Lo strano mosaico della carriera di Nabil Bentaleb allo Schalke 04

Nabil Bentaleb

In questa stagione lo Schalke 04 ha già fatto notizia più volte, e mai per le ragioni che un tifoso desidererebbe. Dall’8-0 subito dal Bayern Monaco all’esordio in Bundesliga al desolante ultimo posto che i Knappen occupano attualmente, passando per il tremendo record negativo del Tasmania Berlino quasi eguagliato ed evitato grazie a Hoppe: niente in questa stagione sembra andare per il verso giusto. Guardando con più attenzione al microcosmo Schalke, la sensazione è che tutti gli elementi della rosa stiano soffrendo del clima tremendo che c’è a Gelsenkirchen, ma una delle situazioni più curiose è sicuramente quella di Nabil Bentaleb.

Arrivato nell’estate del 2016 dal Tottenham, l’algerino è stato pilastro della rosa nel biennio in cui è stata allenata da Domenico Tedesco. Sotto l’allenatore di origini italiane, Bentaleb ha messo in mostra tutto il suo potenziale: un centrocampista capace di giocare sia da perno basso che da mezzala, dotato di buona tecnica, ottime geometrie e brillanti doti da incontrista.
Su queste basi sembrava potersi costruire un elemento completo, totale, capace di coprire ogni zona di campo e lavorare bene tanto in interdizione quanto in costruzione, nonché in inserimento. Al netto dell’aggressività a volte straripante e dei cali di concentrazione un po’ troppo frequenti, la sensazione netta dell’epoca era che i blu della Ruhr avessero tra le mani un piccolo gioiellino, un metronomo del centrocampo che riusciva a recuperare palloni, fornire assist e ad affacciarsi anche in avanti per firmare lui stesso diverse reti.

Dopo un campionato sensazionale chiuso al secondo posto, l’algerino ha fallito però l’occasione per il salto di qualità. Una serie di problemi fisici lo hanno tenuto fuori per tutta la parte centrale del 2019, prima che la società lo retrocedesse in under-23 a tempo indeterminato per questioni disciplinari. Come in un film, nel giro di pochi mesi, Bentaleb è passato da diamante incastonato in una squadra di successo a ferro vecchio di cui si può fare tranquillamente a meno.
Pur di liberarsi di quella che oramai era diventata una patata bollente, David Wagner – subentrato nel frattempo in panchina – lo ha spedito in prestito semestrale al Newcastle: 12 presenze non entusiasmanti, ma che quantomeno ne attestavano una ristabilita condizione fisica.

La parentesi inglese di Bentaleb è coincisa con l’inizio della crisi profonda – tanto economica quanto di risultati – che attanaglia tuttora lo Schalke. Al suo ritorno, dunque, Wagner ha fatto di necessità virtù, reintegrandolo e puntando su di lui accanto al capitano Mascarell nel 4-2-3-1 con il quale ha iniziato questa stagione. Il tecnico statunitense è stato però esonerato dopo appena due partite; Manuel Baum, scelto come sostituto, ha inizialmente mantenuto la stessa impostazione, per poi escludere via via in maniera sempre più netta dalle rotazioni il suo numero 10.

Tra alti e bassi, la carriera di Bentaleb è arrivata ad un punto di svolta cruciale, che poco ha a che fare con il campo. Lo scorso novembre, in allenamento, è stato protagonista di un parapiglia che ha visto partecipi anche Amine Harit e Vedad Ibisevic contro, sembrerebbe, lo staff di Baum, ed in particolare una leggenda del club come Naldo.

La dirigenza ha usato il pugno di ferro nei confronti dei propri tesserati: terminato anzitempo il contratto dell’esperto attaccante bosniaco, messi fuori rosa gli altri due. Se Harit è stato riaccolto dopo appena due partite, Bentaleb è totalmente sparito dai radar, compiendo per la seconda volta il paradossale salto da titolare inamovibile a scarto di lusso. Sui propri profili social il giocatore ha accusato la società di averlo escluso senza spiegazioni, trovando eco nelle parole del suo procuratore Madjid Yebda e rendendo la situazione ancora più caotica e difficile da interpretare.

