📸 Bundesliga nella neve: il Bayern vince a Berlino contro l’Hertha

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Metti un venerdì sera di neve a Berlino. Metti che all’Olympiastadion arriva il Bayern Monaco per affrontare l’Hertha Berlino. mentre il meteo continua ad essere avverso. Metti una partita sotto la neve, con istantanee che rimarranno per tanto tempo. Anche perché in campo, intanto, non ci si annoia di certo. E non si annoiano di certo gli addetti al campo, che prima della partita hanno avuto il loro da fare per dare una pulita.Anche alle panchine.

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Fonte: Getty/OneFootball

Questo, invece, è il punto di vista dell’Hertha quando è sceso in campo: già il Bayern fa impressione di suo, figuratevi dover affrontare il Bayern sotto la neve…

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Eppure il primo vero highlight della partita è il rigore che Rune Jarstein para a Lewandowski, diventando secondo i dati Opta il secondo portiere dopo Neuer (2013, quando il polacco giocava al Dortmund) a parare un rigore al numero 9 del Bayern in Bundesliga.

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Giocare nella neve, comunque, non è facile. Anche perché il campo non aiuta.

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Leroy Sané ha anche dei problemi di acconciatura sotto questo punto di vista…

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Alla fine, comunque, il Bayern il goal lo trova grazie al solito Kingsley Coman, grazie a una deviazione decisiva di Stark che non lascia spazio a Jarstein.

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La neve nel secondo tempo ha dato tregua alle due squadre. Anche se, per usare un ricco eufemismo, le condizioni del campo non sono propriamente migliorate, nonostante l’opera di manutenzione degli addetti.

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Giusto in tempo per l’esordio di Sami Khedira, che debutta con la nuova maglia dell’Hertha negli ultimi dieci minuti di gara.

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In ogni caso, non cambia l’esito finale: il Bayern vince 0-1. Neanche la neve ferma la squadra di Flick.

📋 BundesCafé preview, 20ª giornata – Tra derby e rivincite

20ª giornata Bundesliga 2020/21

Tocca al Bayern Monaco aprire la 20ª giornata della Bundesliga 2020/21. I campioni di Germania in carica viaggeranno alla volta del Qatar per giocare il Mondiale per Club nella mattinata di sabato. per questo la partita con l’Hertha è stata anticipata di mezz’ora rispetto al solito. Dortmund, Leverkusen, Lipsia e Wolfsburg in campo domani alle 15.30, poi alle 16.30 un sentitissimo derby del Reno. La domenica c’è l’Hessenderby tra Hoffenheim ed Eintracht. La giornata si chiude a Bielefeld.

20ª giornata Bundesliga 2020/21
il programma della 20ª giornata di Bundesliga 2020/21. Fonte: Bundesliga

IN TV SU SKY 📺

Venerdì ore 20.00 – Hertha Berlino-Bayern Monaco (can. 201 e 203)

Sabato ore 15.30 – Friburgo-Borussia Dortmund (can. 201)

Sabato ore 18.30 РBorussia M̦nchengladbach-Colonia (can. 204)

Domenica ore 15.30 – Hoffenheim-Eintracht Francoforte (can. 204)

Domenica ore 18.00 – Arminia Bielefeld-Werder Brema (can. 204)

DA NON PERDERE 📌

La sfida più attesa è il Rheinderby, il derby del Reno che mette di fronte il Borussia Mönchengladbach e Colonia. Una rivalità regionale che si è sviluppata negli anni ’70, quando ha toccato il proprio apice con le due squadre che si giocavano i trofei più importanti. Oggi le due squadre vivono momenti diversi: chi è agli ottavi di Champions League, chi lotta per non retrocedere. Al Borussia-Park però si parte ad armi pari. Anche se i Fohlen hanno vinto gli ultimi tre scontri diretti e non perdono in casa dal 19 novembre 2016. L’ultimo match è stato storico: il primo Geisterspiel nella storia della massima serie tedesca.

IL CONSIGLIO 👌

Nonostante il programma domenicale non sia ghiotto all’apparenza, nel match delle 15.30 scende in campo la squadra più in forma della Bundesliga. L’Eintracht Francoforte, trascinato dai goal di André Silva, ha vinto 6 delle ultime 8 partite giocate. Ora è al quarto posto in classifica. Da seguire.

L’OSSERVATO SPECIALE 👁

Occhi puntati su Ermedin Demirovic, l’ultimo dei tanti talenti fatti emergere dal fantastico Christian Streich nella sua Friburgo. Il bosniaco è uno dei giocatori più in forma della Bundesliga e dopo un inizio in sordina ha iniziato a mostrare tutto il suo repertorio. Il classe 1998 sfiderà il Dortmund. Sarà un match ad altissima tensione.

