L’osservato speciale – Cunha, l’Hertha e un 2020 da coronare

cunha hertha

Che Matheus Cunha potesse essere il valore aggiunto dell’Hertha Berlino in questa stagione era plausibile già prima dell’inizio della Bundesliga 2020/21. Da quando infatti a gennaio era arrivato dal Lipsia per circa diciotto milioni di euro più bonus il brasiliano classe 1999 aveva già fatto vedere le sue caratteristiche, in primis tecnica, rapidità e personalità. 5 gol e 3 assist in 11 apparizioni avevano aggiunto una promettente potenzialità sotto porta.

Ma i numeri di quest’anno certificano un’ulteriore crescita. La rete e i due assist alla prima stagionale in DFB Pokal, nella clamorosa sconfitta contro l’Eintracht Braunschweig, sono stati solo l’antipasto di un inizio di stagione da protagonista. A parte i numeri (6 gol e 2 assist) a colpire sono soprattutto maturità e duttilità.

Cunha oggi è il fulcro inamovibile dell’attacco di Labbadia: sempre in campo, sempre al centro delle azioni d’attacco dell’Hertha. L’ex tecnico del Wolfsburg lo ha già utilizzato in tutti i ruoli offensivi: partendo da sinistra, posizione da cui spesso è letale quando si accentra sul destro, trequartista nel 4-2-3-1 o seconda punta accanto ad un attaccante di peso, Cordoba o Piatek. Con in più un’invidiabile capacità di trovare la porta, anche con colpi da fuoriclasse come la rete al Borussia Dortmund, un destro da trenta metri su cui Bürki non ha potuto fare nulla.

Abbiamo giocatori che hanno già dimostrato che possono decidere i match. Cunha è uno di questi, la sua crescita è stata buona e siamo veramente contenti di averlo con noi“.

Bruno Labbadia

Le statistiche di novembre parlano da sole: gol al Wolfsburg, assist e gol all’Augsburg e due reti al BVB con l’Hertha; gol e assist alla Corea del Sud e gol all’Egitto con il Brasile Olimpico. Totale: 6 reti e 2 assist in 6 partite.

Già nel mercato estivo alcuni grandi club hanno iniziato a mettere gli occhi su Cunha. L’interesse più concreto sembra essere quello dell’Inter, che ritiene le caratteristiche del brasiliano perfette per il 3-5-2 di Antonio Conte. In estate la dirigenza nerazzurra si è fermata di fronte ai circa trentacinque milioni chiesti dall’Hertha, ma considerando come è iniziata la stagione del brasiliano la sensazione è che la valutazione non potrà che aumentare.

Il contratto con die alte Dame scadrà nel 2024. Forte di questo il dirigente dell’Hertha Michael Preetz ha cercato di spegnere sul nascere le manovre intorno al suo numero 10.

Quando si è trasferito da Lipsia a Berlino in inverno era importante per lui lasciare un segno qui. Non puoi lasciare il segno se sei coinvolto in un trasferimento ogni sei o dodici mesi, ma solo se ti impegni con il club e la città. Ed è quello che sta facendo Matheus a Berlino. L’obiettivo dichiarato, suo e nostro, è crescere insieme per arrivare a giocare a livello internazionale. Vogliamo fare la stessa strada il più a lungo possibile”.

Il messaggio è chiaro: crescere a suon di gol e prestazioni. A cominciare magari dal derby. Perché un gol all’Union sarebbe un bel passo per farlo entrare sempre di più nel cuore dei tifosi.

Hertha-Union, Dilrosun contro Becker: cugini rivali nel derby di Berlino

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Rivali principalmente per due volte l’anno, cugini che sono cresciuti assieme per le strade di Amsterdam nel resto della vita. Gli intrecci del derby di Berlino non sono solo territoriali o, che dir si voglia, geografici tra Ovest ed Est che spingono per la supremazia, ma anche legami familiari e parentali come quello tra l’Herthaner Javairô Dilrosun e l’Unioner Sheraldo Becker: cugini, entrambi olandesi con genitori del Suriname, tre anni di differenza – 22 contro 25 – e un percorso professionale che nel giro di un anno li ha portati al centro della capitale berlinese, uno con l’Hertha e l’altro con l’Union. Strade differenti che, in qualche maniera, incarnano le due differenti filosofie dei rispettivi club d’appartenenza.

