Marcus Thuram, l’infanzia in Italia con papà Lilian

marcus lilian thuram

Essere figli d’arte non è mai semplice, soprattutto se ti stai facendo strada nello stesso mondo che ha fatto diventare grande uno o entrambi i tuoi genitori. Le aspettative sono tremendamente alte, le pressioni anche e i commenti di chi pensa che tu sia un raccomandato non aiutano per niente. Tuttavia, Marcus Thuram sta riuscendo a smarcarsi da questa etichetta grazie alle prestazioni in campo con il M’gladbach, ma anche agli insegnamenti di papà Lilian.

“Il cognome è una motivazione in più per dimostrare che dipendo dal mio lavoro e non da mio padre”.

Lilian è stato parte integrante dell’educazione civica del figlio al pari dei vari istituti frequentati tra Italia, Spagna e Francia e questo lo si è visto anche su come Marcus ha affrontato e continua ad affrontare la questione del razzismo, uno che gli ha sempre ricordato di tenere i piedi per terra ed essere cosciente di quello che sta vivendo.

“Qualche mese fa ho detto a mio padre che ero terrorizzato dall’idea che potesse succedermi qualcosa di brutto. Ho vissuto una infanzia meravigliosa, sono figlio di un calciatore, sono diventato un professionista, insomma, ho pensato di vivere un sogno, con la paura che prima o poi possa succedere qualcosa che non riuscirò a superare. Mi ha risposto che finché sono consapevole di vivere un sogno, non mi accadrà nulla, proprio perché so che tipo di esperienza sto vivendo”.

Come quasi tutti ormai sanno, Marcus è nato a Parma nel 1997 durante il secondo anno in Italia del padre e ci ha vissuto fino al trasferimento in Spagna – a Barcellona – nel 2006 post Calciopoli. In pochi forse sanno che è proprio lì ha mosso i primi passi con il pallone tra i piedi, ne La Masia, l’ormai celebre accademia giovanile dei blaugrana prima di spostarsi in Francia.

Una foto storica di Lilian Thuram con l’ex dirigente bianconero Giraudo, Umberto Agnelli e un piccolo Marcus Thuram che fa la linguaccia mentre abbraccia il papà.

Questo perché Thuram senior non voleva che il figlio intraprendesse la sua stessa carriera senza aver prima provato altro. E allora, tra una passeggiata e l’altra nella Cittadella di Parma o in centro a Torino e prima del calcio, Lilian ha fatto provare diversi sport a Marcus, che tra Torino e Parma ha provato la scherma, il nuoto o il judo, ed anche suo fratello minore Képhren ha seguito questo stesso percorso.

Quando ha scelto di iniziare a praticare calcio Marcus si era schierato istintivamente in difesa, fu suo padre a dirgli di giocare in attacco per sfruttare la velocità ed il fisico che possedeva. Visto che la voce di un Campione del Mondo tende a essere ascoltata, lo hanno preso in parola. Che dire, non ci ha visto male. Ed ora suo figlio è Marcus Thuram e non più soltanto il figlio di Lilian.

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