Il mercato di gennaio dello Schalke: all’insegna del cuore e dei grandi nomi

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Dopo il semi-immobilismo della scorsa sessione estiva e dopo aver incredibilmente rischiato di battere il record di partite senza vittoria in Bundesliga del Tasmania Berlin (31), lo Schalke 04 era obbligato a dare un segnale minimamente incoraggiante durante questo mercato di riparazione.

Già da un biennio il club della Ruhr è appesantito da severi problemi economici, a cui nel 2020 si sono affiancati i pessimi risultati sportivi: solo 2 vittorie in campionato nell’intero anno solare, che hanno portato la prospettiva a ribaltarsi. Da una possibile qualificazione in Champions, Harit e compagni sono passati a lottare per non retrocedere, cambiando nel frattempo 4 allenatori diversi tra fine settembre e fine dicembre.

Per affrontare una situazione così critica, in estate la dirigenza dei Königsblauen sembrava orientata a costruire una rosa che permettesse di dare spazio ai giovani del vivaio, guidati dai pochi veterani dello spogliatoio. Di fatto, però nessun elemento della rosa ha reso come ci si poteva aspettare, tra problemi fisici e questioni disciplinari: emblematico il parapiglia in allenamento che ha coinvolto Harit, Bentaleb ed Ibisevic a fine novembre. Se il primo è stato reintegrato dopo un paio di settimane, gli altri due non hanno più vestito la maglia dello Schalke: Bentaleb è tuttora fuori rosa, mentre Ibisevic – arrivato a settembre con i gradi di salvatore della patria – ha addirittura risolto consensualmente il contratto.

Migliorare una rosa così disastrata non era sicuramente un’impresa, ma per una volta la dirigenza della Ruhr sembra essere riuscita ad operare in maniera intelligente, cogliendo le occasioni sul mercato pur dovendo rispettare le ristrettezze finanziarie. Sead Kolasinac, per esempio, è tornato nella squadra in cui è cresciuto tra il 2011 e il 2017. Ai margini delle rotazioni all’Arsenal, il bosniaco è arrivato in prestito per sei mesi con l’obiettivo di aggiungere personalità ad una squadra che troppe volte ha dimostrato di non riuscire a reagire alle difficoltà, e si è subito messo al braccio la fascia da capitano. Sullo stesso binario si è mosso anche Shkodran Mustafi, che arriva a titolo definitivo (e gratuito). Entrambi possono essere in qualche modo definiti “falsi veterani”: vantando complessivamente 85 presenze nelle coppe europee (senza dimenticare il mondiale conquistato nel 2014 dal centrale tedesco), sono entrambi ritenuti profili di esperienza; tuttavia, avendo rispettivamente 27 e 28 anni, hanno ancora una buona parte di carriera da affrontare.

L’acquisto di Mustafi, arrivato nelle ultime ore di mercato, si è reso necessario per sopperire al vuoto lasciato da Ozan Kabak: un anno e mezzo dopo essere arrivato dallo Stoccarda, appena maggiorenne, il turco ha salutato lo Schalke in direzione Liverpool, con la formula del prestito oneroso con obbligo di riscatto fissato attorno ai 30 milioni. All’epoca astro nascente in una squadra che puntava ai primi posti, la sensazione è che Kabak sia scappato a gambe levate da una lussuosa villa oramai in fiamme. Sicuramente dalle parti della Ruhr il rimpianto rimarrà, ma la cifra che gli inglesi verseranno la prossima estate sarà ossigeno puro per le casse del club.

Ha lasciato la squadra anche il classe 2000 Ahmed Kutucu, girato in prestito in Eredivisie all’Heracles Almelo. A sostituirlo, quantomeno dal punto di vista numerico, è arrivato dall’Olanda un giocatore 17 anni più anziano: trattasi di Klaas-Jan Huntelaar, altra leggenda del club (126 gol in 241 presenze tra 2010 e 2017), che in uscita dall’Ajax ha firmato un contratto di sei mesi per provare a salvare la squadra con cui ha reso al meglio in carriera.

L’altro innesto di questo gennaio è stato William, che arriva in prestito dal Wolfsburg per sei mesi. Le due società non hanno pubblicato i dettagli dell’accordo, ma probabilmente Glasner vuole far accumulare minuti al brasiliano che, dopo un ottimo primo biennio in Germania, ha saltato praticamente tutto il 2020 per la rottura del legamento crociato del ginocchio. Dovesse rimanere in salute, per lo Schalke si potrebbe rivelare un innesto chiave in un ruolo (quello di esterno destro basso) in cui né Rudy né Ludewig sono riusciti a fornire garanzie.

Insomma, gli orizzonti dello Schalke 04 negli ultimi 12 mesi si sono ribaltati completamente, e di pari passo sono cambiate le strategie di mercato. Gli innesti di questo gennaio sono colpi a breve termine, giocatori pronti nell’immediato, che conoscono bene l’ambiente (nei casi di Kolasinac e Huntelaar), che hanno la mente sgombra e non sono ‘nel tunnel’. Uth chiedeva rinforzi che potessero dare una mano. Li ha avuti. Ora lo Schalke deve raggiungere un obiettivo tanto difficile quanto inverosimile per un club di questo blasone: rimanere in Bundesliga. Ripartendo dai rinforzi.

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