Il triplo addio di Hütter, Bobic e Hübner: all’Eintracht finisce un’era

Hütter eintracht

A febbraio 2021 il direttore sportivo Bruno Hübner e il responsabile dell’area calcistica Fredi Bobic hanno annunciato che la prossima estate lasceranno l’Eintracht Francoforte. A inizio aprile, è stato annunciato l’addio di Adi Hütter, che allenerà il Borussia Mönchengladbach per le prossime tre stagioni. Un triplo addio, che segna per le Adler la fine di un’era, impreziosita, oltre che da diverse partecipazioni all’Europa League, dalla vittoria in Coppa di Germania nel 2018 e dalla probabile Champions League dell’anno prossimo.

Hübner, un uomo che sa guardare lontano – Bruno, classe 1960, un discreto passato come attaccante al Kaiserslautern e al Wehen Wiesbaden è arrivato all’Eintracht nell’estate 2011, voluto dall’allora responsabile dell’area sportiva Heribert Bruchhagen. All’epoca Hübner era il ds del Duisburg, arrivato in quella stagione in finale di Coppa di Germania contro lo Schalke. E proprio mentre stava andando all’”Olympiastadion” Bruno riceve l’offerta. Che accetta. Un “sì” non scontato visto che l’Eintracht Francoforte era appena retrocesso in 2. Bundesliga. Tra le prime decisioni di Hübner, accento dell’Assia, modi cordiali e battuta sempre pronta, c’è quella di scegliere come allenatore Armin Veh, che riporta subito le “Aquile” in Bundesliga. Non sarà l’unico tecnico che l’ex attaccante, con un passato pure da allenatore al Wehen Wiesbaden, condotto per la prima volta in seconda divisione, farà. Per esempio è lui nel 2016 a impuntarsi, con il club dato quasi per spacciato su Niko Kovač, reduce da una non eccezionale esperienza con la Nazionale croata. Uno che sa scegliere allenatori e giocatori, ma soprattutto che li sa convincere, come quuando si è fatto una dozzina di volte Francoforte-Praga per portare Vaclav Kadlec in Assia. Un mago delle trattative, in entrata e in uscita, con la verve di un pokerista. “Un venditore con cuore” l’ha definito il Frankfurter Rundschau.

Bobic, contatti e scouting – Nel 2016, dopo la partenza di Heribert Bruchhagen, la dirigenza dell’Eintracht sceglie come nuovo responsabile dell’area sportivo Fredi Bobic, reduce da un’esperienza analoga allo Stoccarda. L’ex attaccante campione d’Europa con la Germania nel 1996 punta in primo luogo sul potenziamento del reparto scouting, con l’assunzione come responsabile di Ben Manga, già scout all’Alemannia Aachen, all’Hoffenheim e collaboratore di Bobic allo Stoccarda. Gli impiegati in quella sezione sono ufficialmente undici, anche se quelli che danno una mano sono di più. Un lavoro di osservazione che consente all’Eintracht di pescare bene, a poco prezzo in mercati poco battuti dalla concorrenza. In più Bobic, che parla spagnolo usa al meglio i suoi contatti per esempio al Real Madrid da cui sono arrivati Jesus Vallejo e Omar Mascarell e da cui è ritornato Luka Jovic. In più l’ex cannoniere dello Stoccarda è stato il dirigente che ha creduto di più in “Adi” Hütter, l’uomo che sta guidando l’Eintracht proponendo un gioco efficace ma anche divertente.

Una strategia che paga – Hübner, Bobic e la dirigenza delle “Aquile” hanno trovato un modo per avere una squadra competitiva, riuscendo anche a guadagnarci dal punto di vista economico (nell’era Bobic grazie al mercato sono stati incassati 170 milioni di euro). I due hanno puntato o su giocatori di prospettiva, come Jovic pescato in prestito nel 2017 dal Benfica B o Sebastién Haller arrivato dagli olandesi dell’Utrecht, o su calciatori che hanno qualità ma che sembravano essersi persi, come per esempio Ante Rebic. I prospetti vengono comprati a basso prezzo giocando in anticipo, mentre i giocatori di talento alla ricerca di una seconda possibilità vengono presi in prestito con un’opzione per l’acquisto. Lo scopo: rivenderli dopo averli valorizzati, alimentando un ciclo, che fino ad ora ha portato una Coppa di Germania e una semifinale di Europa League.

Il futuro altrove (ma non insieme) – Dopo aver creato una delle più interessanti e finanziariamente sostenibili società della Bundesliga, le strade di Hübner e Bobic si divideranno. Per Bruno non si prospetta al momento nessun ingaggio, visto che lui quando ha annunciato l’addio ha spiegato che non rimarrà come consulente e che si godrà la famiglia, compresi i figli Benjamin, Florian e Christopher, tutti calciatori, i primi due in Bundesliga con Hoffenheim e Union Berlino. Per Fredi, a cui la dirigenza delle Aquile, il 10 marzo ha però rifiutato la risoluzione del contratto, invece si prospetta una nuova sfida, probabilmente al Hertha Berlino, anche perché nella città dell’Orso vive la sua famiglia. Per l’Eintracht sarà interessante vedere chi saranno i loro successori: per Hübner si fa il nome di Ben Manga, che ha appena allungato il contratto con le “Aquile” per Bobic i nomi avanzati sono quelli di Christoph Freund, ds della Red Bull Salisburgo, Horst Heldt che da giocatore ha anche vestito la maglia dell’Eintracht, attualmente al Colonia, Rouven Schröder ex Mainz, Christoph Spycher ds dello Young Boys, che ha già lavorato con Hütter o Gelson Fernandes, ex dell’Eintracht. La maggior parte degli interessati però hanno già smentito. Un’ulteriore possibilità, molto realistica, potrebbe essere quella di accorpare i ruoli di Hübner e Bobic per affidarli a Ben Manga che intanto ha prolungato il suo contratto fino al 2026 con l’Eintracht.

Hütter, una scelta forse impopolare? – A conclusione della rivoluzione è arrivato anche l’addio dell’allenatore Adi Hütter, che ha scelto di legarsi al Borussia Mönchengladbach per le prossime tre stagioni a partire dall’estate. Può sembrare una scelta impopolare visto che il Gladbach rischia di non fare neanche l’Europa League l’anno prossimo, ma la rivoluzione dirigenziale a Francoforte porta incertezza tecnica e segna la fine di un ciclo. Sembra una scelta logica anche per il tecnico cedere il passo, passando su una panchina altrettanto importante. E poco male se l’anno prossimo non guiderà la squadra in Champions League: avrà altre occasioni per tornarci con i Fohlen.

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