🎥 Wolfsburg-Bayern, brilla Musiala: più giovane a 6 goal in Bundesliga

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Senza Lewandowski, Gnabry, Goretzka, Douglas Costa, Tolisso – tra gli altri – e con Coman in panchina, il Bayern Monaco si è affidato al suo gioiellino per vincere contro il Wolfsburg e riportarsi a 7 punti di vantaggio sul Lipsia. Alla Volkswagen Arena brilla la stellina di Jamal Musiala, il classe 2003 già più chiacchierato del mondo.

Rispetto alla gara contro il PSG, Hansi Flick lo ha schierato titolare, unico cambio di una formazione per il resto sostanzialmente obbligata. Quando però Musiala scende in campo, non lo fa perché mancano i compagni ed è una scelta obbligata, ma perché in Baviera credono davvero in lui. La dimostrazione? Un contratto da oltre 4 milioni lordi l’anno firmato pochi giorni dopo il compimento del suo diciottesimo compleanno.

Fiducia ripagata. La scorsa settimana il super talento tedesco – di origine nigeriana, con cittadinanza inglese – ha segnato un piccolo goal-gioiello contro l’Union Berlino, eludendo due difensori in mezzo all’area mostrando di avere una tecnica di gran lunga superiore alla media. Anche in Wolfsburg-Bayern il nativo di Stoccarda è stato protagonista indiscusso, con una doppietta.

Il primo goal è stato un altro slalom con la palla attaccata al piede, dribbling e poi conclusione sul primo palo a lasciare assolutamente interdetto il povero Casteels, incolpevole. Al contrario di quanto è accaduto pochi minuti dopo, quando il belga ha di fatto servito l’assist a Choupo-Moting. Dopo l’1-2 di Weghorst, lo stesso Musiala ha firmato l’allungo con il suo primo goal di testa in assoluto in carriera. E non ha mancato di farlo notare. Per la cronaca, assist di Thomas Müller.

Il raddoppio ha portato Musiala a diventare il più giovane in grado di realizzare 6 goal in Bundesliga, a 18 anni e 50 giorni. Per poco non ha fatto anche 7, solo un salvataggio sulla linea gli ha negato la gioia di entrare ancora più nel libro dei record. Ci è comunque entrato come il quarto più giovane a segnare una doppietta, dopo Werner, Havertz e Halfar.

Dopo 72 minuti Flick ha deciso di sostituirlo, dandogli minuti di riposo nei minuti finali in vista della sfida con il Bayer Leverkusen di dopodomani. Perché i ritmi sono serrati e ogni pausa è preziosa, soprattutto per un neo diciottenne con il talento per giocare tra i grandi e dominare, ma ancora con un fisico tutto da sviluppare. Anche se la strada è indubbiamente quella giusta.

La sua doppietta potrebbe rivelarsi decisiva per il titolo, visto che dopo lo 0-0 del Lipsia contro l’Hoffenheim il Bayern battendo 2-3 il Wolfsburg è tornato a +7. Con cinque giornate da giocare, un divario apparentemente incolmabile. La Volkswagen-Arena sorride al Bayern: non ci avrà ancora matematicamente vinto il titolo (come capitato tre volte nelle ultime otto stagioni), ma ci ha messo una bella firma.

Le grandi notti di Wolfsburg-Bayern: i precedenti che han fatto storia

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La partita senza dubbio di cartello della giornata numero 29 della Bundesliga vede il Bayern Monaco primo della classe fare visita al sorprendente Wolfsburg di Oliver Glasner. Se sulla capolista ad inizio anno avremmo avuto pochi dubbi, trovare i lupi al terzo posto a sei giornate dalla fine è sicuramente inaspettato.

Entrambe le squadre però potrebbero stare meglio: il Bayern è reduce dall’eliminazione in Champions per mano del PSG in una doppia sfida alquanto sfortunata. Infortuni, stanchezza ed episodi, infatti, hanno incanalato la qualificazione già dal match di andata dell’Allianz arena. Il Wolfsburg arriva dalla pirotecnica sconfitta contro l’Eintracht per 4-3, in una delle più divertenti partite di tutta la Bundesliga di quest’anno. Da quando il Wolfsburg ha aumentato la sua caratura nazionale, in corrispondenza del Meisterschale 2008/2009, alcuni match contro i bavaresi sono rimasti nell’immaginario collettivo degli appassionati. Partite emozionanti che hanno acuito la rivalità sportiva tra le due compagini.