L’inserimento immediato di Dilrosun all’Hertha

Dilrosun è all’Hertha dal primo luglio 2018, cresciuto nelle giovanili dell’Ajax e poi nell’academy del Manchester City, scaduto il contratto con il club inglese è stato acquistato dalla squadra di Charlottenburg per un indennizzo di 230mila euro. In lui ha fin da subito creduto, esterno offensivo sinistro, in grado di giocare già 47 partite di Bundesliga con sei gol e sei assist. Si è guadagnato la fama di “giocatore di settembre”, dato il suo rendimento spaventoso in quel mese nel 2018 e nel 2019. Oggi il suo valore di mercato supera i 12 milioni di euro e nel novembre dello stesso anno ha fatto il suo esordio con l’Olanda.

“Siamo cresciuti calcisticamente giocando per le strade di Amsterdam, io da quando ho tre anni. Lì si impara in fretta a crescere soprattutto nei contrasti e tutto quello che sono oggi lo devo a quel periodo. Io sono più attento ai dribbling, Sheraldo invece è molto più veloce di me: abbiamo sempre scherzato da bambini sulla su velocità, se avessimo fatto qualche ‘ragazzata’, lui non lo avrebbero mai preso”.

 

Le difficoltà iniziali di Becker e il rendimento attuale

Differente, invece, il percorso del cugino di Köpenick: anche lui cresciuto nell’Ajax, in questa grande fucina di talenti, Becker c’è rimasto giocando fino con l’Under-21. Poi il trasferimento nelle Pec Zwolle, la crescita in Keuken Kampioen Divisie, la seconda serie olandese, il debutto tra i grandi dell’Eredivisie e la conferma di rendimento in tre anni con l’Ado Den Haag in cui matura e trova una costanza di rendimento e prestazione. Il primo luglio 2019, l’ala destra si trasferisce in un altro campionato, in un’altra nazione, Berlino sponda neopromosso Union: il suo ambientamento è più complesso, Fischer stravede per lui, lo getta sin da subito nella mischia, confeziona l’assist per il gol di Andersson nella prima storica vittoria contro il Borussia Dortmund. Ma fa fatica a essere decisivo in campo.

La sua prima panchina coincide proprio con il primo derby di Bundes, il 2 dicembre 2019, mentre vedeva suo cugino scorazzare per tutti i 90’ minuti sulla corsia di sinistra. Successivamente infortunato per buona parte della seconda stagione scorsa, i due cugini non si incroceranno nemmeno nella rotonda vittoria per 4-0 dell’Hertha.

“Prima di scegliere la Bundesliga ho chiamato Joshua Brenet e Jetro Willems per chiedere consigli e loro, così come mio cugino, mi hanno detto di venire velocemente a Berlino – racconta l’olandese dell’Union – Javairô mi aveva trovato addirittura una casa nella sua stessa strada, ma era troppo lontana da Köpenick! Siamo molto amici, trascorriamo le vacanze insieme ed è sempre un’occasione per giocare a calcio. Qui il derby è sì sentito, ma capiscono i valori familiari così possono anche vederci assieme durante una serata e non dirci nulla”

I due non si sono ancora incrociati in Bundesliga

Con i suoi 35.29 km/h, Sheraldo Becker è il terzo giocatore più veloce di questa Bundesliga e, dopo un anno di rodaggio, adesso sta giocando con continuità e per l’Union di Urs Fischer che vola in classifica è davvero il valore aggiunto: ha già disputato più minuti rispetto al 2019-2020, ha mandato in gol Kruse per la prima volta e ha segnato il suo primo gol in Germania nel roboante 5-0 contro l’Arminia Bielfeld. Bruno Labbadia aspetta di poter avere Dilrosun a pieno regime, dopo l’infortunio alla coscia e un ritardo di condizione. In questa prima parte di stagione per lui solo qualche spezzone e poi la panchina: chissà, il derby di venerdì 4 dicembre può essere finalmente, al terzo tentativo, il primo duello sul campo tra i due cugini olandesi.