L’osservato speciale: la parabola discendente di Nico Schulz

Nico Schulz dortmund

Se due stagioni fa avreste chiesto ad un appassionato di Bundesliga il nome del terzino sinistro più promettente del campionato probabilmente avreste avuto due risposte: Philipp Max e Nico Schulz. Il primo ha lasciato la Germania quest’estate direzione Eindhoven, il secondo è diventato un oggetto misterioso in quel di Dortmund.

Acquistato dal BVB nel luglio del 2019 per venticinque milioni di euro, Schulz era pronto a prendere il trampolino e diventare l’esterno sinistro di riferimento per i gialloneri e la Germania. Con la maglia dell’Hoffenheim di Nagelsmann, uno che gli esterni li fa volare, aveva impressionato tutti guadagnandosi anche le prime chiamate in nazionale. Grazie alle ottime prestazione fatte a Sinsheim, sia in ottica difensiva che offensiva (6 assist ed un gol nella stagione 18/19), Löw gli ha regalato l’esordio in nazionale contro il Perù nel suo stadio. Esordio, peraltro, coronato anche con la prima rete con la Mannschaft. Da quel settembre 2018, Schulz, era diventato a tutti gli effetti l’esterno titolare della Germania e la chiamata del Borussia Dortmund sembrava poter essere un ulteriore passo verso la consacrazione. Poteva esser convocato con l’Italia, perchè il cognome del papà è D’Abundo: italiano, per la precisione di Ischia. Ha scelto di chiamarsi Schulz, come la mamma, per giocare nella Germania. Sogno realizzato.

Tuttavia, da ormai un anno tutto è iniziato ad andare storto. La prima parte della stagione 19/20 è contraddistinta dall’infortunio al piede che lo ha messo fuori gioco per circa un mese ad inizio anno e tra settembre e gennaio ha raccolto solo otto presenze molte delle quali da titolare. Senza mai convincere fino in fondo, commettendo errori spesso banali. All’improvviso, però, Favre ha smesso di dargli fiducia cominciando a preferirgli Raphaël Guerreiro, maggiormente decisivo in fase offensiva e sempre pronto a dare il suo contributo in ripiegamento. Da questo momento in poi Nico Schulz è sparito dai radar. Un infortunio muscolare lo ha messo ko per un altro mese, al rientro ha giocato qualche scampolo di partita con il titolo già in Baviera ed il secondo posto dei gialloneri già al sicuro, ma con la nuova stagione la solfa non è cambiata.

Quest’anno Favre non lo considera, lui si è fatto nuovamente male – questa volta al polpaccio – e anche Löw sembra aver perso la fiducia in lui: dopo la partita con la Turchia ha deciso di lasciarlo e puntare su Robin Gosens e su Halstenberg per la fascia sinistra della nazionale. Domani sarebbe dovuta essere la sua partita. Il tecnico del Borussia Dortmund era pronto a dargli un’occasione in quello che era il suo vecchio stadio contro la sua ex squadra, ma anche stavolta un infortunio muscolare lo ha fermato, probabilmente facendo definitivamente crollare le sue chance di ritagliarsi un ruolo nel Dortmund.

Attualmente Schulz risulta essere dietro anche a Felix Passlack in gol contro il Friburgo qualche settimana fa – nelle gerarchie della fascia sinistra giallonera e la sensazione che questo fosse l’ultimo treno disponibile è forte, soprattutto perché i continui problemi muscolari lo rendono inevitabilmente un calciatore inaffidabile agli occhi di Favre.

Il Dortmund nell’ultimo giorno di mercato ha avuto anche la chance di cederlo al Manchester United, secondo i rumors di mercato. Eppure l’approccio considerato “ridicolo” da parte del club giallonero ha fatto propendere per il no. Occasione persa? Forse. Un po’ come quella mancata settimana scorsa in Germania-Turchia. Prestazione rivedibile. Tanto che Matthäus, uno che le parole le fa pesare, lo ha preso come esempio negativo per dire che Löw non deve far giocare calciatori che fanno fatica a imporsi nel club. La magia di Sinsheim per Nico Schulz sembra giá terribilmente lontana.

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