Rimpianti per l’Union, sollievo per l’Hertha: Berlino non ha padrone

union hertha

Il derby pasquale di Berlino tra Union ed Hertha si è concluso con tanta grinta, tanta organizzazione, ma tecnica modesta e pochi goal. 1-1 di intensità, ma non brillante. Come ci si poteva aspettare. Perché se è vero che da una parte l’Union non aveva nulla da perdere, l’Hertha aveva un bisogno estremo di guadagnare. Anche un solo punto. Ed è quello che gli uomini di Dardai si sono portati a casa.

Ci voleva una sassata di Robert Andrich per sbloccare la situazione. Il centrocampista dell’Union è il miglior tiratore dalla distanza della Bundesliga con 4 goal e non ha mancato di dimostrarlo in una partita particolarmente speciale per lui, cresciuto nel settore giovanile dell’Hertha e poi ceduto al momento di compiere il passo verso la prima squadra. Non è neanche riuscito a esordire tra i pro: dopo essere stato biancoblu dai 9 ai 21 anni, ha abbracciato la causa dell’Union nell’estate 2019, a seguito delle esperienza di successo con Wehen Wiesbaden in 3. Liga ed Heidenheim in Bundesliga.

Il grande ex, espulso all’andata per un fallo pericolosissimo dopo soli 23 minuti, si è fatto perdonare con il goal che dopo 9 minuti ha fissato l’1-0. Si è distinto anche nelle situazioni di nervosismo (come spesso gli capita), diverse in un match particolarmente sentito, anche per le questioni di classifica, e chiuso con 25 falli complessivi, diversi dei quali non proprio generosi anche se l’arbitro Stegemann non ha estratto cartellini rossi e ha cercato di non distribuire troppi gialli (si è fermato a sei).

Anche per questa tensione il pari su rigore di Lukebakio, procurato da un altro spirito caldo come Guendouzi, è stato quasi un vero e proprio sollievo per gli uomini di Pal Dardai. Anche perché l’Union aveva sfiorato il 2-0 prima con Ryerson e poi con Musa, che al quarto d’ora avevano fatto venire i brividi a Schwolow (titolare in porta al posto di Jarstein, positivo al Covid-19).

Derby bloccato, squadre chiuse e nessuna giocata risolutrice nel secondo tempo. Gli uomini con maggior fantasia, in particolare Kruse per l’Union e Cunha per l’Hertha, non son riusciti a trovare il colpo e lo spazio. Neanche Sami Khedira, che ha festeggiato i 34 anni all’Alte Försterei giocando i minuti finali, è riuscito a incidere particolarmente. L’1-1 finale è la logica conseguenza. È il primo pareggio in un derby di Berlino in Bundesliga tra l’Alte Dame e gli Eisernen. Il conto rimane di due vittorie contro una per i biancoblu di Charlottenburg. Anche se l’Union esce dalla partita con qualche rimpianto in più.

Dai fasti della Bundesliga all’oblio della Zweite: il Bochum sogna il ritorno

Bochum

Dall’Europa e i sogni di Coppe alla lotta per la salvezza per evitare la 3.Liga. Nel giro di una manciata di anni, il VfL Bochum si è ritrovato nei bassifondi della classifica di Zweite Liga, con lo spauracchio della retrocessione in terza categoria, rischiata seriamente tra il 2013 e il 2014. Sono ormai passati 10 anni dall’ultima retrocessione, ma la storia non è mai cambiata e il ritorno in Bundesliga non si è mai concretizzato. Fino a quest’anno, nel quale la squadra di Thomas Reis vede finalmente la promozione.

Una permanenza più lunga del solito in seconda divisione. Eppure, di solito, i passaggi in 2.Bundesliga non hanno mai portato troppo male. Almeno fino al 2010. Il club dell’omonima città – una delle tante del Nordrhein-Westfalen – è riuscito a vincere per 3 volte il campionato di seconda categoria: 1994, 1996 (con Toppmöller, allenatore del Leverkusen del 2002) e 2006. Due denominatori comuni: l’aver sempre vinto appena retrocessi e Dariusz Wosz, autentica leggenda biancoazzurra, prima come giocatore e poi per una breve parentesi come allenatore, avendo giocato ben 378 partite con la maglia degli intoccabili. Un appellativo curioso, nato nel periodo che va tra gli anni ’70 e ’90, quando la squadra ha sempre flirtato con la retrocessione senza mai crollare.

