L’anno della rinascita di Mahmoud Dahoud

mahmoud dahoud

Tra i 29 giocatori chiamati da Joachim Löw per gli impegni della Mannschaft contro Turchia, Ucraina e Svizzera, solo due hanno ricevuto la loro prima convocazione in assoluto: Jonas Hofmann e Mahmoud Dahoud. Entrambi vengono da una stagione buona, in particolar modo nel finale, ma mentre Hofmann ormai non è più giovanissimo (ha 28 anni) ed ha avuto altri momenti positivi in carriera, per Dahoud si tratta del primo anno giocato a livello tale da meritarsi la convocazione in nazionale maggiore.

Dahoud in Germania ci è arrivato da immigrato: nato nel 1996 in Siria, si trasferisce a pochi mesi di vita con la famiglia nel Nordrhein-Westfalen. Ci mette poco a farsi un nome col pallone. A 14 anni entra nelle giovanili del Fortuna Düsseldorf, nella stagione successiva viene reclutato dagli osservatori del Borussia Mönchengladbach, che lo portano nel vivaio del club, con cui compie tutta la trafila fino alla prima squadra. Si mette in mostra come centrocampista veloce, in grado di coprire molto terreno ed abile tanto nel dribbling e nel trovare spazi quanto nel tenere il possesso e in fase difensiva.

L’esordio assoluto con la maglia del Gladbach avviene nella stagione 2014/15, in Europa League, stagione nella quale Dahoud, da poco maggiorenne, cresce in Regionalliga con la seconda squadra, ottenendo qualche panchina e due spezzoni di gara con la prima. Nell’annata successiva, la musica cambia: con l’arrivo sulla panchina di André Schubert, il ragazzo diventa titolare, giocando bene e convincendo; l’anno sucessivo Dahoud si riconferma: complessivamente, con i Fohlen il centrocampista colleziona 86 presenze, condite da 8 reti e 16 assist. Ottime prestazioni, che inducono l’ambiente e la stampa a descriverlo come come ‘crack totale’.

Dahoud non viene solo dalle prestazioni positive con il Gladbach, ma anche da un buon rendimento con le selezioni giovanili tedesche: in due anni passa dall’Under 18 all’Under 21, giocando e vincendo con quest’ultima il campionato europeo di categoria del 2017.

“Sono cresciuto in Germania e mi sento tedesco; per di più, sono cresciuto passando per vari club qui, e ho giocato per tutte le categorie giovanili della nazionale tedesca dalla selezione Under 18 in poi. Perciò, cambiare nazionale e divenire eleggibile per giocare con la Siria non è nei miei piani. Uno dei miei sogni è giocare per la Nazionale A della Germania un giorno. Se continuo a giocare come sto facendo, ci riuscirò prima o poi”.

È quindi normale che Dahoud attiri inotrno a sé numerose voci di trasferimento in una big europea nell’estate del 2017: la Juve in particolare mette gli occhi sul giocatore, presentando anche un’offerta (respinta perché ritenuta troppo bassa). Alla fine – dopo l’interessamento di Liverpool e Milan – Dahoud, complice la sua volontà di restare in Germania, si accasa al Borussia Dortmund, per ultimare la sua crescita ed esplodere definitvamente.

Purtroppo, anche a causa dei numerosi e frequenti infortuni, che lo tormentano dai tempi del Gladbach e ne condizionano negativamente il rendimento, il centrocampista a oggi ha in parte disatteso le fortissime aspettative createsi su di lui (i dati dicono solo 1 gol e 7 assist in 72 presenze totali), riuscendo ad esprimere al meglio le sue qualità solo a sprazzi.

Certamente il miglior periodo di Mahmoud Dahoud con la maglia dei Borussen è stato il 2020, in particolare quando la Bundesliga è ripartita dopo la pausa a causa del Coronavirus. È riuscito a giocare tre gare consecutive (non accadeva da settembre 2018), partendo addirittura sempre da titolare e fornendo in ognuna delle occasioni un’ottima prestazione. Disgraziatamente, proprio quando sembrava che Dahoud potesse prendersi il centrocampo degli Schwarzgelben per le ultime partite della stagione, nel Klassiker (28a giornata) terminato per 0-1 in favore del Bayern Monaco si è infortunato, rimediando una contusione al ginocchio che lo ha tenuto fuori anche nelle ultime sei gare. La nuova stagione è tuttavia iniziata molto bene per il centrocampista, che ha disputato un’eccellente gara (da titolare e rimanendo in campo per tutti i 90′) nella finale di Supercoppa – nuovamente persa contro il Bayern Monaco

Le ultime, ottime, prestazioni di Dahoud hanno quindi convinto Joachim Löw a dargli una chance per il triplice impegno della Mannschaft. Il giovane di origine siriana è riuscito a debuttare al 79′ dell’amichevole contro la Turchia, coronando così il suo sogno di sempre.

Mahmoud Dahoud è stato infine tagliato fuori dalla lista dei convocati per le due sfide di Nations League contro Ucraina e Svizzera, ma l’esordio deve essere per lui un punto di partenza. Dopo due anni incerti al Dortmund, è riuscito, seppur con molte limitazioni, a riniziare da capo senza abbattersi, arrivando perfino in nazionale, traguardo praticamente impensabile per lui fino a qualche mese fa. Così come il 2020 ha rappresentato per lui, sempre consapevole dei propri mezzi, l’anno della rinascita, ora la prossima stagione deve essere quella della conferma. Affinché anche la gioia di una convocazione in nazionale non sia più soltanto sporadica.

Rispondi