGLIORI MARCATORI 🔥

Non una giornata per i bomber. Rimane fermo Lewandowski a 35 causa infortunio (anche se è tornato a correre col pallone), non si muove neanche André Silva. In goal Weghorst che sale a 19, per il resto gli altri in doppia cifra non avanzano. Più in basso, Sallai e Bailey salgono a 8.

LA CLASSIFICA 📃

Dopo la 29ª giornata della Bundesliga 2020/21, il Bayern Monaco riacquista un vantaggio di 7 punti sul Lipsia, mettendo una seria ipoteca sul titolo. Perdono sia Wolfsburg che Eintracht, dando la chance a Dortmund e Leverkusen si riavvicinarsi. Bene anche Gladbach, Union e Friburgo, frena invece la corsa all’Europa dello Stoccarda. In basso un punto per Augsburg, Arminia e Hoffenheim, anche se sarà Mainz-Hertha a determinare molto.

29ª giornata Bundesliga 2020/21
La classifica alla 29ª giornata della Bundesliga 2020/21.

🗞 BundesCafé review, 28ª giornata – Il weekend delle prime e ultime volte

28ª giornata Bundesliga 2020/21

La 28ª giornata della Bundesliga 2020/21 si è chiusa con tre vittorie interne, tre pareggi e tre sconfitte, in perfetto equilibrio. 30 i goal segnati, una media di 3,33 a partita.

Giornata che rimarrà nella storia, perché è stata l’ultima con una partita giocata di lunedì.

28ª giornata Bundesliga 2020/21
I risultati della 28ª giornata della Bundesliga 2020/21.

 

IL TOPSPIEL 💥

Ve lo abbiamo già detto sabato: Eintracht Francoforte e Wolfsburg hanno dato vita alla partita probabilmente più divertente e bella dell’intera stagione di Bundesliga. Finita 4-3, con un poker di marcatori diversi per le Adler: Kamada, André Silva, Durm e Jovic. Ad eccezione dell’ultimo, tutti hanno anche prodotto un assist. Terza contro quarta, aspettative mai deluse.

Eintracht Wolfsburg 4-3

L’MVP 👑

Ansgar Knauff ha regalato al Dortmund tre punti di vitale importanza sul campo dello Stoccarda: l’esterno destro classe 2002 stavolta è partito dalla panchina, dopo la titolarità contro il City in settimana, ma ha trovato il suo primo goal assoluto tra i professionisti.

L’ALTRO PROTAGONISTA 🎖

Impossibile non menzionare Erik Durm, il campione del mondo 2014 che con un goal e un assist contro il Wolfsburg ha probabilmente incasinato ancora di più i piani del Borussia Dortmund. Oppure potrebbe avergli fatto un favore: più facile raggiungere il Wolfsburg, che ha un calendario complicato, piuttosto che l’Eintracht Francoforte.

LA TOP 11 📐

Fährmann (Schalke); Durm (Eintracht), Pieper (Arminia), Boateng (Bayern); Kamada (Eintracht), Andrich (Union), Boetius (Colonia), Knauff (Dortmund); Sørloth (Lipsia), André Silva (Eintracht), Cordoba (Hertha). All. Nagelsmann (Lipsia).

IL VOLTO NUOVO 🆕

Primissima da titolare con il Bayern Monaco per Tiago Dantas: il centrocampista portoghese è uno dei pupilli di Hansi Flick, che lo ha avuto a disposizione da gennaio e dopo i 3 minuti che gli ha concesso col Colonia è arrivata anche la prima da titolare, in una formazione molto sperimentale – nella quale ha trovato posto anche un altro esordiente come Josip Stanisic, anche lui come Dantas classe 2000. Subentrato invece Scott, altro centrocampista che ha esordito.

LA SORPRESA 😮

Lo Schalke ha vinto! Per la seconda volta in 28 giornate, il club di Gelsenkirchen, fanalino di coda, ha trovato i tre punti. Dopo l’Hoffenheim, l’Augsburg. Aveva già sfiorato la vittoria all’andata, questa volta al ritorno è arrivato l’1-0 firmato da Serdar. La salvezza appare ancora impossibile, visto che la quota sale, ma quantomeno è un segnale forte di unità.

LA STATISTICA 📊

Contro lo Stoccarda, Erling Haaland ha tagliato l’insolito traguardo dei 500 minuti senza segnare nemmeno un goal tra Borussia Dortmund e Norvegia. Ci hanno pensato Bellingham, Knauff (entrambi al primo goal in Bundesliga) e Reus a vincerla.

LA CITAZIONE 🎙

In conferenza stampa alla vigilia di Bayern-Union, un giornalista ha chiesto ad Hansi Flick del suo futuro. Il tecnico del Bayern Monaco ha risposto “prossima domanda?”. Poco dopo ha tirato una stilettata al DS Hasan Salihamidzic.

“Quest’anno la squadra è meno forte qualitativamente rispetto all’anno scorso. Nonostante questo, siamo primi e ci giochiamo il passaggio del turno in Champions League”.

Il rapporto tra Flick e Brazzo sembra sempre più inclinato.

LA FOTO 📸

Una delle partite più importanti e delicate del weekend è stata quella tra Mainz e Colonia, vinta per 3-2 dai primi sul campo dei secondi. Una sconfitta arrivata in pieno recupero che è costata la panchina all’allenatore Markus Gisdol. Con tanto di disperazione per Jonas Hector, capitano e icona del Colonia, che è già retrocesso una volta con il suo club e ora rischia il bis. Da Costa a fine partita lo ha consolato.