La squadra non comunque è considerata una nobile, ma ha raggiunto per due volte la finale di DFB-Pokal, nel 1968 e nel 1988, senza mai vincerla, e si è qualificata per lo stesso numero di volte alla Coppa Uefa, dopo esser arrivata quinta in campionato, loro massimo posizionamento storico nella classifica della massima divisione tedesca. La seconda e ultima esperienza europea risale alla stagione 2004/05, dove gli intoccabili furono eliminati dallo Standard Liegi al primo turno.

L’esperienza europea fu il premio dopo la bellissima stagione 2003/04, conclusa al quinto posto, soprattutto grazie al bomber Vahid Hashemian e all’ala danese Peter Madsen.

Hashemian Bochum
Vahid Hashemian, l’elicottero del Bochum. Fonte: Getty/OneFootball

Il duo fece la fortuna della squadra di Bochum, con un totale di 29 goal. L’anno seguente, l’iraniano si unirà al Bayern Monaco, mentre ai nastri di partenza della stagione 2005/06 l’esterno passò al Colonia. Entrambi non replicarono più le proprie prestazioni, anche se l’elicottero rientrò alla casa madre qualche anno più tardi, segnando solo 3 reti in due stagioni. Non rendendo onore soprannome datogli per via della sua forza nel gioco aereo. Hashemian era un attaccante d’area, uno di quelli che sfrutta ogni errore e un terrore per le difese avversarie al momento di un cross o di un calcio da fermo. 

Nel 2005 gli intoccabili retrocedettero, passarono dalle stelle, le luci europee, alle stalle, la Zweite Liga. Per fortuna, ritornarono subito nella massima divisione tedesca, vincendo il campionato di una sola lunghezza sull’Aachen. Decisivo fu il centrocampo composto da Misimovic e Edu. Il primo pochi anni dopo vincerà il Meisterschale con il Wolfsburg.

Tornato in Bundesliga, si renderà protagonista della miglior stagione ad oggi, a livello di posizionamento in classifica: ottavo a soli tre punti dalla Coppa Uefa. Questo fu possibile grazie al contributo del vecchio idolo dei tifosi, Theofanis Gekas. L’attaccante greco vinse il premio come migliore marcatore della Bundes, con 20 reti, davanti a colleghi molto più noti e famosi, come Frei, Maakay, Mario Gomez e Klose. Il gol lo aveva nel sangue, dotato di grande freddezza e fiuto del gol, il bomber ha iniziato a segnare a raffica nel Larissa e nel Kallithea, squadre delle sua terra nativa, attirando l’interesse del più blasonato Panathinaikos, da dove passò al club tedesco.

Il “giramondo”, al contrario dei precedenti attaccanti che hanno lasciato la squadra della Ruhr, non ha mai perso il vizio del goal, facendosi notare anche nel Bayer Leverkusen, nel Sion e nella sua avventura in Turchia, con le maglie di Akhisar Belediyespor e Konyaspor.

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Theofanis Gekas, capocannoniere della Bundesliga nel 2008. Fonte: Getty/OneFootball

Le successive stagioni non si riveleranno all’altezza della precedente, con un Bochum in netta fase calante, complice anche la perdita dei pezzi più importanti di ogni stagione, come già visto in precedenza.

L’ultima apparizione in Bundesliga risale alla stagione 2009/10,dove il Bochum poteva contare su alcuni nomi noti tutt’oggi, come Lewis Holtby, appena diciottenne, e Christian Fuchs. In quella squadra, possiamo trovare anche Patrick Fabian, giocatore che collega il brillante Bochum del primo decennio di questo secolo, capace, nonostante le non eccellenti condizioni economiche, di stupire, assicurandosi  la qualificazione alla Coppa Uefa, a quello del secondo, che non è mai riuscito a scavalcare l’ostacolo Zweite Liga. Dopo aver mancato l’ultimo tentativo, il classe 1987 ha deciso per il ritiro.

