Dortmund-Eintracht, la partita simbolo del fallimento del Borussia?

Dortmund eintracht 1-2

All’inizio della stagione, scommettere sulla mancata qualificazione in Champions League del Borussia Dortmund sembrava una mossa particolarmente ardita. Con Sancho e Haaland in grande crescita, con un 2020 chiuso in crescendo, tutto lasciava pensare che i gialloneri avrebbero lottato per il titolo con il Bayern Monaco. Magari non alla pari, ma quantomeno sarebbero stati nella scia dei campioni di tutto. Quando mancano 7 giornate piene al termine, la storia è diversa, perché in scia al Bayern c’è il Lipsia di Nagelsmann. Il Dortmund, invece, vede il quarto posto sempre più lontano: dopo la meritata sconfitta in casa con l’Eintracht Francoforte, i punti che separano i gialloneri e un posto nella massima competizione europea sono 7.

L’1-2 del Westfalenstadion riassume in novanta minuti (più abbondante recupero) tutto ciò che c’è stato di sbagliato nella stagione di Reus e compagni. A partire dal risultato: una sconfitta. Come una sconfitta sarebbe mancare la qualificazione alla massima competizione europea, quello che era l’obiettivo minimo dichiarato. Un fallimento. Non tanto per le ripercussioni economiche – anzi, il CEO Aki Watzke ha già fatto capire che i fondi in cassa ci sono e anche mancare la Champions non complicherà eccessivamente le questioni di bilancio – bensì per quelle tecniche. Perché il Dortmund senza un posto nell’élite dell’Europa rischia di perdere i pezzi pregiati.

Senza Champions League, infatti, pensare di trattenere Erling Haaland sembra quasi impossibile. Lo abbiamo visto in settimana: il suo agente Mino Raiola sta già facendo il giro d’Europa alla ricerca di offerte. Il DS Zorc aveva detto di essere tranquillo. La sua faccia distrutta dopo il goal dell’1-2 dell’Eintracht lo è un po’ meno. E lo stesso discorso potrebbe valere per Jadon Sancho, che già la passata estate sembrava molto vicino a vestire la maglia del Manchester United. Insomma, i due che dovevano trainare il Dortmund, con il talento e l’entusiasmo, rischiano di partire. E magari anche a prezzo di saldo. Questo si vedrà.

Intanto, c’è una corsa Champions da rimettere in piedi, anche se sembra svanita. Nella partita più pesante, nello scontro diretto contro l’Eintracht quarto, il Dortmund ha fallito sotto tantissimi punti di vista. Anche nei suoi uomini chiave. Lo stesso Haaland è stato uno dei peggiori in campo: ha avuto pochi palloni giocabili forse, ma quelli che ha avuto li ha spesso buttati via, comprese le due grandissime occasioni a tu per tu con Trapp nel primo tempo. Male anche Hummels, a parte per il goal segnato che ha ridato linfa. Soltanto Emre Can probabilmente si salva. Anche Marco Reus, fatto salvo per un paio di accelerazioni, è stato una grossa delusione.


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Difficile comunque togliere la palma di peggiore in campo a Nico Schulz, autore dell’autogol che ha sbloccato tutto, ha sbagliato tutto ciò che poteva nella metà campo offensivo, ha anche perso dei palloni sanguinosi. Neanche i suoi compagni di difesa in realtà sono stati proprio reattivi sul goal dell’1-2 a tre minuti dalla fine. Un goal firmato da André Silva – il numero 22 della sua straordinaria stagione – su un cross al bacio di Filip Kostic, che ha giocato la solita partita fantastica. Mettendoci anche due cross dal fondo che hanno mandato in tilt la difesa di Terzic, dormiente. Il primo l’ha messo Schulz nella propria porta, il secondo l’ha messo Silva. 1-2, prima vittoria delle Adler al Signal Iduna Park dal 2010. Adi Hütter vede l’impresa vicina. La meritata impresa.

Forse giocarla con Sancho e Witsel avrebbe dato un senso diverso, ma sono considerazioni che lasciano il tempo che trovano. Le panchine di Meunier (l’erede di Hakimi sulla carta, ma regolarmente tra i peggiori in campo) e di Brandt (ultimamente tornato indolente) confermano anche mancanze a livello di rosa e di gestione delle risorse umane. Non si poteva chiedere la luna a Terzic, che ha preso il posto di Lucien Favre e ha cercato di dare un’anima a una squadra che l’anima sembrava averla persa. Le trame di gioco prevedibili, come al solito, unite alla paura nell’azzardare la giocata, non sono caratteristiche da squadra che merita la Champions League.

L’Eintracht apre un divario di 7 punti con 630 minuti di calcio ancora da giocare, divario che il Dortmund rischia di non riuscire a colmare. Sarebbe un disastro totale. Ma al momento sembra anche lo scenario più probabile. L’estate ci farà capire le prossime mosse. Intanto, in attesa di Marco Rose, il Dortmund ha soltanto un obbligo: vincere almeno la DFB-Pokal, visto che la Champions League contro il City sembra già un ostacolo insormontabile. In estate ci sarà tempo per ricostruire. Probabilmente, ripartendo dai cocci di una stagione che rischia di essere fallimentare. Nonostante Sancho, nonostante Haaland.

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