Fußball e Storia – St. Pauli, l’altra faccia di Amburgo tra tradizione e folklore

st. pauli amburgo

Nella Amburgo degli Anni Ottanta dello scorso secolo le lotte operaie erano all’ordine del giorno. Il governo tedesco prendeva decisioni estremamente impopolari come quella di espropriare le case popolari abitate dagli operai nella zona portuale della città, quella di St. Pauli. Ci fu un vero e proprio scontro tra classi all’interno della città e questo si trascinò anche sul campo da gioco dove ai borghesi dell’Amburgo venne contrapposta la classe operaia del St. Pauli. Le proteste raggiunsero un’eco così profonda da convincere il governo della BundesRepublik a fare un passo indietro e riassegnare le case ai precedenti inquilini.

Una vittoria importante che divenne il simbolo delle lotte di classe di tutta Europa e non solo. In molti si iniziarono ad appassionare alla storia del quartiere di St. Pauli e, come conseguenza, anche la squadra aumentò non di poco il numero dei suoi sostenitori. C’è un motivo se un club che da anni vaga in Zweite Liga continua a riempire i seggiolini del Millerntor Stadion (quasi 30mila posti a sedere) e non è solo perché in Germania gli stadi sono sempre pieni.

La bandiera Jolly Roger

Se vi è mai capitato di vedere una partita del Sankt Pauli o anche solo una foto dei loro tifosi avrete certamente notato la bandiera “dei pirati”, ovvero la Jolly Roger Flag. Dopo essere stata per molto tempo il vessillo delle navi da brigantaggio, nel Novecento viene associata a forme di protesta e di anti-conformismo. Nel 1987 Doc Mabuse, tifoso dei Kiezkicker e cantante di una band punk, ha portato la bandiera allo stadio “in segno di libertà e resistenza all’autorità” e da quel giorno è sempre rimasta sugli spalti del Millerntor. Il vessillo è diventato quasi oggetto di culto nel quartiere e nei pressi dello stadio è stato aperto, ormai da diversi anni, il Jolly Roger pub, dove i tifosi si ritrovano a bere prima e dopo la partita, a prescindere dal risultato.

St. Pauli, un quartiere di Amburgo come nessun’altro e dei tifosi speciali

Lungo le sponde del fiume Elba si sviluppa un quartiere con delle peculiarità che non si possono trovare da nessun’altra parte al mondo. Essendo una zona portuale, St. Pauli è stato ed è tutt’ora abitato da tantissimi marinai e operai, con una red light district più mitigata di quella di Amsterdam ma comunque molto frequentata. Un quartiere estremamente progressista, abitato da gente umile ma che non si è mai tirata indietro quando ce n’è stato bisogno.

Uno di questi casi è sicuramente quello avvenuto all’inizio del nuovo millennio. La squadra era retrocessa in Regionalliga Nord ed era ad un passo dalla crisi finanziaria. I tifosi, che ancora oggi sono i proprietari del club per la regola del 50+1, diedero vita ad una Retteraktion (un refunding). Iniziano a mettere delle leggere imposte sulle birre e più in generale sulle attività commerciali della zona riuscendo a raccogliere in qualche mese la somma sufficiente ad evitare il fallimento. Si potevano cercare delle vie alternative, trovare dei nuovi sponsor ma l’unicità di questa squadra (e di questo quartiere) risiede anche in questo.

amburgo st. pauli
Amburgo-St. Pauli è un derby con una forte storia di appartenenza alle spalle. Fonte: Imago/OneFootball

L’identità è più importante dei risultati. Sembrano soltanto delle belle parole ma in questa parte del mondo, a St. Pauli, hanno un significato ben preciso. Quando nel 2010, anno del ritorno in Bundesliga, la società decide di aprire la porta a finanziamenti esterni sono in molti a storcere il naso. Addirittura viene allestito nella tribuna vip un palco per la lap dance dove una ragazza si esibiva in uno striptease dopo il gol della squadra di casa. Non la più brillante delle idee. Oltre ad essere un quartiere progressista, Sankt Pauli è una zona da sempre molto attenta alle cause dei più deboli e alla tutela dei diritti. Una pratica estremamente maschilista non poteva di certo entusiasmare questo tipo di tifoseria ed infatti è durata giusto il tempo di qualche partita, prima di essere definitivamente cancellata.

Molti sostenitori della vecchia guardia stanno reclamando un allontanamento dall’identità della squadra e del quartiere e probabilmente è vero. I tempi cambiano e gli ideali diventano evanescenti ma nell’immaginario collettivo St. Pauli resterà comunque un unicum sia come quartiere che come squadra di calcio. E la sua contrapposizione all’HSV rimane una delle rivalità più forti e più suggestive della Bundesliga.

Un pensiero riguardo “Fußball e Storia – St. Pauli, l’altra faccia di Amburgo tra tradizione e folklore

Rispondi