IL GRANDE ASSENTE ⛔

Il Bayern Monaco dovrà fare a meno di Leon Goretzka, fermato dal Covid-19. Il centrocampista ex Schalke è uno degli uomini chiave del centrocampo di Flick e in un match sulla carta molto fisico come quello di Berlino la sua assenza rischia di pesare per il club campione di Germania.

IL GRANDE EX 🔙

A Mainz lo ricordano giusto per un goal in 12 presenze. Con la maglia dell’Union Berlino, invece, Taiwo Awoniyi sta facendo faville. Sebbene sia solo in prestito dal Liverpool, a Köpenick si sente a casa. E vista la situazione del Mainz e quella dell’Union, considerando il suo rendimento il nigeriano sarà certamente rimpianto.

Ermedin Demirovic, l’ultima scoperta del Friburgo

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L’ultimo colpo di Christian Streich ha ventidue anni, fa l’attaccante e risponde al nome di Ermedin Demirovic. Il bosniaco a Friburgo sta infatti mostrando tutte le qualità che si intravedevano dai tempi delle giovanili. E non solo per essere entrato tra gol, assist e rigori conquistati in 10 delle 33 reti fatte dai Breisgauer.

Nonostante la nazionalità bosniaca Demirovic nasce il 25 marzo 1998 ad Amburgo e muove i primi passi nel calcio professionistico a Lipsia. In tre stagioni con die Roten Bullen, con l’Under-17 prima e con l’Under-19 poi, segna tantissimo (38 gol in 71 partite), confermandosi una delle punte più interessanti a livello giovanile. Poi nell’estate del 2017, a diciannove anni, l’addio al Lipsia e alla Germania, destinazione Alaves. Decisione inaspettata, che lui spiega così.

“A quel tempo l’Under-23 fu abolita. Mi è stato offerto di andare a Liefering. Furono firmati contratti professionistici con diversi giocatori della mia squadra, per essere poi ceduti in prestito; era un processo normale. Ma non lo volevo, per me non era un’opzione. E visto che il Lipsia non sembrava così interessato, abbiamo deciso diversamente”.

Il primo anno in Spagna gioca soltanto sei volte tra Coppa del Re e Liga per problemi legati al passaporto non comunitario, anche se segna 4 reti di cui 3 in Coppa. Demirovic ricorda quei mesi come un periodo buio, ma da cui ha imparato tanto.

“È iniziato davvero male, c’erano problemi con il mio passaporto. Non potevo giocare perché a quanto pare pensavano che avessi un passaporto tedesco. Ma non ce l’ho. Poi nella seconda giornata contro il Barcellona mi è stato detto che ero in rosa, solo per dirmi poco prima della partita che non ero idoneo a giocare. Quindi non mi è stato permesso di giocare in prima squadra per i primi sei mesi. Sapevano che non parlavo spagnolo, che ero venuto in una nuova città da solo e alla fine non mi era permesso giocare. Ho costruito una specie di muro intorno a me. Dopo i primi sei mesi ho raccolto qualche presenza, ma ero convinto: non volevo restare”.

Inevitabilmente nelle due stagioni successive, 2018/2019 e 2019/2020, l’Alaves lo manda in prestito. Il primo anno con poco successo, in Ligue 2 con il Sochaux fino a gennaio e nella seconda serie spagnola, all’Almeria, nell’ultima parte. La svolta arriva nella seconda stagione, questa volta al San Gallo, in Svizzera. 14 gol, 7 assist e l’impressione di avere di fronte un giocatore rinato, efficace sotto porta, spesso decisivo nell’ultimo passaggio ma anche in grado di aggredire gli spazi.

Il Friburgo gli mette gli occhi addosso già prima dello stop forzato causato dalla pandemia e non lo molla più (in un precedente articolo ne avevamo parlato come uno dei colpi più sorprendenti del mercato estivo). È lo stesso Streich a dimostrare in prima persona la stima per l’attaccante bosniaco e il risultato è scontato:

“Dopo il primo contatto era già chiaro che la mia scelta sarebbe stata Friburgo”.

Scelta rivelatasi finora azzeccata. L’allenatore del Friburgo anche con Demirovic sta dimostrando la sua capacità di lanciare i giovani. L’inserimento è stato infatti graduale, con l’aumento costante del minutaggio dopo l’inizio di stagione alle spalle di Petersen e Höler. Ora il bosniaco è una pedina quasi imprescindibile nello scacchiere tattico del Friburgo ed è anche il primo assist-man della squadra. Con ancora margini di miglioramento, anche perché con la cura Streich tutto è possibile.