LA CURIOSITÀ 🧐

Sosa per Sasa, Borna (di nome) per Kalajdzic (di cognome). Il duo dello Stoccarda è ancora letale: gli assist del primo col mancino sono già cinque per altrettanti i goal del secondo, solitamente di testa. Uno dei migliori crossatori della Bundesliga e il miglior colpitole di testa d’Europa.

I MIGLIORI MARCATORI 🔥

Ancora out Lewandowski, fermo a 35 e comunque irraggiungibile. André Silva conferma il secondo posto solitario a 23, mentre Haaland resta a 21 e Weghorst sale a 18. Quota 14 per Kalajdzic, segna anche Stindl che sale a 12, settimo assoluto.

LA CLASSIFICA 📃

Dopo la 28ª giornata della Bundesliga 2020/21, in testa alla classifica cambiano le distanze: il Bayern Monaco vede la distanza sul Lipsia assottigliarsi da 7 a 5 punti. L’Eintracht si avvicina al Wolfsburg, il Dortmund non riesce a guadagnare sul quarto posto ma vince e si avvicina. Staccando anche il Leverkusen, che resta sesto. Union e Gladbach poco più dietro, lotta aperta per il settimo posto con Stoccarda e Friburgo. In fondo succede di tutto: il Mainz si stacca con una vittoria che inguaia il Werder e non solo. L’Arminia fa un balzo, l’Hertha va lento. Il Colonia rimane a fondo. Lo Schalke vince, ma conta poco ormai.

28ª giornata Bundesliga 2020/21
La classifica alla 28ª giornata della Bundesliga 2020/21.

Eintracht-Wolfsburg 4-3 è già la partita dell’anno in Bundesliga

Eintracht Wolfsburg 4-3

Più del Klassiker, più di Lipsia-Bayern, perché lì ce l’aspettavamo. Più di Bayern-Arminia, perché questa volta c’è stata anche una logica e non c’era la neve. Se avessimo scegliere la partita più bella dell’anno in questa Bundesliga 2020/21, anche se mancano 6 giornate dal termine, il voto può tranquillamente andare a Eintracht Francoforte-Wolfsburg 4-3.

L’anno scorso era uno scontro diretto per l’Europa League, fino a qualche anno fa addirittura per la salvezza. Quest’anno invece nel girone di ritorno è stata quarta contro terza. Le Adler a 53 (contando i tre punti conquistati oggi), il club della Volkswagen a 54. E nei 90 minuti del Waldstadion si è visto in tutto e per tutto perché queste due squadre siano nella zona Champions League e perché meritino pienamente di andarci. Mancano ‘soltanto’ 12 punti per avere la matematica certezza di non poter essere raggiunte da chi insegue.

Per la verità, nel 4-3 di Francoforte si è messo più in evidenza l’Eintracht che il Wolfsburg. Lo dice anche il risultato, che fino a pochi minuti dal termine era 4-2, prima che Philipp entrasse dalla panchina e ci regalasse un finale assolutamente equilibrato. Lo strapotere offensivo messo in campo dalla squadra di Adi Hütter è stato ancora una volta impressionante. Da quando il tecnico austriaco ha fatto all-in, la squadra ha cambiato passo. Qualche esperimento di moduli a inizio anno, poi il ritorno in pianta stabile a un’idea che parte da una difesa a tre ed un tridente. E quindi, ancora una volta, tutti dentro. La chimica è stata presto trovata.

Nelle ultime due partite, gli scontri diretti pesantissimi vinti contro Dortmund e Wolfsburg, si sono visti Durm e Kostic sugli esterni, Kamada sulla trequarti, André Silva e Jovic coppia d’attacco, più Younes alternativa sostanzialmente a chiunque. Senza dimenticare Aymen Barkok, anche lui in grado di giocare sia sulle corsie che centralmente. Hütter ha provato un po’ tutte le soluzioni e negli ultimi tempi tutte funzionano. E tutti rendono. L’Eintracht ha segnato 59 goal, soltanto il Bayern a 80 ne ha realizzati di più.

Eintracht Wolfsburg 4-3

Tranne Kostic, in Eintracht-Wolfsburg 4-3 gli altri quattro dell’attacco hanno segnato tutti. Ha aperto Kamada con un colpo da biliardo dal limite, poi un destro di pura potenza di Jovic, poi André Silva in uno-contro-uno con Casteeels, infine Durm di sinistro al termine di un flipper (con palo precedente sempre del portoghese).

Durm, André Silva e Kamada ci hanno pure messo gli assist. Kostic non avrà fatto parlare il tabellino – per una volta: il conto è di 4 goal e 11 assist – ma con le sue corse sulla sinistra è stato ancora una volta uno dei migliori in campo. Raramente non lo è da quando nel 2018 è arrivato a Francoforte, quasi sul gong del mercato. Invece sul tabellino ci è finito André Silva, due volte, con tutto il repertorio: un’accelerazione per armare il destro di Jovic sul 2-1, un goal di pura freddezza davanti al portiere per il 3-1.

Ormai il portoghese è una vera garanzia: il conto parziale è di 23 goal e 4 assist. Con lui si parte sempre da 1-0. Con Kostic, Kamada e Jovic è sostanzialmente 2-0. In più, Amin Younes, che nelle ultime sfide si è ritagliato un ruolo diverso partendo dalla panchina, ma che rimane uno dei grandi protagonisti della stagione del club dell’Assia.


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Intensità. Quando i cinque davanti alzano il ritmo di quello che a tutti gli effetti è un modulo designabile come un 3-2-3-2, non ce n’è per nessuno. Chiedere all’Union Berlino che ne ha presi cinque di cui quattro in un tempo, oppure a Bayern e Dortmund, entrambe battute. Lipsia, Stoccarda (pareggi entrambi) e Werder (sconfitta) sono state le uniche non vittorie dell’Eintracht nel girone di ritorno. 12 successi nelle ultime 16 partite producendo la spaventosa cifra di 40 reti. Medie da Bayern Monaco. Dalla decima giornata in avanti, soltanto i campioni di tutto hanno fatto meglio degli uomini di Hütter. Di poco: due punti in più (43 contro 41) e quattro goal in più (49 contro 45).

