Bayern Monaco-PSG, una sfida di incroci pericolosi

bayern psg

L’urna di Nyon (Svizzera) ha messo nuovamente di fronte Bayern Monaco e PSG. La squadra di Hansi Filck e quella da qualche mese affidata alla conduzione di Mauricio Pochettino si affronteranno nei quarti di finale di Champions League. Andata all’Allianz Arena, ritorno al Parco dei Principi. Che siate simpatizzanti dei bavaresi o sostenitori dei parigini, senza dubbio la partita sprigiona un indubbio fascino sportivo. Bayern Monaco-PSG, è un match tra due superpotenze del calcio mondiale che offre molteplici incroci del destino.

Bayern e PSG, i precedenti

Bayern Monaco e PSG si sono affrontate dieci volte in ventisei anni, dal 1994 al 2020. Una volta, nel 2018, in amichevole (vinta per 3-1 dai tedeschi). Nove volte, invece, in Champions League. Il bilancio totale è in perfetta parità: 5 vittorie del Bayern Monaco, 5 vittorie del PSG. Il PSG ha sempre vinto le gare giocate in casa e ha vinto una volta, il 23 novembre 1994, a Monaco (gol di George Weah). Il Bayern Monaco ha vinto 3 gare su 4 giocate in Germania e l’unica giocata in campo neutro. Quella più importante: la finale di Champions del 23 agosto 2020 giocata all’Estádio da Luz di Lisbona (Portogallo).

La finale del 2020

Come detto, l’incrocio più recente è relativo a qualche mese fa, nell’atto finale della precedente edizione della Champions. Un torneo terminato in piena estate, e soltanto una volta conclusi i campionati nazionali, a causa della pandemia da coronavirus. Un’edizione, per giunta, ridotta, che ha visto la fase ad eliminazione diretta andare in scena con gare secche e non con la consueta formula delle gare andata e ritorno. Si è trattato di una partita equilibrata, con occasioni da una parte e dall’altra, decisa, ironia della sorte, da un gol dell’ex. Cross calibrato di Joshua Kimmich, zuccata di Kingsley Coman ed apoteosi bavarese.

Bayern e PSG, una gara di ex

Nelle file dei francesi il grande ex è Bernat, mentre sono tre gli ex giocatori del PSG che figurano nella rosa del Bayern Monaco. Il primo è proprio Coman, classe 1996, arrivato in Germania nell’estate 2015 dalla Juventus in prestito (poi divenuto acquisto a titolo definitivo per 28 milioni di euro), dopo che i bianconeri, appena un anno prima, lo avevano rilevato a parametro zero dal PSG. In patria, Coman aveva totalizzato soltanto 4 gare in Prima Squadra in due stagioni ed aveva soltanto fatto intravedere sprazzi del calciatore che sarebbe poi diventato. Quindi, troviamo Tanguy Nianzou Kouassi, che il Bayern ha prelevato direttamente dal PSG la scorsa estate a costo zero che, complice molteplici infortuni, ha giocato in stagione appena 21’ in Bundesliga lo scorso novembre contro lo Stoccarda. Anche se la sua decisione ha scatenato la furia di Leonardo. Il terzo è Eric Maxim Choupo-Moting.


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Choupo Superstar

Proprio su quest’ultimo ci soffermiamo un po’ di più. Perché il giocatore nativo di Amburgo ma nazionale del Camerun, nel recente passato (dal 2018 al 2020) è stato soltanto un comprimario nella rosa del PSG ricca di stelle soprattutto nel reparto avanzato. I francesi lo avevano preso, da svincolato, dopo un’esperienza tutt’altro che edificante allo Stoke City, in Inghilterra. In due stagioni in Francia, Choupo-Moting ha segnato solo 9 gol in 51 gare. Attenzione, però, perché il giocatore è stato croce e delizia dei tifosi parigini nella passata stagione. Dapprima, un suo gol al 93’ ha deciso Atalanta-PSG 1-2, contribuendo alla conquista della semifinale di Champions. Quindi, nella finalissima contro il Bayern, si è divorato un gol incredibile nel mobile. Fissando, di fatto, i chiodi sulla bara della compagine allora diretta da Thomas Tuchel. In questa stagione, un po’ a sorpresa, il Bayern Monaco lo ha preso negli ultimi giorni del mercato estivo, sempre da svincolato, per dotare l’organico di un vice di Robert Lewandowski. Arrivato in sordina, ha convinto tutti e rinnoverà il contratto per un’altra stagione.