Con un contratto in scadenza a fine 2021 e l’intenzione annunciata pubblicamente da parte del club di non rinnovarlo, l’unica sicurezza sembrava essere la separazione imminente. Magari a gennaio, per permettere ai Knappen di monetizzare un minimo (dato anche il macroscopico debito societario) la sua cessione.

Invece, la sessione invernale di mercato è passata senza sussulti, ma non solo: Bentaleb si è addirittura rivisto in campo, con la maglia dello Schalke, per la gara contro l’Union Berlino di metà febbraio. A ripescarlo dal dimenticatoio è stato Christian Gross, a sua volta subentrato a Baum dopo l’interregno di Huub Stevens. La spiegazione del tecnico svizzero è stata laconica: “non l’ho escluso io, non ci sono problemi tra noi, e sono sicuro sia un buon giocatore”. Parole che sembrano nascondere maldestramente il disperato tentativo di buttare dentro giocatori di qualità per rianimare una squadra in fin di vita. Non a caso, Gross lo ha schierato da trequartista, probabilmente sperando di trovare qualche colpo decisivo nell’ultimo terzo di campo per ridare nuova linfa ad un attacco fin troppo inaridito.

Arrivati a questo punto, questa cronistoria ha già assunto i contorni dell’assurdo, ma prima di terminarla è necessario passare per un ulteriore colpo di scena. A fine febbraio, infatti, una sorta di alzata di scudi popolare della rosa ha portato all’esonero dello stesso Gross, accusato dai senatori dello spogliatoio di confondere nomi e lingue nel rivolgersi ai propri giocatori, oltre al fatto di sostenere sedute di allenamento troppo blande e con metodi antiquati. Con lui, nell’ennesima rivoluzione a più livelli di questo momento storico dei Knappen, hanno salutato anche il DS Jochen Schneider e il team manager Sascha Riether. Peraltro la partita decisiva è stata la sconfitta per 1-5 contro lo Stoccarda, nella quale Nabil Bentaleb ha sbagliato un calcio di rigore, quello del possibile 3-2.

Il quinto allenatore della stagione più folle della storia dello Schalke è dunque Dimitrios Grammozis, un profilo giovane che si è fatto conoscere per la sua capacità di coltivare talenti e lavorare in prospettiva. Sarà lui – probabilmente – il comandante incaricato di riportare la squadra in Bundesliga dopo una retrocessione che sembra oramai inevitabile.

In tutto questo, Bentaleb ha saltato la prima sotto la guida del nuovo coach (uno scialbo quanto prezioso 0-0 contro il Mainz) per problemi all’adduttore. La sensazione è che il tecnico greco lo consideri a tutti gli effetti parte del gruppo, ma allo stesso tempo è lecito pensare che gli saranno preferiti profili giovani con maggiori prospettive all’interno del club, soprattutto se la stagione dovesse naufragare definitivamente e trasformarsi in una specie di lungo e triste garbage time.

In questa sorta di eterno loop temporale nel quale sembra incastrato, Nabil Bentaleb potrebbe dunque ritrovarsi ancora messo da parte, o al contrario ricoperto di responsabilità per un’insperata corsa alla salvezza. Quel che sembra certo è che nell’estate dei suoi ventisei anni si ritroverà ad aggiungere un tassello del tutto nuovo al peculiare mosaico della sua carriera, che più si sviluppa e meno risulta comprensibile.

📋 BundesCafé preview, 25ª giornata – Il big match è di domenica

25ª giornata Bundesliga 2020/21

A dieci giornate dalla fine le partite cominciano a diventare importanti. Proprio come Augsburg- Borussia Mönchengladbach che aprirà questa 25ª giornata di Bundesliga 2020/21 venerdì alle 20.30. Sabato pomeriggio, invece, scendono in campo Bayern Monaco, Wolfsburg, Union Berlino e Friburgo. Sempre sabato, alle 18.30, il Dortmund affronterà l’Hertha Berlino. Il pranzo della domenica ci regalerà il Leverkusen prima dell’attesissimo Lipsia-Eintracht, fondamentale per la corsa al Meisterschale. A chiudere la giornata Stoccarda-Hoffenheim.

