Favre ha perso il conto dei goal di Haaland contro l’Hertha Berlino

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Lucien Favre ha perso il conto dei goal che Erling Haaland ha segnato nella partita tra Hertha Berlino e Borussia Dortmund. E forse non è l’unico. Solo che, a differenza di tutti gli altri, lui è il suo allenatore.

Il sospetto era già balenato vedendo le immagini in tv al termine della partita: un dialogo tra Haaland e Favre che mimano il tre e il quattro con le mani, sorridendo e abbracciandosi. Ovviamente tutti si sono chiesti cosa stesse succedendo e quale fosse il contenuto di quel dialogo.

A dare risposta è stato lo stesso attaccante norvegese ai microfoni di Archie Rhind-Tutt di ESPN.

“A fine partita Favre mi ha chiesto quanti goal avessi segnato. Mi ha detto: ‘Ma ne hai fatti tre?’. Io gli ho risposto: ‘No, quattro. Soltanto perché poi mi hai sostituito’. Quindi ora sono arrabbiato con lui, ma tant’è”.

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Una versione dei fatti che ha trovato la conferma anche dell’altro diretto interessato. Ebbene sì, Favre aveva perso il conto dei goal segnati dal classe 2000.

“È vero, perché io non guardo soltanto a quanti goal si segnano, ma guardo anche i passaggi”.

Per la cronaca: per chi non lo sapesse, il conto è arrivato a quattro in 33 minuti. Tutti nel secondo tempo, dopo che nell’intervallo “ho bevuto una Red Bull all’intervallo e mi ha messo le ali”. Parole sue. E comunque, un altro pallone da portare a casa.

Da quando è in giallonero ha segnato 31 goal in 30 partite, viaggia a una media di un goal ogni due. Tra l’altro, Haaland in passato ha affermato che di solito tratta i palloni come ragazze. E anche stavolta ha affermato di aspettare e vedere “cosa succede stanotte”…

Forse ne avrebbe segnati altri. Fatto sta che a 6 minuti dal termine Favre ha deciso di toglierlo lanciando Moukoko, che è diventato il più giovane esordiente della Bundesliga. Ed è già un pallino del norvegese.

“In questo momento è il miglior talento del mondo. Io ho più di vent’anni, mi sto facendo vecchio. È così che va”.

 

Tutto il meglio Haaland in una sera. Witsel a ESPN lo ha riassunto perfettamente.

“È Erling. Non lo vedi per mezz’ora, poi inizia a segnare. Segna goal come respira. È il suo lavoro”.

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