La Colonia francese di Monaco

Quelli sopracitati sono soltanto alcuni dei tanti, tantissimi francesi che, ormai da qualche anno, diventano protagonisti nella fila del Bayern Monaco. A partire, proprio, dal 1994, anno del primo incrocio ufficiale tra Bayern e PSG, troviamo Jean-Pierre Papin (Pallone d’Oro 1991), Bixente Lizarazu, Willy Sagnol, Alou Diarra, Valérien Ismaël, Franck Ribéry (12 stagioni in Baviera, 24 trofei tra cui la Champions del 2013), Corentin Tolisso, Benjamin Pavard, Lucas Hernández (tutti e tre Campioni del Mondo nel 2018 con la Nazionale di Didier Deschamps), ovviamente Kingsley Coman, Mickaël Cuisance e Bouna Sarr. Una colonia molto nutrita, andata via via incrementandosi con il corso di questi ultimi anni ed alla quale, a partire dal prossimo 1° luglio, si aggiungerà un ulteriore elemento. Versando, infatti, i 42 milioni di euro della clausola rescissoria, il Bayern Monaco si è assicurato le prestazioni del difensore centrale Dayot Upamecano (attualmente al RB Lipsia) per la prossima stagione.

Pochettino e il 2-7

Come non dedicare uno spazio agli allenatori di Bayern e PSG. Flick e Pochettino non si sono mai affrontati direttamente. Ma Flick ha già affrontato e battuto il PSG, nella finale della Champions 2020 a Lisbona, portando quindi a casa il trofeo più importante nell’unica occasione avuta. Pochettino, al contrario, era sulla panchina del Tottenham lo scorso 1° ottobre 2019, quando i bavaresi (all’epoca diretti da Nico Kovač) asfaltarono per 2-7 i londinesi nel nuovo ‘Tottenham Hotspur Stadium’. Nella gara di ritorno tra Bayern e PSG, giocata l’11 dicembre 2019 e terminata 3-1 ancora per il Bayern, Flick aveva sostituito Kovač e Pochettino aveva perso il posto in favore di José Mourinho. La curiosità? Il PSG è costato caro ad un allenatore del Bayern Monaco che in Italia non si può non amare.

Ancelotti e l’esonero da ex

Carlo Ancelotti dove è andato ha dominato. Ha vinto in Italia con il Milan, in Inghilterra con il Chelsea, in Spagna con il Real Madrid. Ha vinto, però, anche in Francia e in Germania proprio sedendosi sulle panchine di PSG (gennaio 2012-giugno 2013, una Ligue 1) e Bayern Monaco (luglio 2016-settembre 2017, una Bundesliga e due Supercoppe di Germania). I casi strani della vita: proprio una sfida tra PSG e Bayern Monaco valse l’esonero all’allenatore di Reggiolo dalla panchina del club di Säbener Straße. Il 27 settembre 2017, sotto i colpi di Dani Alves, Edinson Cavani e Neymar, il PSG vinse 3-0 in casa contro i bavaresi nella fase a gruppi della Champions poi vinta a fine stagione dal Real Madrid di Cristiano Ronaldo. Ancelotti, il cui rapporto con la dirigenza e con i calciatori era già ai ridotto ai minimi termini, venne esonerato il giorno seguente.

Bayern e PSG, filosofie lontane

Possono due top club europei essere totalmente agli opposti l’uno dall’altro nella filosofia di gestione di una squadra di calcio? Se siamo in presenza di Bayern Monaco e PSG, sì. Il Bayern Monaco, per esempio, fu una delle prime società, nel 2017, a contestare vivacemente il PSG per aver acquistato Neymar dal Barcellona versando i 222 milioni di euro previsti dalla clausola rescissoria del contratto di ‘O Ney’ con i catalani. “Certe cifre non vogliamo e non possiamo spenderle. Noi abbiamo un’altra filosofia – disse sulla questione Karl-Heinz Rummenigge, CEO del Bayern Monaco -. Mi sembra che anche i nostri tifosi siano d’accordo“. Gente come Lewandowski, per esempio, è arrivata a parametro zero. Serge Gnabry per 8 milioni di euro, Kimmich per 8,5.

Durante la trattativa mi sono chiesto: per noi sarebbe meglio avere l’Allianz Arena o Neymar? E devo dire che ci teniamo stretto il nostro stadio. Anche se la loro operazione, in realtà, è costata ancora di più”.

Per inciso: il Bayern Monaco ha estinto nel 2014, con ben 16 anni di anticipo sul previsto, il mutuo di 346 milioni di euro per lo stadio.