25ª giornata Bundesliga 2020/21
Il programma della 25ª giornata della Bundesliga 2020/21.

IN TV SU SKY 📺

Venerdì 20.30: Augsburg-Borussia Mönchengladbach (can. 204)

Sabato 15.30: Werder Brema-Bayern Monaco (can. 201)

Sabato 18.30: Borussia Dortmund-Hertha Berlino (can. 201)

Domenica 13.30: Bayer Leverkusen-Arminia Bielefeld (can. 204)

Domenica 15.30: RB Lipsia- Eintracht Francoforte (can. 201)

Domenica 18.00: Stoccarda-Hoffenheim (can. 204)

DA NON PERDERE 📌

Con l’uscita dalla Champions contro il Liverpool e la DFB-Pokal ‘in pausa’ fino a maggio, ora il Lipsia avrà la testa fissa sul campionato. Sono due i punti di distanza dal Bayern Monaco con lo scontro diretto contro i bavaresi tra sole due giornate. La partita contro l’Eintracht può risultare decisiva ma Nagelsmann non ha buona tradizione con le Adler: ha vinto tre sole volte nelle undici in cui ha incontrato la squadra di Francoforte e dovrà anche fare a meno di Angeliño (il giocatore di movimento più utilizzato dal Lipsia). L’Eintracht sembra aver perso lucidità nelle ultime due partite ma resta un duro avversario. Tanta carne al fuoco nel match di punta della 25ª giornata.

IL CONSIGLIO 👌

Le prestazioni in Champions League del Gladbach avevano lasciato tutti stupiti ma il nuovo anno non ha ancora portato soddisfazioni alla formazione di Rose, anzi. La vittoria non arriva da quasi due mesi e il match contro l’Augsburg sembra essere un crocevia per la stagione del BMG. I Fuggerstädter però non la daranno vinta facile: la zona retrocessione si avvicina e c’è bisogno di fare punti. Le tre vittorie arrivate in questo 2021 non bastano. Su queste due squadre “non può piovere per sempre” ma su una delle due pioverà ancora. Partita da non farsi scappare.

L’OSSERVATO SPECIALE 👁

Robert Lewandowski ci ha abituati così bene che riesce a far sembrare banale, quasi scontata, una tripletta in un Klassiker. Ma di scontato non c’è niente, nemmeno che il polacco riesca a battere il record di Gerd Muller di cui vi abbiamo parlato lunedì. Al numero 9 servono 10 gol per stabilire il nuovo primato di reti segnate in una sola stagione e 10 sono le partite a sua disposizione da qui alla fine del campionato. Tanto potrà passare dal prossimo incontro contro la difesa non proprio irresistibile del Werder Brema. 

IL GRANDE ASSENTE ⛔

L’assurda entrata in scivolata di Paulo Otávio su Dabbur, a ormai tempo scaduto con la porta vuota sul 2-1, è costata quattro giornate di squalifica per il difensore brasiliano. Una grave perdita per il Wolfsburg che non potrà contare su uno dei terzini più in forma del campionato, tanto da essere tra i candidati al premio di giocatore del mese di febbraio 2021. Otávio era riuscito a trovare continuità da dicembre, ma adesso dovrà stare di nuovo fuori dopo i problemi di natura muscolare che lo avevano costretto ai box per oltre un mese a inizio stagione. 

Fonte: Imago/OneFootball

L’EX DI TURNO 🔙

Cresciuto e poi scaricato dal Mainz, Florian Müller sta giocando una buona stagione tra i pali della porta del Friburgo. L’infortunio di Flekken sta consentendo al portiere 23enne di mostrare le sue qualità (è arrivato proprio dopo il problema fisico del portiere olandese) e se il Friburgo è riuscito a portare a casa i tre punti contro il Leverkusen è anche grazie alle sue parate decisive. In questa giornata si troverà davanti il suo passato ed è per questo che Mainz-Friburgo è la partita di Florian Müller.