Lipsia, il tallone d’Achille dell’invincibile Bayern di Flick

bayern Lipsia

Il 2020 del Bayern Monaco è stato semplicemente spaziale. Una delle annate migliori della storia del calcio per un club che a dicembre del 2019 non pensava assolutamente di centrare il secondo triplete del decennio. E sicuramente non pensava di farlo con Hansi Flick in panchina. Fra tutte le squadre che i bavaresi hanno affrontato, però, ce n’è una che è riuscita a resistere alla loro devastante forza offensiva. Quella squadra è il Lipsia, che a febbraio fermò il Bayern sullo 0-0, dopo che già a settembre, quando alla guida dei bavaresi c’era ancora Kovac, Nagelsmann riuscì a strappare un punto importantissimo nella sfida della Red Bull Arena. A questi due risultati si va ad aggiungere anche lo 0-0 conquistato da Rangnick alla penultima giornata della stagione 2018-2019.

Il pareggio ottenuto a febbraio, però, ha avuto un ruolo più importante nella stagione del Lipsia, vero tallone d’Achille dell’apparentemente invincibile Bayern di Flick, poiché ha donato alla squadra e al giovanissimo tecnico tante nuove consapevolezze. In primis, i Roten Bullen sono gli unici a riuscire in questa impresa, a dimostrazione della bontà di un progetto tecnico che avrebbe portato Sabitzer e compagni fra le migliori quattro squadre d’Europa. Lo stesso Rummenigge, in un’intervista rilasciata al sito della Bundesliga, ha dichiarato.

“Abbiamo pareggiato tre volte di fila contro di loro. Sinceramente non riesco a ricordarmi l’ultima volta che abbiamo pareggiato tre volte di fila contro una squadra di Bundesliga e questa è la prova che non sarà facile vincere contro di loro. Sarà una partita importante, un momento saliente della nostra stagione”

Parole di grande stupore, apprezzamento e rispetto nei confronti di una squadra giovane, ambiziosa e capace di costruirsi una reputazione a livello mondiale grazie ad un allenatore giovane, ambizioso e preparatissimo dal punto di vista tattico.

Il Bayern non ha segnato soltanto in due ultime 70 partite di campionato. Entrambe contro il Lipsia.

Il Lipsia, infatti, non è stata solo l’unica squadra a fermare il Bayern di Flick, ma è stata l’unica a riuscirci con un preciso e coerente piano tattico. Preciso perché Nagelsmann (e prima di lui Rangnick) ha sempre saputo come affrontare e limitare i bavaresi; coerente perché il giovane allenatore non ha cercato di snaturare la propria squadra, organizzando una gara prettamente difensiva. I Roten Bullen, al contrario, hanno mantenuta immutata la loro veste tattica, giocando con aggressività, ordine e verticalità.

Questi tre punti, che sono anche i fondamenti del gioco di Nagelsmann, combinati alla mancanza di alcun timore reverenziale nei confronti di un’avversaria tecnicamente molto più forte, sono riusciti a contrastare i punti di forza del Bayern, che si basava sugli stessi ideali di gioco. L’allenatore classe 1987, quindi, non ha cercato di limitare l’aggressività bavarese snaturando i principi assimilati dalla squadra, ma ha preferito mantenerli, esponendosi, almeno teoricamente, al rischio di subire la manovra offensiva bavarese. Così facendo, invece, il Lipsia ha contrastato l’aggressività con l’aggressività, annullando quasi completamente Lewandowski e compagni. Bisogna sottolineare il quasi, dato che la squadra di Lipsia ha comunque rischiato più volte di prendere gol.

Importante poi notare come Nagelsmann, impostando una gara totalmente basata su pressing aggressivo e passaggi rapidi e verticali, sia riuscito a rendere sterile il possesso insistito degli avversari: pur avendo tenuto la palla per il 70% del tempo, infatti, i bavaresi non hanno creato molte più occasioni rispetto al Lipsia (11 tiri contro 9), che, dal canto suo, ha trovato i suoi giocatori in offside per ben 8 volte. A dimostrazione, ancora una volta, della costante ricerca della profondità dei Roten Bullen, che non a caso hanno avuto proprio su un lancio in profondità di Laimer la miglior occasione della partita, sprecata però da Werner.

Un piano tattico che probabilmente verrà riproposto anche nella partita di stasera, quando il Lipsia affronterà il Bayern senza il suo bomber Timo Werner, volato a Londra nel corso del mercato estivo. Una partita che sarà completamente dominata dalla tattica, con un Nagelsmann che vorrà riconfermarsi ancora una volta come il tallone d’Achille dell’invincibile Bayern Monaco di Flick. Nella speranza che la sua audacia e la sua bravura vengano di nuovo premiate e permettano ai suoi giovani di continuare a sognare il Meisterschale. E, chissà, dare vita a una nuova rivalità in testa alla classifica.

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