Il Borussia Dortmund deve scegliere il suo portiere

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È credenza comune che una squadra che voglia puntare a grandi obiettivi non possa prescindere da un portiere che fornisca solidità ai propri compagni. Una figura autoritaria, uno di quelli il cui posto è al sicuro, al netto di logiche particolari di turnover. Se tutto questo è vero, il Borussia Dortmund dovrà risolvere l’annosa questione del suo estremo difensore per puntare a fare il salto di qualità il prossimo anno.

Nel BVB di inizio anno, allenato da Lucien Favre, Roman Bürki aveva il posto assicurato. Il portiere svizzero è arrivato al Dortmund nel 2015, raccogliendo l’eredità di Weidenfeller. Il tedesco era uno dei fedelissimi di Klopp, nonostante qualche incertezza qua e là, e giocò da titolare la storica finale di Champions del 2013 contro il Bayern Monaco. Fin dal suo arrivo, però, Bürki si è imposto, dimostrando una crescita importante e diventando a tutti gli effetti uno dei senatori dello spogliatoio dall’alto dei suoi 83 clean sheet in 228 presenze: sostanzialmente, quando è stato in salute ha sempre giocato. Con tutti gli alti e bassi che si è  sempre portato dietro: in molti non lo considerano un portiere all’altezza per vincere la Bundesliga.

In questa difficile stagione, però, le cose sono cambiate dopo l’addio di Favre e l’arrivo di Edin Terzic, e fare ordine ora è più complesso. La partita della svolta è quella del 22 gennaio: il Dortmund crolla 4-2 in trasferta contro il Borussia Mönchengladbach, e Bürki è protagonista in negativo come tutta la retroguardi­a giallonera. Durante la settimana successiva, inoltre, il numero 1 si infortuna alla spalla in allenamento, ed è costretto ad uno stop di un mese.

A questo punto, i riflettori passano su Marwin Hitz: anche lui elvetico, l’ex-Augsburg è al BVB dal 2018, e nel primo biennio ha accumulato 12 presenze sparse tra campionato, DFB-Pokal e Champions League. Per il classe 1987 questa sembra una grande occasione per mettersi in luce, ma le cose non vanno esattamente come nei sogni di un bambino: alla seconda uscita, sul campo del Friburgo, Hitz registra pesanti colpe su entrambi i gol subiti nella sconfitta per 2-1. Nel giro di tre minuti, infatti, si fa prima cogliere pigro sul tiro di Jeong, mentre successivamente spinge in porta, con un rimpallo un po’ goffo sul palo, il tiro dalla distanza di Schmid. Non va meglio contro l’Hoffenheim: se Dabbur è chirurgico nel diagonale che risponde al vantaggio di Sancho, Bebou sigla il 2-1 anticipando in maniera lampante il portiere del Dortmund, ancora una volta protagonista di una figura rivedibile.

Alla fine la solita azione personale di Haaland permetterà quantomeno di evitare la sconfitta, ma la sensazione netta è che Hitz (il cui contratto è in scadenza a fine stagione) fornisca ancor meno garanzie di un Bürki un po’ appannato. Eppure, quando l’ex-Friburgo torna a disposizione, Terzic lo fa accomodare sempre in panchina. Non solo: a fine febbraio viene comunicato il rinnovo di Hitz, e la notizia agita ancora di più le acque. Nel giro di un paio di mesi, quindi, le gerarchie tra i due connazionali sembrano essere state completamente ribaltate, nonostante gli errori da matita rossa.

A dire il vero, nessuno dei due estremi difensori sembra poter fornire le garanzie richieste dalla dirigenza del BVB per fare il salto di qualità. Finito l’interregno di Terzic, la palla passerà a Marco Rose, già annunciato come allenatore a partire dalla prossima stagione. Se, come sembra, il nuovo portiere titolare del Dortmund arriverà dal calciomercato, è chiaro che uno dei due presenti ora in rosa dovrebbe fare le valigie. La sensazione è che a farlo possa essere Bürki, che ha un contratto in scadenza nel 2023, con Hitz (il cui nuovo contratto dovrebbe avere le stesse tempistiche) che tornerebbe a fare il secondo al nuovo arrivato.

I nomi fatti negli ultimi tempi sono tanti: quello più forte, rilanciato da fonti autorevoli come Sport Bild e Sky Sport DE, è Peter Gulácsi, che a trent’anni sembra essere prossimo al picco della sua carriera, con la maglia del Lipsia. Per liberarlo dovrebbe “bastare” versare al RB la clausola rescissoria di circa 12 milioni di euro. Si fa anche il nome di Alexander Nübel, quest’anno secondo di Neuer, ma desideroso di accumulare minuti. Di altro tenore i profili di Mike Maignan, classe 1995 del Lille per il quale si vocifera di un’offerta da 25 milioni, e Dean Henderson, che dopo alcune buone apparizioni con il Manchester United ha attirato su di sé gli sguardi di diversi osservatori. Attenzione, comunque, anche alla possibilità di mantenere la coppia attuale, evitando una spesa importante sul mercato nella speranza che entrambi i protagonisti possano trarre giovamento dalla concorrenza per un posto da titolare.

Fino a fine stagione, dunque, le gerarchie sembrano definite, grazie ad una delle scelte più importanti e discusse di Terzic da quando è sulla panchina della sua squadra del cuore. In estate, però, Marco Rose dovrà subito sbrogliare la matassa, decidendo a chi affidare la difesa dei suoi pali.

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