🗞 BundesCafé, 17ª giornata – Largo ai giovani e all’Arminia

17ª giornata Bundesliga 2020/21

Quattro vittorie in casa, quattro in trasferta e soltanto un pareggio nella 17ª giornata della Bundesliga 2020/21. Il numero totale dei goal segnati è di 21, 2,33 di media a partita.

risultati 17ª giornata Bundesliga 2020/21
I risultati della 17ª giornata di Bundesliga 2020/21.

IL TOPSPIEL 💥

Il Bayer Leverkusen ha battuto 2-1 il Borussia Dortmund in quello che sembrava essere a tutti gli effetti uno spareggio per il terzo posto, visto che entrambe le squadre erano appaiate a 28. Partita divertente e ricca di emozioni, con due protagonisti su tutti: un super Moussa Diaby e Florian Wirtz, autori dei due goal che hanno regalato a Bosz il successo (e il terzo posto) contro la sua ex squadra.

L’MVP 👑

Dopo la partenza lanciatissima, il Covid-19 aveva frenato Andrej Kramaric e in generale l’Hoffenheim. In questo infrasettimanale il croato è tornato al top: doppietta contro un Hertha Berlino molto in difficoltà e ‘titolo’ di miglior marcatore croato nella storia della Bundesliga.

L’ALTRO PROTAGONISTA 🎖

Nello spareggio salvezza – o presunto tale – il Colonia ha battuto 1-2 lo Schalke nel recupero grazie al goal di Jan Thielmann, talento classe 2002 che si sta guadagnando la fiducia di Gisdol, che lo ha schierato in quasi tutti i ruoli dell’attacco. Ben ripagato.

IL VOLTO NUOVO 🆕

Nell’Union Berlino sconfitto sul campo del Lipsia ha fatto il suo esordio Leon Dajaku, il talento classe 2001 che gli Eisernen hanno appena acquistato dal Bayern Monaco. Non un debutto memorabile, ma un primo passo.

LA SORPRESA 😮

L’Arminia Bielefeld fa sul serio: 10 punti nelle ultime 5 partite, 4 vittorie nelle ultime 8, 1 goal subito nelle ultime 5. La squadra di Uwe Neuhaus ha svoltato e sta allontanandosi sempre di più dalla zona retrocessione diretta. La vittoria per 3-0 contro lo Stoccarda è la più larga della stagione.

LA STATISTICA 📊

Robert Lewandowski non è stato particolarmente brillante nella vittoria del Bayern per 0-1 sul campo dell’Augsburg, ma gli è stato sufficiente un rigore per deciderla. Il polacco ha segnato 22 goal nel girone d’andata, saltando pure una partita per riposo precauzionale, quindi in 16 presenze. Chi altro ci è riuscito nella storia? Nessuno. Neanche Gerd Müller.

LA CITAZIONE 🎙

Il Lipsia è l’unica squadra che è riuscita a tenere il passo del Bayern Monaco in questo girone d’andata. 4 i punti di distacco. Emil Forsberg li ha commentati così.

“Non pensiamo al Bayern, pensiamo a noi stessi. Siamo fieri di ciò che abbiamo fatto in questa prima parte di stagione”.

LA FOTO 📸

Jiri Pavlenka è stato protagonista di uno dei momenti più was? del weekend con un’uscita totalmente a caso mancando completamente la palla. Portiere volante, ma non molto…

LA CURIOSITÀ 🧐

Anche questa volta Nils Petersen è entrato dalla panchina e ha segnato nel 2-2 del Friburgo contro l’Eintracht, confermandosi miglior joker nella storia della Bundesliga: 30 goal da subentrato. Super record, irraggiungibile.

LA CLASSIFICA 📃

Dopo la 17ª giornata della Bundesliga 2020/21, il Bayern Monaco conferma la vetta e si laurea campione d’inverno. Il Lipsia vince e tiene il passo, l’Union manca la chance del quarto posto. Il Wolfsburg aggancia il Dortmund, ma il Leverkusen va avanti. In fondo cambia tanto: Colonia e Arminia Bielefeld alzano la quota, sono guai per Schalke e Mainz.

classifica 17ª giornata Bundesliga 2020/21
La classifica della 17ª giornata di Bundesliga 2020/21.

