Mercato, volti nuovi e guida tecnica: il Mainz ha ritrovato la speranza

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Negli ultimi anni è diventata ormai una certezza consolidata della Bundesliga. Il Mainz, in qualche modo, si è sempre riuscito a salvare. A volte anche brillantemente, a volte arrivando anche alle pendici dell’Europa League. Anche negli anni più difficili. Fino a fine 2020, però, nessuno dava credito al club della Renania-Palatinato per ottenere la salvezza in questa stagione. Sono bastate poche partite nel 2021 per far ritrovare la piena fiducia ad una squadra che ha subito tanti cambiamenti, sia a livello di guida tecnica, sia di dirigenza, sia a livello di rosa.

La prima, grande svolta è arrivata poco prima di capodanno. Un doppio ritorno graditissimo. Il primo, quello di Christian Heidel, capo della parte sportiva dal 1992 al 2016, protagonista assoluto nella crescita del club, compresi gli anni d’oro con Klopp e Tuchel, reduce da un’esperienza deludente allo Schalke e tornato nello stesso ruolo in cui ha reso grande il Mainz. Il secondo, quello di Martin Schmidt, allenatore tra il 2010 e il 2015 della seconda squadra e poi fino al 2017 della prima, che ha portato anche in Europa League – ce ne aveva parlato anche Donati nella nostra intervista esclusiva – tornato nel ruolo di direttore sportivo dopo le panchine brevi con Wolfsburg e Augsburg.

In più, insieme a loro, è arrivato anche il nuovo allenatore. Bo Svensson, uno che a Mainz conoscono bene come giocatore: è stato alla Opel-Arena dal 2007 al 2014, nell’era Thomas Tuchel, come difensore e occasionalmente anche come capitano. 122 partite per il danese, che dopo il ritiro è stato poi per anni vice di Schmidt o allenatore delle giovanili, prima di fare apprendistato per un anno e mezzo al Liefering, in Austria, nella squadra satellite del Salisburgo.

Una svolta totale, un nuovo corso che ha azzerato la gestione precedente di Rouven Schröder, ha chiuso il capitolo Beierlorzer-Lichte (molto deludente, per la verità) in panchina. Una mossa quasi disperata per il club, ma necessaria dopo il peggior avvio nella storia della Bundesliga. Causato anche da una situazione imbarazzante creatasi a settembre, con al centro Adam Szalai. La ciliegina sulla torta (si fa per dire), poi, è stata l’ultima partita del 2020: la sconfitta ai rigori contro il Bochum in DFB-Pokal, sbagliando tre rigori su tre e senza riuscire a segnare ai supplementari in superiorità numerica.

L’avvio di 2021 ha portato una ventata di aria fresca, soprattutto a livello morale. Nonostante un calendario difficile: Bayern, Eintracht, Dortmund, Wolfsburg, Lipsia. Tutte squadre attualmente tra le prime 7 della classifica. Nonostante questo, i nullfünfer ne sono usciti con 4 punti. Il pareggio meritato sul campo del Dortmund, ringraziando anche le parate di Zentner, ha portato fiducia, quella che ha poi permesso di arrivare fino alla vittoria contro il Lipsia. Giocando sempre un calcio di solidità e ripartenza, certo non un atteggiamento particolarmente spregiudicato. Con grande attenzione ai calci piazzati. Quelli che hanno portato alla vittoria contro il Lipsia, grazie a Moussa Niakhaté, uno dei senatori della squadra nonostante la giovane età (classe 1996) che ha segnato una doppietta.

Paradossalmente, il successo è arrivato senza l’uomo probabilmente migliore del Mainz negli ultimi due anni e mezzo, ovvero JP Mateta. L’attaccante francese aveva firmato l’unica vittoria ottenuta nel girone d’andata contro il Friburgo con una tripletta, ma ha scelto di andare in Premier League e legarsi al Crystal Palace. Svensson, comunque, ha sempre prediletto giocare con attaccanti più mobili come Onisiwo, Quaison o il giovane talento Burkardt. Variando spesso anche il modulo a seconda dell’avversario.

Le novità, comunque, non sono mancate anche nel mercato in entrata. Sono arrivati Dominik Kohr per dare maggior filtro a centrocampo e soprattutto Danny Da Costa per dare freschezza sull’out di destra, soprattutto in fase offensiva. Entrambi dall’Eintracht Francoforte, i vicini di casa e rivali. Il secondo ha già inciso con l’assist per Barreiro che ha permesso di battere il Lipsia.

Parola chiave: fiducia. Nonostante i punti ad oggi siano 17 dopo 22 partite, la corsa salvezza è comunque più che complicata, ma l’impressione di queste prime settimane di 2021 è che a Mainz tiri un’aria diversa. I volti nuovi hanno portato entusiasmo, nonostante la posizione complicata. Tempo al tempo. Di certo a Mainz di salvezze se ne intendono.

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