Silas Wamangituka ha preso per mano lo Stoccarda

silas wamangituka

Di lui ve ne avevamo già parlato lo scorso anno, quando lo Stoccarda era ancora in Zweite Bundesliga e molti si interrogavano sulla sua vera identità, ora però è ciò che fa in campo che richiede di essere raccontato. Poco tempo fa, Silas Wamangituka ha fatto il giro dei social a causa dell’irriverenza con cui ha segnato al Werder Brema, ma è quello che sta facendo nella sua prima stagione di Bundesliga che merita di essere al centro dell’attenzione.

Nato a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, il 6 ottobre 1999, Silas Wamangituka sta impressionando chiunque in questa prima metà di stagione. Lo Stoccarda ha scommesso su di lui due estati fa portandolo in Germania dal Paris FC strappandolo anche alla Fiorentina ed ha riscosso subito i dividendi. Wamangituka è stato indiscusso protagonista della promozione degli Svevi contribuendo con sette gol ed otto assist ed ora sta facendo anche meglio in Bundesliga. Pellegrino Matarazzo ne è praticamente innamorato:

“E’ un talento incredibile e migliorerà ancora. Ascolta tutto quello che gli si dice e lo mette in pratica. Il suo controllo ed il tocco immediatamente successivo sono migliorati e rispetto allo scorso anno ripiega più spesso”.

A fare da eco all’allenatore c’è anche Sven Mislintat, direttore sportivo dello Stoccarda.

“Silas crea tante situazioni pericolose e fatto grandi passi tatticamente parlando, soprattutto quando si parla di difesa”.

Ciò che però ci porta a parlare di lui è quanto fa nella metà campo offensiva. In diciassette presenze ha già messo a segno dieci gol trascinando gli Svevi a metà classifica tra il sogno europeo ed una salvezza tranquilla. La Bundesliga lo ha premiato per due volte, a novembre e a dicembre, come miglior rookie del mese e con molta probabilità lo sarà anche per gennaio grazie ai gol fatti contro Friburgo, Borussia Mönchengladbach e Augsburg. Fatta eccezione per il ruolo che ricopre il congolese somiglia ad uno dei suoi idoli: Pierre Emerick Aubameyang.

Come l’attaccante ex Dormtund, ora all’Arsenal, Wamangituka sa attaccare benissimo la profondità e grazie alla sua velocità – AWS ha rilevato 34,1 km/h – riesce quasi sempre a prendere un vantaggio decisivo. Matarazzo lo sa e per questo lo utilizza principalmente come esterno destro nel suo 3-4-2-1 molto particolare, sebbene lui possa svolgere con naturalezza anche il ruolo di attaccante più centrale. In questa stagione, comunque, parte dalla fascia, dove ha tanto spazio, ma è costantemente una presenza nelle vie centrali del campo. L’importante è che riesca ad arrivare in area in corsa, dove la freddezza non gli manca di certo: 11 goal nelle prime 19 partite, spesso e volentieri lasciando tutti a bocca aperta.

Il miglioramento nei primi due tocchi che l’allenatore dello Stoccarda ha sottolineato parlando di lui non è un aspetto secondario. Molte volte lo scorso anno ha perso il vantaggio guadagnato a causa di un controllo mancato o mal indirizzato, mentre ora ha limitato le volte in cui perde palla a causa di un errore tecnico. Il fisico slanciato gli garantisce anche una discreta agilità nel dribbling rendendolo una minaccia credibile quando punta il difensore avversario. Insomma, ha tutte le caratteristiche per diventare un attaccante completo e la sua attitudine al lavoro lo potrà aiutare a diventarlo.

Alcune squadre in Europa hanno già messo gli occhi su di lui, ma intanto è lo Stoccarda a goderselo. Anche da lui passa il ritorno ai piani alti della Bundesliga di un club storico come quello degli Svevi.

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