Dall’altra parte il Wolfsburg. Che ci ha provato, ma contenere l’ondata è stato impossibile. Anche per una squadra che ha fatto della solidità difensiva il proprio cavallo di battaglia in stagione, compresa una striscia di 800 minuti consecutivi senza subire goal. E pensare che dopo 7 minuti Baku aveva fatto 0-1. Pareggiato un minuto dopo. Un paradosso, perché la mole di gioco prodotta da Weghorst è compagni è stata maggiore, ma ogni palla persa in mezzo al campo è stata fatale. L’Eintracht non è solido a difesa schierata, ma ha un pressing super efficace e un cambio di passo offensivo unico.

Se andiamo a fare il conto delle occasioni, sono stati gli uomini di Glasner a produrne di più, anche complici i calci piazzati sempre pericolosissimi di Maximilian Arnold. Il dato degli expected goals secondo ‘xG Philosophy’ è di 0.61 per i padroni di casa, 2.02 per gli ospiti. 8 a 21 i tiri totali, 6 key passes contro 17. E invece raccontiamo di un 4-3, la dodicesima partita in cui l’Eintracht ha guadagnato punti da posizione di svantaggio.

I meriti del Wolfsburg non possono comunque essere sminuiti. Ha prodotto tanto, soprattutto con Baku a destra, mostrando anche capacità di snaturarsi e giocare ad alta intensità senza abbassarsi. Dote che, unita a un’ottima capacità difensiva, ha portato i lupi al quarto posto. Al Waldstadion l’Eintracht ha fatto la cosa che gli riesce meglio: alzare il ritmo e segnare. Prendendo un margine di 10 punti sul quinto posto – aspettando Stoccarda-BVB e Hoffenheim-Leverkusen.

La lotta Champions è ancora aperta e incerta, tutto può succedere nelle ultime 6 giornate. Una certezza però potremmo già averla: difficilmente assisteremo a una partita più intensa e bella di Eintracht-Wolfsburg 4-3. Un Topspiel degno di questo nome.

🗞 BundesCafé review, 27ª giornata – Festa Bayern, dramma Dortmund

27ª giornata Bundesliga 2020/21

La 27ª giornata della Bundesliga 2020/21 si è conclusa con soltanto 19 goal in 9 partite, media misera per le abitudini della massima serie tedesca: 2,11 a partita. Cinque le vittorie interne, due i pareggi e due le vittorie in trasferta.

27ª giornata Bundesliga 2020/21
I risultati della 27ª giornata della Bundesliga 2020/21.

IL TOPSPIEL 💥

Era il match più atteso e non ha deluso. Il Bayern Monaco ha battuto il Lipsia alla Red Bull Arena, è salito a 64 punti e lasciato la squadra di Nagelsmann a 57 punti. Un distacco di 7 punti che sembra incolmabile a 7 partite dal termine. Goal decisivo di Goretzka nel primo tempo. Nella ripresa assedio Lipsia, nove conclusioni totali, ma nessun goal. Ed è 0-1. Qui i nostri 10 spunti sul match.

L’MVP 👑

Non appare sul tabellino alla voce ‘goal’, ci compare come assistman (numero 15 della stagione): Thomas Müller è ancora una volta il grande protagonista del Bayern Monaco. Perché nella partita più importante della stagione non ha sbagliato una scelta, un movimento, un’indicazione. Un giocatore irripetibile.

L’ALTRO PROTAGONISTA 🎖

Dortmund-Eintracht 1-2 era l’altro match decisivo e a deciderlo è stato indubbiamente Filip Kostic: da un suo cross dalla sinistra è nato l’autogol di Schulz, stesso copione per l’incornata di André Silva che ha deciso il match. Ah, sì: 11 assist, meglio di lui solo il signore di cui sopra.

LA TOP 11 📐

Gikiewicz (Augsburg); Tuta (Eintracht), Brooks (Wolfsburg), Vargas (Augsburg); Demirbay (Leverkusen),  Goretzka (Bayern); Thuram (Gladbach), Müller (Bayern), Kostic (Eintracht); Sallai (Friburgo), André Silva (Eintracht). All. Matarazzo (Stoccarda)

IL VOLTO NUOVO 🆕

L’esordio sulla panchina del Bayer Leverkusen di Hannes Wolf è andato nel migliore dei modi: 2-1 contro ciò che resta dello Schalke 04. Cambio di modulo (passaggio al 3-4-2-1) e mentalità fresca le prime armi del tecnico che ha preso il posto di Peter Bosz e gestirà la squadra fino a fine stagione. Sperando chissà in una conferma.

LA SORPRESA 😮

C’è una statistica che riguarda i goal segnati nei quali Robert Lewandowski non è al primo posto: è quella dei goal segnati da fuori area. In testa c’è Robert Andrich, che da ex ha segnato in Union-Hertha il momentaneo vantaggio degli Eisernen nel derby di Berlino.

LA STATISTICA 📊

Il Bayern Monaco ha segnato per la partita consecutiva ufficiale numero 62 in tutte le competizioni. Semplicemente ingiocabile.

LA CITAZIONE 🎙

Nonostante la sconfitta con l’Eintracht possa costare la Champions League, a Dortmund sembrano ancora molto tranquilli riguardo il futuro di Haaland, che in caso di mancata qualificazione potrebbe andarsene. Così ha parlato Sebastian Kehl, direttore tecnico del Dortmund, a Sky.

