Dove sono finiti oggi i giocatori della Germania finalista a Euro 2008?

germania Spagna 2008

Era il 29 giugno del 2008, e a Vienna la Spagna trionfava nella finale dell’Europeo, aprendo uno splendente ciclo quadriennale di vittorie. In Austria, il gol di Torres condannò però anche la Germania alla terza medaglia d’argento nella competizione, dopo quelle del 1976 e del 1992. L’unico segno di continuità tra quella nazionale e quella che si scontrerà di nuovo contro gli iberici in UEFA Nations League è il CT, Joachim Löw. Il resto della rosa è ovviamente cambiato nella sua totalità; ma che fine hanno fatto i protagonisti di quella cavalcata?

Partiamo dall’unico che scende tuttora in campo da professionista, dopo i recenti ritiri di Schweinsteiger (che ora lavora in TV), di Mario Gomez e René Adler: Lukas Podolski gioca in Turchia, con l’Antalyaspor, dopo l’esperienza al Vissel Kobe in Giappone. L’ex-Bayern e Colonia, però, ha già costruito diversi ponti verso il suo futuro post-calcio: tra questi una linea di abbigliamento, una catena di gelaterie ispirata all’Italia ed un döner kebab che fa letteralmente impazzire i cittadini della sua Colonia. Anche Philipp Lahm, ritiratosi nel 2017, ha scelto una strada alternativa al calcio, pur mantenendo un contatto molto sottile con quel mondo: attualmente è impegnato come dirigente della Sixtus, azienda che si occupa di prodotti medicali per lo sport, presente sulle panchine di praticamente tutta la Serie A.

Ha giocato fino alla stessa stagione anche Clemens Fritz, che ha detto basta con al braccio la fascia da capitano del Werder Brema, per poi diventare Direttore dell’area Scouting dello stesso club nel novembre 2019. Non è però l’unico ad aver intrapreso la carriera dirigenziale: Jens Lehmann, dopo aver pubblicato una biografia dal titolo La follia scende in campo, aver recitato in un film ed aver tentato la carriera da assistente allenatore con Arsenal ed Augsburg, dalla scorsa primavera fa parte del front-office dell’Hertha Berlino. Il suo Direttore Sportivo è l’uomo che nel 2008 giocò quella finale alla sua destra: Arne Friedrich, da poco promosso in questo nuovo ruolo. Posizione analoga a quella che Tomas Hitzlsperger, in campo da mediano a Vienna, occupa allo Stoccarda. Dopo appena qualche mese da responsabile del settore giovanile, Simon Rolfes è invece stato promosso DS del Leverkusen, mentre Marcell Jansen ha scalato ancora di più la piramide, diventando presidente dell’Amburgo a soli 34 anni, col compito di sanare le numerose fratture interne alla società.

Per Mertesacker, invece, dopo un doloroso addio alla carriera da giocatore si è subito messo a disposizione del suo Arsenal: prima come responsabile delle giovanili, ora come vice-allenatore al fianco di Arteta. Anche Miroslav Klose è tornato ad assaporare il campo, da assistente di Hansi Flick al Bayern Monaco. Dopo averlo accolto la scorsa estate, l’allenatore dei campioni di Germania in carica ha sottolineato come gli basterebbero poche settimane di allenamento per poter tornare in forma perfetta e giocare.

Sono assistenti, in panchina, anche Borowski – costretto al ritiro a 32 anni dai problemi alla caviglia destra ed ora al Werder Brema – Oliver Neuville, accanto a Marco Rose nel Borussia Mönchengladbach, ed Heiko Westermann, che a 37 anni è nello staff della Germania Under-15. Torsten Frings, invece, ricopre il ruolo di capo allenatore del Meppen, club di Dritte Liga.

C’è anche chi, però, non ha voluto più partecipare attivamente alla vita calcistica dopo aver appeso gli scarpini al chiodo: Kevin Kuranyi, ritiratosi nel 2016, ora agisce dietro le quinte, tramite la sua agenzia di management sportivo (detiene la procura, tra gli altri, di Cunha). Per il resto, si diletta tra ospitate tv, amichevoli per leggende e l’attivismo per Viva con Agua, associazione che lotta per rendere accessibile l’acqua potabile a chiunque.

David Odonkor, grande promessa mancata del calcio tedesco, si è invece reinventato come personaggio televisivo. Ritirandosi nel 2013 dopo qualche annata di semi-professionismo, nel 2015 ha vinto il Grande Fratello VIP tedesco.

Purtroppo, però, ci sono anche vite che dopo quel 2008 hanno preso strade decisamente più buie: è il caso del povero Robert Enke. All’epoca della finale era ancora nel pieno della sua esperienza all’Hannover, ma dopo appena un anno e mezzo si tolse la vita, condannato da una depressione che lo tormentava da anni dopo la perdita della piccola figlia Lara. Michael Ballack, invece, se l’è vista brutta lo scorso agosto, quando è stato operato d’urgenza per un tumore alla schiena che si avvicinava pericolosamente al midollo spinale.

Chi invece nei guai ci si è messo di sua spontanea volontà è Christoph Metzelder, altro perno difensivo della Germania che si inchinò ad Iniesta e compagni. Dopo aver vestito le maglie di BVB, Real Madrid e Schalke 04, il nativo di Haltern am See stava iniziando una carriera da allenatore subito stroncata: come riportato dalla stampa tedesca, è finito al centro di un’inchiesta sulla diffusione di materiale pedo-pornografico, partita dalla segnalazione di una sua ex-fidanzata. Dopo un anno di procedimento, Metzelder avrebbe confessato, lo scorso settembre, di aver posseduto e fatto circolare il materiale in questione, e la sua posizione in attesa del processo sarebbe gravissima.

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