Jonas Hofmann, il cardine del Gladbach che vuole imporsi in nazionale

Jonas Hofmann

Nei suoi quattordici anni da CT della Mannschaft Joachim Löw ha utilizzato 139 giocatori. Non dovrebbe stupire più di tanto quindi la prima convocazione di Jonas Hofmann, centrocampista, e non solo, del Borussia Mönchengladbach.

La chiamata però sorprende, perché Hofmann non possiede le classiche caratteristiche della new entry. Innanzitutto per l’età: un calciatore di ventotto anni non può certo considerarsi anziano, ma nemmeno di primo pelo. Poi per il percorso particolare, da promessa non pienamente mantenuta al Borussia Dortmund a pedina imprescindibile dei Fohlen di Marco Rose, fino alla convocazione in nazionale.

Hofmann cresce nell’Hoffenheim, mettendo in mostra nell’Under-19 le qualità del centrocampista moderno completo, capace di giocare sull’esterno ma anche in posizione centrale, bravo ad aggredire gli spazi e spesso decisivo negli assist. Nel 2011 viene quindi ingaggiato dal Borussia Dortmund, sempre attento a puntare sui giovani più interessanti. Basta poco più di un anno con numeri incredibili nella seconda squadra (15 gol e 16 assist in 70 presenze tra Regionalliga e Dritte) per convincere Jürgen Klopp a portarlo costantemente con i big, reduci da due Meisterschale consecutivi. L’attuale tecnico del Liverpool lo utilizza in tre occasioni, sempre come esterno d’attacco.

Per il ventunenne sembra solo l’inizio di una carriera da predestinato, perché nella stagione successiva, 2013/14, Hofmann diventa titolare, giocando tra Bundesliga, Champions League e DFB Pokal 39 partite, concluse con 3 reti e ben 10 assist. Poi all’inizio di un anno di grandi cambiamenti per i gialloneri, che si concluderà con l’addio di Klopp, il BVB decide di mandarlo in prestito al Mainz.

L’inizio conferma le impressioni positive sul ragazzo, fino all’ottava giornata. I lanciatissimi Nullfünfer guidati da Kasper Hjulmand si trovano al terzo posto e affrontano l’Augsburg. Dopo 23 minuti si è già sul 2-0, con il primo gol messo a segno proprio da Hofmann. Ma al quarto d’ora del secondo tempo il classe ’92 deve essere sostituito per un problema al ginocchio. La diagnosi non sarà benevola: rottura parziale del legamento collaterale laterale. Quattro mesi di stop, un ritorno complicato e ad aprile l’operazione al ginocchio.

Torna a Dortmund, ma ci resta soltanto pochi mesi. Lo scarso feeling con Thomas Tuchel e l’interesse di Max Eberl lo portano a gennaio a Mönchengladbach. Qui gioca con discreta regolarità, ma altri due infortuni di una certa gravità all’inizio delle stagioni 2017/18 e 2019/20 non gli permettono di dare al Gladbach l’apporto che ci si aspettava da un giocatore con le sue qualità.

Da ormai un anno i problemi fisici hanno smesso di tormentarlo e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, grazie anche all’intesa con Marco Rose. Il 4-2-3-1 dell’ex tecnico del Salisburgo è perfetto per le caratteristiche di Hofmann, ormai inamovibile nei tre dietro la punta. La loro intercambiabilità, le ripartenze veloci, le sovrapposizioni degli esterni e soprattutto le verticalizzazioni improvvise per gli inserimenti da dietro esaltano il gioco dell’ex Dortmund. E i tre assist realizzati nelle prime tre partite della stagione (due contro il Colonia nel derby) sono lì a dimostrarlo.

Ora, inaspettata ma non per questo meno meritata, ecco la convocazione di Löw. Dopo 5 gol in 10 presenze con l’Under21 Jonas Hofmann corona il sogno della nazionale maggiore, con l’obiettivo di non essere solo di passaggio. Perché senza gli infortuni la Mannschaft nella carriera di un giocatore come Jonas Hofmann sarebbe stata una piacevole abitudine.

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