Gli alti e bassi di Wolfsburg e Stoccarda: risalire dopo aver toccato il fondo

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Wolfsburg-Stoccarda sarà l’ultima partita di Bundesliga del 2020. Una coincidenza interessante, perché le due squadre da una parte sono tra le più in forma del momento, dall’altra hanno vissuto storie simili nel recente passato e ora sembrano tornate in rampa di lancio.

Il Wolfsburg mercoledì contro il Bayern ha subito dopo 11 giornate la prima sconfitta in campionato dopo aver raccolto 21 punti, ma soprattutto 13 nelle 5 partite precedenti. Anche lo Stoccarda, neopromosso, si trova nelle zone alte della classifica, ha perso soltanto due volte e arriva da 7 punti nelle ultime tre, tra cui il clamoroso 1-5 del Westfalenstadion costato la panchina a Lucien Favre. Gli Svevi hanno inoltre il miglior rendimento esterno della Bundesliga.

Le loro storie nell’ultimo periodo sono simili, tra continui alti e bassi dopo gli storici titoli dello scorso decennio. Stoccarda e Wolfsburg sono infatti gli ultimi due club ad aver vinto il Meisterschale prima del dominio del Borussia Dortmund e soprattutto del Bayern.

I successi

Gli Svevi hanno trionfato vincendo la volata contro lo Schalke nella stagione 2006/2007, sotto la guida di Armin Veh e trascinati tra gli altri da Mario Gomez, Thomas Hitzlsperger e dal giovane Sami Khedira. Die Wölfe centreranno invece il loro primo storico titolo due anni dopo, grazie ad un incredibile girone di ritorno. L’allenatore Felix Magath, i due campioni del mondo italiani Andrea Barzagli e Cristian Zaccardo e la coppia d’attacco Dzeko-Grafite sono i protagonisti del trionfo. Curiosità: c’è un unico giocatore presente in entrambe le rose ed è ancora oggi in Bundesliga. Si tratta di Christian Gentner, centrocampista dell’Union.

I recenti alti e bassi

Dopo le vittorie ecco gli alti e bassi del decennio ’10. Per lo Stoccarda sin dall’inizio si vedono le prime avvisaglie, nonostante il raggiungimento della finale di DFB Pokal 2012/2013, persa contro il Bayern del (primo) triplete. Poi nella stagione 2015/2016 la retrocessione e il ritorno in Zweite dopo quasi quarant’anni. E in seguito all’immediata risalita arriva una nuova inaspettata retrocessione (con altra immediata risalita). Il Wolfsburg vince Coppa e Supercoppa di Germania con Dieter Hecking nel 2015, stesso anno in cui in Bundesliga termina secondo alle spalle dell’irraggiungibile Bayern di Guardiola. Ma le stagioni 2016/2017 e 2017/2018 sono sportivamente parlando drammatiche. Si chiudono con due playout, fortunatamente per die Wölfe entrambi vinti contro Eintracht Braunschweig e Holstein Kiel.

La rinascita?

Per motivi diversi oggi sono due casi positivi da tenere in grande considerazione. Il Wolfsburg dopo lo spavento ha centrato due qualificazioni europee consecutive, grazie all’ottimo lavoro di Bruno Labbadia prima e di Oliver Glasner poi. Nella stagione in corso, la seconda per l’allenatore austriaco, la squadra già affiatata sembra essere ulteriormente maturata, forse anche grazie alla scossa a seguito della brutta eliminazione nei preliminari di Europa League. Il progetto di crescita è ben visibile, al di là di qualche screzio di troppo (non il primo del dirigente con gli allenatori) tra Jörg Schmadtke e il tecnico.

A Stoccarda si stanno vedendo i risultati di un ottimo lavoro di scouting, unito al coraggio del tecnico Pellegrino Matarazzo di lanciare giocatori anche giovanissimi (Klimowicz, Wamangituka, Kalajdzic e Coulibaly solo per citarne alcuni). Insomma, la mano del Direttore Sportivo Sven Mislintat, ex Dortmund e Arsenal, sta facendo la differenza.

Wolfsburg e Stoccarda si affrontano con l’obiettivo di chiudere l’anno nelle posizioni altissime della classifica. Comunque vada con l’orgoglio di aver intrapreso una strada che oggi è un esempio per molti.

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