Cosa vi siete persi negli ottavi di finale della DFB-Pokal 2020/21

DFB-Pokal ottavi 2020/21

Il miracolo Essen

Il titolo, ovviamente, è tutto dell’unica squadra di quarta serie che è riuscita ad arrivare ai quarti di finale: il Rot-Weiss Essen – di cui abbiamo raccontato qui la storia – che ha eliminato il Bayer Leverkusen agli ottavi di finale di DFB-Pokal 2020/21, rimontando 2-1 nel secondo tempo supplementare. Eroe il portiere Davari, che ha parato tutto, e l’attaccante Engelmann che ha segnato il goal decisivo. E pensare che al 105′ la squadra di Bosz vinceva 0-1…

Baumgart non teme il freddo

Lo abbiamo imparato a conoscere: Steffen Baumgart, allenatore del Paderborn fresco retrocesso dalla Bundesliga, vive in un clima tutto suo. Tanto che si è presentato al Signal Iduna Park soltanto con maglietta e cappellino. Mentre i giocatori del BVB stavano in panchina sotto le coperte. Non è la prima volta che regala scene di questo livello, ma non ci stancherà mai. Personaggio unico. Nel secondo tempo si è anche cambiato maglietta (per il sudore?).

Dortmund vs Var

Ah, poi nel supplementare se l’è tenuta. Perché il Dortmund al 94′ era avanti 3-1. Prima che Stieler fosse richiamato al Var per rivedere un contatto nell’area del BVB tra Passlack e Schonlau che aveva dato il via all’azione de. Rigore. E dunque goal annullato. Owusu segna. 2-2. Supplementare. E Haaland risegna. Tre minuti di controllo Var. Stavolta vale. Goal del decisivo 3-2. Anche se non è che Baumgart sia totalmente d’accordo: pensa sia fuorigioco e nell’intervista post-gara non le manda a dire. Alcune citazioni: “noi qua lottiamo per ogni centesimo”, “non siamo una società per azioni”, “una sfacciataggine”. La federazione gli ha mandato un richiamo ufficiale.

A proposito: il Var ha tolto il 3-1 anche al Colonia e un minuto dopo ha pareggiato 2-2 lo Jahn. Che però poi ha vinto ai rigori. Un vizio…

Kiel e i rigori: l’amore non termina

L’Holstein Kiel lo ha rifatto. Dopo aver eliminato il Bayern Monaco ai rigori, il club di Zweite è riuscito anche a battere il Darmstadt negli ottavi di DFB-Pokal 2020/21. Sempre ovviamente dal dischetto, in una serie arrivata a 18 conclusioni prima di eleggere un vincitore.

Jahn e Colonia più forti del meteo

La sfida di Regensburg è stata in dubbio per qualche minuto a causa delle condizioni del campo, tanto che si è resa necessaria l’ispezione degli arbitri. Situazioni meteo di certo non ottimali, ma sufficienti per lo spettacolo: 2-2 a fine primo tempo, poi vittoria dello Jahn ai rigori. In mezzo al fango dell’area di rigore.

Willian, prima da ex da dimenticare

Il terzino destro brasiliano è partito titolare per la prima volta con la maglia dello Schalke 04, proprio contro la sua ex squadra: il Wolfsburg. E ha pensato bene di ‘omaggiare’ i suoi ex compagni concedendo un rigore per un fallo assolutamente ingenuo al limite dell’area. Evitabile che più evitabile non si poteva. Non si è fatto rimpiangere. E non si è presentato benissimo nella sua nuova squadra. Ok, forse abbiamo esagerato: ha disputato un’ottima partita. Però quel fallo è valso l’eliminazione. Poi il suo ex compagno Casteels ha parato tutto.

Wamangituka show

Il primo goal dello Stoccarda contro il Gladbach è una spettacolare corsa in profondità di Silas Wamangituka, che è l’uomo del momento, segna da cinque gare in fila e quando ha campo da attaccare fa più o meno ciò che vuole. Molto spesso: goal. Come ha dimostrato anche negli ottavi di DFB-Pokal 2020/21. Anche se il Gladbach poi ha trovato il modo di vincere in rimonta.

Ritsu Doan, un giapponese alla conquista di Bielefeld

Ritsu Doan

Il binomio tra giocatori giapponesi e la Bundesliga, come vi abbiamo raccontato a fine dicembre nel dettaglio, è da sempre particolarmente fruttuoso. anche questa prima metà di stagione ha sfornato un nuovo talento da aggiungere all’elenco: stiamo parlando dell’esterno offensivo Ritsu Doan dell’Arminia Bielefeld. È anche grazie a lui se gli Arminen si stanno lentamente, punto dopo punto, allontanandosi dagli ultimi due posti della classifica.

L’ultima vittoria casalinga dell’Arminia contro lo Stoccarda, il 20 gennaio, inquadra alla perfezione le caratteristiche e l’imprescindibilità di Ritsu Doan per la squadra. Analizzando due dei tre gol del match, notiamo subito altrettante peculiarità del suo bagaglio tecnico: il dribbling e la velocità. Nel gol del momentaneo 2-0, infatti, è un suo rapido movimento a liberarsi del difensore che propizia l’autogol di Marc-Oliver Kempf mentre il punto del 3-0, che chiude definitivamente il match, è un mix di progressione senza palla, tecnica e precisione; in un contropiede finalizzato da un millimetrico diagonale dopo uno scatto di 70 metri.

Grazie alle sue ottime prestazioni, fin dalle prime partite, Doan si sta mettendo sempre più in mostra in un meccanismo di squadra che esalta al meglio le sue caratteristiche. Nonostante la sua giovane età, ha già parecchie stagioni alle spalle in campionati competitivi e molti margini di miglioramento.

