Caniggia Ginola Elva, il calcio nel destino a partire dal nome

Caniggia Ginola Elva

Probabilmente neanche i più appassionati di calcio ricorderanno Titus ‘Titì’ Elva, classe 1974, attaccante della Nazionale di Santa Lucia tra il 1995 ed il 2008. Elva si tolse buone soddisfazioni, in carriera, militando a Trinidad & Tobago, ma per un padre, senza dubbio, il più grande orgoglio è rappresentato dalla nascita dei figli. Anche perché, va detto, ha brillato per originalità. Il 14 luglio 1996, qualche tempo dopo il suo esordio in Nazionale contro Grenada, è nato il protagonista della nostra storia: Caniggia Ginola Elva. Sì, avete capito bene. Caniggia Ginola Elva. Il padre, in sostanza, da grande amante del gioco del calcio, affibbiò al suo pargoletto i nomi (per meglio dire i cognomi) di ben due giocatori.

Il primo, Claudio Caniggia, esterno offensivo argentino, noto in Italia per aver indossato le maglie di Hellas Verona, Atalanta e Roma. Il secondo, David Ginola, esterno offensivo francese ex PSG, Tottenham e Newcastle. Due calciatori veloci, talentuosi, che, quando erano ispirati, nascondevano il pallone all’avversario poiché in grado di fare magie con la sfera tra i piedi.

Ecco, forse Titus Elva sperava in un futuro da gran calciatore per il figlio Caniggia Ginola. Finora il suo ‘bizzarro tentativo’ non si è perfettamente concretizzato. Ma, va sottolineato, il ragazzo ce la sta mettendo tutta per crearsi una strada in questo mondo. Ha mosso i primi passi in Canada, nel Calgary United, per poi entrare, nel 2014, nelle giovanili dello Stoccarda, in Germania.

Caniggia Ginola Elva è poi passato per lo Strasburgo, in Francia, salvo poi tornare a Stoccarda e, da svincolato, finire ai Würzburg Kickers. Nell’estate 2019, a parametro zero, ha firmato un contratto biennale, con scadenza 30 giugno 2021, con l’Ingolstadt. Il club bavarese, attualmente, milita nella 3. Liga, la terza serie del calcio tedesco, ma, fino al 2017, ‘die Schanzer’ avevano giocato anche in Bundesliga.

Ala sinistra (guardacaso lo stesso ruolo dei calciatori che ispirarono suo padre), Caniggia Ginola Elva ha segnato 3 gol in 33 presenze alla sua prima stagione con l’Ingolstadt. Ha dunque ben figurato in un torneo in cui la compagine bavarese ha lottato fino alla fine per la promozione in 2. Bundesliga, perdendo la possibilità del salto soltanto nel doppio spareggio contro il più quotato Norimberga. In questo torneo, il ragazzo ha superato le 10 apparizioni e segnato già 2 gol.

Insomma, a 24 anni, Caniggia Ginola Elva sta dimostrando che, seppur in un calcio non proprio di primissimo livello, in questo mondo dorato che il papà aveva immaginato per lui può starci, eccome. Destino diverso, invece, hanno avuto gli altri due fratelli di Caniggia Ginola Elva, per i quali il padre aveva, probabilmente, pronosticato un futuro da fantasista e da guizzante attaccante. Il primo, infatti, si chiama Riquelme Elva ed il secondo Saviola Elva.

Come non pensare agli argentini Juan Román Riquelme, ex stella del Boca Juniors, ed al ‘Conejo’, Javier Saviola, ex River Plate, Barcellona e Real Madrid. Anche lui, curiosamente, così come Caniggia, visto in Italia con la casacca dell’Hellas Verona. Tra questi, soltanto ‘Cani’ (così è soprannominato ad Ingolstadt) si sta facendo spazio nel calcio e, ne siamo certi, a papà Titì piace vederlo esultare, con un’acrobatica capriola, ogni volta che riesce a gonfiare la rete avversaria.

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