Negli ultimi anni si sono succeduti vari allenatori, che hanno provato anche ad aprire dei veri e propri cicli, rimanendo però con delle opere incompiute: anche nomi pesanti come Neururer, Robin Dutt e Friedhelm Funkel.

Proprio quest’ultimo, specialista in promozioni, ci andò vicino alla prima occasione disponibile. Gli intoccabili conclusero il campionato al terzo posto, guadagnandosi la possibilità di giocarsi l’accesso alla Bundesliga nello spareggio col Borussia Mönchengladbach. La squadra bianconera si salvò in maniera clamorosa, dopo aver realizzato ben 20 punti nelle ultime 12 partite, grazie all’arrivo di Favre, attuale allenatore del Borussia Dortmund. I puledri potevano contare su una rosa di buon talento, dove troviamo Dante, Ter-Stegen e Marco Reus, autore del goal del pareggio nel ritorno, decisivo al fine della salvezza del Gladbach. Da allora, il Bochum naviga in Zweite Liga, senza uscirne. Fino a quest’anno, appunto: la squadra è in testa alla classifica, se la gioca con l’Amburgo, il Greuther Fürth e l’Holstein Kiel. Sembra la favorita.

L’attuale rosa conta su alcuni giocatori di talento, tra l’altro già blindati dal club, speranzoso che possano ricondurlo dove merita. In particolare la coppia difensiva formata da Leitsch, classe 1998, e Bella-Kotchap, classe 2001, entrambi già nel giro delle selezioni minori della nazionale tedesca. Anche se in Germania quest’ultimo si è fatto notare anche per uno svarione contro il Bayern Monaco in DFB-Pokal lo scorso ottobre.

L’ultimo grande talento del vivaio fu Leon Goretzka. L’attuale centrocampista del Bayern passò allo Schalke 04 per 3,25 milioni nel 2013, una cifra bassissima considerando il talento del classe 1995. Dopo tanto tempo e tanti acquisti di giocatori importanti per la categoria come Inui, Ginczek, Kramer, Weis, Latza, Terodde, Gregoritsch, Stiepermann, Hinterseer, Sam, Weilandt, Lee, Zoller, Gamboa, Blum e tanti altri, finalmente la squadra sembra aver trovato la chimica giusta. I goal di Zulj e Zoller, la solidità di Tesche e Losilla in mezzo, le parate di Riemann. Con loro il Bochum punta alla promozione. E da tanto tempo non ci andava così vicino.

📋 BundesCafé preview, 27ª giornata – Un weekend di scontri decisivi

27ª giornata Bundesliga 2020/21

La 27ª giornata di Bundesliga 2020/21 ci sta per regalare uno dei fine settimana calcistici più belli degli ultimi anni: tre grandissime partite in un solo turno. Si gioca tantissimo di sabato: alle 15.30 scenderanno in campo Wolfsburg, Hoffenheim, Leverkusen e Schalke. A chiudere il turno del pomeriggio il grande match tra Borussia Dortmund e Eintracht. Alle 18.30 la partita che aspettavamo da un anno: Lipsia-Bayern Monaco. Sabato si chiuderà con Gladbach-Friburgo alle 20.30. Domenica alle 15.30 Stoccarda-Werder Brema: a chiudere questa incredibile giornata il derby di Berlino, Union-Hertha. 

27ª giornata Bundesliga 2020/21
Il programma della 27ª giornata della Bundesliga 2020/21.

