Stefan Posch, il nuovo leader dell’Hoffenheim

Stefan posch Hoffenheim

Nazionale austriaco classe 1997, Stefan Posch è da quattro anni nella prima squadra dell’Hoffenheim e dall’anno scorso è ormai un punto fermo della difesa. Sia Alfred Schreuder, sia Sebastian Hoeneß l’attuale allenatore dei tedeschi – gli hanno dato un ruolo centrale nella difesa dell’achtzehn, con il primo che si è speso a sua difesa anche dopo errori pesanti come quelli contro Lipsia, Manchester City o Friburgo dello scorso anno.

L’ex allenatore dell’Hoffenheim ne ha sempre elogiato la resilienza e la reazione che il ventiduenne ha mostrato dopo gli errori commessi. Nonostante le critiche, Stefan Posch ha sempre retto la pressione ed ha sempre reagito in maniera positiva alle correzioni ricevute dimostrando una crescita notevole che gli è anche valsa due rinnovi contrattuali. Il primo è arrivato nella scorsa stagione, quando sia lui che la società avevano deciso di rifiutare offerte in doppia cifra dal resto d’Europa, per proseguire un percorso di crescita. Percorso che si concluderà tra quattro anni, visto che pochi giorni fa è appunto arrivato il secondo rinnovo, che lo legherà al club di Sinsheim fino al 2024.

“Mi sento molto a mio agio qui e. Non solo perché ci sono altri due austriaci in rosa, Florian Grillitsch e Christoph Baumgartner – di cui vi avevamo parlato qui Il club ha riposto grande fiducia in me molto presto e mi ha permesso di crescere in modo speciale”.

Queste le parole di Stefan come commento al rinnovo contrattuale. E come dargli torto. Seb Hoeneß crede molto in lui e quando è stato possibile lo ha sempre schierato titolare nei tre di difesa o, come contro il Borussia Dortmund, nel ruolo di esterno destro quando in emergenza. Uno dei punti di forza del ventitreenne nato a Judenburg, nella regione della Stiria, città storica in quanto avamposto ebreo già dal Medioevo — tanto che la traduzione letterale è, appunto, ‘castello ebreo’.

Tornando al lato tecnico. A differenza della scorsa stagione, Posch ha ridotto, se non eliminato, gli errori evitabili, quelli fatti per mancanza d’esperienza o per disattenzione, confermandosi invece come leader difensivo al pari di Kevin Vogt. La classe e l’intelligenza tattica per eccellere non gli manca, riesce anche ad abbinarci una buona forza fisica (188 cm per 82 chilogrammi circa) che quando controllata lo porta a primeggiare contro avversari di grossa stazza. Come detto, poi, il carattere per reagire agli errori e sobbarcarsi la leadership di reparto di certo non gli manca. Una dote non da poco per un difensore ventitreenne, che dal marzo 2019 è meritatamente entrato anche nel giro della nazionale maggiore dell’Austria. Concludendo uno primo step della sua carriera, dopo aver concluso tutta la trafila delle giovanili.

Per questo motivo l’Hoffenheim dovrà cercare di tenerselo molto stretto senza farsi tentare dalle sirene di mercato che di certo arriveranno a breve.. Con lui e il giovanissimo Bogarde, la difesa dell’acthzehn potrebbe trovare nuovo slancio vitale. Il percorso iniziato da Nagelsmann, che decise di lanciarlo poco più che ventenne, sta giungendo a compimento.

Rispondi