Nato a Hyōgo il 16 giugno del 1998, dopo aver esordito appena maggiorenne in patria nel Gamba Osaka, decide di emigrare in Olanda, prima al Groningen per ben tre stagioni, dove si ambienta gradualmente al calcio europeo, e poi al più blasonato Psv.

Ad Eindhoven la concorrenza è inevitabilmente maggiore e, nonostante faccia intravedere sprazzi di talento cristallino, per la stagione in corso arriva la chiamata, in prestito, dell’Arminia. E la scelta è indubbiamente azzeccata.

Rispetto al Psv (che comunque ne detiene il possesso del cartellino, senza diritto di riscatto), Ritsu Doan in Germania trova innanzitutto la continuità, diventando uno dei giocatori più utilizzati di tutto il campionato con le sue 18 presenze in 18 giornate, tutte dal 1’ minuto. Tatticamente, dopo alcuni iniziali esperimenti che lo portano prima sulla trequarti e poi a centrocampo, trova la sua dimensione sull’out destro di centrocampo nello spigoloso 4-4-2 disegnato da Uwe Neuhaus.

Oltre ai già citati dribbling e velocità in allungo, osservandolo in campo balza all’occhio la sua rapidità di gambe, grazie al baricentro basso, con la quale si destreggia con palla nei piedi.

Molto abile nel liberarsi dell’uomo per crossare, potenzia le caratteristiche aeree del leader e capitano Fabian Klos, che non a caso è il capocannoniere della squadra con tre gol (in coabitazione proprio con il giapponese). Qualità che lo hanno portato a scalare le classifiche nelle statistiche di duelli vinti e dribbling effettuati dell’intera Bundesliga.

Potrebbe sicuramente migliorare nella precisione sotto porta, al cross e nell’ultimo passaggio, ma la giovane età è dalla sua. Giocando a destra ha imparato anche ad usare il piede debole: prima, infatti, pareva “innamorato” del suo mancino, tanto da perdere spesso tempi di gioco, rientrando quasi sistematicamente verso l’interno del campo.

Ora, invece, anche gli avversari sanno che può dribblare sia da una parte sia dall’altra, aumentando l’imprevedibilità delle sue giocate. Non a caso, due dei suoi tre gol attuali sono stati segnati col destro e in maniera simile, ovvero finta di corpo dopo aver puntato il difensore e diagonale sul palo lontano (contro Bayern e Stoccarda). L’altra segnatura nella vittoria 2-1 contro il Mainz era arrivata con un gran tiro da fuori all’angolino.

A ottobre Doan è stato nominato per il premio di rookie del mese.

Ritsu Doan non è importante solo in campo, ma anche fuori. Molto amato dai suoi compagni e da tutto l’ambiente per via della sua proverbiale simpatia (che accomuna molti calciatori giapponesi) con il quale si è ritagliato uno spazio importante anche come “uomo spogliatoio”.

L’idea di diventare un calciatore è sempre stata nei pensieri di Ritsu, fin da bambino, come da lui stesso dichiarato in una intervista al sito ufficiale della Bundesliga.

“Non ho mai sognato nient’altro. Ho vissuto con una palla da quando riesco a ricordare. Ecco perché ho sempre saputo che sarei diventato un calciatore”.

In un recente video del canale social ufficiale dell’Arminia, sentendolo parlare, si può capire come sia, prima che un calciatore, soprattutto una persona semplice e genuina legata a saldi principi. Molto attaccato ai suoi genitori, tanto da chiamarli spesso anche in orari notturni, per via del fuso orario.

“La mia famiglia è la cosa a cui tengo di più. Faccio ancora chiamate FaceTime con loro dalle due alle tre volte a settimana. Quando torno dai miei genitori, facciamo tutti karaoke insieme e andiamo molto d’accordo. Non sarei la persona che sono oggi senza di loro”.

Caratteristiche morali e personali non scontate nell’attuale calcio moderno, dove soldi e notorietà la fanno da padrone.

Doan è molto seguito in patria (tanto da avere più di 200 mila follower su Instagram) dove ha esordito nella Nazionale maggiore nel 2018, inanellando, fino ad ora, 20 presenze (di cui 8 in tornei ufficiali come l’AFC Asian Cup e le qualificazioni Mondiali) con 3 gol e 2 assist.

Immerso ora nella lotta salvezza con l’Arminia, Ritsu pare non avere dubbi riguardo il proseguo il girone di ritorno.

“Io dico di sì! E su questo punto vorrei essere chiaro nel dire che voglio assolutamente contribuire alla nostra permanenza in Bundesliga”.

Conscio del suo ruolo, delle sue qualità e della libertà che Uwe Neuhaus gli offre sulla fascia destra, Doan sta ripagando la fiducia con gli interessi, centrando prestazioni positive in serie. Fin dall’esordio alla prima giornata contro l’Eintracht (definito da lui stesso il suo Turning point della stagione, per la crescita di autostima e confidenza) le sue prestazioni sono state un crescendo.

Per quanto mostrato finora, a Bielefeld sembra essere solo di passaggio, anche se un eventuale salvezza conquistata sul campo non farebbe che accrescere il suo appeal verso i top club europei. Dalle parti della SchücoArena per ora se lo godono, consapevoli del fatto di doverlo (molto probabilmente) salutare a fine anno, per un ulteriore step di crescita nella sua carriera. Carriera che è solo all’inizio ma che sembra destinata a traguardi prestigiosi e luminosi.

“Il mio sogno è giocare sul palcoscenico più grande del mondo, la Champions League, e voglio lavorare sodo per questo ogni giorno. Voglio anche ispirare le persone come giocatore e diventare un fuoriclasse”.