BundesTalenti – Chris “Air” Richards: un texano pronto a prendersi il Bayern

Chris richards bayern

I compagni lo chiamano “Air”, come Micheal Jordan, per il suo atletismo e la sua elevazione. Lui, invece, si è scelto il nickname di East Mamba, chiaro riferimento ad un’altra figura leggendaria della NBA come Kobe Bryant. Sulla distinta di Bayern Monaco-Hertha Berlino, invece, è comparso solo il suo nome di battesimo: Chris Richards. Lo stesso che, qualche ora dopo, è finito sicuramente sui taccuini di diversi giornalisti e Direttori Sportivi, ammesso che non ci fosse già in precedenza.

Fonte: Getty/OneFootball

Dopo due scampoli di partita, uno a giugno contro il Friburgo ed uno a metà settembre contro lo Schalke, il classe 2000 ha infatti fatto il suo esordio da titolare in prima squadra. Nonostante se la cavi bene anche come centrale, Flick ha scelto di schierarlo da terzino destro, ottenendo buone risposte: aiutato dalla prestanza fisica, Richards si è dimostrato un esterno dinamico, propositivo, con ottime proprietà di palleggio; già integrato a buon livello nelle dinamiche di squadra. Il suo bottino in 61 minuti è stato di un assist e un gol propiziato (sul suo cross Lewandowski impatta, ribadendo in rete dopo la respinta di Schwolow ed il tocco di Gnabry), oltre a diverse buone discese pericolose sulla fascia.

Müller a fine partita si è anche ‘scusato’ con lui per avergli tolto la possibilità di un altro assist, segnando in leggero fuorigioco. Ah, l’assist lo ha sfiorato un’altra volta, sempre con un cross da destra, solo che Schwolow ha compiuto un miracolo su Lewandowski.

Nato in Alabama, Chris Richards è uno dei prodotti della “connection” statunitense del Bayern Monaco, ed in particolare della partnership stabilita oramai due anni e mezzo fa con il Dallas FC. Sin dai primi passi mossi in Texas, nell’academy della franchigia di MLS, East Mamba ha mostrato qualità superiori alla media della categoria. Successivamente, ai campioni di Germania è bastato un prestito di sei mesi, a fine 2018, per decidere di acquistarlo a titolo definitivo. Partito il bonifico da un milione di euro, è stato aggregato all’under-19.

Il suo trasferimento ha generato un discreto chiacchiericcio tra Germania e Stati Uniti, ma il direttivo del Bayern ha preferito saggiamente lasciarlo crescere lontano dai riflettori: 29 presenze tra Bundesliga Under-19 e UEFA Youth League nella sua prima stagione in Baviera. Lo step successivo è stato aggregarsi al Bayern II, in Dritte Liga, dove Richards è salito decisamente di livello: quando non infortunato, squalificato o convocato dalla prima squadra, ha sempre giocato. Da terzino o da centrale, Seb Hoeneß non ha mai rinunciato a lui, tenendolo in campo ogni singolo minuto disponibile. Dal canto suo, lo statunitense ha risposto con una serie di prestazioni impressionanti, centrali nella cavalcata verso il titolo di Dritte.

A questo punto, vederlo aggregato al gruppo di Hansi Flick sembra il naturale sviluppo della sua carriera: la concorrenza di Pavard e del neo-arrivato Sarr è sicuramente rilevante (anche se ci si chiede se ci fosse bisogno di acquistarlo, avendo già Richards), ma i problemi fisici che negli ultimi mesi stanno tormentando il francese potrebbero aprire scenari interessanti.

In una brillante intervista a B/R Football dello scorso maggio, un Richards sorridente ed affabile ha spiegato di avere anche un terzo soprannome, merito di una “gang” formata da Robben, Ribery, Rafinha e Alaba. Al suo primo allenamento, i quattro gli hanno chiesto informazioni sulla sua provenienza: nonostante sia nato in Alabama, Richards è cresciuto calcisticamente e non solo a Dallas. Tanto è bastato per farlo diventare Texas. Nella stessa intervista, il talento a stelle e strisce parla di quanto sia stato impressionato dalle prime sedute “coi grandi”, citando le grida di rimprovero dello stesso Robben e la rapidità di esecuzione in campo di Robert Lewandowski. A posteriori, la sua crescita esponenziale sembra più comprensibile.

Nonostante la dominazione continua, almeno in campo nazionale, dell’ultimo decennio, il Bayern sembra dunque già sulla strada giusta per aprire un nuovo ciclo, a partire dai due terzini: se Davies, classe 2000, è letteralmente esploso nel giro di mezza stagione, affermandosi come uno dei più rivoluzionari interpreti del ruolo, Air Richards potrebbe seguire le sue orme. La strada sembra tracciata: in un mondo del calcio che già da un decennio buono vede gli esterni difensivi recitare stabilmente la parte delle ali aggiunte, il Bayern sta portando questo concetto all’estremo. Probabilmente, il gioco del futuro vedrá una “wave” di terzini dotati di una fisicità superiore al comune, estremamente rapidi e dai piedi educati che diventano a tutti gli effetti valide opzioni offensive. Nel caso, saprete chi andare a ringraziare.

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