I tre grandi problemi della Germania

Germania

Il nuovo ciclo della Germania post fallimento Mondiale 2018 è ripartito da ormai due anni, sempre nel nome di Joachim Löw. Confermato tra gli interrogativi. Quelli che sono emersi, ancora una volta, dopo il 3-3 di Colonia contro la Svizzera. A distanza di 25 mesi da quando la nuova Mannschaft ha deciso di attuare un vero e proprio ricambio generazionale, c’è ancora qualcosa di irrisolto nei meccanismi della Mannschaft. Tre punti in particolare destano preoccupazione in chiave Euro 2021. 

La stabile scelta di un modulo

La difesa a tre non ha mai davvero convinto nessuno. L’idea principale sembrava quella di garantire maggior copertura e libertà agli esterni, per dare più ampiezza. Eppure l’uomo in più in difesa non ha portato i benefici sperati da Löw, che occasionalmente si è affidato ai quattro dietro. Il continuo cambiamento del sistema di gioco non ha aiutato la costruzione di delle idee di gioco solide. La squadra non si muove ancora come una squadra, spesso le distanze e le posizioni sono confuse e creano confusione anche agli stessi giocatori. Si veda ad esempio l’errore di Kroos contro la Svizzera che dà il via al provvisorio 0-2, o alcuni momenti in cui una coralità ancora manca.

Un sondaggio di Sky Sport, effettuato dopo la vittoria per 1-2 in Ucraina, ha rivelato che il 97% dei votanti non gradiva il modo di giocare della Germania. Anche perché la rinuncia a un giocatore offensivo per uno difensivo costringe a lasciare in panchina, o peggio in tribuna, una quantità significativa di giocatori di enorme talento. Per capirci: nell’ipotesi di 4-3-3, uno tra Sané, Werner, Gnabry e Havertz parte dalla panchina. Più Brandt, Draxler. Così come soltanto uno tra Gündogan e Goretzka troverebbe spazio. Le tre partite degli ultimi sette giorni hanno in fondo dimostrato che il problema non è il modulo, ma la compattezza. E che al talento offensivo è meglio non rinunciare.

La coppia difensiva

La Germania subisce goal da sei partite consecutive. Se la fase difensiva non è riuscita a garantire solidità, è anche una questione di rotazioni. Spesso eccessive. A volte costrette dagli infortuni e dalle defezioni. Tra Ginter e Can, Süle e Koch, Rüdiger e Tah, Löw ha mosso continuamente le pedine e non si è mai affidato stabilmente a una coppia che fosse in grado di costruirsi un affiatamento e un’intesa di alto livello.

Probabilmente c’è anche un problema di effettiva disponibilità di giocatori. In questo senso, in molti hanno criticato la decisione di sacrificare Hummels e Boateng (e anche Müller) sull’altare del ricambio generazionale. È pur vero che, se sacrificio andava fatto, andava fatto nell’immediato post Mondiale. Come effettivamente è stato. Da qui a giugno, comunque, il Bundestrainer dovrà prendere una decisione anche su come organizzare la propria linea difensiva. Magari non saranno di primissima qualità mondiale, ma le alternative senza dubbio ci sono.

La mancanza di un ‘blocco’

Rispetto alla squadra che abbiamo visto in un periodo che potremmo indicare tra il Mondiale 2010 e l’Europeo del 2016, la sensazione è che in questo momento manchi ancora quello che potremmo definire ‘blocco’. Termine poco tecnico, ma che rende l’idea se lo affianchiamo alla parola ‘Bayern’. Se prendiamo la squadra che è scesa in campo nella finale del Mondiale 2014, la metà dei giocatori coinvolti veniva proprio dal Bayern. In questo momento, invece, sono ‘soltanto’ sei i giocatori del Bayern nel giro della Nazionale.

Non che ci sia una responsabilità, anzi: per il movimento è positivo che siano di più i club che forniscano giocatori alla Germania. Löw però sembra subire questa mancanza. Specialmente se si considera che il gruppo è ancora poco amalgamato, naturalmente, in quanto in piena formazione. La squadra del 2014 era insieme già da almeno quattro anni. Il Ct ha sempre fatto affidamento sulla sua ‘colonia’, sul porto sicuro, il fondamento. In campo come in spogliatoio. Ora di quel fondamento c’è Neuer, c’è Kimmich, c’è Gnabry. Goretzka è sulla buona strada per aggiungersi. L’ultimo tassello sarà Sané, anche se non sarà immediato. Tempo al tempo. Anche se non è detto che basti.

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