IN TV SU SKY 📺

Sabato 18.30: Lipsia-Bayern Monaco (can. 204)

Sabato 20.30: Borussia Mönchengladbach-Friburgo (can. 204)

Domenica 18.30: Union Berlino-Hertha Berlino (can. 205)  

DA NON PERDERE 📌

È la partita che deciderà la corsa al Meisterschale: Lipsia-Bayern Monaco. Il Lipsia arriva dalla striscia d’imbattibilità più lunga della loro storia: hanno guadagnato 22 dei 24 punti disponibili nelle ultime 8 partite. Nagelsmann ha una buona tradizione con i bavaresi: non ha mai perso da quando allena il Lipsia. Le ultime quattro sfide di Bundesliga sono finite tutte in pareggio ma questa volta il punto non basta al Lipsia: devono vincere. Tanti assenti, soprattutto in casa Bayern: Lewandoski starà fuori un mese, oltre a Davies e Boateng squalificati. Dall’altra parte out Kampl, Angelino e Halstenberg. Sabato sera si decide tutto: il Lipsia ha una grande occasione. 

IL CONSIGLIO 👌

Il futuro di Haaland dipenderà molto dalla prossima partita: Borussia Dortmund-Eintracht Francoforte. Con Mino Raiola e Alfie Haaland, padre del norvegese, a colloquio con i più grandi club d’Europa, il Dortmund se vuole avere possibilità di tenere Haaland deve qualificarsi in Champions League. In questo momento, l’Europa che conta dista quattro punti: al quarto posto c’è proprio l’Eintracht. Le Adler hanno la seria occasione di potersi qualificare: è una partita da dentro o fuori, ci si gioca tutto.

L’OSSERVATO SPECIALE 👁

Marcel Sabitzer è l’anima del Lipsia, in Germania dal 2015 e capitano della squadra di Nagelsmann. Il suo contratto è in scadenza nel 2022 e si parla di rinnovo difficile e conseguente addio: Liverpool, Tottenham e Manchester United sono su di lui, come riportato dalla Bild. Ma l’austriaco è l’elemento chiave del Lipsia e sabato sera avrà una grande occasione di entrare nella storia: a -4 dal Bayern Monaco, il Lipsia deve vincere per arrivare al sogno del Meisterschale.

IL GRANDE ASSENTE ⛔

Ovviamente: Robert Lewandowski. Il polacco si è infortunato domenica contro l’Andorra: problema ai legamenti del ginocchio destro e un mese di stop per lui. Una pessima notizia per il Bayern Monaco che dovrà fare a meno del numero 9 nel momento più importante della stagione: salterà non solo il Lipsia, ma anche i quarti di finale di Champions League contro il PSG. Una pessima notizia anche per lo stesso Lewandowski: la corsa al record di Gerd Müller sembra essere in salita adesso. La grande incognita adesso è: chi giocherà come punta contro il Lipsia? Il candidato è Serge Gnabry, che già in passato ha saputo giocare come attaccante centrale e ricopre abitualmente il ruolo in Nazionale. 

L’EX DI TURNO 🔙

Robert Andrich è uno dei giocatori più amati dalla tifoseria dell’Union Berlino: grinta e passione vera sempre in campo. Eccessi che a volte lo portano a commettere dei grandi errori. Solo nell’ultima partita contro l’Eintracht, Andrich si è reso protagonista di un autogol buffo e nella partita d’andata contro l’Hertha Berlino è stato espulso dopo soli 23’ per un brutto fallo. La partita con i rivali è molto sentita da 26enne, che è cresciuto nel settore giovanile dell’Hertha.

🎙 BundesITalk, puntata 36 – A che punto è l’ultima Germania di Löw

Germania Löw

BundesITalk è il podcast di Bundesitalia.com, ideato, creato e gestito dalla redazione. In 45 minuti trattiamo i principali temi del calcio tedesco.

Nella nuova puntata – registrata prima di Germania-Macedonia 1-2 – parliamo della Germania di Joachim Löw, la penultima della sua gestione, delle scelte in chiave Europeo, dell’abbondanza, dei convocati ‘mancati’, degli esordienti e del messaggio mandato riguardo il Mondiale in Qatar nel 2022. E ovviamente del futuro della panchina.

Con Giorgio Dusi, Roberto Brambilla e Stefano Fontana.