“Stiamo pianificando con Haaland, stiamo gestendo la situazione con grande tranquillità”.

LA FOTO 📸

Crediamo che la faccia del DS del Dortmund Michael Zorc dopo il goal dell’1-2 dell’Eintracht di André Silva valga il prezzo del biglietto.

LA CURIOSITÀ 🧐

Klaas-Jan Huntelaar è tornato a segnare un goal con lo Schalke 04 dopo 4 anni. È anche diventato il più marcatore più anziano nella storia del club, avendo realizzato a 37 anni e 234 giorni. Ha strappato il record a Oliver Reck. Dettaglio: di mestiere Reck faceva il portiere.
I MIGLIORI MARCATORI 🔥

Con Lewandowski ovviamente fermo ai box e dunque ancora a 35, la corsa si sposta sul secondo posto: non segna Haaland, ma segna André Silva, che sale a 22, uno più del norvegese. Sempre quarto Weghorst. Arriva in doppia cifra Lucas Alario a quota 10. Uno in meno per Schick, 9.

LA CLASSIFICA 📃

Dopo la 27ª giornata della Bundesliga 2020/21, il Meisterschale sembra aver preso la strada della Baviera per il nono anno filato. Il Lipsia rimane a -7 e deve guardarsi anche le spalle da un Wolfsburg che continua a correre veloce. L’Eintracht stacca il Dortmund, che viene anche raggiunto dal Leverkusen a quota 43. Dietro di loro si forma un trio con Union, Stoccarda e Gladbach che verosimilmente si giocheranno il settimo posto insieme al Friburgo. L’Augsburg fa un altro passo verso la salvezza, Hoffenheim e Werder scherano col fuoco. Un punto per Hertha, Mainz e Arminia in fondo, ma si sposta poco.

27ª giornata Bundesliga 2020/21
La classifica alla 27ª giornata della Bundesliga 2020/21.

🗞 BundesCafé review, 26ª giornata – Inevitabile Lewa, bagarre salvezza

26ª giornata Bundesliga 2020/21

La 26ª giornata della Bundesliga 2020/21 si è conclusa con un bilancio di 4 vittorie in casa, soltanto un pareggio e 4 vittorie in trasferta. 30 goal segnati in totale, 3,33 di media a partita.

26ª giornata Bundesliga 2020/21
I risultati della 26ª giornata della Bundesliga 2020/21.

IL TOPSPIEL 💥

Il sentitissimo Südderby tra Bayern Monaco e Stoccarda doveva essere una partita equilibrata e per 12 minuti lo è stata. Poi l’espulsione di Alphonso Davies ha cambiato le cose. Non in favore dello Stoccarda, ma per i padroni di casa, che hanno schiacciato il bottone della concentrazione e chiuso il primo tempo in vantaggio 4-0. Che poi è stato anche il risultato finale.

L’MVP 👑

Inevitabile. Robert Lewandowski ha segnato una tripletta perfetta nel giro di 23 minuti: destro, testa, sinistro. Poi Flick lo ha tolto dopo 70 minuti per non sprecare le sue energie preziose. Il suo lo ha fatto: 35 in stagione, sempre più vicino al record di Gerd Müller.

L’ALTRO PROTAGONISTA 🎖

Ci sarebbe un’altra squadra che ha segnato 4 goal nel suo primo tempo: l’Eintracht Francoforte, che ha distrutto l’Union Berlino 5-2 giocando con due punte, due ali e un trequartista. Premiamo soprattutto Filip Kostic, autore di un goal e un assist, vera spina nel fianco per il club di Köpenick.

LA TOP 11 📐

Ortega (Arminia); Lainer (Gladbach), Zeefuik (Hertha), Günter (Friburgo); Kruse (Union), Gnabry (Bayern), Jakobs (Colonia), Kostic (Eintracht); Haaland (Dortmund), Lewandowski (Bayern), André Silva (Eintracht). All. Flick (Bayern)

IL VOLTO NUOVO 🆕

19 anni e tanta personalità. Il Dortmund conosce un nuovo classe 2002, Ansgar Knauff, esterno prevalentemente destro, è entrato in campo all’80’ al posto di Meunier e ha regalato ad Haaland il pallone del 2-2 finale contro il Colonia, dopo un super dribbling. Aveva esordito anche in Champions League.

LA SORPRESA 😮

Ci aspettavamo un minimo di attenzione in più in vista della supersfida tra Lipsia e Bayern Monaco. E invece… Il Lipsia non avrà Kevin Kampl, ammonito contro l’Arminia da diffidato e quindi squalificato. Il Bayern invece non avrà Alphonso Davies, espulso contro lo Stoccarda, e Jérôme Boateng, ammonito da diffidato. Toccherà a Süle ed Hernandez rimpiazzarli.

LA STATISTICA 📊

I primi tempi della quattro gare delle 15.30 del sabato della 26ª giornata della Bundesliga 2020/21 hanno prodotto un totale di 15 goal. Peccato che poi nei secondi tempi ne siano arrivati solo 3.

LA CITAZIONE 🎙

Dopo 7 sconfitte consecutive il Borussia Mönchengladbach ha trovato il successo contro lo Schalke 04. Per Marco Rose è stato un bel sospiro di sollievo.

“Ci siamo tolti un piccolo peso…”

LA FOTO 📸

Erling Haaland non ha preso benissimo il pareggio contro il Colonia. Subito dopo il fischio finale ha lanciato la sua maglia a Jorge Meré, con cui nei 90′ aveva duellato, e se n’è andato negli spogliatoi senza guardare in faccia nessuno. Non sappiamo se la maglia lanciata sia stata una promessa o una provocazione.