Partendo proprio da quel clamoroso 2009, il 3 aprile è una data scritta a caratteri cubitali nella storia del Wolfsburg. La nona giornata di ritorno vedeva di fronte i lupi di mister Felix Magath, grandissimo ex di quella giornata, conto il Bayern di Jurgen Klinsmann. Una partita che avrebbe deciso i destini di un campionato incertissimo e d’altri tempi, visto che le due squadre erano appaiate a 48 punti in classifica, insieme all’Amburgo e un punto sotto all’Hertha.

I 90 minuti della Wolfswagen Arena hanno visto il Wolfsburg dominare e umiliare i campioni del Bayern. Sugli scudi un giovanissimo Edin Dzeko e Grafite, che hanno messo a ferro e fuoco quel poco che rimaneva della difesa del Bayern, con un 5-1 finale che la dice lunga sulle forze in gioco. Quel Wolfsburg poteva contare sui campioni del mondo Christian Zaccardo e Andrea Barzagli e su giocatori di tutto rispetto come il regista Zvjezdan Misimović e il portiere Diego Benaglio che ha passato una vita con die Wölfe. Ma fu proprio la già citata coppia di attacco (da 54 gol in due) che diede il la ad un campionato che tutto lasciava presagire fuorché una vittoria finale.

Proprio da quella partita nacque un conto aperto tra le due compagini che nel corso delle stagioni, in alcune occasioni, hanno regalato spettacolo. Non sempre il Wolfsburg è stato attrezzato per reggere la forza dei bavaresi, ma quando i lupi stavano bene niente era impossibile.

Per rivedere una sfida di alta classifica tra le due squadre dobbiamo tornare alla stagione 2014/15. Nella prima giornata di ritorno, con il Wolfsburg ancora scosso dalla tragedia della morte del giovane e talentuoso centrocampista Junior Malanda, di qualche settimana prima, in un incidente stradale mentre stava raggiungendo in aeroporto i suoi compagni per il ritiro invernale.

Con una motivazione in più e con la morte nel cuore gli uomini di Dieter Hacking hanno inflitto una dura lezione di calcio al Bayern allora allenato da Guardiola. Un trionfo senza discussione per 4-1 con le doppiette di Bas Dost e Kevin De Bruyne. Proprio il belga in quella stagione è stato l’arma in più del Wolfsburg dove ha semplicemente “disegnato calcio”, facendo un importante step per diventare quel giocatore totale che oggi si godono in quel di Manchester.

Qualche mese dopo ci fu la pronta vendetta del Bayern, letteralmente trascinato dal suo bomber Robert Lewandowski. La sesta giornata del torneo 2015/2016 è passata alla storia per la famosa cinquina in 9 minuti dell’attaccante polacco che ha annichilito il Wolfsburg, che pure aveva chiuso il primo tempo avanti di un gol grazie a Caligiuri. Partita che è stata crocevia per entrambe le squadre, con il Bayern campione e un Wolfsburg anonimo ottavo.

Da ricordare c’è anche la finale di Supercoppa del 2015 vinta dal Wolfsburg ai rigori dopo l’1-1 dei tempi regolamentari, agguantati dai verdi grazie ad un gol allo scadere di Nicklas Bendtner. Fatale per i bavaresi l’errore di Xabi Alonso nella lotteria dei rigori.

Dopo anni di oblio, dove addirittura per ben due volte si è salvato per il rotto della cuffia al Relegationsspiel, il Wolfsburg torna a respirare aria di alta classifica. Glasner ha trovato solidità e cinismo. La difesa è stata puntellata dalla coppia Brooks-Lacroix, quest’ultimo sempre più centrale nel progetto. A centrocampo Maximilian Arnold è il solito affidabile metronomo mentre sulla fascia Ridle Baku è sempre più intraprendente e dominante. E poi al resto ci pensa Wout Weghorst. L’attaccante olandese è ormai una certezza e i suoi 17 gol lo testimoniano; non sarà elegante per il prototipo del centravanti olandese ma il suo lavoro lo sa fare molto bene.

Il Bayern, invece, ha respinto l’attacco del Lipsia nello scontro diretto e ora niente sembra mettersi in mezzo nella strada verso il titolo. L’unico scoglio grosso è proprio il match contro i lupi, contro i quali hanno vinto 37 partite contro le 4 degli avversari (media punti migliore solo contro il Cottbus). Quelle 4 però hanno scottato i bavaresi. Si preannuncia una partita interessante e non scontata, dati anche i precedenti degli ultimi anni. Come abbiamo visto quando il Wolfsburg sta bene può dare filo da torcere a tutti. Bayern compreso. Anche se ad anni alterni.