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Gnabry 2.0, il nuovo ‘nove’ della Germania di oggi e di domani

gnabry Germania

“Con me, Serge Gnabry gioca sempre”, aveva dichiarato Joachim Löw, allenatore della Germania, un paio d’anni fa. Il Bundestrainer è sempre stato uno dei sostenitori più accaniti del classe 1995, tanto da averlo fatto esordire in Nazionale quando non si era ancora proposto sul panorama calcistico come un vero giocatore di alto livello, ma più come un talento inespresso in cerca della dimensione.

Era l’11 novembre 2016, la Germania era di scena a Serravalle contro San Marino, la gara da cui scaturì la celebre polemica tra la federazione del piccolo stato tra la Romagna e le Marche e Thomas Müller. Serge Gnabry faceva il suo debutto con la Germania dei grandi, concludendo una trafila che lo aveva portato a brillare con tutte le giovanili tedesche e a mettersi al collo l’argento Olimpico a Rio l’agosto precedente.

Un debutto che poteva anche concretizzarsi qualche anno prima, nel 2014, per il Mondiale in Brasile. Quando Gnabry aveva 18 anni e aveva da poco fatto il suo esordio nell’Arsenal.

“Volevo portare già Gnabry in Brasile per il Mondiale del 2014, quando aveva 18 anni. Mertesacker e Özil mi avevano detto che era incredibilmente forte in allenamento e aveva un ritmo ottimo. Poi, sfortunatamente, si è fatto male”.

Joachim Löw nell’ottobre 2019

L’allora giocatore del Werder Brema a San Marino fu mattatore assoluto, con una tripletta che attirò l’attenzione. Si guadagnò anche mezz’ora in amichevole contro l’Italia quattro giorni dopo, prima di una lunga assenza con la Mannschaft dei grandi, ma vincendo l’Europeo di categoria con l’Under 21 nel 2017.


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Dopo il passaggio al Bayern Monaco e i primi mesi di integrazione, a ottobre 2018 Löw è tornato a convocare Gnabry: era la Germania del post Mondiale che raccoglieva i cocci della campagna più disastrosa di sempre. Il classe 1995, cresciuto tra Stoccarda e Arsenal, non era stato coinvolto nel primo giro di convocazioni a settembre, ma un mese dopo – e dopo le prime presenze solide nel Bayern – ecco la seconda chiamata.

Dalla partita giocata da titolare contro la Francia in Nations League, Gnabry ha sempre fatto parte dell’undici titolare della nazionale tedesca, salvo per i riposi programmati o concordati col Bayern Monaco. 17 presenze dal primo minuto, contribuendo a 18 goal complessivi in quest’arco dii tempo, 8 più del secondo nella classifica del post Mondiale: 12 reti personali, 6 assist — a cui vanno sommati i tre goal all’esordio contro San Marino. Totale realizzativo: 15 reti in 19 gettoni collezionati. Contro la Romania l’esterno del Bayern Monaco ha interrotto un insolito digiuno di tre gare.

Fino a fine 2019 aveva una media di un goal a partita (13 in 13) più quattro assist. Numeri favoriti anche dalla sua posizione in campo: nel trio ibrido che Löw sta proponendo negli ultimi tre anni, Gnabry tende a occupare le zone centrali del campo e attaccare la profondità per vie interne, lasciando gli esterni a giocatori come Sané e Werner o Havertz. Tutti giocatori che, come lui, sono in grado di muoversi senza problemi su tutto il fronte offensivo e vengono lasciati spesso liberi di cercarsi la miglior posizione. Una soluzione che a livello offensivo e anche la fase di pressione ha spesso pagato, agevolata dal fatto che più o meno tutti i componenti della linea d’attacco hanno sempre avuto grande libertà anche nei club di appartenenza.

La duttilità di Gnabry in particolare incontra l’approvazione di Löw, tanto che prima della partita contro la Romania lo stesso commissario tecnico ha ipotizzato di utilizzare il giocatore del Bayern tra i tre di centrocampo qualora Goretzka avesse dato forfait. In passato aveva lodato la sua capacità di giocare nello stretto e difendere palla contro il pressing.

