Il bilancio della Bundesliga 2019/20 e l’impatto del Covid-19 sui conti

Bundesliga bilancio

Come tutto il mondo, anche il calcio ha risentito degli effetti economici della crisi causata dal Covid-19. Nonostante ciò, la Bundesliga è riuscita a chiudere il bilancio della stagione 2019/20 limitando al massimo i danni. Il report economico annuale pubblicato dalla DFL lo scorso 9 marzo ha da un lato preparato a un bilancio della stagione 2020/21 che sarà decisamente peggiore, dall’altro rassicurato che, nonostante tutto, la massima serie tedesca può contare su solide basi.

Il bilancio della Bundesliga nella stagione 2019/20

Soltanto la pandemia ha arrestato la crescita economica del Fußball. Per la prima volta in 15 anni, i ricavi totali della Bundesliga sono diminuiti del 5.4% rispetto totale della stagione 2018/19, per un totale di 3.8 miliardi di euro che rappresentano comunque il terzo fatturato più alto in assoluto. Ovviamente a condizionare è stata soprattutto la perdita del 30% in termini di ricavi da biglietteria, visto che le ultime 9 giornate si sono giocate interamente a porte chiuse. Nonostante ciò, 13 club su 18 sono riusciti a chiudere l’esercizio con ricavi in tripla cifra di milioni di euro.

Ricavi da matchday9,6%
Sponsor e advertising23,4%
Diritti TV e Media39,2%
Trasferimenti15,6%
Merchandising4,9%
Altro7,4%

Nella tabella che mostra la distribuzione dei ricavi si nota ovviamente un drastico calo nei ricavi da matchday, che lo scorso anno rappresentavano il 13% del totale. Condizionata anche la percentuale sui diritti tv, visto che mancano quelli di Champions League ed Europa League da metà ottavi di finale in poi (saranno inseriti nel prossimo esercizio). La cifra incassata di 1489.2 milioni di euro rappresenta comunque già di per sé un record. Netto calo anche per quanto riguarda i ricavi da player trading, variabile ovviamente imprevedibile.

Quest’ultimo punto in particolare rischia di essere ingannevole. I giocatori sono stati venduti in minor misura, ma il valore dei calciatori come assets è drasticamente aumentato, toccando un complessivo di 1.47 miliardi di euro, 300 milioni in più rispetto all’anno scorso e il doppio rispetto al 2016. Il valore degli asset in generale è aumentato del 4%.


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Aumentate anche le spese complessive dei club, in particolare dell’1.2%, senza però andare a intaccare l’equity ratio: il rapporto dei debiti sul capitale è pari al 43.7% ed è il secondo più basso migliore di sempre. Gli aumenti si registrano per quanto riguarda le spese sul mercato (salite di 70 milioni rispetto all’anno precedente) e anche negli investimenti sui settori giovanili, 194.7 milioni di euro, 8 in più dell’anno precedente.

In generale, dopo 9 anni di profitti, questo è il primo in cui il bilancio totale della Bundesliga è negativo. 8 club su 18 hanno fatto registrare profitti (l’anno scorso erano 14), ma il saldo complessivo è di -155 milioni. Un anno fa il bilancio si chiudeva con un rassicurante +127.

Perdite anche per la 2. Bundesliga, che ha chiuso a 726 milioni di euro, calando del 7.2% rispetto all’anno scorso. Rimane comunque il secondo miglior risultato economico di sempre dopo quello del 2018/19.

Dal report si apprende anche che il calcio tedesco ha sfondato il muro dei 10 miliardi di euro di tasse pagati nell’ultimo decennio e che 52,786 persone sono impiegate direttamente o indirettamente dalla Bundesliga, che si conferma una grande azienda con grande produttività. I numeri saranno ancora in drastico calo nel prossimo economic report, come ha voluto sottolineare anche Christian Seifert, CEO della DFL che lascerà il suo incarico nel 2022.

“Nessuno era preparato a una crisi così profonda, che avesse effetti così drastici. Il calcio tedesco non fa eccezione. Negli ultimi 20 anni sono state gettate solide basi su cui si possono costruire sviluppi futuri, anche se è chiaro che la pandemia costringerà i club a continuare ad agire finanziariamente in maniera ancora più oculata”.

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