Critiche, risposte, tensione, pace: cos’è successo tra il Wolfsburg e Glasner

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Andare d’accordo con Jörg Schmadtke, responsabile della sezione sportiva del Wolfsburg, è un privilegio che non spetta a molti allenatori. Lo scorso anno vi abbiamo raccontato della clamorosa rottura con Bruno Labbadia, che aveva portato la squadra dal disputare lo spareggio salvezza alla qualificazione in Europa League. Anche quest’anno ci sono stati forti attriti con quello che è stato il successore di Labbadia. Anche se, a differenza del predecessore, Oliver Glasner rimarrà ancora sulla panchina del Wolfsburg.

Il club ha comunicato che un incontro svoltosi venerdì 13 novembre ha risolto le questioni tra l’allenatore, il capo della parte sportiva e il direttore sportivo Schäfer. In agenda non ci sarebbe stata la posizione dell’allenatore, secondo quanto comunicato. E dunque conferma, nonostante gli attriti degli scorsi giorni.

La goccia che sembrava aver fatto traboccare il vaso era arrivata giovedì 5 novembre, quando il tecnico austriaco intervistato a ‘Sky’ ha dichiarato pubblicamente il proprio malcontento per la gestione della campagna acquisti e il mancato arrivo di un attaccante con caratteristiche specifiche.

“È un peccato non essere riusciti ad acquistare un attaccante veloce che attaccasse la profondità. Ne abbiamo parlato per mesi. Lo faccio presente perché abbiamo parlato del fatto che stiamo segnando poco”.

Peculiarità che evidentemente il 46enne non ha riscontrato nei due nuovi arrivati in attacco: né nel giovanissimo Bartosz Bialek, classe 2001 polacco, né nel più esperto Maximilian Philipp, che nel ruolo di prima punta ha vissuto esperienze poco felici a Dortmund. Mancanza prontamente rimarcata, in quello che secondo il kicker sembrava essere un momento già di per sé di rottura tra Glasner e il Wolfsburg, in particolare nella figura del plenipotenziario Schmadtke. Che proprio al sito tedesco ha affidato la replica al proprio allenatore, a distanza, prima di un confronto diretto.

“Non la trovo una bella cosa da dire, trovo infelice la dichiarazione e il tempismo. Sembra talmente insoddisfatto che lo ha detto soltanto ora (a un mese dalla chiusura del mercato, ndr). Qui non è fantasylandia, non si possono volere cose che non si possono avere”.

Se la dichiarazione è stata morbida, la conseguenza sembrava non esserla: venerdì 13 novembre si è tenuto un incontro nel quale è prevalsa la via prima di tutto del dialogo, come voluto dal club. Alla fine il Wolfsburg non ha optato per il cambio in panchina, nonostante un rapporto che già da diverse settimane non sembrava idilliaco. Il club ha inizialmente deciso di temporeggiare fino a domenica per permettere alla squadra di giocare contro l’Hoffenheim con un allenatore e non in situazione di emergenza, vincendo la partita per 2-1.

A livello tecnico, il tecnico austriaco poteva essere contestato soltanto su due fronti: un calcio non sempre vivace e propositivo, ma molto solido, e l’eliminazione all’ultimo turno preliminare di Europa League contro l’AEK Atene. Anche dopo la sfortunata trasferta greca, chiusa con sconfitta e addio alla fase a gironi, nessuno aveva messo in discussione il lavoro dell’ex tecnico del LASK, club con il quale ha compiuto veri miracoli, portandolo a competere con il Salisburgo.

Il 46enne è stato vice di Roger Schmidt proprio nella squadra marchiata Red Bull e ha allenato anche al Ried, club nel quale ha speso quasi vent’anni della sua carriera da giocatore. Dopo anni di successo al LASK, dove copriva sia il ruolo di allenatore che quello di direttore sportivo, con risultati notevoli, il Wolfsburg lo aveva assunto come erede di Labbadia, con risultati tutto sommato soddisfacenti.

Il ‘kicker’ ha scritto sulla vicenda che esisteva un patto tra allenatore e dirigenza che permetteva solo a Schmadtke e Schäfer, il direttore sportivo, di parlare di mercato pubblicamente. Qualche parola di troppo, con conseguenti screzi dietro le quinte, poteva costare la panchina a Glasner, che a ‘Sky’ prima della partita con l’Hoffenheim si è difeso.

“Non era una critica, non va intesa in questo modo. Ho detto che abbiamo tracciato il profilo di un giocatore che per varie ragioni non abbiamo preso. Non ho detto che io e la dirigenza avevamo idee diverse. Il clamore mi ha sorpreso. Sono stato onesto nel descrivere la situazione. Il mercato è una piccola parte del problema”.

Glasner ha anche aggiunto che lui e Schmadtke hanno avuto “discussioni controverse, a volte non sempre siamo stati d’accordo, ma remiamo tutti nella stessa direzione”. Tra l’altro Schmadtke a ‘Sport 1’ ha anche detto di “non essere un mangia-allenatori”, come lo hanno dipinto alcuni. Per questa volta li ha smentiti. Per ora.

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