Grazie soprattutto al 25enne e ai suoi movimenti, l’attacco tedesco sta garantendo ottime prestazioni in termini statistici e di rendimento, in tutte le competizioni. Qualcuno negli ultimi tempi ha sollevato la problematica che la Germania non produca più uomini d’area come accadeva un tempo: con uno Gnabry così, forse di un ‘nove’ vecchio stampo non ce n’è neanche così bisogno.

Come sta andando la 3. Liga 2020/21

3. liga 2020/21

Tra partite rimandate a causa del Covid-19 e recuperate nel giro di poche settimane, la 3. Liga 2020/21 prosegue spedita verso la conclusione. Mancano soltanto 9 giornate al termine e c’è soltanto una partita da recuperare, quella tra Kaiserslautern e Zwickau rimandata lo scorso 13 marzo, non per i contagi ma per l’acquazzone che ha colpito Kaiserslautern, rendendo la partita impossibile da giocare. In generale, la classifica sembra meno corta degli altri anni. Anche perché in tre stanno correndo decisamente più veloce di tutte le altre.

3. liga 2020/21

Corsa a tre per il primo posto

La Dynamo Dresda sembrava essere la la capolista indiscussa, visto che occupa il primo posto dalla 15ª giornata, ma la promozione non sembra essere più così automatica come può sembrare, perché in testa c’è una corsa a tre. Alla Dynamo e all’Ingolstadt si è unito anche l’Hansa Rostock, la squadra più in forma del campionato negli ultimi mesi: 11 vittorie nelle ultime 13 partite per ribaltare totalmente il proprio campionato e diventare al momento la principale candidata alla promozione insieme alla Dynamo, anche se l’Ingolstadt, come vi abbiamo raccontato nelle scorse settimane, sta riuscendo a vincere anche partite impossibili. Peraltro, negli scorsi giorni ha anche riaccolto i tifosi, diventando la prima squadra tedesca a giocare davanti a un pubblico.

L’insoddisfazione del Monaco 1860

Chi nell’ultimo periodo ha lasciato qualche punto di troppo per strada è invece il Monaco 1860, che al pari del Saarbrücken (una sola vittoria tra l’11ª e la 22ª giornata) ha perso contatto con la testa della classifica complici 5 passi falsi nelle ultime 8 partite disputate. La squadra di Köllner ha trovato difficoltà contro le piccole squadre che si sono chiuse, anche complice la mancanza di un’alternativa al mitico Sascha Mölders, arrivato a 16 goal stagionali e attualmente capocannoniere del campionato. Nonostante il divario sia largo, di 9 punti, il Sechzig ha l’intenzione di provarci fino alla fine, con il derby all’ultima giornata contro l’Ingolstadt a rappresentare uno stimolo importante verso l’obiettivo promozione.

3. Liga 2020/21, una classifica livellata verso il basso

Anche l’ottava classificata vive con i brividi. Se escludiamo il Wehen e il Verl e le squadre sopracitate, più o meno tutte rischiano la retrocessione. L’ottava, il Türkgücü di Monaco, ha soltanto 9 punti di vantaggio sulla quartultima e la storia del campionato di terza serie tedesca insegna che i ribaltoni sono assolutamente all’ordine del giorno. Tutte coinvolte, insomma, compreso il Bayern Monaco II, l’anno scorso trionfatore ma quest’anno più in difficoltà e al pari del Duisburg, che era tra le favorite alla promozione, in piena lotta per evitare la retrocessione.

Kaiserslautern e Magdeburgo, nobili decadenti

Chi rischia seriamente è il Kaiserslautern, in grossa difficoltà fuori dal campo e anche in campo poco brillante. Le 6 sconfitte consecutive tra gennaio e febbraio hanno dato una mazzata alle speranze di salvezza, anche se a marzo i risultati sono tornati a essere positivi con tre vittorie e un pareggio che hanno restituito un minimo di fiducia. Balla anche il Magdeburgo, retrocesso dalla Zweite nel 2019 dopo la promozione immediata, che già l’anno scorso ha rischiato e anche quest’anno si trova nei guai, anche finanziariamente.

