Bayern Monaco e Union Berlino: sfida tra due realtà agli antipodi

bayern union

C’è chi vince il titolo da nove anni consecutivi e punta al decimo. C’è che vive il proprio secondo anno in Bundesliga. Bayern Monaco e Union Berlino sono le due squadre che forse più di tutte si differenziano per i propri tratti distintivi: eterni vincenti da una parte, “gli altri” dall’altra. Anche in questo caso. Ironicamente. Il club più nobile, contro il club più popolare. Una contrapposizione forte a livello economico e identitario. Non per questo, però, con meno senso d’appartenenza.

Volendo utilizzare un giochino che sul web spesso viene riproposto, quando Bayern e Union si affrontano scendono in campo 30 titoli di Bundesliga, 20 coppe di Germania e 6 Champions League. Tutte da una parte. Anche perché il palmarès degli Eisernen si compone soltanto di una Coppa della Germania dell’Est e una 3.Liga. Quella che il Bayern ha vinto lo scorso giugno, ma con la seconda squadra. Dettagli.

Anche i due stadi, a modo loro, rispecchiano le differenze tra i due club. L’Allianz Arena, l’impianto probabilmente più moderno di Germania, rinominato Arroganz Arena dai tifosi del 1860 e dagli altri monegaschi che non tifano Bayern, nonché quello che più di tutti ruba l’occhio, accattiva. Costruito a suon di milioni. Guadagnati e meritati, sia chiaro.

Lo Stadion an der Alten Försterei, dall’altra parte, è stato costruito dai tifosi in prima persona, perché di soldi non ce n’erano. Letteralmente. E il fatto che la maggior parte dei posti sia in piedi – al contrario di ciò che succede all’Allianz – lo rende ancora più popolare. Uno ospita meeting ed eventi dell’alta società. L’altro ospita il Weihnachtssingen, il meraviglioso ‘raduno’ per cantare tutti insieme le melodie tipiche del Natale.

Il percorso dei due club negli ultimi trent’anni, ovviamente, è quanto di più lontano ci possa essere. Eppure, nella scorsa stagione, in entrambi i casi il Bayern Monaco s è dovuto sudare la vittoria, sia all’andata in casa (2-1) sia al ritorno in trasferta (0-2). Quando lo stile di gioco delle due squadre era esattamente all’opposto, specialmente al ritorno. Iper offensivo l’atteggiamento della squadra di Flick, iper difensivo quello di Urs Fischer. Quest’anno le cose sono cambiate: sono i due migliori attacchi della Bundesliga.

Quello dell’Union, comunque, sta diventando a suo modo un brand. Senza snaturare la propria identità che in un termine si potrebbe definire operaia, non soltanto per il caschetto che, fuori dallo stadio, ricorda l’opera di ristrutturazione fatta dai tifosi. La firma con Adidas, peraltro proprio lo storico partner tecnico del Bayern. L’arrivo di Max Kruse, un giocatore tra i più glamour della Bundesliga. Certo il marchio Bayern rimane lontano anni luce, ma anche a Köpenick si sono resi conto che forse alcune logiche di mercato sono alla base della sopravvivenza del club.

Se poi volessimo parlare di numeri, secondo il sito ‘Statista’ lo scorso anno il Bayern ha incassato da Adidas esattamente 100 volte più di quanto abbia incassato l’Union da Macron: 60 milioni contro 600mila euro. Quest’anno probabilmente la cifra si è assottigliata. Così come succederà con i diritti tv. Per la stagione 2019/20 i bavaresi ha incassato quasi 70 milioni di euro, l’Union una trentina. Ed è oltre la metà del fatturato totale degli Eisernen. Differenze sostanziali. In campo, però, si parte dallo 0-0.

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