🗞 BundesCafé, 9ª giornata – Imbattute, imbattibili e casi persi

9ª giornata Bundesliga 2020/21

Due vittorie in trasferta, tre successi interni e quattro pareggi è lo score della 9ª giornata della Bundesliga 2020/21. Sono 33 i goal totali realizzati, una media a partita di 3,66.

9ª giornata Bundesliga 2020/21

IL TOPSPIEL 💥

Non era di certo la partita più attesa del weekend, ma Wolfsburg-Werder Brema è diventata senza dubbio il Topspiel. L’anticipo del venerdì sera ha regalato otto goal e una qualità di calcio altissima. Ha fatto la differenza più di tutti Wout Weghorst, autore di una doppietta e migliore in campo. Partita che rivedremo negli highlights nei prossimi anni.

L’MVP 👑

Ellyes Skhiri ha interrotto la striscia di 18 partite senza vincere del Colonia nella maniera più incredibile: portando la sua squadra a vincere in casa del Borussia Dortmund con una doppietta. Peraltro con una prestazione che va oltre ai due tap-in su  corner che han fissato l’1-2 finale. 13.5 km percorsi, 84% di passaggi completati, 5 palloni intercettati. Uomo-ovunque.

L’ALTRO PROTAGONISTA 🎖

Titolo in condivisione, perché Max Kruse e André Silva in Union Berlino-Eintracht Francoforte hanno dato spettacolo. Due goal a testa, non banali (specialmente l’ultimo del 10 dell’Union) in un grande 3-3 all’Alte Försterei. Sesto goal per Kruse, settimo per André Silva.

IL VOLTO NUOVO 🆕

Dopo mesi di attesa, finalmente Tanguy Nianzou è riuscito a fare il suo esordio con la maglia del Bayern. Entrato in una situazione difficile, il classe 2002 arrivato in estate ha preso il posto di Boateng al centro della difesa e per 25 minuti ha dato sensazione di solidità e personalità, aspetti evidenziati anche da Flick. L’infortunio per l’ex PSG è alle spalle.

LA SORPRESA 😮

Uno 0-0 in Bundesliga fa sempre notizia, specialmente se c’è il Bayer Leverkusen in campo. E non è neanche il primo della stagione, ma il secondo. Certo la squadra di Bosz sta diventando sempre più cinica e meno altalenante. Ed è ancora l’unica imbattuta, come il Wolfsburg. Dovremmo abituarci…

LA STATISTICA 📊

Rieccoci. Lo Schalke 04 è arrivato a quota 25 partite consecutive senza vittorie. Si sperava che il Gladbach portasse bene, visto che l’ultima vittoria in Bundesliga, il 17 gennaio, è arrivata contro di loro. Eppure, oltre a un buon primo tempo in fase offensiva, si è visto poco. Ed  è 4-1.

LA CITAZIONE 🎙

Il Bayern Monaco ha vinto contro lo Stoccarda, non senza faticare. Per spiegare la partita, Thomas Müller è ricorso alle leggendarie ‘notti di vento a Stoke’, che hanno fatto storia in Premier e sui social, quando il campo dello Stoke City era teatro di autentiche battaglie nel maltempo. Metafora delle vittorie ‘sporche’.

“Come dicono gli inglesi? Devi dimostrarlo nelle notti di vento a Stoke, qualcosa del genere? Non c’era vento e Stoccarda non è Stoke, ma lo Stoccarda gioca molto bene e sapevamo sarebbe stata dura”.

LA FOTO 📸

Erling Haaland è umano. Tanto che contro il Colonia al 95′ si è divorato il 2-2 in questo modo.

LA CURIOSITÀ 🧐

A quasi 33 anni, Fabian Klos ha segnato il suo primo goal in Bundesliga. Il capitano dell’Arminia Bielefeld, bomber che ha vinto i Torkanone nelle categorie inferiori, ha centrato un traguardo a suo modo storico.

LA CLASSIFICA 📃

Non cambiano le prime sette in classifica dopo la 9ª giornata della Bundesliga 2020/21. Cambia però l’ordine, perché salgono Lipsia e Leverkusen mentre il Dortmund scivola al quarto posto, subito davanti al Wolfsburg che mette la freccia sull’Union Berlino. Si riavvicina anche il Gladbach. Scossone anche nella zona finale della classifica, perché il Colonia torna a fare punti e lascia lo Schalke solo sul fondo insieme all’Arminia Bielefeld. Il Mainz raccoglie un altro punto: terzo risultato utile in fila dopo aver perso le prime sei.

