BundExLiga: Dortmund-Schalke e i traditori del Revierderby

Schalke Dortmund

Alle 18.30 di sabato, in un Signal Iduna Park tristemente vuoto, andrà in scena una delle partite più sentite di tutta la Bundesliga. Il Revierderby. La sfida fra Borussia Dortmund e Schalke, infatti, non è mai stata una sfida normale (basti vedere il fantastico 4-4 di tre anni fa) e i trasferimenti fra le due squadre sono sempre stati motivo di grande rabbia per entrambe le tifoserie. E oggi andremo a vedere quali sono stati i tradimenti più importanti della storia del derby della Ruhr.

Partiamo, quindi, con Herbert Sandmann. Cresciuto e affermatosi nel Borussia Dortmund ma trasferitosi allo Schalke, Herbert Sandmann era considerato uno degli esterni più promettenti del calcio tedesco. Poi, nel 1949, è arrivata l’irrinunciabile offerta dello Schalke, che, però, non è riuscito a fargli scordare il suo amore per i colori gialloneri: dopo due sole stagioni è ritornato a casa e ha concluso la sua carriera proprio a Dortmund.

Dopo di lui, troviamo un giocatore che non ha lasciato un grande segno nel calcio tedesco. Eppure, di Horst Mühlmann si ricordano sempre il cuore nobile, che lo aveva portato a investire i soldi guadagnati nella costruzione un complesso abitativo a Selm, sua città natale, e il tiro potentissimo, che lo contraddistinse sin dall’inizio della sua carriera di portiere: cresciuto nelle giovanili del Borussia Dortmund ma affermatosi nella prima squadra dello Schalke, Mühlmann ha deciso di cambiare sport a 29 anni, finendo con il giocare per altri 8 anni a football americano, anche in NFL. E nel 1991 una grave malattia ha posto fine alla sua vita.

Grave malattia che ha portato via anzitempo anche Reinhard “Stan” Libuda, uno dei migliori giocatori della storia del calcio tedesco. Ala veloce e tecnicamente eccelsa, abile nell’uno contro uno e capace di colpi di genio assoluti, Libuda è stato ed è tuttora, a più di 20 anni dalla sua morte, il traditore più amato sia dalle parti di Gelsenkirchen che in quel di Dortmund. Entrambe le tifoserie, infatti, pur essendo perennemente in lotta, concordano su un unico fatto: Libuda è stato il miglior giocatore che abbia mai vestito entrambe le maglie (quella dello Schalke per ben due volte, prima e dopo la parentesi triennale con il Dortmund).

Passiamo poi a Rolf Rüssmann, che non è passato alla storia come un grande uomo, a causa dell’inizio turbolento della sua eccellente carriera: nel 1971, infatti, è stato coinvolto, insieme ad altri suoi compagni, in uno scandalo scommesse che ha sconvolto il calcio tedesco, costringendo i vertici della DFB a creare la Zweite Liga. A causa del suo coinvolgimento in questa vicenda, Rüssmann è stato costretto a giocare un anno in prestito al Bruges prima di ritornare al suo Schalke, che nel 1980 ha dovuto venderlo agli acerrimi rivali del Borussia Dortmund a causa di problemi economici.

Hans-Joachim Wagner, invece, è di una generazione successiva rispetto a Libuda, che, però, ha sicuramente avuto modo di ammirare da molto vicino, essendo cresciuto nelle giovanili dello Schalke, per poi trasferirsi a nemmeno 19 anni al Borussia Dortmund (che all’epoca navigava fra Bundesliga e Zweite Liga), di cui è diventato una vera e propria bandiera. Mediano vecchio stile, Wagner ha preso parte anche all’ormai leggendaria partita fra Borussia Mönchengladbach e Borussia Dortmund, giocata il 29 aprile del 1978 e terminata 12-0. Partita a cui invece non ha preso parte Rüdiger Abramczik, arrivato a Dortmund soltanto due anni dopo. Da che squadra? Ovviamente dallo Schalke, con cui era diventato uno dei migliori esterni offensivi di tutta la Bundesliga, tanto da venir soprannominato Flankengott (“re dei cross”) dai tifosi che lo avevano tanto amato prima del suo trasferimento (contemporaneo a quello di Rolf Rüssmann) in maglia giallonera. Dopo altre tre stagioni nella Ruhr, Abramczik decise di trasferirsi al Norimberga, dove di fatto si concluse la sua carriera ad alti livelli.