BundesTalenti – Matthew Hoppe, l’americano che ha salvato lo Schalke

hoppe schalke

Se il nome di Matthew Hoppe non vi dice niente, potete chiedere informazioni all’Hoffenheim ed in particolare a Oliver Baumann, che durante la sfida contro lo Schalke si è visto superare tre volte dallo statunitense in appena venti minuti di gioco. Prima lo scavetto mancino, poi un dribbling come andava di moda fare una ventina d’anni fa, per depositare in rete a porta vuota, poi di nuovo il tocco sotto, stavolta di destro. Il tutto con la spensieratezza e l’entusiasmo che solo i 19 anni possono regalare.

La tripletta di Hoppe, alla sua terza presenza da titolare in Bundesliga, è un evento che catalizza molto di più di un precocissimo traguardo personale. Innanzitutto, nessuno statunitense aveva mai segnato tre gol nel massimo campionato tedesco, ma il punto focale è che il 4-0 con cui i Knappen hanno chiuso la partita (timbro finale di Harit, autore di tutti e tre gli assist per i gol precedenti) gli ha evitato di entrare nella storia dalla parte sbagliata. La serie di partite consecutive senza vittoria in campionato si è fermata a 30, a quasi un anno esatto dai tre punti conquistati contro il Borussia Mönchengladbach a gennaio 2020. Spezzata la maledizione, questo ha permesso al Tasmania Berlino di tenersi stretto il suo record di 31 partite senza vittoria, che dura dal 1965-66. Una stagione assolutamente particolare, in cui la piccola compagine della capitale si ritrovò catapultata dal semi-professionismo alla Bundesliga in seguito al declassamento dell’Hertha ed alla regola della DFB di allora che imponeva la presenza di almeno una squadra di Berlino nel massimo campionato.

Nel frattempo il Tasmania è fallito per bancarotta ed è stato rifondato e dall’anno scorso milita in NOFV-Oberliga Nord, la quinta serie tedesca. Ancora oggi, per i suoi tifosi la collezione di record negativi (tra gli altri, anche il minor numero di punti e la peggior differenza reti) è un elemento talmente caratteristico da diventare quasi un vanto, una stramba bacheca di trofei al contrario da esporre nei vari campi di provincia.

Questa pasticceria di Dortmund, città legata a Gelsenkirchen da un’accesa rivalità, dovrà smaltire un bel po’ di biscotti…

Come detto sopra, la serata in cui lo Schalke ha, almeno momentaneamente, interrotto l’incubo è stata quella in cui Hoppe ha realizzato il sogno. Nato a Yorba Linda, all’interno di quell’Orange County californiana resa famosa dall’omonimo teen drama dei primi anni 2000, l’attaccante dello Schalke condivide i natali con una personalità chiave della storia del suo paese come Richard Nixon. Cresciuto tra gli allenamenti del papà e la Barça Residency Academy di Casa Grande, ha brillato con la maglia della succursale blaugrana, trascinandola alla conquista del titolo in Southwest Division a suon di gol.
Top scorer della competizione, per lui nel 2019 si stavano per aprire le porte della squadra della San Diego State University, prima che arrivasse la proposta dello Schalke. Attaccante abbastanza completo, Hoppe ha sicuramente enormi margini di miglioramento, ma non è difficile intravedere le caratteristiche che hanno stregato gli osservatori tedeschi: un giovane fisicato, rapido e con ottimo fiuto del gol, che attacca la profondità ed ha la tecnica giusta per fare male negli ultimi 16 metri.

hoppe schalke
Matthew Hoppe, classe 2001, Schalke 04.

Una manciata di presenze con le giovanili dei Knappen sono bastate a Manuel Baum per aggregarlo alla prima squadra e lanciarlo da titolare contro il Borussia Mönchengladbach di fine novembre. Tuttavia, quando il nuovo allenatore Christian Gross ha deciso di posizionarlo accanto ad Uth nel suo 4-4-2 anti-Hoffenheim, molti hanno pensato potesse essere una scelta troppo azzardata. Nel momento peggiore della sua storia, dopo due anni molto difficili passati tra debiti, infortuni, addii al veleno e polemiche intestine, non vincendo per la trentunesima volta in fila lo Schalke avrebbe forse abbracciato definitivamente il baratro.

Ora, invece, si è staccato dall’ultimo posto (+1 sul Mainz), ed ha trovato un insperato leader carismatico in Sead Kolasinac, leggenda delle ultime grandi stagioni del club, tornato a Gelsenkirchen a gennaio, in prestito dall’Arsenal e subito in campo con la fascia da capitano. Soprattutto, però, in un momento in cui le finanze permettono quasi solo movimenti in uscita e gli attaccanti in rosa non riescono neanche lontanamente ad incidere, Matthew Hoppe ha acceso una fiammella di speranza nei tifosi dello Schalke. Una risorsa interna che potrebbe aiutare ad allontanare i demoni della retrocessione – se non addirittura del fallimento – a suon di gol. Dopo quella tripletta, ha segnato anche nelle due partite successive contro Eintracht e Colonia. Il nuovo sogno americano.