Il Verl di Capretti

Una delle grandi sorprese della stagione è il Verl, che già l’anno scorso abbiamo conosciuto grazie alla cavalcata in DFB-Pokal e che quest’anno si sta confermando squadra di ottimo livello. Ha il miglior attacco della 3. Liga 2020/21, è l’unica ad avere due marcatori in doppia cifra (Janjic a 14 e Yildirim a 13) e ha un allenatore italiano: Guerino Capretti, di scuola tedesca, nato in Germania ma di chiare origini italiane. Un quinto posto con 45 punti raccolti che sembrano già poter valere una salvezza tanto tranquilla quanto meritata. Difficile colmare il -12 dalla zona promozione. Sarà per l’anno prossimo.

🎥 L’autogol più assurdo dell’anno? Il retropassaggio folle di Andrich

andrich autogol

L’Union Berlino viene da una pesante sconfitta nel weekend contro l’Eintracht Francoforte, un 5-2 che sembra aver fermato definitivamente i sogni di Champions League della squadra di Urs Fischer. Sconfitta che è arrivata anche a causa di un bizzarro autogol di Robert Andrich, centrocampista dall’alto rendimento ma che spesso è ‘inciampato’ in errori grossolani.

L’ex Heidenheim al 35′, sul risultato di 1-1, senza assolutamente una pressione feroce da parte dei giocatori avversari, ha cercato alla cieca di appoggiarsi al suo portiere Andreas Luthe, che però, si trovava fuori dallo specchio. Mentre invece la palla di Andrich era proprio precisa nello specchio. Di più: all’angolino, imprendibile per il portiere, che è pure scivolato nel tentativo di andare a prenderla.

Il goal ha stappato l’attacco dell’Eintracht, che ha iniziato a segnare a raffica e in due minuti con altre due reti ha chiuso il match andando sul 4-1.

Dicevamo, l’autogol non è il primo svarione stagionale per Andrich, che nel sentitissimo derby contro l’Hertha Berlino aveva perso la testa finendo per farsi espellere nel primo tempo per un intervento pericoloso. L’Union aveva poi perso anche la partita dell’Olympiastadion. L’ex Heidenheim, comunque, è anche uno dei giocatori più affidabili quando è in giornata. Poi, si sa, i pomeriggi neri capitano a tutti.

🗞 BundesCafé review, 26ª giornata – Inevitabile Lewa, bagarre salvezza

26ª giornata Bundesliga 2020/21

La 26ª giornata della Bundesliga 2020/21 si è conclusa con un bilancio di 4 vittorie in casa, soltanto un pareggio e 4 vittorie in trasferta. 30 goal segnati in totale, 3,33 di media a partita.

26ª giornata Bundesliga 2020/21
I risultati della 26ª giornata della Bundesliga 2020/21.

IL TOPSPIEL 💥

Il sentitissimo Südderby tra Bayern Monaco e Stoccarda doveva essere una partita equilibrata e per 12 minuti lo è stata. Poi l’espulsione di Alphonso Davies ha cambiato le cose. Non in favore dello Stoccarda, ma per i padroni di casa, che hanno schiacciato il bottone della concentrazione e chiuso il primo tempo in vantaggio 4-0. Che poi è stato anche il risultato finale.

L’MVP 👑

Inevitabile. Robert Lewandowski ha segnato una tripletta perfetta nel giro di 23 minuti: destro, testa, sinistro. Poi Flick lo ha tolto dopo 70 minuti per non sprecare le sue energie preziose. Il suo lo ha fatto: 35 in stagione, sempre più vicino al record di Gerd Müller.

L’ALTRO PROTAGONISTA 🎖

Ci sarebbe un’altra squadra che ha segnato 4 goal nel suo primo tempo: l’Eintracht Francoforte, che ha distrutto l’Union Berlino 5-2 giocando con due punte, due ali e un trequartista. Premiamo soprattutto Filip Kostic, autore di un goal e un assist, vera spina nel fianco per il club di Köpenick.

