Favre e l’Hertha: ritorno a Berlino nel segno delle imprese mancate

Favre hertha

La sfida tra Hertha Berlino e Borussia Dortmund che si giocherà nella settima giornata di Bundesliga 2020/21 non sarà una partita particolare soltanto per l’orario insolito (le 20.30 del sabato), ma anche per Lucien Favre. Il tecnico del BVB è infatti un ex, essendo stato a Berlino per poco più di due anni, da luglio 2007 a settembre 2009. Forse è proprio in quella esperienza che sono emersi i punti di forza e di debolezza che caratterizzeranno anche gli anni successivi della carriera dello svizzero, nonché il presente alla guida del Borussia Dortmund.

Favre, classe 1957, inizia la carriera da allenatore nel campionato elvetico, facendosi notare a inizio anni 2000 con la vittoria della Coppa Svizzera con il Servette, società con cui aveva militato a lungo anche da calciatore. Dopo un anno di pausa è la chiamata dello Zurigo nella stagione 2003/2004 a decretare la svolta. Due anni per mettere le basi ad un squadra che vincerà due Super League consecutive nel 2006 e nel 2007.

A questo punto entra in scena l’Hertha, che decide di puntare su Favre, scelto per il bel gioco espresso a Zurigo e per la capacità di costruire nel tempo un gruppo vincente. Di fatto entra nel calcio ad alti livelli. Anche a Berlino nella prima stagione lo svizzero lavora per creare un gruppo solido: decimo posto finale, con una grande nota di merito. Die Alte Dame viene infatti ammessa ai turni preliminari della Coppa Uefa grazie al Fair Play ranking, basato su criteri quali tra gli altri il gioco propositivo, il rispetto per l’avversario e il comportamento dello staff.

La stagione 2008/2009 è la più emozionante degli ultimi decenni per l’Hertha, che sogna concretamente la prima vittoria in Bundesliga, il terzo titolo in assoluto dopo i due campionati vinti consecutivamente a cavallo degli anni ’20 e ’30. Infatti a due giornate dalla fine, dopo il 3-2 a Colonia, la classifica dice: Wolfsburg e Bayern 63 punti, Hertha 62 e Stoccarda 61. In questa situazione è evidente a tutti che saranno mentalità e freddezza a decidere a chi andrà il Meisterschale.

La critica maggiore che ancora oggi nel Borussia Dortmund viene fatta a Favre è proprio questo aspetto mentale. L’Hertha pareggia in casa contro lo Schalke e perde all’ultima giornata contro il Karlsruher penultimo. Non solo sfuma il sogno Meisterschale, che va al Wolfsburg di Felix Magath, ma i berlinesi vengono anche superati al terzo posto dallo Stoccarda e devono dire addio alla Champions League.

Questo finale lascia pesanti strascichi, nella squadra come nel tecnico. E la stagione 2009/2010 lo dimostra chiaramente. Dopo la vittoria contro l’Hannover alla prima giornata arrivano sei sconfitte consecutive, con 17 gol subiti e soltanto 5 fatti. L’esonero di Favre è inevitabile e il prosieguo della stagione non sarà meglio per l’Hertha: ultimo posto e retrocessione in Zweite.

Sabato non sarà la prima volta che Lucien Favre tornerà all’Olympiastadion. Ma dopo la sconfitta nel Klassiker e con la critica che continua a non essere certo morbida nei suoi confronti (significativo a tal proposito l’editoriale di Matt Ford di giugno su ‘Deutsche Welle’), forse più delle altre volte ripenserà a quegli ultimi mesi a Berlino. L’Hertha sembra ancora una volta più che mai la squadra del suo destino.

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