La dura reazione di Erling Haaland al termine del 2-2 col Colonia.

LA CURIOSITÀ 🧐

Stavolta niente di positivo da raccontare, ma un episodio di razzismo da denunciare di cui è stato vittima Jude Bellingham. 17 anni. Siamo con te, Jude!

I MIGLIORI MARCATORI 🔥

Robert Lewandowski continua nel suo personalissimo duello con Gerd Müller salendo a quota 35. Dietro di lui André Silva ed Erling Haaland entrambi a 21 dopo le doppiette di sabato. Avanza anche Weghorst, che segna al Werder e sale a 17: è il quarto giocatore nella storia del Wolfsburg a segnare 50 goal per il club in Bundesliga, dopo Dzeko, Grafite e Klimowicz. Sale a 11 Stindl. In doppia cifra arriva anche Max Kruse, che con la doppietta all’Eintracht sale a 10.

Si deve purtroppo fermare a 11 per quest’anno Silas Wamangituka, che si è rotto il crociato e ha finito la sua  stagione in anticipo.

LA CLASSIFICA 📃

Dopo la 26ª giornata della Bundesliga 2020/21, il Bayern Monaco mantiene il +4 sul Lipsia. Vincono tutte le prime quattro: successi importanti anche per Wolfsburg ed Eintracht (47 punti dopo 26 partite sono un record per il club). Svaniscono probabilmente i pochi sogni di Champions di Union e Stoccarda, il Dortmund e il Leverkusen perdono punti importanti. Il Friburgo vince e si mette forse definitivamente in salvo. In coda vittorie pesantissime per Hertha e Mainz, il Colonia fa quel che può, brutta frenata per l’Arminia in questo senso, che rimane in zona rossa.

26ª giornata Bundesliga 2020/21
La classifica dopo la 26ª giornata della Bundesliga 2020/21.

Il riscatto di Amin Younes: ai margini a Napoli, protagonista a Francoforte

amin Younes

Il pomeriggio del 28 gennaio 2018, sugli spalti dell’allora Stadio San Paolo, fa capolino quello che, da media e stampa locali e nazionali, viene annunciato come il nuovo acquisto del club partenopeo, Amin Younes. L’esterno offensivo tedesco in forza all’Ajax, sembra divertito in tribuna mentre il Napoli batte il Bologna 3-1, mantenendo la vetta della classifica di Serie A.

La piazza chiedeva rinforzi, ma il Napoli di Sarri, si sa, è una macchina perfetta nei suoi titolarissimi e lo spazio per le riserve è minimo. Il DS Giuntoli ha speso tutto il mese di gennaio per trovare un calciatore affidabile capace di dare respiro a Insigne e Callejon nel 4-3-3 sarrista. Prima Verdi del Bologna ha rifiutato il trasferimento all’ultimo minuto, poi il sondaggio per Politano, che negli ultimi giorni di mercato (a causa di un inserimento della Juve, si dice) resterà al Sassuolo per accasarsi successivamente all’Inter. Infine la scelta di Younes. 

Qualcosa però va storto. Amin passa le visite mediche, nonostante un infortunio che lo aveva tenuto fermo a novembre, ma la firma slitta. L’agente Nicola Innocentin spiegherà che il classe 1993 ha seri problemi familiari, col nonno ormai morente che risiede a Dortmund, a due ore da Amsterdam, e il ragazzo non se la sente di trasferirsi al Napoli. Altra versione, altrettanto se non più verosimile, racconta di un accordo saltato fra i due club, col giocatore in scadenza a giugno 2018 che si sarebbe potuto trasferire a parametro zero, e con l’Ajax che aveva richiesto un indennizzo di 5 mln di euro. De Laurentiis, dopo aver interpellato Sarri, il quale a chiare lettere aveva risposto di non sapere cosa farsene del giocatore tedesco di padre (ex calciatore) libanese, si è ben guardato dall’accontentare il club olandese.

Ironia della sorte, Giuntoli era talmente certo di questi tre calciatori, che nel giro di due stagioni tutti avrebbero vestito la maglia del Napoli, con alterne fortune (il solo Politano è ancora in rosa).

Già perché Amin Younes, da marzo 2018 in poi, dopo aver rifiutato l’ingresso in campo negli ultimi minuti di un Ajax-Herenveen 4-1, viene messo fuori squadra da ten-Hag.

In luglio, col placet del nuovo allenatore napoletano Carlo Ancelotti, si concretizza quindi il suo passaggio al Napoli a parametro zero, ma nel frattempo una lacerazione del tendine d’achille lo tiene lontano dai campi di gioco per 5 mesi.

Amin riappare nelle sessioni d’allenamento di Castelvolturno a piccole dosi da novembre 2018, un anno davvero orribile per lui. Lo si rivede al San Paolo, mentre il 2 novembre festeggia la vittoria del Napoli per 5-1 sull’Empoli. La piazza partenopea non sembra interessarsi particolarmente a lui, visto che la squadra sta appena appena acquisendo una nuova mentalità di gioco con Ancelotti, fatta di calciatori intercambiabili e pochissimi insostituibili, cosa che con Sarri non si era mai vista. Younes è di poche parole, ma manifesta tutta la sua approvazione per i metodi del Mister e non vede l’ora di scendere in campo, dato che, riferisce ai media locali, “il Napoli è la squadra giusta per me, costruisce molte occasioni e per noi attaccanti le opportunità di fare gol e assist in una partita sono molteplici”.