Di un anno più giovane ma infinitamente meno talentuoso era Ulrich Bittcher, ricordato dai tifosi dello Schalke con l’affettuoso nomignolo Uli. Centrocampista dotato di grande carattere, disciplina e fortemente legato ai colori biancoblu, fu uno dei pochi a decidere di non lasciare lo Schalke dopo la sciagurata stagione 1980-1981, che portò la squadra di Gelsenkirchen a retrocedere in Zweite Liga. Dopo appena un anno, Bittcher e compagni ritornarono in Bundes, per poi retrocedere nuovamente. Questa volta, però, Bittcher decise di trasferirsi dagli acerrimi rivali del Borussia Dortmund, dove concluse la sua carriera.

Jürgen Wegmann e Ingo Anderbrügge, invece, appartengono ad una generazione successiva, quella che ha visto ritornare in alto sia lo Schalke che il Borussia Dortmund. Entrambi sono nati nel 1964 ed entrambi sono passati, senza incontrarsi, da Dortmund a Gelsenkirchen, dove le loro carriere, però, hanno preso due pieghe completamente diverse: Wegmann, soprannominato Kobra per il suo grande fiuto del gol, è passato al Bayern Monaco dopo nemmeno un anno, dove si è affermato come uno dei migliori attaccanti tedeschi della sua epoca. Anderbrügge, invece, è arrivato allo Schalke nel 1988, diventandone una vera e propria bandiera del club, con cui ha vinto la prima e fino ad ora unica Coppa UEFA della sua storia. Centrocampista offensivo dotato di grande forza fisica e ottima tecnica individuale, Anderbrügge eccelleva negli inserimenti e nei tiri dalla distanza, che lo hanno portato a segnare quasi 100 gol in Bundesliga. di quella squadra, inoltre, faceva parte anche Jens Lehmann, traditore a metà, perché, pur essendo una bandiera dello Schalke, aveva deciso di trasferirsi al Borussia Dortmund dopo una fugace esperienza al Milan.

Un paragrafo a parte, invece, lo merita un calciatore che ha fatto la storia del calcio tedesco, portando la sua classe e la sua qualità anche in Italia, dove ha vestito la maglia della Juventus: stiamo ovviamente parlando di Andreas Möller, leggenda del Borussia Dortmund e della nazionale teutonica, con cui ha vinto un Mondiale e un Europeo. Fra tutti i tradimenti che abbiamo citato, quello di Möller è sicuramente il più sentito, soprattutto dai tifosi gialloneri, che avevano trovato in lui un vero e proprio idolo, che li aveva trascinati a vincere praticamente tutto, sia in Germania che in Europa: per questo, quando nel 2000 ha deciso di trasferirsi allo Schalke, i tifosi del Borussia Dortmund sono insorti contro la dirigenza, che già nel 1990 aveva deciso di cederlo al Francoforte. Se il trasferimento alle Aquile era tollerabile, quello ai Knappen fu un colpo durissimo per l’orgoglio giallonero.

L’ultima tradimento in ordine di tempo, invece, non è stato così sentito: Felipe Santana, infatti, è ancora oggi un idolo dei tifosi del Borussia Dortmund, che proprio grazie ad un suo gol hanno raggiunto nel 2013 quella storica semifinale di Champions League che poi li avrebbe portati a perdere la finale contro il Bayern di Jupp Heynckes. Difensore centrale roccioso e dal rendimento costante, Santana era arrivato in Germania dal Figueirense, dove si era affermato come uno dei centrali brasiliani più promettenti. Con Klopp diventò la prima riserva di Subotic e Hummels, un ruolo decisamente importante che lo portò anche a giocare proprio quella leggendaria semifinale contro il Malaga: il Borussia aveva pareggiato per 0-0 in Spagna, ma al ritorno il Malaga aveva giocato una partita eccellente, e al 94esimo il risultato era fisso sul 2-2. Questo fino alla zampata decisiva di Santana. Da quel magico momento, che poi prese il nome di miracolo di Dortmund, ebbe un posto speciale nel cuore dei tifosi gialloneri, che non poterono dimenticarlo nemmeno quando al termine di quella stessa stagione si trasferì allo Schalke.

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