Ermedin Demirovic, l’ultima scoperta del Friburgo

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L’ultimo colpo di Christian Streich ha ventidue anni, fa l’attaccante e risponde al nome di Ermedin Demirovic. Il bosniaco a Friburgo sta infatti mostrando tutte le qualità che si intravedevano dai tempi delle giovanili. E non solo per essere entrato tra gol, assist e rigori conquistati in 10 delle 33 reti fatte dai Breisgauer.

Nonostante la nazionalità bosniaca Demirovic nasce il 25 marzo 1998 ad Amburgo e muove i primi passi nel calcio professionistico a Lipsia. In tre stagioni con die Roten Bullen, con l’Under-17 prima e con l’Under-19 poi, segna tantissimo (38 gol in 71 partite), confermandosi una delle punte più interessanti a livello giovanile. Poi nell’estate del 2017, a diciannove anni, l’addio al Lipsia e alla Germania, destinazione Alaves. Decisione inaspettata, che lui spiega così.

A quel tempo l’Under-23 fu abolita. Mi è stato offerto di andare a Liefering. Furono firmati contratti professionistici con diversi giocatori della mia squadra, per essere poi ceduti in prestito; era un processo normale. Ma non lo volevo, per me non era un’opzione. E visto che il Lipsia non sembrava così interessato, abbiamo deciso diversamente”.

Il primo anno in Spagna gioca soltanto sei volte tra Coppa del Re e Liga per problemi legati al passaporto non comunitario, anche se segna 4 reti di cui 3 in Coppa. Demirovic ricorda quei mesi come un periodo buio, ma da cui ha imparato tanto.

È iniziato davvero male, c’erano problemi con il mio passaporto. Non potevo giocare perché a quanto pare pensavano che avessi un passaporto tedesco. Ma non ce l’ho. Poi nella seconda giornata contro il Barcellona mi è stato detto che ero in rosa, solo per dirmi poco prima della partita che non ero idoneo a giocare. Quindi non mi è stato permesso di giocare in prima squadra per i primi sei mesi. Sapevano che non parlavo spagnolo, che ero venuto in una nuova città da solo e alla fine non mi era permesso giocare. Ho costruito una specie di muro intorno a me. Dopo i primi sei mesi ho raccolto qualche presenza, ma ero convinto: non volevo restare”.

Inevitabilmente nelle due stagioni successive, 2018/2019 e 2019/2020, l’Alaves lo manda in prestito. Il primo anno con poco successo, in Ligue 2 con il Sochaux fino a gennaio e nella seconda serie spagnola, all’Almeria, nell’ultima parte. La svolta arriva nella seconda stagione, questa volta al San Gallo, in Svizzera. 14 gol, 7 assist e l’impressione di avere di fronte un giocatore rinato, efficace sotto porta, spesso decisivo nell’ultimo passaggio ma anche in grado di aggredire gli spazi.

Il Friburgo gli mette gli occhi addosso già prima dello stop forzato causato dalla pandemia e non lo molla più (in un precedente articolo ne avevamo parlato come uno dei colpi più sorprendenti del mercato estivo). È lo stesso Streich a dimostrare in prima persona la stima per l’attaccante bosniaco e il risultato è scontato:

Dopo il primo contatto era già chiaro che la mia scelta sarebbe stata Friburgo”.

Scelta rivelatasi finora azzeccata. L’allenatore del Friburgo anche con Demirovic sta dimostrando la sua capacità di lanciare i giovani. L’inserimento è stato infatti graduale, con l’aumento costante del minutaggio dopo l’inizio di stagione alle spalle di Petersen e Höler. Ora il bosniaco è una pedina quasi imprescindibile nello scacchiere tattico del Friburgo ed è anche il primo assist-man della squadra. Con ancora margini di miglioramento, anche perché con la cura Streich tutto è possibile.

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