LA TOP 11 📐

Ortega (Arminia); Lainer (Gladbach), Zeefuik (Hertha), Günter (Friburgo); Kruse (Union), Gnabry (Bayern), Jakobs (Colonia), Kostic (Eintracht); Haaland (Dortmund), Lewandowski (Bayern), André Silva (Eintracht). All. Flick (Bayern)

IL VOLTO NUOVO 🆕

19 anni e tanta personalità. Il Dortmund conosce un nuovo classe 2002, Ansgar Knauff, esterno prevalentemente destro, è entrato in campo all’80’ al posto di Meunier e ha regalato ad Haaland il pallone del 2-2 finale contro il Colonia, dopo un super dribbling. Aveva esordito anche in Champions League.

LA SORPRESA 😮

Ci aspettavamo un minimo di attenzione in più in vista della supersfida tra Lipsia e Bayern Monaco. E invece… Il Lipsia non avrà Kevin Kampl, ammonito contro l’Arminia da diffidato e quindi squalificato. Il Bayern invece non avrà Alphonso Davies, espulso contro lo Stoccarda, e Jérôme Boateng, ammonito da diffidato. Toccherà a Süle ed Hernandez rimpiazzarli.

LA STATISTICA 📊

I primi tempi della quattro gare delle 15.30 del sabato della 26ª giornata della Bundesliga 2020/21 hanno prodotto un totale di 15 goal. Peccato che poi nei secondi tempi ne siano arrivati solo 3.

LA CITAZIONE 🎙

Dopo 7 sconfitte consecutive il Borussia Mönchengladbach ha trovato il successo contro lo Schalke 04. Per Marco Rose è stato un bel sospiro di sollievo.

“Ci siamo tolti un piccolo peso…”

LA FOTO 📸

Erling Haaland non ha preso benissimo il pareggio contro il Colonia. Subito dopo il fischio finale ha lanciato la sua maglia a Jorge Meré, con cui nei 90′ aveva duellato, e se n’è andato negli spogliatoi senza guardare in faccia nessuno. Non sappiamo se la maglia lanciata sia stata una promessa o una provocazione.

La dura reazione di Erling Haaland al termine del 2-2 col Colonia.

LA CURIOSITÀ 🧐

Stavolta niente di positivo da raccontare, ma un episodio di razzismo da denunciare di cui è stato vittima Jude Bellingham. 17 anni. Siamo con te, Jude!

I MIGLIORI MARCATORI 🔥

Robert Lewandowski continua nel suo personalissimo duello con Gerd Müller salendo a quota 35. Dietro di lui André Silva ed Erling Haaland entrambi a 21 dopo le doppiette di sabato. Avanza anche Weghorst, che segna al Werder e sale a 17: è il quarto giocatore nella storia del Wolfsburg a segnare 50 goal per il club in Bundesliga, dopo Dzeko, Grafite e Klimowicz. Sale a 11 Stindl. In doppia cifra arriva anche Max Kruse, che con la doppietta all’Eintracht sale a 10.

Si deve purtroppo fermare a 11 per quest’anno Silas Wamangituka, che si è rotto il crociato e ha finito la sua  stagione in anticipo.

LA CLASSIFICA 📃

Dopo la 26ª giornata della Bundesliga 2020/21, il Bayern Monaco mantiene il +4 sul Lipsia. Vincono tutte le prime quattro: successi importanti anche per Wolfsburg ed Eintracht (47 punti dopo 26 partite sono un record per il club). Svaniscono probabilmente i pochi sogni di Champions di Union e Stoccarda, il Dortmund e il Leverkusen perdono punti importanti. Il Friburgo vince e si mette forse definitivamente in salvo. In coda vittorie pesantissime per Hertha e Mainz, il Colonia fa quel che può, brutta frenata per l’Arminia in questo senso, che rimane in zona rossa.

26ª giornata Bundesliga 2020/21
La classifica dopo la 26ª giornata della Bundesliga 2020/21.