L’Union Berlino si gode la crescita di Taiwo Awoniyi

Taiwo Awoniyi

Quando l’Union Berlin ha ufficializzato la cessione di Sebastian Andersson al Colonia e quattro giorni dopo l’arrivo in prestito dal Liverpool di Taiwo Awoniyi, i tifosi della squadra di Köpenick non hanno certamente fatto i salti di gioia. È vero che i berlinesi si erano già mossi sul mercato per la fase offensiva, ingaggiando tra gli altri Max Kruse, ma in apparenza la mancanza di una punta che facesse la differenza sembrava evidente. Ancor di più dopo il grave infortunio a Joel Pohjanpalo.

Ma proprio l’assenza del finlandese ha aperto le porte della titolarità a Taiwo Awoniyi. L’attaccante nigeriano classe ’97 arrivava da un inizio di carriera caratterizzato da alti e bassi, insomma una scommessa. Soprattutto il biglietto da visita in Bundesliga la stagione precedente, al Mainz, non era dei migliori. 12 presenze, di cui soltanto 2 per novanta minuti, con un solo gol all’attivo.

Il Liverpool nel 2015 vede un grande potenziale nel diciottenne Awoniyi e lo prende dall’Imperial Academy nigeriana. Da qui i Reds iniziano a mandarlo in giro per l’Europa. Si inizia con l’FSV Frankfurt in Zweite Bundesliga, poi l’Eredivisie con il NEC Nijmegen, in entrambi i casi con pochi risultati. È in Belgio con il Mouscron che trova maggior continuità. 7 gol e 5 assist nella stagione 2017/2018, 7 gol e 2 assist nella seconda parte della stagione successiva (nella prima metà vive un’esperienza non positiva sempre in Jupiler League con il Gent). A questo punto il Liverpool cerca un prestito più sfidante ed ecco la già citata Bundesliga con il Mainz.

All’Union l’impatto è stato subito positivo e lo stesso Awoniyi ne spiega il segreto.

“Stiamo insieme come una famiglia, penso che chiunque entri in questo tipo di atmosfera non può che apprezzarlo. Devo anche ringraziare il mio fratello maggiore nigeriano, Anthony Ujah, perché mi ha aiutato molto ad ambientarmi nella squadra, mi ha detto ciò che l’allenatore si aspettava”.

Urs Fischer ha saputo valorizzare le caratteristiche del nigeriano, sia come unica punta con Max Kruse a gravitargli incontro, sia affiancato da un secondo attaccante, ultimamente Sheraldo Becker. La velocità di Awoniyi, unita ad una buona fisicità, ha reso ancora più efficaci le ripartenze rapide e le verticalizzazioni improvvise dell’Union. E ha iniziato a vedere la porta con regolarità, anche con gol “di rapina”. Le due reti segnate dagli Unioner contro il Werder Brema possono essere considerate il manifesto di entrambi gli aspetti: scatto in profondità per intercettare il lancio di Knoche e scambio con Becker nel primo, senso del gol nel secondo.

I numeri supportano questa crescita: prima di Wolfsburg e Leverkusen aveva realizzato infatti 5 gol e 2 assist in 7 partite. Numeri che legittimano la speranza di rivestire la maglia della Nigeria, dopo l’Under-20 e soprattutto l’Under-23, dove è stato decisivo per la qualificazione ai Giochi Panafricani.

“La questione della nazionale per me è una cosa importante. Ricordo l’enorme orgoglio di indossare i colori nazionali”.

Per farlo e magari per convincere definitivamente il Liverpool dovrà continuare a essere così decisivo per l’Union, con una filosofia di vita imparata sempre di più in questi primi anni di carriera.

“Vai avanti, continua a lavorare duro e cosa più importante sii paziente. Alla fine con duro lavoro, pazienza e convinzione, succederà qualunque cosa tu voglia. Questa è la mia filosofia di vita ed è la stessa cosa che continuerò a dire ai giovani giocatori africani, perché andare dall’Africa all’Europa è un viaggio lungo e per niente facile. Ma nessuno può dirti che non puoi raggiungere gli obiettivi, tutto è realizzabile nella vita se ci credi e se lavori duramente per raggiungerlo”.

Parole di Taiwo Awoniyi, l’ennesima scommessa vinta dall’Union Berlin. Sotto gli occhi del Liverpool.