Nico Gonzalez, un nazionale argentino a Stoccarda

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Stoccarda è probabilmente una delle città più importanti di tutta la Germania, tanto dal punto di vista economico quanto dal punto di vista storico. Calcisticamente parlando, inoltre, il VfB Stuttgart ha fatto la storia della Bundesliga, vincendo 3 Meisterschale (l’ultimo nel 2007), anche se negli ultimi anni ha vissuto dei momenti di grande crisi, culminati con le retrocessioni avvenute nelle stagioni 2015-2016 e 2018-2019. Proprio nel corso dell’estate del 2018, a Stoccarda era arrivato Nicolas ‘Nico’ Gonzalez, talento dell’Argentinos Juniors che era stato seguito anche da alcuni top club europei.

Di lui, infatti, si parlava un gran bene già in Argentina. Dopotutto, era cresciuto nel club in cui erano sbocciati fuoriclasse del calibro di Maradona e Riquelme. Lui, però, è sempre stato un giocatore completamente diverso da entrambi i suoi illustri predecessori; rapidissimo, grintoso, duttile, tecnicamente forte ma non fortissimo, Gonzalez dimostrava un’impressionante maturità tattica già a 18 anni, quando esordisce con la maglia dell’Argentinos Juniors nella sfida contro il San Martin. Nella stagione successiva i Bichos Colorados ottengono la promozione in Superliga, dove il classe 1998 si afferma come uno dei talenti più promettenti del calcio argentino, venendo spostato più avanti, nel ruolo di punta centrale.

In Europa, intanto, i direttori sportivi dei maggiori club d’Europa cominciano a monitorarlo con attenzione. Napoli e Fiorentina lo monitorano, Inter e Cagliari ci provano, ma alla fine è lo Stoccarda ad assicurarselo per 8,5 milioni di euro, a coronamento di una campagna acquisti da quasi 50 milioni di euro (la più ricca della storia recente del club). L’impatto con la Bundesliga, però, non è dei migliori, complice il pessimo inizio di stagione della squadra guidata da Korkut, che viene esonerato ad ottobre. A subentrargli è Weinzierl, che non riesce ad invertire la rotta fallimentare di uno Stoccarda che non si smuove dal terzultimo posto in classifica, anche se Gonzalez riesce finalmente sbloccarsi, realizzando 2 gol e 3 assist fra metà dicembre e inizio febbraio, quando arriva una pesante espulsione (un’ingenua sbracciata su Kaan Ayhan contro il Fortuna) che lo tiene fuori per 3 giornate. Da quel momento, l’argentino segnerà più, con lo Stoccarda che sprofonderà in Zweite Liga.

Sulla panchina degli Schwaben arriva quindi Tim Walter, che decide di spostare Gonzalez al centro dell’attacco. Nelle prime 5 partite giocate in Zweite l’ex Argentinos Juniors realizza 3 gol, tanto da convincere Scaloni a convocarlo con l’Albiceleste. L’esordio con la nazionale arriva, ma una volta ritornato allo Stoccarda comincia a mancare quella continuità che l’aveva contraddistinto all’inizio della stagione. Contestualmente, arrivano anche le prime difficoltà per Walter, che viene sostituito da Matarazzo, assistente di Nagelsmann all’Hoffenheim. L’americano riesce a dare subito una scossa alla squadra e a Gonzalez, che si prende sulle spalle l’intero reparto offensivo degli Schwaben, realizzando 10 gol e 2 assist nelle ultime 10 giornate di campionato. Numeri che valgono il secondo posto e la promozione diretta ad uno Stoccarda determinato a rimanere in massima serie.

Il nome dell’argentino comincia ad infiammare il mercato: giocare da punta centrale, ala destra o sinistra non fa alcuna differenza per un Gonzalez che si è affermato come uno dei talenti argentini più “europei” degli ultimi anni. La sua duttilità e il suo eccellente fiuto del gol gli valgono, come nell’estate del 2018, l’interesse di alcuni dei club più importanti d’Europa, ma lui decide di rimanere a Stoccarda. Poche settimane prima dell’inizio del campionato, però, Gonzalez finisce ai box a causa di un infortunio muscolare: il suo secondo esordio tra i grandi, quindi, viene rimandato al 17 ottobre, quando subentra Coulibaly nel secondo tempo della sfida contro l’Hertha Berlino. A fine mese, inoltre, arrivano i primi due gol della stagione dell’argentino, che brilla soprattutto nel pareggio ottenuto con il Francoforte.

L’eccellente impatto con la Bundesliga convince Scaloni a convocarlo ancora una volta con l’Albiceleste, con cui Gonzalez realizza in due partite i suoi primi due gol, giocando anche da terzino sinistro in un 4-4-1-1, a dimostrazione della sua impressionante duttilità e della sua capacità di farsi trovare sempre pronto. Poi arriva il rientro in Bundesliga, che coincide però con un altro infortunio, questa volta più grave, che lo costringerà a restare lontano dai campi di gioco per ancora qualche tempo. Matarazzo non l’ora di riavere a disposizione il suo gioiello, che nel panorama calcistico sudamericano rappresenta il prototipo di un giocatore più unico che raro.

Non a caso, più che a Maradona e Riquelme, Nico Gonzalez è stato paragonato a Mario Kempes, con cui le somiglianze sono evidenti. L’altezza (appena 2 centimetri di differenza), la struttura fisica, la rapidità, l’elevazione, la capacità di attaccare gli spazi e di superare gli avversari in dribbling ricordano molto il campione argentino. Il classe 1998, inoltre, può contare su una duttilità impressionante, che gli permette di giocare in tutti i ruoli dell’attacco e in caso di emergenza anche nel ruolo di esterno sinistro a tutta fascia. Tutte caratteristiche estremamente interessanti, ma ancora un po’ acerbe, soprattutto per quanto riguarda il fiuto del gol, che non è ancora quello dei grandi attaccanti (anche se gli ultimi dati sembrano smentire questa affermazione). Un giocatore in rampa di lancio, che presto potrebbe diventare un gioiello ambito tutta Europa. Intanto, però, questo gioiello argentino trapiantato a Stoccarda se lo possono godere Matarazzo e i tifosi degli Schwaben, che con lui, Kalajdžić, Wamangituka e Klimowicz in attacco possono veramente sognare un futuro luminoso.

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