Sembra finalmente sorridere, d’altronde per chi lo conosce è un ragazzo solare, che nulla ha a che vedere con le polemiche sorte sul suo conto nell’ultimo anno. Parliamo di un calciatore che, con la sua grande abilità nel dribbling e nell’assist, era stato fra i migliori giocatori dell’Ajax nella stagione 2016/17, contribuendo al raggiungimento di una finale di Europa League e conquistando, con la Germania, la Confederations Cup 2017 (in nazionale conta in tutto 5 presenze e 2 reti).

In occasione di Napoli-Frosinone 4-0 nel giorno dell’Immacolata, Younes fa il suo esordio ufficiale a 20 minuti dal termine col risultato in ghiaccio, ma quantomeno ha la possibilità di riassaggiare il campo. Gioca col contagocce, ma c’è. Il 31 marzo arriva anche il primo gol, nella netta vittoria del Napoli a Roma. Ancelotti fa ruotare i suoi e, complice una qualificazione Champions ormai acquisita col secondo posto e il rapporto non idilliaco con capitan Insigne, Amin Younes trova sempre più spazio.

L’avventura di Re Carlo a Napoli si conclude però malamente nel dicembre 2019, e il subentrante allenatore Gennaro Gattuso non mostra particolare simpatia per il nostro Amin, che viene gentilmente invitato a cercarsi un’altra squadra. Younes chiude le due stagioni al Napoli con 21 presenze totali e 4 gol.

Complice lo slittamento dei campionati per la questione covid-19, il suo trasferimento ad altro club si concretizza in ottobre. A crederci è l’Eintracht Francoforte, col direttore sportivo Fredi Bobic che strappa un prestito biennale al Napoli. Younes deve riacquisire la condizione fisica ma è certo che, quando accadrà, il tecnico austriaco Adi Hütter gli concederà lo spazio che merita. 

All’inizio il suo inserimento nel sistema Eintracht sembra problematico. Dopo alcuni spezzoni di gara, ci si mette di mezzo anche il Covid-19 che lo tiene fuori fra novembre e l’inizio di dicembre. 

La squadra predilige le due punte, grazie all’ottima forma dell’ex milanista Andrè Silva e ai gol dell’olandese Bas Dost, specialista delle segnature ad un tocco, un grande opportunista. Cosicché alle spalle dei due centravanti, nel 3-4-1-2 di Hütter, c’è posto per un solo trequartista. L’uomo squadra, Filip Kostic, fantasista ed esterno serbo con la maglia numero 10 marchiata a fuoco sulla schiena, gioca nei quattro a sinistra, mentre lo slot di trequartista è appannaggio di uno fra il giapponese Kamada e il nazionale marocchino (nato a Francoforte e cresciuto nelle giovanili del club) Aymen Barkok, classe ’98 per cui Hütter stravede. 

A giocarsi il posto, come se non bastasse, arriva pure l’australiano Ajdin Hrustic, acquistato a fine settembre dal Groningen. Una batteria di trequartisti ed esterni offensivi che impone un cambio tattico all’allenatore austriaco. Younes comincia a vedere il campo più spesso a partire da metà dicembre, ma è con la cessione di Dost al Bruges che Hütter opta definitivamente per il 3-4-2-1, in modo da coinvolgere più calciatori tecnici (che mancano a centrocampo) alle spalle di Andrè Silva, in un sistema altamente creativo e sbilanciato in avanti. 

Qui Younes va a nozze. Ritrova esattamente ciò per cui è stato creato come calciatore: il gusto per il calcio offensivo, fatto di pressing altissimo e gegenpressing, verticalizzazioni improvvise, combinazioni rapide nello stretto e dribbling in isolamento sul lato sinistro (ne tenta oltre 6 ogni 90 minuti con una percentuale di successo del 67%, dati whoscored). La presenza dell’arrembante Kostic a sinistra è il classico “problemone” per le difese avversarie e davanti al portoghese Silva si stagliano praterie fin dentro l’area di rigore. 

Ok, il sistema è giusto. Amin Younes agisce nei due alle spalle della punta, coadiuvato il più delle volte da Barkok, e ritrova finalmente se stesso e il suo calcio. Amin entra nell’11 titolare e ci rimane ininterrottamente per sei partite, ovvero dal pirotecnico 3-3 del 15 dicembre col ‘Gladbach. Il primo gol arriva il 2 gennaio ed è decisivo per il momentaneo pareggio contro il Leverkusen, prima che un’autorete di Tapsoba assegni i 3 punti all’Eintracht. Si ripete in DFB Pokal ancora contro il Bayer, ma stavolta realizzando il gol della bandiera nella sconfitta per 4-1.

La centralità che Younes ha acquisito nel gioco del club di Francoforte è davvero incredibile. Tocca praticamente tutti i palloni dalla metà campo in su, punta l’uomo, cerca la conclusione da fuori area e batte tutti i piazzati e gli angoli a rientrare da sinistra, fascia di competenza in cui ama giocare a piede invertito, non disdegnando di accentrarsi per concedere la corsia al mancino di Kostic in sovrapposizione. Un tipo di gioco che ha permesso proprio al serbo di non attirare su di sé tutta la pressione della difesa, regalandogli più spazio di manovra.

Il mercato invernale di Bobic però non smette di regalare sorprese, col ritorno in prestito del bomber serbo Luka Jovic, reduce dall’esperienza poco felice al Real Madrid, club che l’aveva acquistato 18 mesi fa per 60 mln di euro. Proprio Jovic al suo esordio contro lo Schalke 04 è risultato decisivo, entrando in campo a metà secondo tempo e realizzando una doppietta. Ma non è stato Younes ad uscire col passaggio al 3-4-1-2, bensì Durm, dato che la partita era da vincere, con lo spostamento di Barkok a destra e Younes alle spalle delle punte. 