9ª giornata Bundesliga 2020/21

Was für ein Spiel – Leverkusen-Hertha II 1993, una seconda squadra in finale di Pokal

hertha leverkusen 1993

La stagione 2001/02, senza dubbio, per il Bayer Leverkusen è stata quella più entusiasmante e, al contempo, più deprimente della sua storia. Le Aspirine, allora guidate da Klaus Toppmöller, ‘rischiarono’, infatti, di centrare il Triple, ma rimasero con un pugno di mosche in mano. Secondo posto, per un solo punto, in Bundesliga, dietro al Borussia Dortmund campione; finalista in Champions League, sconfitto dal Real Madrid grazie ad una magia di Zinedine Zidane; finalista in Coppa di Germania, battuto dallo Schalke 04. Scaviamo, però, con la memoria quasi fino ad un decennio prima, anno di grazia 1993. Qui troviamo il primo ed unico titolo del Bayer Leverkusen nella DFB-Pokal. In totale, il secondo titolo in 116 anni di storia unitamente alla Coppa UEFA vinta qualche stagione prima, nel 1988, nella doppia finale contro l’Espanyol (0-3, 3-0 e successo ai calci di rigore).

In quegli anni intercorsi tra la vittoria della Coppa UEFA ed il successo nella coppa nazionale, tanti piazzamenti mediocri in campionato e, va detto, anche la stagione 1992/93 non è che fosse andata meglio. Quinto posto in classifica, con l’esonero di Reinhard Saftig e l’arrivo in panchina del serbo Dragoslav Stepanović. Unica soddisfazione, i 20 gol di Ulf Kirsten, bomber dei rossoneri e capocannoniere del torneo.

L’ennesima annata anonima, dunque, per il Bayer Leverkusen, fino, però, a quel 12 giugno 1993 che diede una svolta, consentendo la qualificazione delle ‘Aspirine’ alla Coppa delle Coppe nella stagione successiva. Ma, come storia del club insegna, anche in quel caso la squadra del Nordrhein-Westfalen andò ad un passo da una figuraccia epica.

Bayer Leverkusen – Hertha Berlino II, la partita

Percorso netto, per il Bayer Leverkusen, dal 1° turno fino alla finale della Coppa di Germania. Nell’ordine, caddero le teste di ASV Bergedorf 85 (3-1), Kaiserslautern (1-0), VfR Heilbronn (2-0), Hertha Berlino (1-0), Carl Zeiss Jena (2-0) ed Eintracht Francoforte (3-0). Sei partite, sei vittorie, di cui ben 4 esterne, compresa l’ultima, importante, in semifinale a Francoforte.

L’avversario del Bayer Leverkusen, nella finale del DFB-Pokal, fu l’Hertha Berlino. Non, però, quello eliminato durante i turni precedenti, bensì la seconda squadra della compagine della Capitale. L’Hertha Berlino II, nella storia del calcio tedesco, è stata l’unica formazione riserve capace di raggiungere la finale della coppa nazionale, in quel fantastico 1993, nel periodo in cui i regolamenti l’hanno consentito, ovvero dal 1974 al 2008 (abbiamo approfondito il discorso nella nostra Guida alla Bundesliga 2020/21).

Caddero, sotto i colpi dei biancoblu, Heidelberg (3-0), VfB Lipsia (4-2), Hannover 96 (4-3), Norimberga (2-1) e Chemnitz (2-1). In finale, all’Olympiastadion di Monaco di Baviera, i capitolini vendettero cara la pelle, dimostrando di aver pienamente meritato di giocarsi quello storico match e quell’ambito titolo. In campo, nella fila dell’Hertha Berlino II, anche quel Carsten Ramelow, all’epoca 19enne, che avrebbe poi fatto parte dal 1995 al 2008 proprio del Bayer Leverkusen, divenendone una bandiera.

La partita, diretta da Markus Merk, fu dura, complicata, equilibrata. Lo strapotere tecnico dei Rüdiger Vollborn, Franco Foda, Christian Wörns, Martin Kree, Pavel Hapal, Andreas Thom e dello stesso Kirsten, in campo, non si vide. Un incubo, per le ‘Aspirine’, che già vedevano lo spettro dei tempi supplementari e degli eventuali calci di rigore contro una squadra che, all’epoca, militava nella terza serie del calcio tedesco.

Al 77’, l’episodio che cambiò le sorti dell’incontro ed il destino del Bayer Leverkusen. Conclusione di Ioan Lupescu, respinta così e così del portiere Christian Fiedler, riprese il pallone Thom che lo spedì, a palombella, nell’area piccola. Errore dell’estremo difensore in uscita, stacco imperioso di Kirsten e pallone nel sacco. Bayer Leverkusen-Hertha Berlino II 1-0. Con tanto di esultanza, rabbiosa e liberatoria, del capocannoniere della Bundesliga sotto la curva occupata dai suoi tifosi. Un goal decisivo per la Pokal, che Ulf Kirsten ci ha raccontato in esclusiva lo scorso luglio.

Non un match memorabile, senza dubbio, ma viste le contendenti in campo, lo svolgimento e l’esito in bilico fino alla fine, sicuramente una partita da ricordare.