Adi Hütter, dopo il ritiro di capitan Abraham, che ha scelto di tornare in Argentina giocando l’ultima partita proprio contro lo Schalke (pur privo della passerella d’onore dei suoi tifosi al Deutsch Bank Park), ha comunque di che essere felice. Le frecce nell’arco cominciano ad essere davvero tante, e le soluzioni tattiche, almeno dalla trequarti in su, consentono di divertirsi senza pensare troppo a difendersi.

L’Eintracht è in piena zona Champions League e con un margine abissale sulla zona retrocessione. Reduce in Bundes da dieci risultati utili consecutivi, coincise con la centralità di Amin Younes, le Adler possono guardare con fiducia al prosieguo della stagione e, perché no, sognare l’Europa.

 

di Luca Sisto

La rinascita di André Silva all’Eintracht Francoforte

André Silva

18 gol realizzati in 20 partite, un ruolo da protagonista della squadra e leader dello spogliatoio. Non stiamo parlando né Lewandowski né di Haaland, ma di André Silva, che in Bundesliga è riuscito a riprendere in mano una carriera che sembrava aver intrapreso una parabola discendente a soli 23 anni.

Tanti anni il portoghese aveva, infatti, quando giocò la sua ultima partita con la maglia del Milan. Era il 31 agosto e Giampaolo decise di schierarlo dal primo minuto contro il neopromosso Brescia, nella speranza di poterlo recuperare in extremis: come sin troppo spesso è accaduto in maglia rossonera, André Silva deluse, giocando una partita priva di quegli squilli che avevano convinto tutto il mondo del calcio di essere di fronte ad un potenziale fuoriclasse. Al 61esimo, infine, uscì dal campo per l’ultima volta con la maglia rossonera addosso, sommerso dai fischi e da qualche timido e rammaricato applauso.

2 giorni dopo, infatti, Milan ed Eintracht Francoforte riuscirono a trovare un accordo per uno scambio di prestiti che avrebbe visto Rebic arrivare a Milano, mentre l’ex Porto avrebbe fatto il percorso inverso, nella speranza di riuscire a sostituire Luka Jovic, trasferitosi al Real Madrid e reduce da una stagione straordinaria. L’inizio fu di altissimo livello, tanto che i tifosi rossoneri sembrarono sul punto di pentirsi di aver ceduto troppo presto il loro gioiello, anche perché Rebic non stava minimamente riuscendo ad incidere. Poi, però, per André Silva arrivarono le prime difficoltà e l’entusiasmo iniziale lasciò il posto all’amarezza e alla delusione, che rischiavano di compromettere ancora una volta la carriera del portoghese, troppo spesso sommerso dalle pressioni di una tifoseria che si aspettava tantissimo da lui.

Adi Hütter aveva tuttavia altri piani, anche perché senza il suo attaccante più talentuoso il Francoforte aveva fatto tantissima fatica, sprofondando nella parte destra della classifica. Per questo motivo, l’allenatore austriaco lo rimise al centro del suo progetto tecnico e riuscì a tirare fuori da André Silva tutto il suo potenziale: nelle ultime 15 partite di campionato, infatti, l’ormai ex punta del Milan realizzò 9 gol e 3 assist, convincendo l’Eintracht ad intavolare i discorsi con il Milan per un eventuale riscatto, che venne ufficializzato il 10 settembre del 2020. Da quel preciso momento la carriera di Silva ha completamente voltato pagina, dimenticando l’oscuro periodo rossonero e ritornando ad essere quell’attaccante per cui Cristiano Ronaldo aveva speso parole dolcissime.

Se le grandi prestazioni del post lockdown potevano essere un caso, questo inizio di stagione ha ulteriormente confermato l’incredibile e apparentemente incontenibile crescita tecnica, fisica e soprattutto mentale di André Silva. I 14 gol, però, sono un numero che non rende pienamente giustizia all’importanza che l’attaccante portoghese ha nel sistema di gioco di Adi Hütter: ed è proprio il “sistema di gioco” ad avere giocato un ruolo fondamentale nella rinascita dell’ex Porto, che nel Milan si era spesso trovato a dover svolgere un ruolo da attaccante totale, che doveva mettersi al servizio della squadra tanto in fase di marcatura quanto in fase di costruzione e finalizzazione, a cui, inevitabilmente, André arrivava stanco o, più spesso, proprio non ci arrivava.

Hütter, tuttavia, ha quasi subito capito che il portoghese non aveva assolutamente le caratteristiche per svolgere quel ruolo, e che anzi le sue grandi qualità in fase di finalizzazione ne venivano ingiustamente pregiudicate. In un campionato come la Bundesliga, in cui le occasioni per segnare sono mediamente più frequenti, il suo talento avrebbe potuto fare la differenza solo se fosse stato svincolato da qualunque compito in fase di costruzione. Nel 3-4-2-1 (o 3-4-1-2) dell’Eintracht ciò è stato relativamente semplice, data l’elevata concentrazione di uomini che occupano la parte centrale del campo. André Silva, quindi, è tornato a pensare solo e soltanto a segnare, riuscendo benissimo nel suo compito: per farsi un’idea del suo miglioramento offensivo, basti pensare che il portoghese è passato da 2.61 tiri ogni 90 minuti con la maglia del Siviglia a 3.81 tiri sotto la guida tecnica di Hütter.

Un’inversione di rotta troppo drastica per essere motivata da un cambio di posizione e dalla minor attenzione difensivo del campionato tedesco. André Silva, infatti, è ritornato a fare la differenza anche e soprattutto perché ha trovato un ambiente adatto alla sua crescita mentale e tecnica: nessuno, al momento del suo arrivo a Francoforte, si aspettava di aver trovate il nuovo Ronaldo. Tutti, invece, speravano di aver trovato quantomeno un degno sostituto di Jovic, che, affiancato a Dost, sarebbe riuscito a mantenere l’Eintracht nella parte sinistra della classifica. Le speranze riposte in lui, e di conseguenza le pressioni, si sono completamente ridimensionate, garantendo al portoghese il tempo necessario per adattarsi alla Bundesliga. Al Milan, invece, la tifoseria e la società si aspettavano un impatto immediato e devastante, anche perché Silva doveva dimostrare di valere i 35 milioni di euro spesi da Fassone e Mirabelli per portarlo in Italia.

Infine, vi è un ultimo aspetto da non sottovalutare: un attaccante, per trovare fiducia e continuità, ha necessariamente bisogno di concretizzare tutto ciò che di buono fa in campo. In altre parole, un attaccante ha bisogno di segnare. E proprio in Bundesliga l’ex Porto ha cominciato a segnare con una frequenza inferiore solamente a Lewandowski (nel solo 2021 meglio di tutti in Europa), superando brillantemente il periodo più difficile della sua carriera e dimostrando di non essere solo un attaccante “bello da vedere”. Oggi, infatti, André Silva è uno degli attaccanti più temuti di tutta la Bundesliga. E il premio di “giocatore del mese” di gennaio ne è la certificazione.

🗞 BundesCafé, 19ª giornata – Sorprese in zona Champions

19ª giornata Bundesliga 2020/21

Sette vittorie in casa, zero in trasferta e soltanto due pareggi nella 19ª giornata della Bundesliga 2020/21. 27 i goal segnati in questo fine settimana, una media di 3 a partita.

19ª giornata Bundesliga 2020/21
I risultati della 19ª giornata della Bundesliga 2020/21.

IL TOPSPIEL 💥

Il Lipsia vince la ‘sfida tra le seconde’ con il Bayer Leverkusen alla Red Bull Arena: rompe l’equilibrio uno splendido goal di Christopher Nkunku, che manda a vuoto tre avversari con un tocco e poi gira in porta il goal che porta il Lipsia sempre più al secondo posto solitario.

L’MVP 👑

Sempre lui. Sempre André Silva. Doppietta decisiva contro l’Hertha Berlino e quota 16 goal in campionato. Meglio di lui soltanto re Robert Lewandowski. In attesa della coppia con Jovic dal 1′, Hütter si gode il portoghese.

L’ALTRO PROTAGONISTA 🎖

il Colonia ha vinto una partita chiave nella corsa salvezza contro l’Arminia Bielefeld, grazie a un 3-1 che ha visto protagonista assoluto Marius Wolf: la sua doppietta nel primo tempo ha messo la gara in discesa e permesso ai caproni di gestire il vantaggio e portare a casa il sorpasso in classifica.

LA TOP 11 📐

Jarstein (Hertha); Wolf (Colonia), Boateng (Bayern), Hinteregger (Eintracht), Baku (Wolfsburg); Delaney (Dortmund), Nkunku (Lipsia); Wamangituka (Stoccarda); Sancho (Dortmund); André Silva (Eintracht), Pléa (Gladbach).

IL VOLTO NUOVO 🆕

Klaas-Jan Huntelaar è tornato, anche in campo. All’80’ di Werder-Schalke è tornato a vestire la maglia königsblau dopo tre anni e mezzo dal suo addio. Per ora non ha inciso, ma tempo al tempo…

LA SORPRESA 😮

Visto il rendimento nelle ultime giornate, la sorpresa è solo relativa. Però dopo 19 giornate il Wolfsburg e l’Eintracht Francoforte sono in piena zona Champions League. Davanti a Leverkusen, Dortmund, Gladbach. E chi l’avrebbe mai detto a inizio stagione?

LA STATISTICA 📊

I tre migliori assistmen della Bundesliga son tutti del Bayern Monaco: 10 per Joshua Kimmich, primo in assoluto, poi a 9 Thomas Müller e Kingsley Coman. Di certo possiamo dire che con uno che segna 24 goal in 19 giornate di Bundesliga anche far salire il conto dei propri assist è più facile…

LA CITAZIONE 🎙 (quasi…)

Questa volta non è una dichiarazione di un allenatore ai microfoni, ma alla squadra. E a voler ben vedere non è neanche orale, bensì scritta. Ma durante Leverkusen-Lipsia abbiamo visto Nagelsmann allungare un pizzino ad Angelino e ci siamo chiesti cosa contenesse. Ecco. Archie Rhind-Tutt di ESPN lo ha scoperto: il cambio di modulo!

LA FOTO 📸

Lo Stoccarda nel match contro il Mainz ha indossato una maglia speciale nel nome dell’uguaglianza. Anche Gregor Kobel, il portiere, ha avuto una divisa speciale. Che ha fatto presto il giro del web. Facile immaginare perché.

LA CURIOSITÀ 🧐

L’1-1 maturato tra Schalke 04 e Werder Brema lascia grossi rimpianti alla squadra di Kohfeldt, che non soltanto nel secondo tempo ha tirato 13 volte a zero, ma si è anche visto annullare un goal al 94′ dal Var per fuorigioco. Rimpianti.

LA CLASSIFICA 📃

Dopo la 19ª giornata della Bundesliga 2020/21, la vetta della classifica è sempre del Bayern, con il Lipsia al secondo posto solitario e il Wolfsburg subito a inseguire. Bagarre dietro l’Eintracht, con un gruppone di squadre a 32, più Union e Friburgo appena dietro. Si alza vertiginosamente la quota salvezza, con Werder e Hoffenheim che tornano a guardarsi le spalle. Mainz e Schalke sempre più sole in fondo.

19ª giornata Bundesliga 2020/21
La classifica dopo la 19ª giornata della Bundesliga 2020/21.